Vivere a PARK AVENUE, Upper East Side ( PBS )
20 mag
20 mag
Ho ricevuto molti suggerimenti per descrivere l’ultima giornata del campionato di calcio.
Volevo chiudere con un classico ma poi e’ arrivato questo ( grazie Gianni ). E ha battuto tutti gli altri.
20 mag

“Hold the future in your hand with Sony.” 1962
Dopo l’Introduzione, Ieri, Domani arriva Oggi, la televisione della prossima stagione e di quella in corso. La televisione che non si ferma e va sotto l’ombrellone per tre mesi come quando andavamo a scuola e come, mi dicono succeda, in paesi lontani con tanta storia storia alle spalle e poca televisione nel futuro.
La televisione e’ un flusso con una narrazione diversa rete per rete. Il famoso romanzo popolare, per chi e’ capace di scriverlo. Il flusso e’ tale se non si interrompe. Non servono uffici studi per vedere come va in America, il paese che ha inventato l’elettrodomestico. Basta aprire Emtertainment Weekly alla rubrica ( What to Watch ) guida dei programmi tv di questa settimana. Ogni giorno c’e’ un “series finale” e un “series debut”, finisce una stagione e se ne apre un’altra, quella estiva.
La novita’ per tutti i networks sono le “limited editions”, miniserie di 15 episodi e mini nel senso che non sono ordinati i tradizionali 22 a stagione. Con 22, per tenere occupato lo slot, il posto nel palinsesto, vanno in onda repliche per coprire la stagione. Il nuovo quadro pieno di offerte, con una competizione cresciuta, impone investimenti piu’ aggressivi. Ad esempio, la CBS ha presentato le 15 puntate della nuova serie Hostages, che sara’ seguita, la settimana dopo la fine, dalle 13 di Intelligence ( con Josh Holloway di Lost ).
Fox ha presentato undici serie nuove e due limited editions. Ed e’ il network che piu’ di altri ci ha tenuto a dire di essere diventato “una social tv”, con una partnership annunciata con Twitter. Ma il problema sono le idee, naturalmente. Una alla Lost ma ci si accontenterebbe di un’altra alla Good Wife. Si vedra’ se ci sono. Difficile riconoscerlo nelle presentazioni che sono shows con mitragliate di trailers. Piu’ facile riconoscere antiche somiglianze.
Per NBC ( 17 nuovi shows in preparazione ) da Ironside a The Blacklist a Night Shift echi di Hannibal e E.R. L’unico show che ha funzionato veramente e’ The Voice. Solo due sitcoms resistono ( Parks and Recreation e Community ) e i tentativi piu’ pubblicizzati sono quelli del Michael J Fox Show, ispirato alla sua vita e “About a Boy,” dal libro di Nick Hornby. Revolution, partita bene, e’ andata calando negli ascolti. Bocciato il newsmagazine Rock Center con Brian Williams, la star del telegiornale.
Per CBS, con la sitcom The Crazy Ones ( con Robin Williams ) siamo sull’onda di Mad Men ( e McDonald’s ) e su quella del nuovo trend di girare con una sola camera ( come lo show di Michael J Fox ). Elementary va molto bene. Dei vari CSI resiste solo l’originale.
Per ABC sempre buone le performances di Modern Family, al quarto anno, piu’ Scandal e Nashville, l’unica serie drammatica dello scorso anno ad essere stata rinnovata. Attesa per “Marvel Agents of S.H.I.E.L.D.” ispirata a The Avengers. Ballando con le Stelle sara’ ridotto da due a una serie l’anno.
Per Fox il declino di American Idol non e’ stato compensato da XFactor, che non ha avuto il successo sperato. Bene The Following con Kevin Bacon e, tra le quattro drama series nuove, attesa per un nuovo J.J. Abrams ( Almost Human ) e Sleepy Hollow. Glee perde colpi.
La moria di shows e l’ondata di pilots ad ogni stagione e’ un classico ma questa volta si e’ respirato tra i grandi networks un nervosismo eccezionale. Da fine di un’era. Per le ragioni che ho provato a dire nelle puntate precedenti ma anche per una concorrenza, alta e bassa, ormai straordinaria, vincente. A parte il successo di serie come The Walking Dead su AMC o The Bible su History, quelli di cui poco si parla sono autentici fenomeni di ascolto come Duck Dynasty sul canale minore A&E con una puntata finale che ha sgominato la ricchissima concorrenza al mercoledì sera e con un episodio finale da 10 milioni di telespettatori e un boom nella fascia demografica decisiva per Madison Avenue, quella dai 18 ai 49 anni.
Il docureality sulla famiglia della Louisiana che racconta l’America profonda non piace a tanta critica entusiasta ( giustamente ) di Game of Thrones, Mad Men, Homeland e di tutta quella televisione alta sulle pay tv che ha messo in crisi i networks ( con l’eccezione del New York Times che ha parlato di tv di svolta ). Ma li ha messi in crisi di identita’, di seguito sui social media, di contorno mediatico, non di ascolti. La televisione dei mestieri strani e pericolosi, la televisione della realta’( non quella degli studi ) la narrazione delle nicchie ( rieccole ) che parlano una lingua ignota ai grandi pubblici hanno riacceso gli schermi televisivi della middle class americana. Che poi questi siano tutti prodotti esportabili con il medesimo successo non credo. E che a me piacciano sempre tanto Homeland, Game of Thrones e Mad Men poco importa. Della televisione salvata dai docurealities pero’ si parla poco e la puzza sotto il naso ce la dovremmo togliere, tutti.
19 mag
Nella sezione Metropolitan del New York Times della domenica ho appena visto, spiaggia per spiaggia, un rapporto su dove andare al mare dalla citta’ , in Connecticut, Long Island, New Jersey. Che uno si dimentica che questa e’ una citta’ di mare.
PS A me piace andare in metropolitana a Coney Island ( e farmi un hot dog da Nathan’s )
19 mag
Il nuovo film dei fratelli Coen, presentato a Cannes, racconta il Village di New York, inizi degli anni 60. E Dave Van Ronk, amico di Dylan e tanti altri, arrivato dalle vicine Brooklyn e Queens, con chitarra e gatto. Non e’ la sua biografia ma ci gira attorno. Cinquanta anni fa, il mondo come era, da queste parti.
18 mag
La University of Virginia e’ una delle migliori universita’ pubbliche americane. Oggi, per il tradizionale commencement speech ai laureandi e alle loro famiglie , e’ stato invitato Colbert, il comico.
18 mag
Sto facendo un giro nelle universita’ americane parlando con italiani, studenti e professori.
Pochi gli undergraduates ( la laurea in quattro anni ) un esercito i graduates ( il dottorato di ricerca ) una marea i professori.
Ieri Alberto Bisin, uno dei fondatori del blog Noise from Amerika e professore di economia alla NYU da molti anni, mi diceva di una nostra “sovrarappresentazione” rispetto alla popolazione accademica degli altri docenti europei, alla popolazione italiana e a quella americana. Senza contare i “visiting professors” invitati a tenere corsi, fare ricerca a tempo determinato.
Sono pochi i ragazzi italiani che arrivano qua a 18 anni, tenuti lontano da costi molto alti ma anche da tanta cattiva informazione. Invece i graduate students, quelli che arrivano in America dopo la laurea italiana, sono tanti e pagati bene, soprattutto negli Ivy League colleges, quelli famosi e ricchi, da Harvard a Princeton, alla Columbia, a Yale, al MIT, ecc.
Sono storie belle , uno sguardo sull’Italia da lontano pieno di scoperte.
18 mag
Pete Pin e’ un fotografo, documentarista con una mostra in corso nel Bronx.
Le immagini sono davvero belle. Raccontano la diaspora cambogiana dai killing fields ai campi per rifugiati in California, alla precaria situazione odierna di decine di migliaia di famiglie. Molti i deportabili dopo tanti anni di America.
18 mag
You Tube all’attacco schiera una line up di comici per una settimana. Sarah Silverman, i Gregory Brothers, Ben Stiller, Vince Vaughn, Seth Rogen, Ricky Gervais tra loro.
Per ora gratis. L’idea che si vuole passi e’ che You Tube produce anche contenuti realizzati da attori celebri. Non solo gattini, bambini e saranno famosi per un miliardo di consumatori al mese. Contenuti per cui un giorno, non lontano, si potrebbe pagare.
17 mag
Sono giornate di semifinali dei playoffs di basket sulla costa est e quella ovest. Ascolti televisivi terremotati.
17 mag

“Hold the future in your hand with Sony.” 1962
Prima Domani di Oggi ( lunedì prossimo ) in questi tre pezzi di appunti sparsi sulla televisione che vedremo. Dopo la Introduzione e Ieri, siamo alla tv fuori dalla tv, quella digitale che vorrebbe farsi televisione, che dialoga con quella o prova a fare da sola. Le presentazioni dei Digital NewFronts sono avvenute un paio di settimane prima di quelle degli Upfront dei grandi networks.
I risultati si sono visti subito per Netflix, il player piu’ ambizioso. Salto in avanti a Wall Street, con il raddoppio del valore delle azioni in un anno, da quando e’ iniziata la nuova fase di produzione autonoma di programmi ( l’annuncio per House of Cards e’ del marzo 2011 ). Nel 2013 c’e’ stato il sorpasso degli abbonati a Netflix su quelli a HBO, 30 milioni circa ognuno. Come dire, il nuovo sulla qualita’. Si era gia’ vista un anno fa l’aria che tirava ma oggi la sfida al vecchio totem e’ ufficialmente lanciata.
Se ci vorremo un giorno segnare una data per l’avvio di questa storica competizione sara’ la mezzanotte del 1 febbraio 2013, quando tutti insieme i 13 episodi della prima stagione di House of Cards sono andati online. La rivoluzione sta nel fatto che in decine di migliaia si bevettero le tredici ore di seguito nelle prime 14 ore. Il fenomeno di iperserializzazione e’ allo studio nelle compagnie che si stanno buttando nel business televisivo. Senza pubblicita’, una stagione tutta di seguito, senza aspettare i DVD dell’anno dopo. E’ la rottura della macchina del tempo della pubblicita’ e dei palinsesti costruiti per distillare l’ascolto.
Questo ascolto non e’ indifferente allo strumento che usiamo per consumare televisione. Rivelatrice e’ la lettura del Nielsen’s March Cross Platform Report che ci dice chi sono i fruitori della “Zero Tv”, quelli che la guardano esclusivamente su computers e strumenti digitali ( e pagano i 7.99 di Netflix al mese contro gli 87 in media della tv ). Un terzo di questi cinque milioni sono sopra i 44 anni, sono baby boomers come me. La scommessa di chi fa tv e’ quella di non perdere questo segmento che e’ vitale per il consumo elettronico e non solo quello. Perche’ questo e’ anche un segmento molto attivo nella social tv che e’ ora il mare in cui tutti stanno provando a nuotare ( va forte l’applicazione Facebook di Netflix che permette di seguire cosa guardano gli amici ). Vale la pena notare che a seguire questo trend la tv sarebbe tutta sport, realities e talent ( con qualche eccezione come il fenomeno The Walking Dead ). Non tutte le sere sono in onda i Grammys e partono 200mila tweets al minuto. La hashtag tv punta a vivere non solo di riflesso. L’uso medio di Internet in una casa americana e’ cresciuto da 10GB a 18GB mensili nell’ultimo anno e questo e’ il dato su cui si ragiona a Madison Avenue.
Il problema e’ la pubblicita’. Netflix e Amazon non devono vendere chilate di 30 secondi. E possono giocare di rimessa, prendendo ( come sta accadendo ) le serie che vengono mollate dai grandi networks. Si portano cosi’ dietro basi di fans fedeli, strappandole alle grandi televisioni. O se ne costruiscono di nuove con sistemi come quello che si e’ inventato Amazon : 14 numeri zero tutti insieme online, lasciando al pubblico decidere quale mandare in produzione.
AOL, Hulu e poi You Tube, per dire solo dei piu’grandi stanno inondandoci di web series. Con un modello di business ancora da disegnare. Ci prova You Tube a far pagare per contenuti fino ad oggi gratuiti. Il problema e’ che il paywall arriva forse tardi. You Tube e la tv digitale sono da sempre l’alternativa free alla televisione attaccata ai cavi di casa. Difficile cambiare una concezione del mondo dopo averla generata.
Alla terza puntata, lunedì, sulla televisione piantata nel salotto di casa.
16 mag
Dalla BBC , alla NBC ma non alla Rai, dove in pochi guardano quello che succede oltre il cavallo.
THE OFFICE e’ stata televisione ripensata, rivoltata. Girata in “documentary style” con una distanza tra realta’ e fiction misurabile nei video qua sotto. Straordinario il legame con il pubblico che apprezza questa distanza accorciata con gli attori.
Per questo anche l’addio non e’ il solito mix di emozioni alla fine di un lavoro. L’impasto della vita di chi ci ha lavorato e di chi lo ha guardato e’ struggente. Stasera puntata doppia con una seconda parte di backstage, interviste e feste, una cosa che non accade mai in prima serata. Si chiama mockumentary ( al cinema , prima ancora che in tv , una lunga storia ) ma possiamo chiamarla anche “vita”. Anzi, la vita e’ bella.
16 mag
Ricevo email che chiedono a quando le due puntate sulla televisione della prossima stagione e l’altra del futuro prossimo.
Entro lunedì tutte e due. ABC e CBS hanno gia’ fatto le presentazioni e quello che bolle nel mondo digitale e’ piu’ interessante ancora. Almeno per me. Per la stampa italiana pochi stracci. Tanto scrivono della televisione migliore del mondo.
16 mag
Jimmy Kimmel, conduttore del talk show della notte di ABC, ha un segmento fisso titolato Mean Tweets, Tweets offensivi, cattivi.
Li fa leggere ai famosi a cui sono indirizzati.
PS Non ho una posizione sulla questione. Anzi, forse si non avendo mai aperto i commenti al blog e non usando Twitter ( ma apprezzandone alcuni )
16 mag
Dopo Seth Meyers anche Bill Hader abbandona Saturday Night Live. Se ne va dopo otto stagioni il numero uno dello show, con addio sabato prossimo, ultima puntata della stagione, Ben Affleck ospite.
Hader si e’ trasformato in tanti famosi ma il personaggio piu’ grande ( per noi italiani ) e’ stato quello inventato, Vinny Vedecci, il conduttore di talk show italo-americano. La scenografia e’ quella dell’austero, impeccabile Charlie Rose della PBS. In questa cornice minimalista Vinny Vedecci e’ il gigante dell’intervista . Come fare senza ?
15 mag

“Hold the future in your hand with Sony.” 1962
La televisione che verra’, nella prossima stagione e anche dopo, e’ quello che di cui si parla in questa settimana di presentazioni del nuovo che avanza nei grandi networks e non solo. Nella introduzione ho detto del quadro frammentato, mobile dell’ascolto che ha terremotato i broadcasters ma non gli investitori pubblicitari che credono nell’interazione ( e anche nella corsa parallela ) di primo e secondi schermi.
Questa prima delle tre parti ( Ieri, Oggi, Domani ) sullo stato della tv prova a tendere il filo che unisce vecchio e nuovo, il passato, il magazzino della memoria televisiva e la sua applicazione contemporanea. A proposito di applicazione la ABC, prima tra i grandi, ha introdotto la visione live su iPhones e iPads a New York e Philadelphia, stazioni locali che possiede direttamente e non una delle altre 200 a cui fornisce contenuti nel quadro dell’alleanza del network. La difficolta’, in America, di stringere accordi che riguardano l’intero territorio del paese per mettere in onda lo stesso programma e’ un punto di forza e debolezza insieme nel nuovo quadro composito di una sommatoria di nicchie ( c’e’ chi non puo’ piu’ sentire la parola “nicchia” e si attende il nuovo sinonimo ). In Utah non si vedono tutti gli stessi shows che si vedono a New York, per ragioni censorie o di gusto ma anche per ragioni tecniche. La grande infrastruttura televisiva e’ diseguale con aree di sviluppo, ricerca e produzione diverse che incidono anche sui contenuti. Basta vedere la geografia delle visioni streaming e gli affitti di Netflix per trovare una conferma.
La visione suburbana e’ piu’ legata alla tradizione di quella metropolitana ( e questo non e’ un dato esclusivamente americano ). L”esempio della Ruota della Fortuna e’ un classico ma ancora piu’ calzante e’ quello della serie Bonanza. La serie western in onda dal 1959 al 1973 continua a produrre soldi e ascolti in un circuito che tanto secondario nella fase attuale non e’ piu’. 699mila spettatori ad episodio su TV Land sono un bello spicchio. E 733mila per MASH, l’altra serie immortale, un altro ancora.
La vecchia televisione continua a vivere e si attrezza per andare oltre la sua mortalita’. Netflix, il grande distributore, dopo il suo ingresso nella produzione ha resuscitato due gloriose sitcoms che saranno tra breve visibili tutte di seguito in streaming. Hulu ha fatto lo stesso con la soap “All my children”, in vita per 41 anni dal 1970 e ora di nuovo “in onda online”. Grande e’ la promozione soprattutto per il ritorno di Arrested Development, il 26 maggio, con 15 episodi. Solo tre stagioni su Fox per Arrested dal 2003 ma ha generato un vero e proprio culto. Non sono pochi quelli che la mettono al primo posto tra le sitcoms. Non per l’ascolto ma per la scrittura. La possibilita’ di vedere e rivedere su Netflix ogni episodio rende perfetta la dimensione della rete per Arrested e lo sarebbe per chissa’ quante altre serie. che zappano a fatica ascolti nelle generaliste. Sara’ possibile vedere la sitcom in vari modi, decomponendo la struttura. Ormai piu’ del 70% dei 33 milioni di sottoscrittori di Netflix guardano solo televisione e non piu’ film ( 300 milioni investiti in produzioni nei prossimi tre anni ). Quando si parla di una visione spalmata e concentrata per tribu’ affini non basta fermarsi all’ascolto differito nell’arco della settimana, del mese. E’ la nuova complessita’ televisiva che arruola nuovi players ogni giorno. Perche’ poi la questione centrale rimane sempre la stessa : chi li conta, ad esempio, i milioni di telespettatori di Netflix giovani-vecchi ?
14 mag
La serie animata di interviste ritrovate dalla PBS aggiunge una nuova perla. Wilt Chamberlain, il giocatore di basket che ha fatto la storia di questo sport, parla della difficolta’ ( e anche di qualche vantaggio ) dell’essere molto alti.
14 mag
Questo post non c’entra. O forse ci becca piu’ di tutti.
Ho detto altre volte che apro la giornata con un sito per tifosi di calcio del campionato di casa nostra ( Fiorentina News ).
Chi segue e ci capisce sa che nell’ultima giornata di domenica prossima il Milan andra’ nella Champions e la Fiorentina no. Penoso riferirvi di rigori negati e dati.
L’ultima speranza della Fiorentina e’ il Siena che incontrerà il Milan. Il sito citato in apertura di questo post elenca una lunga serie di cose, ricavate dai social media, che i fiorentini sarebbero disposti a fare se il Siena facesse il miracolo. Mi associo.
14 mag
Dal Sundance Channel la nuova serie di Isabella Rossellini dopo Green Porno e Seduce me. La Rossellini si e’ reinvetata. Le mamme animali, questa volta. Idee e coraggio.
14 mag
Steven Soderbergh, alla sua ultima prova, e’ il regista del film su Liberace che HBO ( ” Behind the Candelabra” ) si prepara a mandare in onda il 26 maggio. Il New York magazine racconta la storia del film, incrociandola a quella di Liberace, il gay non dichiarato, re di Las Vegas. E’ anche la storia di Kirk Douglas, del suo tumore, del suo ritorno.
14 mag
Dopo mesi, settimane di voci l’annuncio uffiicale. Torna Jack Bauer per una “limited edition”. 12 ore ( una dozzina di puntate ) invece di 24.
13 mag

“Hold the future in your hand with Sony.” 1962
Questa e’ la settimana in cui i grandi networks americani ( e quindi globali ) presentano la televisione che verra’. Nel prossimo autunno ma anche questa estate perche’ la stagione estiva e’ da sempre usata per testare nuovi programmi e la televisione si ferma solo in quei paesi che non producono numeri zero.
Soprattutto nel caso dei canali premium, come qua chiamano le pay tv che escono fuori dai pacchetti prepagati ( HBO, Showtime, ecc ) l’estate e’ una stagione come le altre, solo con l’aria condizionata invece di quella calda.
Nelle settimane scorse si e’ gia’ saputo molto. Vi provero’ a raccontare nei prossimi giorni in tre puntate (Ieri, Oggi, Domani ) quello che potremo vedere sul primo, sul secondo e su tutti gli altri schermi piantati in casa e in quelli mobili.
Il segmento demografico che preoccupa i broadcasters e i misuratori degli ascolti della Nielsen e’ quello che viene ormai chiamato lo Zero Tv Segment, soprattutto i 18-49 che non hanno in casa il telefono fisso e non sottoscrivono piu’ l’abbonamento tv con le compagnie di providers. Succhiano contenuti esclusivamente dai loro strumenti digitali, mobili, alle ore non canoniche. La Nielsen ha da poco quantificato ottimisticamente il mercato televisivo del 2014. Dovrebbero essere 115.6 milioni le case americane che riceveranno programmi tv ( 1.2% superiore alla stagione in corso ). 294 milioni di americani con un aumento del 1.6% in un anno ( mentre le cifre ufficiali rivelano un calo dal 2010 di quasi tre punti da 87.3% a 84.7% ). Queste magnifiche sorti e progressive saranno tali solo grazie all’inclusione nel campione e nella somma totale di coloro che guardano tv esclusivamente attraverso una connessione broadband. E’ la vecchia storia dell’annullamento del nemico con l’annessione. Siamo tutti sulla stessa barchetta a guardare la stessa isola dei famosi. Come ? Dettagli.
Sui dettagli pero’ Madison Avenue vuole saperne di piu’. Impressionante la sfilata di nomi che sono stati in grado di sparare, alle presentazioni dei Digital Content NewFronts, Yahoo, Hulu, AOL, Amazon, Netflix,ecc. e gli stessi grandi networks nelle loro declinazioni per il web ( tutto nella puntata titolata Domani ). Il mondo nuovo e’ tra noi e convive con quello piu’ antico che va sempre molto forte, grazie alla qualita’ e ai budgets. Due cose che non vanno necessariamente insieme e lo vedremo nelle tre puntate a seguire.
La torta che Madison Avenue mette al forno in televisione continua a crescere, segnale di una crisi in via di superamento, almeno nelle aspettative di Wall Street che ha toccato nuovi massimi in questi giorni. $66.35 billions nella stagione in corso, in salita rispetto ai $64.54 billions del 2012 e una previsione di raggiungere i $75 billions nel 2017. La fetta di torta spesa nella pubblicita’ digitale e’ ancora piccola rispetto a quella tradizionale. $4.14 billions quest’anno, piu’ del doppio del 2011. Per il 2017 la previsione e’ di un nuovo raddoppio, arrivando a superare dunque i nove miliardi di dollari. Una crescita tumultuosa, piu’ veloce di quella televisiva classica.
Sarebbe straordinariamente appassionante una serie televisiva su Madison Avenue e le corporations dei nostri giorni. Invece finisco qua questa introduzione per andare a vedere l’ultima puntata di Mad Men, sesta stagione, anno di grazia 1968.
12 mag
Seth Meyers era il mio candidato ( anche o solo perche’ tifoso di quelle pippe dei Knicks, dolore familiare ). Ora e’ ufficiale.
Formera’ con Jimmy Fallon la nuova coppia della notte di NBC.