Dopo gli hipsters, arrivano gli zipsters ( l’ultimo DEXTER e il nuovo RAY DONOVAN al drive in )

19 giu

Il 26 giugno, in un drive in ancora ignoto ( a Boston, New York, Washington, San Francisco ) chi avra’ affittato una Zipcar sara’ invitato all’anteprima della nuova stagione di Dexter e alla prima di Ray Donovan, nuova serie di Showtime.
Ray Donovan ( nuova serie che parte in estate, come accade in America ) e Dexter ( ultima e ottava serie ) andranno in onda dal 30 giugno.

Zipcar e’ la macchina che uso a New York da quando non ho piu’ una macchina in America. La prenoti su Internet per le ore di cui hai bisogno, la ritiri nel garage piu’ vicino a casa. E’ un’idea di condivisione di un mezzo di cui a New York puoi fare anche a meno ma quando ti serve non sei costretto all’affitto dell’intera giornata. Carsharing da Silicon Valley. E ora tvsharing.

Contano gli allenatori o il gioco di squadra ? Showrunners, i Mourinho della tv

19 giu

Fra tutti i websites americani ( The Daily Beast, The Atlantic, The Huffington Post, Slate, Salon, ecc ) vado sempre prima su The New Republic. E’ meno sulle breaking news di tutti ma prova a creare un’opinione altra. Non cavalca l’onda su cui si mettono a rimorchio tutti. Recentemente mi e’ piaciuto un pezzo sugli showrunners televisivi, quelli che ormai chiamiamo cosi’ e che una volta erano i creatori, gli ideatori, gli autori, gli scrittori ma anche tante altre cose, insomma i padroni degli shows, delle serie in tv.
Sono quei signori ( molti piu’ delle signore e magari sarebbe interessante andarci dentro alla cosa ) che hanno rimesso la televisione al centro del nostro romanzo popolare. Ma forse, scrive Craig Fehrman su The New Republic, non e’ tutta merito loro questa eta’ d’oro della televisione che stiamo vivendo ( in America ) e che Fehrman , come tutti, fa partire da Steven Bochco ( Hill Street Blues ) nel 1981.
Ci sono shows che cambiano showrunner ogni stagione e vanno meglio di quelli che non lo cambiano mai. Vanno meglio negli ascolti. Perche’ sono un pezzo di televisione che mani esperte diverse possono guidare allo stesso modo.
Direttori della fotografia, scenografi, costumisti, sono nomi per quelli del giro. Noi pero’ celebriamo sempre e solo i Mourinho della televisione, quelli che allenano squadre dei migliori e che hanno uno sceicco alle spalle che compra tutto.

Domino ( metafora della ripartenza )

19 giu

STOP AND GO. Ripartenza del blog.

19 giu

Il blog , ripulito, prove a ripartire. Stop and go. Come la vita, no ?

Springfield, la citta’ fantasma dei Simpsons, is open for business

10 giu

Universal Studio Resort in Florida ha aperto la strada principale di Springfield, in aggiunta alla Simpsons Ride del 2008.
Springfield, la cittadina che non si sa dove piazzare sulla mappa degli Stati Uniti, ora ha la sua versione da parco a tema. Krusty Burger, Luigi’s Pizza, Moe’s Tavern, ci sono tutti, aperti per business. Reality Show.

John F. Kennedy, 10 giugno 1963, 50 anni fa

10 giu

Il discorso ai laureandi della American University a Washington. Forse il migliore della sua amministrazione.
Il 26 giugno, il discorso di Berlino.

Morti e matrimoni

9 giu

Le prima cosa che guardo nel New York Times della domenica sono le setions Obituaries e Weddings.
Tra gli obituaries oggi mi ha colpito quello di “Abigail Heyman, Feminist Photojournalist, Dies at 70″. Ha scritto la Heyman di se stessa :“I have been a girl child and, in my expectations, a mother. I have tried to be prettier than I am. I have been treated as a sex object, and at times I have encouraged that. I have been married and have seen my husband’s work as more important than my own.”.
Tra i matrimoni, guardo sempre prima quelli gay. Tanti a New York.

Ho visto un film che racconta benissimo oggi, con una pasta antica

9 giu

FRANCES HA e’ un film che ricorda una commedia di Billy Wilder ma e’ il piu’ contemporaneo dei film che ho visto in questa stagione. Una cosa con sapori antichi e non solo per il bianco e nero del film.
E’ un film su New York, anzi molto su Brooklyn, su quelli poco piu’ grandicelli di quelli di Girls. Racconta un passaggio della vita che rischia di rimanere cristallizzato in quelle strade abitate da simili che incontrano simili. Come accade nei ghetti americani piu’ o meno aperti. Ma Frances Ha racconta anche un’altra storia, quella di una amicizia di due giovani donne, di cui una, la bravissima Greta Gerwig, e’ un prodotto originale che sfugge all’omogeneizzazione, anche dei suoi coinquilini della New York dall’altra parte del ponte ( di Brooklyn ). L’altra, Mickey Sumner, e’ la figlia  di Sting e Trudie Styler.
Greta Gerwig, che ha scritto il film con il suo compagno, il regista Noah Baumbach, e’ la nuova grande del cinema americano. Esprime meravigliosamente un disagio in cui moltissime donne si riconosceranno. Una perenne inadeguatezza, una sensazione di essere altrove perche’ quello che c’e’ attorno e cosi’ convenzionalmente gia’ scritto. E spesso materialmente insopportabile. Insomma andate a vedere Greta e il bel film di Baumbach, che gia’ con The Squid and the Whale aveva insistito sulla Brooklyn in cui e’ nato.
Manco a dirlo Gerwig e Baumbach sono la coppia numero uno del nuovo cinema americano. Greta, nel film, fa un breve, infelice viaggio a Parigi. Quello di Baumbach con il cinema francese dura invece da una vita. Ha chiamato il figlio Rohmer e credo si guardi tutte le sere un film di Truffaut.

Le bambine che cantano l’inno americano alle partite della NBA

9 giu

Prima degli incontri sportivi ufficiali, in America, viene cantato l’inno americano. Sempre piu’ spesso da bambine. Come nella prima partita delle finali in corso della NBA.

http://youtu.be/BaER2RB6Hjs

Il conduttore rapper del TG

8 giu

Brian Williams e’ il popolare conduttore del TG della sera della NBC.
Da Jimmy Fallon hanno estratto il conduttore rapper.

La caccia agli 88 pianoforti di New York

8 giu

Dal 2006 la nonprofit SING FOR HOPE piazza 88 pianoforti in luoghi pubblici della città’ di New York. 
Idea per assessorati alla cultura senza idee.

PUSSY RIOT, il documentario su HBO ( e dove se no ? )

8 giu

Due della sporca dozzina delle Pussy Riot hanno presentato a New York il documentario che andra’ in onda lunedi su HBO.
Sempre su HBO, la televisione che ha rifondato la televisione.

Le 20 migliori sitcoms di tutti i tempi. Io dico MASH ( ahi, queste classifiche )

8 giu

The Christian Science Monitor ha rimesso ai lettori la scelta delle 20 migliori sitcoms di tutti i tempi. Quindi non i critici questa volta. Ha votato el pueblo unido che ha decretato che Seinfeld e’ prima e MASH seconda. Io avrei detto il contrario ma Seinfeld e’ piu’ profondamente americana. Le classifiche valgono quello che valgono. Per me The Wire e’ la serie piu’ bella di sempre e Mad Men al secondo posto. Altri la pensano diversamente. Io stesso cambio idea. Evviva.

OK GO. “All is not lost”. Il trasloco della musica

8 giu

OLK Go e’ la band di Chicago che mi piace parecchio. NPR e’ la radio che ascolto sempre. Tiny Desk Concerts sono i concerti che NPR ospita nella sua sede, piccoli, grandi gioielli.
Succede che NPR cambia sede a Washington per i suoi concerti da camera ( 277 fino ad oggi ) e lo fa con accompagnamento degli OK Go. Il pezzo che suonano e’ “All is not lost” ( Non tutto e’ perso ) che, tirata per i capelli e’ anche una bella metafora del post qua sotto, quello con cui questo blog e’ tornato.

Il blog e’ tornato. Dopo un’operazione a cuore aperto

7 giu

Per due giorni questo blog si e’ fermato. Una finestra di quelle che minacciano cose terribili avvisava chiunque si azzardasse ad entrare nel blog. Il restauro terminera’ in un paio di giorni ma intanto si ricomincia. Almeno questa brutta cosa e’ servita a farmi capire quanto ci tengo.
Ho fatto pensieri malsani che vi risparmio. L’operazione a cuore aperto di Simone ( grande ! ) e’ riuscita. Come il Teddy del video, il blog e’ riparato. Le brutte cose che aveva nella pancia sono, per ora, estratte. Stavo per mettere in pausa questo blog. Adesso me lo godo ancora un poco.

Quelli che Bradley Manning

5 giu

BLONDE ON BLONDE, il racconto di Al Kooper

5 giu

GAME OF THRONES, filosofia e parole

5 giu

Ho letto “Game of Thrones and philosophy” e ho scoperto solo ieri che tutta la collana delle serie tv e la filosofia e’ pubblicata anche in Italia da Ponte alle Grazie.
In molti casi e’ piu’ bella l’idea dei contenuti. In questi casi la raccolta dei saggi e’ tirata per i capelli e sembra piu’ un esercizio retorico. In altri, come in quello su Mad Men, mi sono appassionato di piu’. Un segno comunque di come sia allargata la conversazione sulla televisione. Un buon segno.
Attendo con ansia ” Medico in famiglia e la filosofia” e soprattutto ” The Cesaroni and philosophy”.

Le mezze stagioni esistono sempre

5 giu

Ci sono giorni, quasi tutti, in cui apri il computer e leggi cose che ti chiedi dove nascano, perche’?
E giorni in cui pensi di mettere in pausa il blog, come e’ gia’ accaduto e riaccadra’ tra non molto. Insomma, dipende. Dipende da come sei messo, da che fase nella vita stai attraversando. Come mi piace “dipende”…
Oggi leggo su La Repubblica che ci sarebbe un trend della disconnessione tra chi e’ troppo agganciato alla rete. Non lo chiamerei un trend. E’ che ogni tanto serve un intervallo.

A Saul Bellow la televisione non piaceva tanto

5 giu

Quando VICE ha festeggiato i due milioni di sottoscrittori al canale You Tube

4 giu

Sebastiao Salgado. The silent drama of photography

4 giu

Oral basket

4 giu

L’inchiesta vecchio stile piu’ importante della storia del giornalismo, 77 anni dopo

4 giu

Questa storia pubblicata oggi dal New York Times la conosco bene. La insegnano alla Scuola di Giornalismo della Columbia, quella creata con una donazione di Joseph Pulitzer. E’ la storia di un’inchiesta giornalistica affidata nel 1936 da Fortune al giovane James Agee e al fotografo Walker Evans. I due trascorsero molto tempo nell’estate in Alabama per raccontare la vita di tre famiglie di agricoltori affittuari, raccoglitori di cotone. Le immagini sono diventate icona fissa della narrazione della povertà in America, anche oltre la Grande Depressione. L’articolo non fu mai pubblicato perche’ Agee non avrebbe accettato la riduzione ed edizione proposte della rivista. Questione controversa perche’ altre fonti dicono che Agee non consegno’ mai il pezzo.
Agee difese la sua storia che e’ diventato nel tempo un libro imperdibile ( allora vendette 600 copie ) per generazioni di giovani americani che provano, ancora oggi, a fare il mestiere di raccontare la realta’ ( “Let us now praise famous men”, pubblicato da Il Saggiatore in Italia, “Sia lode a uomini di fama”). Ora esce finalmente il pezzo integrale di Agee di 30mila parole. La storia la potete leggere sul New York Times.
Con Gianmaria Giulini abbiamo intervistato un anno fa a lungo Dale Maharidge che insegna giornalismo alla Columbia ed ha scritto un libro su questa storia, sempre pubblicato dal Saggiatore ( “E i loro figli dopo di loro”) ripercorrendo le strade in Alabama battute da Evans e Agee.
James Agee e’ morto nel 1955 a 45 anni e in vita il suo lavoro passo’ non apprezzato. Nel 1958 gli fu assegnato un premio Pulitzer.
P.S. Questa storia si incrocia bene con il post qua sotto sul Chicago Sun-Times e, volendo, si incrocia ancora meglio con tutto.



Il blog del fotografo licenziato dal Chicago Sun-Times

4 giu

Rob Hart era fino a cinque giorni fa uno dei fotografi del Chicago Sun-Times. Licenziato e sostituito dai giornalisti nominati sul campo fotogiornalisti.
Hart documenta la sua nuova vita con un iPhone nel blog che ha creato.
Lo stesso smartphone che ora e’ nelle mani dei neovideofotografigiornalisti.

Game of Thrones, il tema

4 giu

“Avessi saputo a 18 anni quello che so oggi”

4 giu

Stephen Fry fa tante cose ( attore, producer, scrittore,ecc ) ed e’ meglio conosciuto per la sua partnership con Hugh Laurie ( il dottor House ). I due sono amici dai tempi in cui frequentarono l’universita’ di Cambridge e spesso lavorano a progetti insieme.
In questo video Fry dispensa riflessioni che possiamo chiamare, volendo, consigli per la vita.

Perche’ la social tv in Italia non va

3 giu

Provo sempre a sfuggire a paragoni tra la televisione italiana e quella americana. A margine di una discussione in corso ( vi diro’ ) solo sue righe. La crisi di ascolti dell’elettrodomestico e’ tendenzialmente inarrestabile, ovunque. Che fare ?
In America ci si batte alla morte per abbassare di un punto l’eta’ media dell’ascolto. In Italia ci si batte alla morte per conservare l’ascolto, a costo di alzare l’eta’ media. Tutto qua.
Come volete che in questa situazione un hashtag appiccicato ad un programma possa fare lievitare la social tv ? Se si fa di tutto per allontanare gli under 30, quale pubblico digitalmente analfabeta si pensa di potere raggiungere ?
Domande nel vento a chi non studia cosa e’ diventata la conversazione sociale in televisione e non si chiede perche’ in America questa sia oggi al centro di ogni pensiero forte sul futuro dell’elettrodomestico.

Franca Rame, per il New York Times

3 giu

Il ricordo, oggi.

THE KILLING, nuova serie e nuova distribuzione ( evviva )

3 giu

E’ ripartito The Killing, terza stagione, con le canoniche due ore iniziali che si ridurranno ad una dalla prossima domenica. La serie traslocata a Seattle dalla Danimarca , dove e’ originata, e’ stata a lungo una delle cose piu’ promettenti viste in tv due stagioni fa. Poi la decisione, sull’onda del successo, di non chiudere il primo caso nella stessa stagione ma di sbrodolarlo nella seconda fece infuriare i followers ( come ormai possiamo chiamare i telespettatori dei diversi culti ). Ora si e’ ripartiti da quello che ormai e’ un classico, il femminicidio.
The Killing e’ bello perche’, ad andatura lenta, ti fa entrare dentro i protagonisti, senza scoprirli al primo dialogo. Mireille Enos , l’investigatrice, e’ bravissima. E’ un puzzle a cui manca sempre un pezzo.
Ma non e’ questa la novita’ di questa terza stagione. Mentre in America la serie va in onda su AMC ( la rete di Mad Men , The Walking Dead, Breaking Bad ) in Inghilterra, Irlanda va in streaming grazie a Netflix, che e’ il modo migliore ormai di vedere tutte le puntate di seguito. Come un romanzo, che se ti va una sera di leggere due, tre capitoli lo puoi fare. Tutto il vecchio modo di programmare le serie e’ improvvisamente invecchiato. Antimoderno.
The Killing sembrava destinato alla chiusura dopo la seconda stagione ed e’ stato resuscitato anche grazie all’accordo globale con Netflix.
C’e'sempre da imparare nel mondo della vecchia televisione per chi ha voglia di sbirciare oltre la dogana di Chiasso.