LA VITA E’ BREVE. Come dice questa bella pubblicità. Enjoy

23 feb

Arizona, da Goldwater a oggi

23 feb

Ho finito di leggere poco prima del dibattito tra i quattro candidati repubblicani in Arizona questo bel libro scritto da Tom Zoellner.
La ricostruzione della strage in cui furono uccisi in sei e feriti in diciotto, tra cui la Congresswoman Gabrielle Giffords, e’ incorniciata nella storia dello stato più’ giovane d’America, che proprio quest’anno festeggia i suoi cento anni di vita. Zoellner, l’autore, e’ stato volontario della campagna della Giffords e suo amico.
Dell’eco di questa storia solo una traccia significativa sul palco in cui la CNN ha mandato in onda l’ultimo dibattito prima del Super Tuesday del 6 marzo. Quando Gingrich, lo storico del gruppetto, ha detto che Obama e’ “the most dangerous President of the history on National Security”, il piu’ pericoloso della storia sulla sicurezza nazionale”. Vabbe’.


Comodamente seduti i quattro hanno scambiato colpi, non mortali. Gingrich, come spesso accade nei dibattiti, e’ emerso con quel suo tono assertorio, definitivo e con un paio di citazioni a ritroso. Romney e’ riuscito nell’impresa di mettere Santorum, l’emergente, sulla difensiva nonostante la sua ribadita presa di posizione contro il salvataggio dell’industria dell’auto. Santorum ha provato a riproporre i temi a lui cari della conservazione religiosa su contraccezione e homeschooling ( ha detto ancora una volta che tutti i suoi sette figli studiano a casa e non frequentano scuole pubbliche e private ). Santorum ha perso quel blue collar blues, quella sensibilità’ per gli operai di fabbrica che ne avevano fatto un candidato diverso dagli altri. Ora fa il crociato a tempo pieno ed e’ meno interessante.
L’Arizona, con Florida e Nevada, sono gli stati flagellati dalla crisi immobiliare. Più’ di 150mila edili sono a casa dall’inizio della crisi, oltre quattro anni fa. Su questo andavano centrati dibattito e messaggi ma non e’ avvenuto.
Romney si era giocato in questi giorni la carta dell’endorsement che ricevette dallo stesso Santorum nel 2008, contro McCain. Solo divertente per le parole spese allora dal suo avversario di oggi.

Dopo stasera capisci perche’ le voci sulla possibilità di un nuovo candidato repubblicano promosso dall’establishment potrebbero non essere campate in aria. Qua , nello stato di Goldwater, sembrava di vedere una anteprima-replica della disastrosa sconfitta repubblicana del 1964.

Romney si e’ giocato in questi giorni la carta dell’endorsement che ricevette dallo stesso Santorum nel 2008, contro McCain.
Ron Paul e soprattutto Gingrich hanno i fondi per continuare.

Fashion

23 feb

Campionati europei e cani

22 feb

Contro le stragi di cani randagi in Ucraina, sede dei prossimi campionati europei di calcio.

IL TEST CHE PIACE ALLA CHRYSLER ( e poi donne e motori )

22 feb

E’ cosa nota che GM e Chrysler presero e portarono a casa il bailout che Ford non prese. Oggi i conti di GM e Chrysler sono un’altra faccenda. La sfida e’ riaperta.
La fetta di mercato che interessa le tre grandi dell’auto di Detroit , in questo caso, e ‘ quella dei pickups. Aveva cominciato la Chevy ( marchio GM ) con lo spot del Super Bowl, facendo emergere solo il loro pickup da un’apocalisse.
La Chrysler ( e il suo marchio RAM ) ha risposto con una pubblicità’ più’ tradizionale. Il Test, fatto in casa.
E ne ha aggiunto altri ancora più’ tradizionali, sulla linea “Donne e Motori”.

Viaggi. Da Victoria’s Secret a Glenn Beck

22 feb

Kylie Bisutti ha vinto nel 2009 la competizione per modelle probabilmente più’ importante d’America. La “Victoria’s Secret Model Search” che va in onda su la CBS e da più visibilità’ di qualsiasi concorso di bellezza. Poi Kylie dice di essersi resa conto che posare in mutande e reggiseno era diventata una cosa che guardavano gli uomini, non le donne a cui sono venduti i prodotti. E che il suo “corpo e’ una cosa sacra, solo per suo marito”. Lo ha detto a Glenn Beck, l’evangelista radio-televisivo, convertito mormone.

“Dov’e’ il teleprompter ?” Le biografie non agiografiche che noi ci sogniamo

22 feb

Questa e’ una delle scene ( qua più estesa ) contenuta in CLINTON, la ( definitiva ) biografia di Bill Clinton , presidente degli Stati Uniti dal gennaio 1993 al 2000, che ho visto per due serate (lunedì e ieri, martedì ) sulla PBS, all’interno della serie American Experience. Poco meno di quattro ore, senza spot, come usa la televisione pubblica.
Una ricostruzione meticolosa e appassionante al tempo stesso. Non tutti d’accordo, naturalmente. Parte della critica non ha apprezzato la mancanza di notizie su finanziatori, amici della famiglia Clinton. Ma nessuno ha eccepito sul racconto degli scandali, Lewinsky compresa, che hanno punteggiato la presidenza Clinton. Una narrazione anche drammatica, a tratti commovente quando il punto di vista assunto e’ stato quello di Hillary o Chelsea. Mai comunque segni di triste subordinazione, di omaggio dovuto. Cose dell’altro mondo. Rispetto a quello che conosciamo.

And the Oscar goes to, domenica

22 feb

Quello che decide chi e’ cristiano e chi no

22 feb

Franklin Graham e’ il figlio di Billy, l’evangelista in capo della Chiesa Bianca per decenni. Chiamato a MSNBC a pronunciarsi sulla fede cristiana degli sfidanti per la Casa Bianca ha scatenato il solito putiferio con queste dichiarazioni. Santorum sicuramente cristiano, per Obama invece meglio chiederlo a lui.

Mardi Gras ( in TV )

21 feb

Oggi a New Orleans, scuole, uffici chiusi.
Mardi Gras, Fat Tuesday, Martedi grasso.

Il fattore Adelson

21 feb

Sheldon Adelson e’ magnate dei casino’, all’ottavo posto nella lista Forbes dei più’ ricchi d’America, sedicesimo nel mondo, sostenitore di Gingrich nelle primarie repubblicane. Ha già donato 10 milioni al Super PAC di Gingrich e promette molto altro.
E
‘ sostenitore della causa di Israele, soprattutto.

The butterfly tattoo

21 feb

Sveglia o dropout. Se sei afroamericano

21 feb

Il testimonial sbagliato per State Farm, compagnia di assicurazioni. L’idea e’ quella di far dire a LeBron James , il numero uno del basket mondiale, che non bisogna abbandonare la scuola. Lo studente dormiglione e’ afroamericano. Quando arriva in ritardo a scuola vedo dietro a lui, forse, solo una studentessa di colore. In classe la studentessa bionda e’ puntuale al suo posto. LeBron James e’ titolare dello stereotipo per cui dai ghetti si emerge giocando con la palla. Il massimo di abbandono scolastico e’ poi tra gli ispanici. Tutto sbagliato.
Ci voleva quel ragazzo di Harvard che conosciamo da un paio di settimane.

Il New YORKER sul film muto, di moda. Tempi moderni

21 feb

Il New Yorker di questa settimana torna sulla moda del “silent movie”. Ci dice che dal 1912 al 1929 solo in America furono prodotti più’ di diecimila film muti. E poi che The Artist , candidato a dieci Oscar domenica prossima, e’ poca cosa rispetto ad alcuni capolavori di allora. Sono d’accordo. Poi, naturalmente, David Denby per il New Yorker analizza, storicizza e minimizza ( The Artist ).

Il barbiere di Birmingham. Candidato all’Oscar

21 feb

“The Barber of Birmingham: Foot Soldier of the Civil Rights Movement” di Robin Fryday e Gail Dolgin e’ uno dei documentari ( categoria brevi ) candidati all’Oscar.
L’elezione di Obama nel 2008 vista attraverso gli occhi di un attivista del movimento dei diritti civili. Il suo negozio di barbiere e’ un museo di storia, a Birmingham, Alabama, dove si e’ fatta la storia.

Roller Coaster a Buenos Aires. Che bel video

20 feb

Fate il vostro film ( Ridley Scott giudice )

20 feb

Aspen ( la Cortina d’America ) e le ragazze Obama

20 feb


(AP Photo/Aspen Daily News/Chris Council)

Questa e’ settimana di vacanza nelle scuole pubbliche e private di gran parte d’America.
Leggo che le due ragazze Obama e mamma Michelle sono ad Aspen
( settimana bianca ) ospiti  di una coppia di sostenitori della campagna di Barack, il presidente. Dalla Casa Bianca precisano che la vacanza e’ a spese dei coniugi Obama.
Aspen, Colorado, e’ il luogo più caro d’America, sul mercato immobiliare. Chi la abita ha in larghissima maggioranza la pelle bianca. Su You Tube ho trovato questo.

NAKED CITY

20 feb

Da tempo appaiono immagini sulla stampa e su blog, a New York, delle finestre dello Standard Hotel, albergo di moda nel Meatpacking District. Di solito le finestre vetrate in palazzi simili non permettono di vedere all’interno.
Dalla bella passeggiata nel parco sopraelevato chiamato High Line si guarda dentro l’albergo. La cosa e’ oggetto di discussioni sul narcisismo e/o il riflesso voyeurismo che le vedute sviluppano. Da una parte e dall’altra motivi di riflessione. O anche no.



Ci siamo, tra poco più di un mese torna la televisione. MAD MEN

19 feb