La televisione pedagogica e’ morta. Non da oggi

23 giu

Sto montando due pezzi da 90 minuti ( TV2000 ) di interviste fatte a maggio nelle case di reclusione di Padova ( uomini ) e Venezia ( donne ). Dieci storie. L’altra dozzina di conversazioni andra’ in onda l’anno prossimo.
Tagliando e cucendo, rivedo Raffaele e gli altri. E le altre. I cattivi che mi sembrano buoni. Dopo anni di carcere.
L’Italia di Gomorra e’ qua ( non solo quella, anzi in minima parte ). Nella sala di montaggio.
Ho seguito con molta fatica il dibattito generato dalla messa in onda della serie televisiva. Ridicola la pretesa di “inserire” un buono nel racconto di Gomorra.
Difficile entrare sui paragoni tra i Sopranos e Gomorra.
Sono scritture diverse dentro paesi diversi. Poi pero’ le serie si vendono in tutto il mondo e da noi i Sopranos ebbero poco successo. Anche per una programmazione forse sbagliata. Ma i Sopranos conservano un carattere extraterritoriale e senza tempo che Gomorra non ha. E’ una scrittura ( quella dei Sopranos ) che racconta il bene e il male, l’antieroe, come non si vede da noi.
E’ questo il problema. Non c’entra la televisione pedagogica. Quella e’ morta dopo il maestro Manzi.
Gli ascolti e la televisione commerciale hanno cambiato tutto.
Una volta c’era Drive in. Oggi c’e’ Gomorra.

Cleveland, da LeBron a Trump

22 giu

Si avvicina la Convention repubblicana. Dal 18 luglio a Cleveland, Ohio.

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Piccoli Mike Allen crescono. Ma non da noi. Eppure uno c’e’

20 giu

E’ la newsletter che aspetto ogni mattina, con cui apro la giornata sul Mac. E’ il Playbook di Mike Allen, fino ad oggi di Politico e domani non si sa. C’e’ tutto quello che puoi andare a leggere e vedere in tv sulla politica americana.
E’ la rassegna che ha ucciso tutte le altre.
Da noi il giornalismo opinionato ( della serie chissenefrega ) non ha finora prodotto un risultato simile.
Sarebbe utilissimo. Secondo me un Mike Allen di casa nostra c’e’. Ogni settimana ricevo una sua newsletter. Basterebbe farla diventare quotidiana.

Father’s day

20 giu

Ieri, festa del papa’ in America. Ho letto che molti hanno raccontato papa’ Barack Obama, un bravo padre.
Lo sport tifato mi ha unito a mio padre. Lui della Roma, io della Fiorentina. Tante domeniche passate nel salotto di casa, sempre sulle stesse poltrone mai scambiate, ad ascoltare Tutto il calcio minuto per minuto.
Con mio figlio mastichiamo quotidianamente basket. Siamo tifosi dei disgraziati Knicks. Ma lui e’ soprattutto tifoso di LeBron James e non gli piace il perfettino Curry. Io, da quando James decise di non venire ai Knicks, non lo posso vedere.
Ora mio figlio mi ha inviato la conferenza stampa di James che parla di Cleveland, la sua citta’. Nel giorno della festa del papa’. Siamo lontani in questo mese.
Ecco a cosa serve lo sport in televisione, alla radio, in famiglia.

Thank you for smoking

15 giu

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Zipsters, dopo Orlando

14 giu

Non ho una macchina a New York. Quando serve uso Zipcar, servizio di car sharing come ci sono ovunque.
Non sapevo di essere uno ZIPSTER. Cosi chiama Zipcar i suoi utenti con il video che mi e’ arrivato stamattina dopo la strage di Orlando.

La storia

9 giu

Ora di voltare pagina, Bernie.
Anche una grande campagna “deve capire” quando sono arrivati i titoli di coda.

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Eccola

8 giu

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CALIFORNIA SUNSET, Neil Young

7 giu

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Si vota oggi in California. Ci siamo. Hillary ha i numeri. Bernie i giovani.
Ora di chiudere la partita, comunque.

Piu’ Snapchat, meno Twitter

2 giu

Io lo sapevo da parecchio. Bastava guardare mio figlio.

Differenziata, Roma nord

2 giu

Arrivato a Roma ho trovato ad attendermi sulla porta di casa cinque piccoli contenitori per lo smaltimento dei rifiuti.
A New York dividiamo i rifiuti in tre. Carta, plastica-vetro-metallo insieme e poi il resto. Se sgarri il condominio si becca multe salate, che ti ritrovi poi sulle spese di manutenzione. Anche se e’ stato il tuo vicino a fare di tutta l’erba un fascio.
A Roma invece al massimo della differenziata teorica corrisponde lo smaltimento anonimo.
Chissa’ chi e’ l’autore di questa “dispersione” sotto casa ? Poi dicono, l’antipolitica.

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IL SI ( California, primarie, 1968 )

1 giu

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A sette giorni dalle decisive primarie della California, torna in mente Bobby Kennedy.

Lo spot cinese che lava il colore della pelle

28 mag

Da qualche giorno impazzano le critiche allo spot del detergente cinese che cambia colore della pelle. Senza parole ( per lo spot ).

Quando si bruciano cappellini ( Trump )

28 mag

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Bruciano i cappellini rossi di Trump con il suo slogan “Make America great again”. Tristezza.
Piu’ complesso capire perche’ un candidato ( quello repubblicano, appunto ) ha gia’ la nomination in tasca. Nel paese che ha eletto due volte Obama.
Ci provano in tanti ( a capire ). Ci provero’ anch’io nei prossimi mesi.

L’ora di carcere, nelle scuole

26 mag

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Questa mattina sono andato in una scuola secondaria di Padova con Ornella Favero e quattro ex detenuti.
Come succede da qualche anno dentro il carcere Due Palazzi le testimonianze sono state seguite dalle domande degli studenti.
“Ma non ci potevi pensare prima di commettere il reato?” ha chiesto uno studente. La domanda non e’ ingenua, come potrebbe sembrare. Viene prima di tutto il resto.
E il resto sono racconti molto schietti e dolorosi. Soprattutto quando entrano le vittime. E quelle altre vittime che sono i familiari dei detenuti. I figli che provano vergogna o che ( è accaduto un paio di giorni fa nel carcere ) rivelano ai compagni, amici, che il proprio padre è in carcere.
Da anni Ornella Favero ( premio Nobel per la pace subito ) batte le scuole del territorio e ci porta i cattivi, i colpevoli, quelli che fanno paura. Poi gli stessi ragazzi entrano nel carcere.
Pensavo oggi, guardando quei ragazzi con gli occhi spalancati, che sarebbe bello avere L’ORA DI CARCERE, nelle scuole. Materia obbligatoria. Gli insegnanti ci sono gia’, senza concorsi. Sono i detenuti, quelli chiusi e quelli liberi ( che rimangono detenuti per la maggior parte di noi ).

I cattivi. Non quelli delle serie tv

25 mag

Venerdì scorso ho assistito ad un convegno nel carcere Due Palazzi di Padova. Eravamo l’unica televisione presente (TV2000). Una giornata non come le altre. Per i detenuti e per tutti quelli che hanno partecipato. Magistrati, professori universitari, familiari dei cattivi e dei buoni seduti vicini. Un evento straordinario che si ripete ogni anno, organizzato dalla redazione di Ristretti Orizzonti, la rivista diretta da Ornella Favero, la giornalista che da anni fa lavoro volontario con i detenuti.
In un mese di interviste nelle carceri ho raccolto venticinque storie e molto altro. Ho ascoltato e provato a capire. Il ladro di biciclette e l’omicida.
Ho interrotto il blog per qualche giorno perche’ la sera non riuscivo a togliermi dalla testa quelle ragazze e quei ragazzi invecchiati nel carcere.
Piu’ facile ascoltare il rapinatore della mala del Brenta di quelli chiusi per delitti di mafia e camorra.
Piu’ comprensibili quelli dentro per reati legati a droghe varie di quelli che hanno ucciso le donne che dicono di avere amato o smesso di amare.
Si finisce sempre a parlare di quelli che stanno fuori, genitori anziani, mogli che tirano su figli abbandonati da dieci, venti, trenta anni.
Mi fermo, per ora.

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Morire in televisione

19 mag

60 MINUTES e’ il programma settimanale investigativo piu’ celebre al mondo. E’ in onda sulla CBS dal 1968 e i suoi segmenti hanno fatto la storia.
Entrare nella squadra di 60 Minutes, firmare un pezzo è come vincere un Pulitzer. Rimanerci per anni vuol dire entrare nella memoria dell’elettrodomestico. Alcuni dei suoi inviati sono invecchiati dentro il programma ed è normale ritrovarli ogni domenica anche quando hanno passato gli ottanta anni.
In America nessuno si sogna di mandarli a casa.
Uno di loro si era ritirato da pochissimo e proprio domenica scorsa l’intera trasmissione e’ stata dedicata ai suoi 46 anni di militanza.
Morley Safer se ne è andato oggi all’eta’ di 84 anni. E’ scomparso dopo la sua ultima messa in onda.

La prima volta di Snapchat con una serie tv

17 mag

AMC, la rete di Mad Men, Breaking Bad e Walking Dead, ha lanciato la nuova serie ( Preacher ) con cinque minuti su Snapchat.
Se vuoi andare dai teenagers devi usare Snapchat ( come ho imparato da quando mio figlio, 18 anni, mi ha detto, molto tempo fa, che Twitter, WhatsApp, ecc sono “roba per quelli come te ” ).
“Come te” , traduco, non c’entra solo con l’eta’.

 

Fara’ vendere piu’ televisioni Trump delle Olimpiadi ?

16 mag

Nel luglio 1952 la RCA reclamizzava la vendita dei  televisori per seguire la Convention repubblicana ( quella che nomino’ il generale Eisenhower ).

Il muro

16 mag

Un amico mi segnala questo tweet che gira molto.

Axelrod e Stewart, l’imperdibile dialogo sulle elezioni

14 mag

Non avevo avuto tempo di guardare prima questa conversazione tra David Axelrod ( il “creatore” di Obama ) e Jon Stewart ( il piu’ grande uomo di televisione ora a riposo ).
Ieri sera ho cominciato guardando Crozza molto divertente con Marchionne ma poi ho cominciato ad annoiarmi con il cuoco e le dosi massicce di antirenzismo messe a senso unico nella ricetta del programma e mi sono goduto questo dialogo.
In cui escono fuori tante cose e soprattutto una. Che Hillary, mostruosamente intelligente, è vissuta come finta.
Uso sinteticamente un solo aggettivo. Perche’ all’opposto Trump potrebbe essere percepito come vero.
C’e’ molto altro. Anche sul giornalismo televisivo. Che ha un problema. Non solo in America.

Il carcere della Giudecca. Per Laura

12 mag

Laura scrive poesie e ha vinto premi in concorsi per detenuti.
Domani lasciamo la Giudecca. Posso solo rovinare, montandole, le storie che abbiamo raccolto.
Grazie a una grande direttrice e alle dieci donne con cui abbiamo parlato.

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Will McAvoy su Trump. Se ci fosse ancora NEWSROOM

12 mag

Zingare

10 mag

Nelle carceri femminili ci sono nomadi. E’ cosa nota. Non ci sono solo loro, soprattutto negli ultimi tempi.
Loredana, la piu’ anziana delle tre con cui ho parlato, dice orgogliosamente e disperatamente che “noi zingare nasciamo con un destino segnato”.
Elisabetta ha un cumulo di pene impressionante, avendo messo tante volte le mani nelle tasche di viaggiatori nella metropolitana di Milano.
Meghi ha dato esami universitari di giurisprudenza ma poi è stata presa con il marito, Bonnie and Clyde.
Tutte e tre hanno figli fuori ( e anche dentro ) che bagnano i loro occhi quando ne parlano.
Entrando nel carcere della Giudecca stamattina abbiamo incrociato un’altra nomade con un bimbo piccolo che e’ salita, scortata, su un motoscafo della polizia penitenziaria. Un lungo trasferimento a Foggia, dove domani dovrà essere presente ad un’udienza per un furto. Ho chiesto piu’ volte cosa avesse rubato. Me lo hanno ripetuto piu’ volte. Quattro lamette.

Spritz

9 mag

Oggi ho raccolto le storie di Venere, Elisabetta e Lisandra nel carcere della Giudecca, a Venezia.
Allo spaccio vendono una maglietta fatta dai detenuti maschi con la scritta Spritz. L’avrei comprata ma non puoi entrare con i soldi. Allora sono andato a bermi uno spritz all’uscita.
Lisandra mi aveva lasciato secco con il suo racconto, da Cuba all’ergastolo, a 22 anni. Oggi a 25 anni e’ la cuoca del carcere. Domani assaggio le lasagne.

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La domandona

9 mag

Dicevo che sto facendo interviste nelle carceri. A tutti. Ho letto che c’e’ chi dice che non si intervistano camorristi e mafiosi. Scelte loro su cui sarebbe interessante discutere. Io credo dipenda dalle domande, sempre.
Ho letto oggi sul New York Times l’intervista ad Obama e Bryan Cranston ed ho trovato la citazione di una domanda che faccio sempre:”Ogni uomo cerca di essere all’altezza delle aspettative di suo padre o di rimediare agli errori di suo padre”.

ADDA VENI’ BAFFONE ( a Venezia )

8 mag

Sono arrivato oggi pomeriggio alla Giudecca, a Venezia. Da domani entriamo nel carcere femminile a fare interviste.
Ho fatto due passi lungo il canale. A pochi metri di distanza un circolo ARCI e l’insegna di una sezione socialista dedicata a Riccardo Lombardi.
Oggi Venezia era bellissima, come sempre. La Grande Storia.

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La vita , in carcere

5 mag

Una cara amica mi aveva consigliato di leggere un libro prima di iniziare questo lavoro nelle carceri. La corrispondenza lunga ventisei anni tra un ergastolano e il suo giudice ( “Fine pena : ora” di Elvio Fassone ). Io lo consiglio a voi.
In questi primi giorni di incontri e interviste nella casa di reclusione di Padova ritrovo le pagine che ho letto, interpretate da protagonisti diversi.
Le parole che escono dalle pagine e si vanno a stampare in una telecamera hanno un volto, occhi. E un nome. Biagio, Carmelo, Lorenzo, Gaetano. Alcuni di loro sono chiusi dentro da venti, trenta anni. Alcuni hanno un ergastolo “ostativo”, che vuol dire che non usciranno mai. Allora ti trovi li, a fare domande ma ti gira in testa solo quella cosa. Non usciranno mai.

Un mese in carcere ( e in televisione )

3 mag

Entro da due giorni nel carcere maschile Due Palazzi di Padova. Poi andro’ alla Giudecca di Venezia, in quello femminile. Per un mese ad ascoltare, intervistare detenuti. Per andare in onda su TV2000. Grazie a Don Marco, cappellano e a Ornella Favero, fondatrice di Ristretti Orizzonti, il periodico redatto dentro il Due Palazzi, che organizza da anni incontri con le scuole.
I ragazzi domandano. “Perche’ dovremmo credervi se avete commesso un crimine orrendo ?”
Le storie sono un mosaico che disegnano bene il nostro paese da un punto di vista non scontato.
Specchiarsi nelle nostre prigioni, in questo popolo che le vive ti apre dubbi, domande. Soprattutto sul valore riabilitativo della pena e la detenzione a vita.
Non avevo realizzato quanto profondamente ci riguardano le storie di Biagio, Carmelo, Lorenzo, Raffaele. E vorrei farvi ascoltare gia’ oggi le parole di un giovane detenuto arrivato dalla Cina che hanno commosso gli studenti.
Questa idea straordinaria di portare giovani che vanno a scuola dentro le carceri è il piu’ bel format televisivo mai inventato.

07

L’ultimo meraviglioso Obama alla cena dei corrispondenti esteri

1 mag

Sono lontano da New York ed ho visto ora l’annuale cena dei corrispondenti esteri in cui il presidente si trasforma in comedian per una mezz’ora.
Non perdetevela. Ho iniziato cosi’ il mio primo maggio italiano.
In sala, tra i candidati alla Casa Bianca di quest’anno, solo il “compagno Bernie” (come ha detto Obama).