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Si torna a casa, dopo le conventions. Se volete un riassunto, eccolo

29 lug

Due settimane alle conventions repubblicana e democratica. E’ la mia quarta volta, dal 2004.
Abbiamo girato cose che vedrete presto. Ma se volete leggere quello che è successo a quella democratica e continuare  a seguire le elezioni americane iscrivetevi alla newsletter di Francesco Costa.
Non potrei farlo meglio.

Hillaryland. Il video di Shonda Rhimes

29 lug

Shonda Rhimes e Betsy Beers ( che vuol dire Grey”s Anatomy, Scandal, ecc. ) per il biopic che introduce Hillary alla convention.
Impressionante cosa puo’ fare una voce narrante straordinaria ( Morgan Freeman ) su un materiale video cosi’ cosi’.

C’era una volta

29 lug

 

Il giorno dopo degli ascolti. Se Ted Cruz batte Obama non c’è piu’ religione. E c’è trippa per Trump

28 lug

Il risultato degli ascolti televisivi complessivi delle conventions aveva dato nel paragone a distanza dei primi due giorni una chiara vittoria dei democratici. Michelle Obama, Bernie Sanders, Bill Clinton, ecc contro Melania Trump, Rudy Giuliani, Chris Christie.
Poi è arrivata ieri sera. La serata di Obama ( e Bloomberg e Joe Biden ). Quella che si pensava fosse una vittoria a tavolino, ancora prima di giocare. Una serata straordinaria. Invece ha portato a casa piu’ telespettatori il moscio Ted Cruz repubblicano.
Riflettiamo gente. Riflettete. Non lasciatemi solo e disperato.

Mamma mia che serata. Masterclass in politica. Tutti a scuola, ragazzi

28 lug

Se ci fosse una masterclass in politica, nell’arte della manutenzione della scrittura e del modo di porgere un discorso bisognerebbe rimandare a loop questa serata.
La performance di Michelle Obama per me rimane ineguagliabile ma stasera abbiamo assistito a qualcosa di irripetibile nel suo complesso.
Interpretazioni diverse, calate in personaggi diversissimi, hanno prodotto una raffica di interventi anti Trump articolati, ricchi di citazioni, battute.
Temevo i sanderisti fischiassero Bloomberg ma nessuno ha ucciso Trump come lui e allora il miliardario, indipendente, è uscito tra gli applausi.
Mi ha emozionato Joe Biden, il vecchio Joe, politico di professione, che respinge l’odio generico per la classe politica con un discorso tutto orgoglio da vecchio centromediano metodista ( per chi mastica calcio ).
Anche Tim Kaine, il vicepresidente designato, l’uomo-medio, ha tirato fuori una prestazione da all star game, considerando le sue attitudini non eccelse.
E poi è arrivato Obama. Ormai conosciamo il suo mantraspeech, che consiste nel raccontare storie di un’America dipinta da Hopper e incorniciata nella Silicon Valley.
Dice adesso in televisione uno storico della Casa Bianca che nessun presidente uscente ha mai abbracciato in modo cosi totale un candidato a succederlo.
Ti rimpiangiamo gia’ Barack Hussein Obama.

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Clintoneide

27 lug

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La convention di Hillary è stata nei primi due giorni anche quella di Bernie Sanders, il suo unico sfidante nelle primarie ( altri sono caduti subito ).
Bernie ha accettato la sconfitta, puntando ad emendare la piattaforma politica del partito democratico che esce, sulla carta, mai così progressista nella storia.
I due si sono abbracciati, i delegati delle due parti hanno ingaggiato una gara di grida nell’arena, hanno pianto, hanno riso.
Tutto ha contribuito al dramma.
Raccontarlo non è semplice, anche perche’ siamo atterrati a Philadelphia in una convention caotica come sono sempre quelle dei democratici, con tantissime cose da vedere e ascoltare anche fuori dallo spazio dell’arena. E poi il disastro del wifi che non va, del lager in cui siamo. Nulla a che vedere con la convention repubblicana che cominciava alle sette di sera, costruita solo per la televisione, dove tutto funzionava anche perche’ era solo una riunione di famiglia ( Trump ) senza la “noiosa presenza” dei potenti repubblicani che hanno disertato l’adunata.
Ieri poi dopo la proclamazione ufficiale della nomination di Hillary, una piccola parte di delegati di Sanders ha manifestato la sua delusione, andando a cercare visibilità nel tendone dei media.
Ad un certo punto c’erano piu’ telecamere su di loro di quanti fossero loro stessi.
Ho parlato con un’insegnante, delegata di Bernie dalle Hawaii. Faceva tenerezza. Si era pagata il viaggio in gran parte di tasca sua per venire a Philadelphia. Non si faceva una ragione del compromesso finale raggiunto da Bernie con Hillary.
Ho provato a dirle che “it’s politics”…e Bernie è in politica da quando è nato. E che Hillary è la prima donna candidata alla presidenza degli Stati Uniti.
Una giornata storica, provano faticosamente a dire anche le televisioni, oggi. Non per Kate, dalle Hawaii.

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Michelle

26 lug

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Quando sento un discorso come quello di ieri di Michelle Obama penso sempre alla politica italiana. Alle mogli ( ma anche ai mariti ) di chi fa politica in Italia. Silenti, assenti, ignoti. Meglio cosi in tanti casi.
Ieri sera Michelle Obama ha tirato fuori parole che hanno commosso, travolto la convention.
Un mare di occhi lucidi accanto a me. Impietoso il paragone con Melania Trump.
E’ stato uno di quei giorni in cui mi tengo stretto il mio secondo passaporto e controllo di non averlo perso.

Sarah Silverman for president

26 lug

Questo blog dice da sempre che Sarah Silverman, di professione attrice comica, è meravigliosa.
Ieri sera si è superata. Ha zittito i seguaci di Bernie come di solito non si fa in politica, in occasioni ufficiali almeno.
Ha sostenuto Bernie Sanders nelle primarie e ora tranquillamente si prepara a votare e sostenere Hillary.
Come faccio io.

Il ponte di Paul Simon alla convention democratica racconta una meravigliosa serata

26 lug

Tanti oggi scrivono dei famosi tra i democratici che si affacciano alla convention democratica. Se paragonati ai quattro poveracci di quella repubblicana è come dire che la Juventus e la “mia” Fiorentina hanno fatto la stessa campagna acquisti…
Nel mezzo di una serata molto tesa con i delegati di Bernie che non ne volevano sapere di mischiarsi a quelli di Hillary è arrivato Paul Simon che ha eseguito un solo pezzo.“Bridge over troubled water”.
Mai titolo è stato piu’ azzeccato di questo per raccontare una serata comunque fantastica.

Il mestiere di informare (e Trump)

26 lug

Frank Rich da leggere.

Blondes ( FoxNews )

26 lug

Megyn Kelly e le altre.

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LOVE TRUMPS HATE. Il cartello che domina nella convention democratica. Sara’ vero ?

26 lug

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Il cartello viene agitato da tutti i delegati nell’attesa della grande serata con Michelle Obama, Elizabeth Warren e…Bernie Sanders.
Il gioco di parole con Trump dice che l’amore trionfa sull’odio. Vediamo se sara’ vero tra poco, intanto.

L’ultimo videoregistratore

26 lug

Non li fabbricheranno piu’. Mi sembravano appena nati.

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Democratici, da oggi

25 lug

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Il digital divide di Hillary

24 lug

Un divertente pezzo della critica cinematografica e televisiva del New York Times ci racconta perche’ lei e Hillary non sono esattamente “tech-savvy”.

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SE HABLA Español

23 lug

 

Gli ascolti tv ? Romney, quattro anni fa, piu’ di Trump

23 lug

Nella lunga stagione delle primarie Trump candidato ha regalato a tutte le televisioni ascolti mai realizzati prima, soprattutto nei numerosi dibattiti in onda.
Trump ha utilizzato la televisione e, viceversa, la tv si è nutrita di lui.
Arrivati alla convention di questa settimana ci si aspettava un boom di ascolti.
Invece, andando a vedere i risultati, sembra che il piatto Romney di quattro anni fa abbia portato a casa qualche decina di migliaia di telespettatori in piu’.
Il New York Times ci ricorda che, in questo breve intervallo di tempo, è andata avanti la fuga dalla televisione stessa. Aggiungerei da quella live, in tempo reale.

Jon Stewart su Trump, visto da cinque milioni in 24 ore

23 lug

Gotham City , according to Mr.Trump

22 lug

Un’America cupa, nera, “infestata” da criminali, stupratori, assassini chiede di essere liberata da Mr. Trump, il supereroe. Sinteticamente questo il discorso con cui Donald Trump si è candidato alla Casa Bianca per il partito repubblicano.
Discorso gridato, come aveva fatto Giuliani. Chissa’ perche’ urlano questi settantenni. Forse perche’ ci sentono poco. Sentono pero’ l’umore, le paure di un’America non minoritaria. E questo rende le prossime elezioni piu’ incerte di come pensano in molti, credo.
Sepolto il vecchio partito repubblicano, Trump ha raccontato un’America alla deriva, anche se è naturalmente sempre “la piu’ grande nazione sulla terra”.
La convention dei figli di Trump si è risolta in un appello a “my father”, al padre ( piu’ nonno in realta’ ) che scende in campo per salvarci.

Mai nominati una volta

22 lug

Non ho sentito fare il loro nome una sola volta nei quattro giorni della convention repubblicana. Bush, McCain, Romney.
16 anni di storia spazzati via. Aspettando Ivanka e suo padre.

Musulmana, americana. E repubblicana

21 lug

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Avevamo incontrato Saba a Washington. E l’abbiamo ritrovata a Cleveland.

Reality o fiction ? La manutenzione del teleprompter secondo Trump

21 lug

Ci si chiede che fara’ Trump stasera. Se usera’ il teleprompter o no.
Se recitera’ un copione. O se improvviserà.
Opinione diffusa è che fara’ le due cose. Trump ha iniziato a leggere dal podio quando la materia si fa piu’ delicata. La sua forza è stata finora quella di pensare a voce alta, di dire quello che la pancia di una parte dell’elettorato non arriva a dire. Tutto e il contrario di tutto.
Tutto il contrario dell’attenta manutenzione del teleprompter esercitata da Reagan e poi da Obama.
Uno era attore ( Reagan ) l’altro è il rappresentante ufficiale del teleprompter nel mondo ( Obama ). Nessuno lo usa meglio, con piu’ naturalezza.
Il conduttore dei realities ( Trump ) si dovrà adattare a stare dentro uno script. Forse.

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Melania ha risposto alle accuse

20 lug

Buttatela in galera

20 lug

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Ieri sera mi ha fatto impressione.
Chris Christie, governatore del New Jersey, ex pubblico ministero, ha recitato un’arringa contro Hillary Clinton. L’uditorio della convention ( scarso ) è stato chiamato a fare il controcanto con il grido corale “lock her up” ( buttatela in galera ) che ha punteggiato l’esortazione.
Hillary una criminale. Quando gli ex magistrati si buttano in politica questo accade. Il carcere è il loro orizzonte. Per gli altri. Lo stesso Christie ha infatti qualche problema e vedremo che succederà.
Christie è stato uno dei 17 candidati agli inizi delle primarie repubblicane ed è stato un serio candidato ad essere il vice di Trump. Ora è tornato a fare quello che faceva prima di mischiare la politica con la magistratura.
Questa convention che demonizza Hillary, dicevo ieri, ha abbandonato la politica.
E’ il prodotto di un ibrido tra social media e tv che genera solo negatività. Non che Hillary sia un’anima candida. E’ il candidato sbagliato dei democratici ( detto mille volte ). Ma questo vento giustizialista fa paura. E anche un poco schifo.

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In memoria della politica ( la convention repubblicana )

19 lug

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Arrivando alla Convention oggi ho seguito per caso un gruppo di quattro poliziotti incamminati nella stessa direzione. Non uno di quelli che abbiamo incrociato lungo la strada ha mancato di dire loro “grazie”, “buon lavoro”. Soprattutto uomini e donne di colore. Anche un paio di abbracci.

Arrivati qua, nella grande arena deserta ( si riempira’ dopo le 17 ) riordino le idee dopo quello che è stato definito il primo“disastroso” giorno dei trumpisti a Cleveland.
La vittoriosa campagna da mastino di Trump nelle primarie buca la prima uscita nelle elezioni generali.
Prima il tentativo abortito dei delegati di nove stati di rompere il vincolo con il voto a Trump ha denunciato una rumorosa divisione nel partito. Poi attori da isola dei famosi di casa nostra ( ovvero serie b ). A seguire gli attacchi a Hillary in stile pacchiano, anche quando fondati. Per finire il discorso di Melania, la moglie di Donald, che ha scatenato applausi ma poi si è scoperto che le parole erano identiche a quelle pronunciate da Michelle Obama nel 2008 e oggi non si parla che di plagio, in televisione. Prima di Melania l’anziano Rudy Giuliani si è sgolato a dirci quanto Trump sia un bravo padre di famiglia ( di tre famiglie in effetti ).
Dimenticavo. Melania è stata introdotta con perfetto understatement da “We are the champions” e dallo stesso Donald.
Un mio amico repubblicano con cui ho parlato poco fa è disperato.

Sono contro l’accanimento tricologico nei confronti di Trump e soprattutto la banalizzazione del suo “messaggio” elettorale. Avremo tempo di parlarne perche’ seguiro’ queste elezioni per la televisione.
Trump è pragmaticamente arrivato al cuore della crisi americana. Ha amplificato paure e difficolta’ materiali.
Il problema è che ha svuotato completamente la competizione elettorale della politica. Del bello della politica. Che in America è anche la visione, l’ottimismo. Roba che non c’entra con l’ideologia.
Non c’e’ piu’ Reagan ( per stare nel campo repubblicano ) ma addirittura nemmeno Bush. E infatti la famiglia dei due presidenti è stata ignorata e direi francamente anche presa per il culo.
La storia dei nomignoli affibbiati da Trump a tutti i suoi avversari ha livellato la politica all’asilo Mariuccia. A questa convention parleranno i suoi figli, dopo Melania. Sembra di stare ad una assemblea di venditori del Folletto, alcuni parenti tra di loro.

La tendenza a parlare dei politici come di gente che non ha mai lavorato è cosa a noi nota, anche alle nostre latitudini. E’ una cazzata ma funziona.
La passione politica è cosa buona. Portare a casa risultati non è un’attività slegata da questa passione. Altrimenti meglio vendere i Folletto.

18 delegati neri e 2454 delegati bianchi

19 lug

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Girando per la Convention repubblicana vedo solo visi pallidi. Sono andato a controllare e i delegati eletti afroamericani sono 18.
La Convention della famiglia Trump e’ monocolore.

Una convention di famiglia

18 lug

Sono a Cleveland e stamattina piove.
Nell’albergaccio in cui sono la tv è fissa su FoxNews. Un mio vicino di caffe’, che ha sentito parlare italiano, mi ha quasi urlato ” Dite a Hillary che la odiamo”.
Le televisioni alternano le immagini dei poliziotti uccisi a quelle della famiglia Trump che ha trasformato la convention in una riunione di famiglia. Ascolteremo la moglie, tutti i figli e vari dipendenti di Trump. La privatizzazione della convention e’ fatta.
Manchera’ al completo la famiglia Bush e il governatore repubblicano dello stato in cui siamo, l’Ohio, Kasich.
Stasera parla Melania, la modella slovacca, moglie di Trump. Beautiful.

Cleveland, Little Italy

18 lug

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Formentera , Italia

16 lug

Sezione Travel del New York Times di domani. “On a Spanish island, Italian charm”.
Sottotitolo: “Loved by Italian tourists and soccer players…”

160 anni dopo, Trump. Si parte

16 lug

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La prima Convention repubblicana, nel 1856. A Philadelphia, dove avra’ luogo quella democratica subito dopo la repubblicana.
160 anni dopo, Trump. Da lunedì, a Cleveland.