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Italy for beginners

21 nov

Trailer Netflix di Michael Bay.

Televisore spento

19 nov

Sono a Palermo. Ho visitato la casa di Don Pino Puglisi, ucciso da mafiosi, ventisei anni fa. Il giorno del suo compleanno. Figlio di un calzolaio, una sarta e del suo quartiere, Brancaccio.
Nella sua camera, davanti al letto, un televisore.

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Domenica reale

17 nov

Domenica senza calcio. Allora, Netflix. Che di solito è rito notturno.
Avevo cominciato The Spy e mi ha preso. Dal producer di Homeland.
Da oggi pero’ The Crown, terza stagione, è arrivata sulla piattaforma.
Quando scrivo questo post sono al terzo episodio.
All’inizio mi mancava Claire Foy, l’Elisabetta delle prime due serie, di cui ero innamorato.
Olivia Colman, la nuova Elisabetta, è fantastica e ci ho messo poco ad abituarmi al cambio.
Ogni fotogramma della serie è una lezione di regia e di struttura narrativa.
Ti fa quasi venire voglia di palazzo reale… che da noi sarebbe abitato da Cetto La Qualunque, ora al cinema.

Cosa è diventato Internet

16 nov

Questa settimana The New York Times Magazine parla di noi. Che siamo su Internet tutto il giorno.

Pariolino

13 nov

Ho sentito Daria Bignardi chiedere stasera a Calenda se gli secca essere chiamato “pariolino”.
Il Calenda ha negato di avere abitato nel quartiere.
Io ci sono nato (in una casa in affitto). Quando ho cercato un posto a Roma, molti anni dopo, sono tornato ai Parioli (in affitto). Costavano meno di Monteverde, Trastevere, Prati, Trieste. Quartieri de sinistra. Che non hanno votato a sinistra le ultime volte. A differenza dei Parioli.

Parole che verranno

13 nov

Un programma con due ragazzi settantenni.
Salvatore Natoli e Paolo Rumiz. Lavori in corso.

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Masterdon

13 nov

A cena, a Genova.

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SOLDATI D’ITALIA. Should I stay or should I go ?

11 nov

Utile ascoltare i microfoni aperti delle radio dopo l’attentato in cui sono rimasti feriti cinque militari italiani in Iraq.
Le voci selezionate chiedono (in larga maggioranza) che ci stiamo a fare in quei “postacci”, quanti soldi “buttiamo”, quante vite mettiamo “inutilmente” in pericolo.
Difficile ormai parlare di realta’ piu’ complesse di quelle riassunte in uno slogan.

Lo scorso anno ho lavorato ad una serie di Rai Italia sulle missioni dei nostri soldati in Afghanistan, Libano, Kosovo, Kuwait, Golfo di Aden, Iraq ( sono sulla benemerita Rai Play ). Ho conosciuto miitari italiani di contingenti (che si alternano) in quei luoghi. Ho provato a raccontarli, i nostri militari. Non ho fatto un’inchiesta, non era la mia mission.
Ho ricavato l’impressione che fossero contenti di essere in quei luoghi. Non solo per ragioni economiche. Orgogliosi di rappresentare il nostro paese in aree di crisi del mondo. “Non ho scelto di fare questa carriera per mettere su panza a casa”, mi ha detto Nicola, mostrandomi la foto della famiglia, con gli occhi lucidi.
Questo è il punto. Noi siamo in quei luoghi perche’ siamo parte di ONU, Unione Europea, NATO. Se si vuole discutere del nostro impegno si discuta di questo.
La nostra presenza fuori si sta peraltro riducendo (500 donne e uomini in meno dall’Iraq negli ultimi sei mesi). In tutto ad oggi parliamo ufficialmente di 7343 militari (in realta’ sono meno) per un costo (si legge) di un miliardo e cento milioni.
In questo costo ci sono tante altre cose. Noi facciamo addestramento, in generale, delle forze locali. Ma anche cose come (visto in Afghanistan) un progetto che investe le donne che lottano in famiglia (e fuori) per andare nelle università e fare un mestiere che ha a che fare con l’informazione, la comunicazione. I contingenti italiani sono apprezzati perche’ hanno un rapporto con i territori e chi li abita diverso (non è il solito luogo comune).

Oggi parliamo di questo attentato perche’ ha colpito nostri uomini. Accadono ogni giorno (in Afghanistan ed Iraq) e fanno vittime di polizie, eserciti locali, nostri alleati, giornalisti e tanti civili.
Uomini delle forze speciali ci hanno accompagnato lo scorso anno in un paio di uscite. Impressione di grande preparazione e di immenso orgoglio di fare parte di queste forze scelte.
Quello di cui bisognerebbe discutere oggi è come spostare gradualmente la nostra attenzione in altre aree a noi strategicamente piu’ vicine, come il Sahel e la Libia. Cosa che si sta facendo, da quello che pure leggo.
“Should I stay or should I go” non è il semplice ritornello di un meraviglioso pezzo dei Clash.

PS Quest’anno lavoro ad un’altra serie di Rai Italia, sulla cooperazione italiana all’estero. Torna lo stesso ritornello ma la risposta è ancora piu’ complessa.

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TV operaia

11 nov

Segnalo che ieri il programma di Lucia Annunziata aveva un pienone di operai (e sindacalisti, impiegati, ecc) in studio e ha fatto un ottimo ascolto (1.035.000, 6,52%). Non scontato.

Muro elettorale

10 nov

Mi ero dimenticato del muro con il Messico promesso da Trump nella campagna elettorale del 2016.
The New York Times ci aggiorna. Otto miglia in costruzione. Restano solo 1.900 miglia per completare il muro.
Siamo ad un anno dalle nuove elezioni.

Alexander Langer

10 nov

A Provincia Capitale di Camurri, Rai Tre, viene ricordato Alexander Langer.

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Cade il muro allo stadio

9 nov

Trenta anni fa. Il muro cade allo stadio di Berlino., oggi.

Aspettando THE CROWN

6 nov

Grande ritratto dell’autore di The Crown, sul New York Times Magazine.
Aspettando la terza stagione. Netflix, dal 17 novembre.

La vita è un format

5 nov

La vita è un format (citazione).
Visto Fiorello, che si autocita. Viva Rai Play, di cui sono grande consumatore (autocitazione di riflesso).
Nulla di nuovo sotto il cielo televisivo. “Il ragazzo sessantenne” (citazione da Stefano Bartezzaghi) era bravissimo e ora è bravissimo.
Con una squadretta che sembra la Juventus. Basta vedere i credits finali. Ci vinci quattro Champions League di seguito.
Grazie a Rai Play sto recuperando tutto Il Collegio. Serve a capire dove siamo arrivati. Dai tempi di Davvero (Rai Due, 1995). Altra autocitazione. I credits di una puntata sono una lista che contiene tanti che da allora hanno fatto tanta tivù.
Aspettando che una cosa nuova si affacci nel televisore. Scusate, sul computer.

L’aldilà

2 nov

Girovagavo e ho incrociato Adriano Celentano a colloquio con la Toffanin, su Verissimo. In una pausa calcio.
Lei luminosa, anche brava, considerando chi aveva di fronte.
Lui a 80 anni passati, come se ne avesse 30 di meno. Grazie al montaggio.
Non importa cosa ha detto Adriano. Un mare, alle sue spalle, nella semioscurità. Un tappeto musicale molto presente, alla Muccino. Campo e controcampo molto stretti. Mai un totalino, per capire dove fossero. Forse vicini ai cancelli del cielo.

La lettera pubblica di Sorkin a Zuckerberg

1 nov

Aaron Sorkin ha scritto The Social Network nel 2010.
Ora scrive a Zuckerberg, via New York Times.

Nella terra di DI VITTORIO

30 ott

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Te lo dicono ancora in tanti. Almeno quelli che ho incontrato io, in viaggio in Puglia, a Foggia.
“Siamo nella terra di Di Vittorio”, il sindacalista e figlio di braccianti (1892-1957). A Cerignola, comune commissariato. Abbiamo girato la raccolta delle olive in corso.
Poi siamo andati in quello che chiamano “il ghetto”. Una terra di nessuno in cui vivono i migranti in mano al caporalato. Ci hanno raccontato che molti di loro vanno in Spagna perche’ li pagano il doppio. No, non è questa la terra delle masserie chicchettose.

Ma è veramente una buona cosa vivere tanto a lungo ?

29 ott

Zeppa di citazioni la densa riflessione sul New Yorker.

Tronisti

28 ott

Non vedo l’ora.

India, la seconda parte. La terza tocca a noi

28 ott

Perché andare e tornare alla Casa della Provvidenza di Barasat, Calcutta ?
Il titolo di questo quarto viaggio in India è La SCELTA.
Le bambine di strada crescono e sono chiamate a decidere cosa fare da grandi. Non è sempre una scelta libera.
La mia è quella di aiutare una delle bambine a proseguire negli studi, per gli anni che vorra’.
Nel racconto si dice che non si tratta di “adozioni a distanza”. Quello che possiamo fare è un sostegno allo studio.
Sto pensando al prossimo viaggio, l’anno prossimo. Un’idea potrebbe essere quella di andare con coetanee delle ragazze piu’ grandi e lasciare che siano loro a costruire le storie.
Il progetto, ideato alle origini da Paolo Ruffini, dovrebbe essere decennale. Vedremo.
Io, comunque, partiro’ di nuovo.

Ecco la prima parte , India

27 ott

In due sere, India

26 ott

Stasera e domani su TV2000 in seconda serata la quarta volta a Calcutta.
Continua.

MAESTRI, l’ultima puntata

26 ott

Stasera, Montessori e Eolie

25 ott

E’ stato un bel viaggio italiano.
Abbiamo conosciuto maestre e maestri delle scuole elementari che fanno venire voglia di avere piu’ figli. Tanti bambini che vengono da fuori, perfettamente integrati.
Stasera va in onda su TV2000 l’ultima puntata, alle 23. La maestra Francesca in una primaria, a Roma, che applica il metodo Montessori. Si è molto scritto sugli illustri alunni americani ( fondatori di Google, Amazon, ecc) che hanno imparato a leggere e scrivere con il metodo, prima di scrivere il nostro presente.
C’è anche il maestro Fabrizio che ogni giorno da Milazzo va in aliscafo a fare scuola alle Eolie. Il suo viaggio ha chiuso il nostro. Grazie.

Se Netflix riapre uno storico cinema di New York

20 ott

Il Paris chiuso a Manhattan è stato un evento luttuoso per chi ha visto passare in questa sala il meglio del cinema europeo e indipendente americano. Ora Netflix lo riapre il 6 novembre per la prima di Marriage Story di Noah Baumbach.
Poi si vedrà.

Gli italoamericani rispondono

20 ott

Avevo segnalato il pezzo del New York Times  sugli italiani arrivati in America agli inizi del secolo scorso.
Ora commentano gli americani con cognome italiano. Da leggere. Commoventi, per chi conserva memoria.

Vecchi

20 ott

Negli Stati Uniti l’eta’ minima per il Congresso  è 25 anni ( come da noi) ma in Senato si può’ arrivare a 30 anni (40 da noi) e alla Casa Bianca a 35 (50 da noi per il Quirinale). L’America è sempre stato il paese giovane, per definizione. Le cose stanno cambiando ma non tanto nel panorama elettorale.
Trump e i democratici in testa nei sondaggi sono over 70. È uno specchio della demografia.
La popolazione sopra i 65 anni supererà quella sotto i 18 anni negli Stati Uniti, nel 2034.
In tempi in cui si parla di voto ai sedicenni è buono sapere che se ne parla anche in America. E non solo.
Il movimento dei venerdì con Greta ha fatto emergere una generazione, compatibile con i videogiochi e Instagram, che chiede di contare. La concentrazione di potere e denaro è vecchia.
Anche la Silicon Valley sta invecchiando insieme a noi e se non scopre un elisir di eterna giovinezza anche Zuckerberg sara’ un vecchio con la felpa e la badante, che si potra’ permettere.
Per vedere paesi giovani bisogna andare in Africa, in India.
Quota 100, da noi, rischia di essere l’eta’ media, non solo quella della pensione.
Grillo farebbe saltare il voto ai vecchi. Quando ti tolgono la patente, via anche il voto. A me basta che rimangano Netflix, Amazon, ESPN e Sky calcio.

Che risate

19 ott

Mi astengo dal dire cose su Maledetti amici miei (Rai 2). Piace molto e non piace, molto. Divide.
Mi ha colpito pero’ un effetto laterale (mica tanto) del programma. I quattro protagonisti ridono tanto. Non sorridono, si sganasciano.
Anche a Propaganda Live si ride. Io ridevo con Mirko Matteucci che manca. Anche lui rideva. Continuo a non perdere la trasmissione (o a recuperarla). A volte l’autoreferenzialita’ fa meno ridere ma rimane un’isola. Poi c’è Crozza.
Fine delle risate.
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MAESTRI, la quinta puntata

19 ott

Non è ancora una serie tv

19 ott

Questa storia del New York Times Magazine sullo spaccio di fentanyl che arriva dalla Cina negli Stati Uniti è pazzesca.
Sembra scritta per Netflix. Ci sono i buoni, i cattivi e quelli che stanno in mezzo.
Il rischio è sempre lo stesso. I cattivi potrebbero sembrare geniali.