SOAP POLITICS. La storia d’amore tra Barack e Michelle è un film

26 ago

E’ partita la glorificazione di Obama. Vedremo parecchio altro.
Ci stiamo preparando alla costruzione mitologica di una presidenza come non accadeva da Kennedy.
Giusto cosi’, visto lo stato della sfida attuale per la Casa Bianca.

La nuova responsabile della campagna di Trump in TV e la marcia indietro sui musulmani

26 ago

E’ la terza responsabile della campagna di Trump. Piu’ abile degli altri due, cacciati.
Rachel Maddow di MSNBC la costringe all’angolo ma lei si difende bene. Dicendo il contrario di quello che fino ad oggi Trump ha detto sui musulmani.

Quando si parla di Gomorrah in America

25 ago

Ieri sera e’ andata in onda Gomorrah su Sundance TV. Una prima visione.
Sundance TV entra nel 50% dei 116 milioni di case americane che ricevono i grandi networks ( CBS, NBC, ABC, FOX ) e, nella classifica delle 100 reti televisive piu’ viste lo scorso anno, è al posto numero 81, con una media di poco superiore ai 150mila telespettatori al giorno. Ma in aumento del 21% rispetto all’anno prima.
Una nicchia tra le nicchie. Con programmi spesso sottotitolati.
La critica è stata ottima anche se non si è gridato al miracolo, come si è scritto da qualche parte da noi, con la consueta enfasi patriottarda. Da queste parti, in America, a parte il citassimo The Wire, ci hanno fatto la bocca da anni agli antieroi.
Adesso aspettiamo gli ascolti sul lungo periodo.
Insomma lo sbarco di Gomorra in America e’ stato notato, registrato ma la strada del successo, nel paese delle serie tv, appare lunghetta.

Gwakeristas

25 ago

The New York Times di oggi, dopo Luca Sofri.

 

Una vita che aspettavo questo giorno

24 ago

LA CASA BIANCA, memorabilia ( oops! )

23 ago

Dal solito meraviglioso Classic Pics. 
Pablo Escobar con figlio, davanti alla Casa Bianca ????

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LA CASA BIANCA, memorabilia

22 ago

Ieri sera buttavo via carta, per me mission impossible. Ho trovato questa copia del New Yorker del 12 novembre 2008. Impossibile da mettere nella raccolta differenziata.

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Medagliere e tv

22 ago

Ho fatto in tempo a vedere le ultime due giornate di Olimpiadi in America.
Beh qua la “narrazione” c’è. Avoglia. Preparata con cura nei mesi precedenti. Non assemblata a casaccio sul posto. Arriva una medaglia, parte la “narrazione”. L’atleta a casa, l’intervista prima e dopo, ecc.
Leggo del calo di ascolti rispetto a quattro anni fa della NBC che aveva l’esclusiva. E dell’aumento degli spot. Come da trend generalista.
Poi il medagliere. Si da per scontato ( altrove ) che l’America faccia il pieno e che la Gran Bretagna faccia il tre quarti di pieno. Sono paesi in cui lo sport è materia scolastica importante come il greco e latino. Anzi di piu’.
E basta con questa cazzata di storia dei dollaroni. Discorso complesso. Ma semplifico. Le grandi scuole e universita’ pubbliche americane ( che costano ma ci sono le borse di studio ) sono la base del successo. Non Harvard e Yale.

GIRLHOOD

19 ago

Oggi lasciamo Calcutta. Con l’idea di tornarci. Almeno una volta all’anno.
Ci eravamo stati l’anno scorso per una settimana. E poi adesso.
Il cuore del racconto è la casa in cui vivono le 44 bambine e ragazze, a mezz’ora da Calcutta.
L’arrivederci ieri è stato proprio un dirsi “alla prossima volta”.
Quando le ragazze arrivano ai 18 anni il cancello della casa si apre sul mondo e alcune scelgono di sposarsi ( anche prima dei 18 ) altre di continuare a studiare.
Dentro questa scelta c’é tutta la storia di un paese.
Sara’ bello tornarci.
Intanto la storia di quest’anno andrà presto in onda su TV2000.

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Le Olimpiadi, viste dall’India

18 ago

Sabato il ritorno a New York. Queste Olimpiadi le ho sbirciate di notte, da Calcutta.
C’e’ un canale che da la diretta di quello che avviene di “piu’ importante” e altri che sono il frutto di una selezione locale, alla ricerca di atleti indiani. Cosi’ mi sono sciroppato competizioni diciamo “laterali” ai nostri interessi. Come il badminton. D’altronde di solito non passo le domeniche ad emozionarmi per le gare di tiro a segno, armi in genere, in cui noi andiamo forte, non so perche’.
L’India aveva vinto sei medaglie a Londra ma ancora nessuna ad oggi in Brasile e qua regna lo sconforto.
Un paese immenso che non riesce a raggiungere una medaglia genera riflessioni sulla stampa locale.
Ora tutta la pressione è su Sindhu che oggi si gioca la semifinale. Badminton, il tennis in slow motion che ti accompagna dolcemente verso il sonno in queste calde notti indiane.

Treno, per donne

17 ago

Sul treno su cui sono salito oggi c’era, volendo, lo scompartimento per sole donne.
Accade, in India.

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Ferragosto indiano

15 ago

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15 agosto, Indipendence Day in India, numero 69.
Bandiere tricolori ovunque. Leggo che molte arrivano dalla Cina, anche qua.
Leggo anche cifre sullo stato del paese che ritrovo in quello che sto vedendo in questi giorni a Calcutta. Circolano un miliardo di telefoni cellulari nel paese e due terzi degli abitanti possiede un televisore. Anche negli slums. Ma il 90% degli indiani non possiede una autovettura, che non avrei mai detto a giudicare dal traffico pazzesco.

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In questa giornata di festa sono tornato sulla strada, dove ho rivisto la famiglia che ci vive, da sempre. Era stato eretto un palco a cura della politica locale che arriva in queste occasioni con qualche dolce e un succo di frutta per i bambini. Alcune di loro, vestite e truccate si sono esibite in un balletto patriottico.
Lo scarto della vita di tutti i giorni dal palchetto di oggi fa impressione.

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Cosa faro’ da grande

15 ago

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Le 44 bambine della Providence Home, a mezz’ora da Calcutta, vivevano sulla strada, alla stazione.
Ora mangiano, vanno a scuola, giocano. E hanno sogni.
Se chiedi ‘cosa vuoi fare da grande” ti dicono quasi tutte “teacher” perche’ l’insegnante è probabilmente la figura positiva che hanno incontrato. Alcune dicono la poliziotta. E tre di loro, tra le piu’ grandi, mi hanno detto la “air hostess”.
La hostess per la TWA è stato il primo lavoro di mia madre negli anni cinquanta. Sui primi aerei da Roma a New York. E allora mi sono commosso.

L’eta’ d’oro delle serie tv, con problemi

15 ago

Un pezzo da leggere perche’ mette bene in fila i problemi delle serie.
Siamo forse saturi ? O c’è altro ?

Le serie tv in India. Fiction e realta’

12 ago

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HBO e Netflix sono in India. Non nell’India che sto frequentando io in questi giorni, fatta di slums, orfanotrofi e vite sulla strada.
Quando mi capita di vedere un televisore acceso è fisso su Bollywood.
Game of Thrones non va fortissimo nella citta’ della gioia. E anche Netflix, da quello che leggo, non è partita a bomba nei suoi sette mesi di vita indiana. Narcos e Making a murderer le serie piu’ visitate, in attesa della prima indiana originale tratta da Vikram Chandra.
Nel paese a due velocità la globalizzazione televisiva e’ roba elitaria. Non solo in termini di costi. Non s’incastra con il quadro culturale generale. Ma avanza nella classe emergente che viaggia e consuma merci e idee altre da quelle che muovono i “vigilantes delle mucche sacre”, ad esempio. Quelli che lapidano coloro che toccano carne di bovino. Storia di questi giorni. Molto lontana da House of Cards.

Bollywood si fa Hollywood

11 ago

Quasi quattro milioni di views in due giorni per il trailer di PINK, film in uscita locale ( Bengali ).
La stampa fa notare che si apre con la domanda “Sei vergine ?” e si scrive che questo rende l’opera contemporanea.

Sulla strada

11 ago

Cinque figli, 12 anni la piu’ grande. Vivono sulla strada nello stesso luogo occupato dalla nonna da oltre 30 anni.
La mattina, bambini a scuola e genitori al lavoro.
La sera, dopo avere mangiato il riso, si aspetta che la strada si faccia meno rumorosa e frequentata.
E poi, verso mezzanotte, si tira giu’ il tetto di plastica e tutti insieme si dorme sulla stessa asse di legno.

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Se ne parla in Italia ?

11 ago

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Tutte le prime pagine dei quotidiani in India sono incartate con l’annuncio della videoconferenza tra il primo ministro Modi e Putin.
Tema,
la messa in opera avvenuta del primo reattore nucleare di una centrale nel sud dell’India
La centrale, molto discussa e oggetto di proteste, deve ora procedere all’acquisto degli altri due per essere completata.
Obama e Putin, a leggere la stampa locale, in lotta per la vendita.

Un bianco tra i neri di Chicago ( e anche Hillary e Trump ). Il video completo andato in onda su TV2000

9 ago

Upload di oggi, andato in onda qualche giorno fa.
Quel sacerdote bianco nell’area con piu’ omicidi d’America vale la pena. A me pare.

Narrazione olimpionica

8 ago

Becco brandelli di Olimpiadi dall’India che, diciamocelo, non e’ un osservatorio privilegiato in questo caso.
Ogni paese racconta soprattutto i suoi atleti. Normale.
Negli ultimi tempi ci hanno rintronato con questa storia che lo sport deve farsi “narrazione”. Come se Ciotti, Beppe Viola ed epigoni vari di Gianni Brera non siano passati dalle nostre parti. Lo sport è racconto per definizione.
In America, dove leggo che la cerimonia d’inaugurazione è andata malissimo per la NBC ( il peggiore ascolto dal 1992 ) si parla di troppa reality tv per “narrare” queste giornate.
Ci sono le gare e ci sono i risultati. Quelli ci interessano. Lasciamo perdere “the narrative”.
Succede che il surplus di narrazione a capocchia destinata al pubblico femminile del daytime in America ( che si dice sia meno attento al risultato, appunto ) sta apparentemente rimpinzando la televisione di raccontini. Che si vanno a mettere in mezzo al boom di spot venduti per un miliardo e duecento milioni. E cosi’ le competizioni sembrerebbero essere diventate solo la maionese del sandwich.
Questo leggo, dalla lontana India.

E fu monsone

8 ago

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Oggi non ce l’ho fatta. Volevo tornare a trovare la famiglia che ho incontrato domenica alla distribuzione del cibo organizzata da Mission Calcutta.
La mamma lavora a domicilio nelle case. Il padre affitta un riscio’ quando riesce. Vivono sulla strada, coperti da un telo di plastica, con cinque figli di cui tre vanno a scuola.
Mezz’ora di muro di pioggia ha allagato Calcutta. Trenta centimetri almeno d’acqua per le strade. E quindi “a casa” della bella famiglia che vive all’aperto. Domani ci riprovo e spero di trovarli.

In mattinata sono andato all’orfanotrofio di Madre Teresa.

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STREET FOOD, quello con il domicilio fisso

7 ago

Giornata per le strade di Calcutta e sui marciapiedi spesso occupati da baracche o semplici teli di plastica, carbone per cucinare e un’asse di legno per dormire. Tra i passanti e le macchine.
Ci ha accompagnato la responsabile indiana di Missione Calcutta, onlus. E’ conosciuta.
Con lei abbiamo parlato con donne che vivono con i figli da venti, quaranta anni negli stessi due-tre metri quadrati di marciapiede. Dicono “casa mia”. Ogni tanto la polizia arriva a sgomberare e buttare tutto all’aria. Il giorno dopo si torna “a casa”.
Molto spesso mariti inesistenti, fuggiti, spesso ubriachi. I bambini che ho visto vanno a scuola, almeno fino ai 14 anni.
Si cucina a tutte le ore.
Le donne lavorano nelle case ( quelle con un tetto vero ) a fare pulizie tutta la settimana. Stipendio medio 15 euro al mese.
Oggi pioveva e il sogno di molte – ho chiesto quale fosse – e’ un telo di plastica sulla testa, nuovo.

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India, America. 60 anni fa

7 ago

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Dal sempre bello Classic Pics. La prima Miss India, allargatasi in Miss Mondo, autografa il cappello di un soldato americano in Vietnam.

India, ancora

6 ago

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Sono tornato a Calcutta. Terza volta in India negli ultimi tre anni.
Se non vai a cercare quel 6% di indiani che hanno preso almeno un aereo nella vita, racconti il paese di tanti anni fa, quando ci sono arrivato con il mio amico Elio ed eravamo “ragazzi”.
Sono qua a raccontare ancora l’India immobile, quella che vedi dal finestrino del taxi arrivando all’aeroporto di Mumbai o Calcutta. L’India che uno si dimentica da quando nella Silicon Valley, comandano loro. Gli indiani d’America.

Conventions ma non solo in TV, domani sera

4 ago

Si parte da Chicago, “capital murder of the States” , da un sacerdote bianco su cui ha scritto The New Yorker. Da 41anni father Mike è piantato nella sua parrocchia, nella South Side, 99% afroamericani. E si finisce con le due conventions.
Un racconto lungo 90 minuti, su TV2000.

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Miliardari per Hillary

2 ago

Parlando di miliardari, poi naturalmente Mike Bloomberg alla convention democratica.

Ora servirebbero tutti quelli che hanno votato Bernie alla primarie, donando in media 27 dollari. I bianchi poveri.

Il documentario sui big donors che spiega i 27 dollari a Bernie ( senza dirlo )

2 ago

Alexandra Pelosi su HBO tiene in mano una telecamerina palmare e fa domande ai grandi donatori alla politica. Un’altra telecamera, si presume, la riprende in azione perche’ abbiamo spesso un totalino con Pelosi e intervistato.
Il documentario è interessante, divertente e istruttivo, fino ad un certo punto. Nel senso che tante di queste cose le sappiamo. Le sanno i milioni di elettori di Bernie nelle primarie, ad esempio, che hanno donato in media 27 dollari a testa, in un numero che ha fatto la storia.
Quello che è interessante è l’accesso che la Pelosi ha avuto ai megadonors, nelle loro case in cui solo lei poteva entrare, per ovvie ragioni ( Alexandra è una Pelosi e la madre è stata la piu’ influente donna del partito democratico ). Pero’ poi la Pelosi ha fatto un lavoro semplice, chiaro, facendoci conoscere alcuni di questi miliardari che leggiamo nelle classifiche di Forbes e basta.
Sappiamo che chi dona spesso aspira ad un’ambasciata nel mondo, in alcuni casi addirittura a sedersi al tavolo dei ministri. Nessuno scandalo. Si diventa ministri in altri paesi per meno.
Il problema nasce con le donazioni anonime, con quelle delle corporations, ecc. Chi prova a denunciare questa corruzione legale non se la passa bene.
Il lavoro della Pelosi è leggero come la panna sul gelato di cioccolato. Si fa mangiare ma poi servirebbe altro. Una Gabanelli, cosi’ tanto per fare un nome.

Stasera in tv. Doc su John John ( SPIKE ) o politica e soldi della Pelosi (HBO )

1 ago

The ticket

1 ago

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Lo strepitoso Jeff Daniels da Colbert

31 lug