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Tutto quello che si è detto non avrebbe senso, oggi

26 Nov

Maradona e Napoli. Maradona e l’Argentina. Maradona e il mondo.
Maradona in uno stadio vuoto, impensabile.
Il calcio a cui assistiamo, distrattamente, in questa fase è da PlayStation.

Thanksgiving

26 Nov

La storia dalla parte delle giovani donne native, vittime.
Quello che a scuola non dicono.

Pfizer e Moderna, come in una serie tivù

22 Nov

The New York Times racconta la storia della corsa al vaccino, che ho finalmente capito.
Una start up che corre con l’aiuto di Washington e un gigante farmaceutico che ne fa a meno. Un inquilino della Casa Bianca che preme per l’annuncio prima del giorno delle elezioni. Un risultato che sembrerebbe simile, in percentuale (il 95%).
A questo punto, aspettiamo una nuova stagione di questa serie.
Io, intanto, sono pronto a farmeli tutti. I vaccini.

Costumes

21 Nov

Fondamentali.

Distinti

17 Nov

Mio padre, tifoso malato della Roma, mi portava allo stadio nella tribuna chiamata Distinti. Solo stasera, vedendo il documentario su (e di) Totti che Sky Cinema ha appena mandato in onda ripenso a quei “Distinti”. Perchè chiamarono Distinti quei posti di fronte alla Monte Mario dove stavano quelli che spendevano il doppio o la riempivano con biglietti omaggio ?
La mia prima volta (credo di averlo scritto in questo blog ) coincise con un Roma- Fiorentina ed avevo quattro o cinque anni. Da allora per me fu Fiorentina senza nulla avere a che fare con Firenze, non un amico, non un parente, niente.
È andata così.
Stasera alla fine del documentario Totti piangeva e tutti allo stadio piangevano.
Ciao, papà. E forza Roma.

Visioni

16 Nov

Ho citato molte volte Aaron Sorkin in questo quasi decennale blog.
Oggi ho finalmente finito di vedere il suo The Trial of the Chicago 7, su Netflix. Mi sono commosso. Mi accade spesso in questo periodo.
Storia del 1968, Chicago. Mica il 2019, Washington. Forse.

La cozza cinese

15 Nov

Comincio sempre il rito dello sfoglio digitale dei quotidiani dalle cronache locali. Sono anche quelle che leggo. Le edizioni nazionali le sorvolo per atterrare solo su rubriche e autori abituali.
Parto dalle cronache di Firenze, per le ultime (tristi) novità sulla squadra tifata.
Oggi sono stato rapito (e scosso) da un pezzo sui pesci nell’Arno. Mi è sembrato una (stiracchiata) metafora di altro. Il titolo, “La cozza cinese scaccia l’anguilla”.
Riassumo la ricerca documentata. Da due secoli pesci, crostacei, molluschi introdotti nel fiume hanno sconvolto gli equilibri autoctoni. Anguille e lamprede scomparse. Lucci, tinche, vaironi sarebbero ormai rarità. Al loro posto nuotano gamberi “killer” della Louisiana, cozze cinesi, pesci gatto americani.
Una globalità ittica che ha ridotto al 6% quella indigena.
La storia ha origine agli inizi del secolo scorso quando, per sfamare la popolazione cresciuta a Firenze, si decise di introdurre “specie definite opportuniste che si adattano facilmente, mangiano di tutto e si riproducono più volte all’anno”.
La cozza cinese ha vinto.

PS La firma del pezzo del Corriere Fiorentino è di Ivana Zuliani.

Ernestina, dalla fine del mondo

12 Nov

Ernestina è nome antico, pensavo. Al maschile Ernesto (Hemingway, Che Guevara) siamo più abituati. Leggo però che ci sarebbero centomila Ernestine in Italia.
Come sempre, accade di scambiare il proprio cortile per il mondo.
E “alla fine del mondo” abbiamo trovato Ernestina, a Buenos Aires, nella trasmissione (anche questo vocabolo antico) che RAI Italia disperde nel mondo ogni giorno e si chiama L’Italia con Voi.
In questa stagione stiamo provando a collegare con sempre più frequenza italiani nel mondo. È una comunità che commuove. Su Radio Tre ogni sabato mattina il bel programma Expat racconta storie di italiani fuori. Sono in larga maggioranza giovani. C’è poi una larghissima maggioranza di italiani di prima, seconda, terza generazione assimilati nei paesi dove sono ma spesso orgogliosamente più italiani di chi risiede nel bel paese. E che nessuno sa chi siano.
Ernestina parla a macchinetta, fa un sacco di cose, tra cui su una radio web, in italiano, “Dalla fine del mondo”, titolo che ha preso da un altro italico-argentino, Bergoglio.
Ernestina tiene il filo dei bellunesi nel mondo. Altri quelli dei ragusani, eccetera.
Sono fili che attraversano montagne e oceani.
Ecco a cosa serve la televisione.


People have the power. Eh si

8 Nov

People have the power
The power to dream, to rule
To wrestle the world from fools
It’s decreed: the people rule
It’s decreed: the people rule
Listen. I believe everything we dream
Can come to pass through our union
We can turn the world around
We can turn the earth’s revolution
We have the power!

E New York si ripopola. Onda blu

7 Nov

Guardo MSNBC e le strade di New York si stanno riempiendo.
Onda blu.
Mettiamoci alle spalle la notte televisiva italiana in cui nessuno ci ha capito una cippa.



Trumpiana

6 Nov

Non solo a casa ma anche in isolamento (per contatto con positiva).
Così sto seguendo l’onda lunga delle elezioni negli Stati Uniti. Cerco di stare il più possibile sulle televisioni americane. Ogni tanto sbircio un talk show domestico e trovo sempre esegeti (anche qualche apologeta) dell’onda rossa trumpiana. Come frastornati di fronte al voto per il presidente in carica che intanto dichiara (censurato dai maggiori networks) la sua vittoria a RisiKo.
Si chiedono come abbiano fatto gli americani a votare Trump.
Dovrebbero chiederlo ai pochissimi nostri inviati in giro per l’America ed invece rispondono altri con laurea in americana da casa a Frascati o dallo studio sanificato dal virus ma non dai luoghi comuni.
Se risento un’altra volta che l’America non è New York, urlo.
Ora abbiamo appreso che i latinos sono andati per Trump. Le vecchie emigrazioni cubane, venezuelane sempre state repubblicane. Sulle nuove sarei più cauto.
In attesa dei risultati degli ultimi quattro stati ricordo che Kennedy (1960) vinse su Nixon con un margine del voto popolare dello 0,17 e che alla fine il voto nel collegio elettorale fu di 309 a 213. Kennedy perse Florida e Ohio. E oggi di Nixon ricordiamo Watergate e poco altro.

Record di voti. Nella pandemia. Un grande risultato

4 Nov

Mai così tanti elettori negli Stati Uniti d’America, dal 1908.
Cento milioni avevano votato per posta o ai seggi, prima. Altri 60 ieri.
Il 30% in più di quattro anni fa.
Una prova di democrazia reale mai vista. Questo dovremmo sottolineare oggi, sperando che tutti i voti siano contati. Compresi quelli all’estero, come il mio.
Poi, in televisione, i racconti mascherati delle inviate, corrispondenti. Ci stiamo abituando a questa visione amputata che si fa radio occhiuta? Una antinomia che nega la visione e ci ricorda continuamente che siamo a rischio costante di positività. Viviamo tempi in cui essere negativi è cosa buona.
In questo quadro una storia elettorale comunque eccezionale.
Sul resto se ne parlerà per settimane, mesi.



La Casa Bianca

1 Nov

Oggi Frank Bruni si chiede se guarderemo all”America come una volta nel caso Trump, dopo le prossime elezioni, si confermi inquilino della Casa Bianca.
“Una volta” sta non solo per gli otto anni di Obama ma per tutte le elezioni precedenti. La presidenza Trump ha sconvolto ogni precedente istituzionale e mi fermo qua.

Come andrà a finire ? Il mio consiglio è di seguire Francesco Costa che, da lontano, è il migliore. La sua ultima newsletter entra in ogni stato della federazione americana. Se non lo avete fatto, iscrivetevi. 
Sono lontano da New York da otto mesi. Ho sempre creduto in quelli che sono sul campo.
Non sopporto il teatrino degli ex corrispondenti, esperti nostrani da casa nei talk shows televisivi. Dicono cose che sappiamo tutti noi malati d’America che ci abbeveriamo agli stessi siti, giornali, blogs, social. E anche alle stesse televisioni (Fox, CNN e MSNBC) in cui si entra ormai con facilità in tempo reale.
Costa, eccezione, perchè studia più di tutti.

Il risultato potrebbe non arrivare nella tarda notte del 3 novembre.
Ha già votato più della metà degli aventi diritto, per posta o ai seggi. Ma su questo carico di voti e quello che arriverà pende una storica metastasi e una nuova con il Covid.
Può succedere di tutto.
Dimenticavo, non lo avevo mai nominato. Il candidato dei democratici contro Trump è Joe Biden, 78 anni. Non è Obama, sceso in campo con lui negli ultimi giorni.

Sigh

31 Ott

In giorni come questi il paese è dolorosamente diviso. Ma non tra negazionisti e fedeli ai DPCM.
La nemmeno troppo sottile linea rossa passa tra chi i soldi li prende comunque e chi no, se si ferma. Tutto qua. Poi ci sarebbero gli scienziati (con chi ci governa) che dovrebbero spendere parole univoche. Non quelli che chiamano “governatori” (sigh) delle regioni. E a seguire chiunque apre bocca che dovrebbe tenere chiusa e mascherata.
Pensionati e “smart workers” (sigh) sono già, più o meno, in “lockdown” (sigh).
Gli altri andrebbero a lavorare anche sotto un bombardamento.

PS Io sono per contaminare la nostra lingua con l’inglese. Insegnamolo, però.

C’è un’altra Italia fuori dall’Italia

28 Ott

L’annuale rapporto Migrantes ci dice che 131.000 italiani sono espatriati nell’ultimo anno. 198.000 gli iscritti in più all’AIRE, il registro ufficiale degli italiani all’estero. Sono ufficialmente 5.500.000 fuori dal nostro paese che pagano le tasse altrove. Tanti quelli non iscritti all’AIRE. C’è un paese che cresce fuori dal nostro paese. Un paese giovane.
Queste cifre dovrebbero aprire qualsiasi notiziario televisivo, online, di carta stampata. Non mi sembra sia avvenuto.
Ne parleremo, tanto, nelle prossime settimane a L’Italia con voi, il programma quotidiano di RAI Italia, la televisione che parla al mondo.

Baci rubati

27 Ott

Abolito il bacio, causa pandemia, rimane la più grande dichiarazione d’amore della storia del cinema.

Un pezzo di New York

27 Ott

Non vado a New York da otto mesi.
Camminare per la città, bucare quell’umanità che parla centinaia di lingue è una quotidianità ferita a morte dalla pandemia. Città di fantasmi.
Poi leggi cose come quella di un improvviso materializzarsi di una folla, ordinata, in fila davanti ad una libreria che minaccia di chiudere. Strand, lo storico, meraviglioso contenitore di libri ha lanciato un appello alla sua larga comunità. Sono esplosi gli ordini online e gli acquisti nella libreria.
Io non ho mai comprato tanti libri come negli ultimi mesi. Avrei voluto andare alla cassa di Strand invece che a quella di Amazon.

La moderatrice dell’ultimo dibattito Trump-Biden. Istruzioni per l’uso

26 Ott

il dibattito televisivo lo ha vinto lei. Come ci si prepara ad un evento globale come questo. Per una vita.

Saturday Night Live. Che fare senza Trump ?

26 Ott

Brad Pitt, la voce

26 Ott

La voce di Brad Pitt in questo ad.

Voted

25 Ott


Un terzo degli elettori americani si è già espresso. In attesa del 3 novembre.
Oggi mia “congiunta” ha votato a New York. Mi ha detto due ore di fila, distanziata. Occupava quattro blocchi. Nella città deserta. Come da scritta fotografata sul terreno che mi ha inviato.
Ho votato anch’io. Per posta.

Un paese non vaccinato al ridicolo

24 Ott

Ormai quasi un mese fa ho telefonato allo studio del medico ASL a Roma, dove sono iscritto. Appuntamento fissato per vaccino antinfluenzale nella settimana che sta per arrivare. Rientrerei in una “categoria a rischio”.
Ieri ricevo una comunicazione dal dottore che copio e incollo di seguito.

Gentile assistito, purtroppo la ASL ci ha dato informazioni circa un ritardo nella consegna dei vaccini, dovuto a problemi di consegna, stoccaggio e distribuzione, ovviamente non dipendenti dalla mia volontà. Vi riporto sotto il messaggio che abbiamo ricevuto.
Ci hanno garantito che, faticosamente, il sistema riprenderà a funzionare, ma nulla è stato detto circa la tempistica.
Quello che posso garantire è che le vaccinazioni si svolgeranno sempre con la massima sicurezza per tutti.
Naturalmente, i pochi già vaccinati non tengano conto di questo messaggio.
Gli altri, verranno via via avvisati della ripresa delle attività, anche delle vaccinazioni a domicilio.
Vi prego di controllare la posta, perchè questo sarà il canale di informazione che useremo.
Un saluto

Il testo dell’avviso

Gentile Collega,
ti informo che, a causa di un’aumentata richiesta, le ditte farmaceutiche che producono i vaccini antinfluenzali riusciranno ad approvvigionare la Farmacia con tempi dilatati di alcuni giorni rispetto a quanto concordato, per cui (pur consapevole delle difficoltà in cui stiamo operando, ognuno nel proprio ambito di competenza, a causa delle condizioni imposte dalla pandemia in corso) ti chiedo di pazientare, sapendo che, nonostante questo imprevisto, sarà comunque nostro impegno distribuire i vaccini assegnati dalla Regione non appena saremo in grado di farlo.
Ti ricordo altresì l’importanza della registrazione entro le ore 24 del lunedì successivo alla somministrazione delle vaccinazioni della settimana precedente, onde dare evidenza alla Regione dell’utilizzo delle dosi già acquisite da ciascuno di voi.
Ringraziandoti per la consueta collaborazione e restando a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti invio i più cordiali saluti.
Il Direttore del Distretto

C’è posta per te

21 Ott

Il voto per posta negli Stati Uniti sta crescendo esponenzialmente quest’anno.
La paura della pandemia e delle lunghe tradizionali file nel giorno del voto per la Casa Bianca. il 3 novembre, stanno moltiplicando la corsa al voto anticipato. Fino ad ora si sono espressi 37 milioni di cittadini, il doppio dei registrati democratici rispetto ai repubblicani. Nella notte delle elezioni potrebbe non essere certa la vittoria di uno dei due candidati. Solo una valanga di voti di differenza toglierebbe ogni dubbio. Ecco perchè, in questo video di NPR, la radio pubblica statunitense.

Le fotografie, la storia

20 Ott

Eyes wide shut

18 Ott


Lavoro in televisione e guardo televisione.
Provo a capire che fare in questa difficile congiuntura. A districarmi tra necessari protocolli e visioni più o meno mascherate.
Ieri sera ho incrociato Ballando su RAI Uno e tutti erano tranquillamente smascherati, con i giudici a distanze che mi sono sembrate quelle solite ma divisi dal plexiglass.
Oggi incrocio vari programmi di news in cui sono tutti mascherati. Giornalisti ed interlocutori.
Vedo calcio con mille spettatori e giocatori che si abbracciano dopo il gol.
Telecronisti con mascherina e giocatori intervistati senza, nel dopopartita.
Mi chiedo se ci sia una differenza tra intrattenimento, sport e news.
Il messaggio della deterrenza passa, con eccezioni. Le eccezioni generano confusione.
Urge una task force mediatica che mastichi McLuhan ma anche l’Uomo mascherato e il maestro Manzi. C’è una storia della televisione che è ontologicamente a rischio.
La differenza tra radio e televisione così tende a scomparire. Resiste nella fiction che esplode di ascolti, soprattutto se medicale.
Negli studi televisivi si materializzano in video tutti senza mascherina mentre le squadre di tecnici, a distanza, sono mascherate.
Siamo tutti in un triage ospedaliero. Con il telecomando decidiamo in quale reparto televisivo entrare.

Benvenuti al DRIVE IN

18 Ott

Dieci anni fa ho girato un documentario per RAI Cinema, poi andato in onda su RAI Tre.
Il titolo, “Benvenuti a Detroit”. Detroit e Chicago sono le città americane. Se siete stati solo a New York, Los Angeles, Miami non siete andati in America.
Il documentario cominciava con l’arrivo di Marchionne a Detroit. E poi andava in uno storico drive in. Mi sembrò allora un modo per raccontare una storia che non c’era più.
Poi, con la pandemia, il drive in ha segnato il suo grande ritorno.
In Italia si fa la fila in macchina per il tampone.
Negli Stati Uniti si sta votando per la Casa Bianca in alcuni stati, in fila in macchina.
Il drive in rientra nella storia.

Quelli che se ne vanno e quelli che minacciano di farlo

17 Ott

Trump ha detto che se perde potrebbe lasciare il paese. Non credo in Messico, da dove ogni giorno entrano migranti senza nemmeno scavalcare il muro solo promesso ai suoi elettori quattro anni fa.
Ricordo anche quelli che dicevano che se avesse vinto Bush se ne sarebbero andati. In Canada. Poi faceva troppo freddo.
Leggo pure che 37mila americani sono espatriati e hanno rinunnciato alla cittadinanza nell’ultimo decennio. Fa notizia negli Stati Uniti.
In Italia non fanno notizia le centinaia di migliaia, in larghissima parte giovani, che sono partiti negli ultimi dieci anni. 250mila avevo letto.
In questo paese di vecchi il nemico è la movida. Si quella dei bar, la sera, anche con ragione in queste settimane. Ma non quella che ha mosso le ultime generazioni fuori dai nostri confini.

Americana

12 Ott

È nata una nuova catena di negozi. Negli Stati Uniti d’America c’è sempre una straordinaria spinta a rispondere alle domande che nascono dal mercato.
Se cercate una mascherina tifosa di Trump o Biden siete serviti. E qualsiasi altra merce che potrebbe servire per convivere con il virus. Senza parole.

Il pubblico in TV. Meglio così. Ma non sempre

11 Ott

Non abbiamo più gli applausi da Floris alla qualsiasi. Non abbiamo più quelle compagnie di giro di figuranti che sedevano in diversi programmi televisivi, arrotondando la pensione.
Mancano quei piani d’ascolto alle regie che permettevano di staccare, ai montaggi di tagliare. C’è chi non rimpiange quel pieno, ora che la TV è più vuota.
Direi di cavarcela con il solito “dipende”.
Il calcio senza tifo è una schifezza. Si è sempre parlato del pubblico allo stadio come del dodicesimo giocatore in campo e ora manca.
La NBA non ha sofferto, anche se ha perso ascolto. In America sanno fare sound virtuale. Noi meno. Il pubblico di Ballando ti arriva come in una serie fantasy. Quello distanziato di altri programmi quasi peggio. Sottolinea, nei vuoti, l’emergenza. Un cerotto che non contiene la ferita.
L’idea delle sagome a Propaganda non tiene più perchè è saltata la rappresentanza della community in studio, che è la ragione d’essere del programma.
L’America soffre. Saturday Night Live che offriva biglietti gratuiti (che poi rischiavano di finire ai bagarini) ora fa riempire una modulistica simile a quella degli arrivi in aeroporto e paga chi si va a sedere nel teatro (a proprio rischio) con presenza dilatata.
Insomma, siamo come in un meteo variabile. C’è chi guadagna e chi perde.
Ho memoria recente di quei grupponi (sempre gli stessi) cammellati in vari programmi tv. Anche però di platee entusiaste e partecipi, ora sdraiate sul divano di casa.
È già tanto che la televisione si accenda ogni giorno su palinsesti feriti a morte dalle serie delle piattaforme online.

Insonnia

10 Ott

Le 52 fasi dell’insonnia. Poi c’è la mia. Dormire, perdita di tempo.