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Difesa, difesa, difesa

29 lug

Sarah Palin si fa un canale. Costa 9.95 dollari al mese, come la Rai in America

29 lug

STUDS TERKEL, la storia orale americana. Per capire questo paese leggete i suoi libri. E ascoltate le sue interviste radiofoniche

29 lug

Studs Terkel e’ morto a Chicago nel 2008. Aveva 96 anni.  Diceva di essere venuto su nell’anno in cui il Titanic e’ andato giù. Ha attraversato un secolo di storia americana, intervistando centinaia, migliaia di famosi e non, pubblicando libri, realizzando programmi tv ma soprattutto radiofonici. Se non lo conoscete vi consiglio, raccomando, imploro di andare a leggere “Division Street: America” (1966) ”Hard Times: An Oral History of the Great Depression” (1970) “Working: People Talk About What They Do All Day and How They Feel About What They Do” (1974) “ ‘The Good War’: An Oral History of World War II” con cui  nel 1985 ha vinto il Pulitzer, “The Great Divide: Second Thoughts on the American Dream” (1988) e “Race: What Blacks and Whites Think and Feel About the American Obsession (1992).
5000 interviste di Terkel, e’ notizia di questi giorni, saranno digitalizzate e free online grazie ad un assegno del National Endowment for the Humanities. Un tesoro condiviso.

MANH(A)TTAN, la serie. Bomba atomica, alle origini

29 lug

Il Manhattan Project di Los Alamos e’ diventato fiction, una serie che WGN spera faccia da volano al canale come avvenne con Mad Men per AMC. Potrebbe accadere.
Siamo nel luglio 1943, piu’ di due anni prima di Hiroshima. Non semplice da narrare la storia che per ora, prima puntata domenica scorsa, sembra prendere la strada del thriller tradizionale.

Ancora piccoli Homeland crescono. Middle East al centro del mondo fiction

28 lug

Oggi The New York Times dedica un pezzo a The Honourable Woman, nuova miniserie della BBC, in onda anche su Sundance in America ( dove honourable diventa honorable ). Con l’ottima Maggie Gyllennhaal, una bella sfida con Claire Danes.
Il trend e’ chiaro e l’ho segnalato.  La fiction che racconta la realta’ si sposta nei teatri di guerra della contemporaneita’.

Quando una serie chiude l’ultima stagione su Netflix. Palinsesti a piacere

28 lug

La quarta e ultima stagione, solo per Netflix. I sei episodi, tutti insieme, da venerdì.

Cicciolino e il Parmigianino

27 lug

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Domenica scorsa ero andato a vedere la “schiava turca” del Parmigianino al Frick.
Questa domenica mi sono regalato la retrospettiva di Jeff Koons che si spalma su quattro piani al Whitney.
Un’operina di Koons ( a cui lavorano in tanti, come in una fabbrica ) e’ stata acquistata lo scorso novembre per 58.4 milioni. E’ l’artista vivente piu’ caro che ci sia, il che ne fa un fenomeno non liquidabile in due battutine o battutacce. Quindi vi rimando alla critica del New York Times.
Molta gente in fila attorno al museo per entrare e non solo per il piano titolato Made in Heaven ( lo stesso Koons con “the Italian parliamentarian”, Cicciolina ).
Citazioni e rimandi a Warhol hanno riempito le pagine in questi giorni. Ma oggi sono uscito dal Whitney triste. Non come domenica scorsa. Senza arrivare al Parmigianino, che la strada e’ lunga, al confronto la retrospettiva di Cattelan al Guggenheim era un trionfo di intelligenza. Questa e’ un trionfo di selfies.

Banana dance

27 lug

RED BAND SOCIETY, diluvio di teasers per il Braccialetti Rossi made in America

27 lug

Game of comic Thrones

26 lug

Chiuso da un mese il mercatino di Chelsea. Sempre peggio

25 lug

Il flea market di Chelsea sulla 25 e Ave of Americas non c’e’ piu’ dalla fine di giugno. Esisteva dal 1976.
Ci saro’ passato qualche milione di volte ( si fa per dire ) e ne sono uscito negli anni con vagonate di memorabilia ( non si fa per dire ) che riempiono ogni centimetro della mia casa.
Sono contenti in famiglia. Io meno. Ci hanno raccontato che il mercato si e’ unito a quello di Hell’s Kitchen. Quello era povera cosa prima e lo e’ anche adesso. Dove c’era, a Chelsea, un parcheggio che ospitava il mercatino crescera’ un “boutique hotel”.
Il mercato si e’ spostato in realta’ su Internet e anche in tivu’. New York sempre piu’ parco a tema. Il tema e’: vorrei essere un billionaire.

Adottare una classe

25 lug

Albert Maysles, documentarista. Lunedi prossimo Obama gli consegnera’ una delle dodici 2013 National Medal of Arts. Conosciamolo

24 lug

E’ l’autore di storici documentari sui Beatles e i Rolling Stones ( What’s happening! The Beatles in the USA, Gimme Shelter ). Fare documentari e’ osservare. Per quelli che credono che sia la giustapposizione di una tesina.

I can’t get no SATISFACTION. Estate seriale

23 lug

Michael Moore, il divorzio immobiliare

23 lug

Questa mattina il Today Show della NBC ha riferito del divorzio, dopo 22 anni, di Michael Moore da sua moglie Kathy, producer dei suoi documentari. La televisione e’ saltata sul patrimonio immobiliare dei Moore ( apparentemente nove proprieta’ tra New York e il villone sul lago in Michigan). No comment.

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50 anni fa

23 lug

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Il mestiere di osservare

23 lug

THE AFFAIR, la nuova serie di Showtime raccontata al maschile e al femminile

20 lug

Da Sarah Treem ( House of Cards, In Treatment ).
Con Dominic West ( The Wire ).
Su Showtime in ottobre. Grande attesa.

Ho visto BOYHOOD, il film perfetto che racconta gli adolescenti. Il nuovo Holden. Altroche’ sdraiati

19 lug

Ellar Coltrane aveva 6 anni quando Richard Linklater lo scelse per seguirlo, ogni anno per qualche giorno, nei dodici anni a seguire.
Il risultato, Boyhood ( il titolo da Tolstoy ) e’ un film con Ethan Hawke, Patricia Arquette ( i suoi genitori fiction ) e tanti altri che entrano in questa storia ed assomiglia alla storia vera di Ellar ma non e’ la sua ( genitori divorziati, anche loro ). Ellar nel film si chiama Mason jr. e sua madre passa attraverso relazioni diverse, traslochi, carriere, fino a che Ellar e sua sorella Samantha ( la figlia autentica di Linklater ) approdano al college, che in America e’ forse di piu’ che da noi l’inizio di una nuova vita. Per i ragazzi e per i genitori ( ne so qualcosa ). Alla fine, appunto, i genitori risultano più’ confusi dei figli e questo non lo scrive mai nessuno.
Il tutto avviene in Texas, la terra di Linklater ( 53 anni ) dove vive e produce i suoi film. Girato complessivamente, nell’arco di 12 anni, per 39 giorni, il film ha una durata di 2 ore e 44 minuti e te ne saresti bevute altre tre ore.
Tutta la critica osannante ha scritto che dopo Truffaut, con la saga di Antoine Doinel, c’e’ solo Linklater ad avere raccontato una storia srotolata in vari film come fosse un libro unico. Ethan Hawke, al suo ottavo film con Linklater e’ il suo Jean-Pierre Leaud.
La nozione del tempo che attraversiamo e’ la chiave del lavoro di Linklater. La sua trilogia dei Prima ( dell’alba, del tramonto, della mezzanotte ) e’ un romanzo a puntate. Il tempo di un film e’una fotografia, in movimento. Come la musica, che Linklater cambia, con gli anni.
Senza trama, questa la critica ( fessa ) alla sua opera, in generale.
Questa generazione “whatever” ( generazione ” vabbe’ ” ) non e’ semplice da raccontare. Si può’ sorriderne, come e’ accaduto con il libro sdraiato di Michele Serra. Ma poi rimane il bisogno di capire chi sono i nostri figli che, per grande fortuna loro e nostra, crescono senza le sicurezze e le stronzate dell’ideologia. Boyhood ci prova e ci becca.
Linklater ha vinto l’Orso d’argento a Berlino per la migliore regia ma con questo film ha fatto di piu’. Ha riscritto Il Giovane Holden.

HOMELAND, il nuovo trailer, nel Middle East. Appunto

19 lug

Piccoli HOMELAND crescono, dal Middle East. Non a caso

18 lug

Da Howard Gordon ( 24, Homeland ) e’ arrivata questa estate su FX la nuova serie, in 10 episodi, Tyrant. Da un’idea dell’israeliano Gideon Raff ( lo stesso di Homeland ).
Nel lancio alla stampa si e’ enfatizzata la cornice ( Arab Spring e Middle East ) ma il contenuto e’ piu’ un padrino, in versione araba. Ci sono semplificazioni, anche brutali, come del resto in 24. Ma la materia indica uno spostamento di interesse verso un’area del mondo di cui parlano ogni giorno le news. E questo fa la fiction americana a differenza di altre. Prova raccontare la realtà’, a prefigurare scenari, a cogliere gli spostamenti culturali. Altrimenti siamo fermi a dire se la tv deve educare o no.

Una serata televisiva meravigliosa di ESPN. Storie da piangere e ridere. Storie di sport

17 lug

Una serata, quella degli ESPYS , in cui mi sono fatto tanti pianti. E ho riso con Drake come non mi capitava da tempo. Recuperatevi questa cerimonia degli “oscar” dello sport americano.
Storie di cancro, resurrezioni e vittorie. C’e’ stato tutto. Michael Sam, primo giocatore di football americano a dichiararsi gay ha pianto molto. Molte altre storie commoventi.
Come sempre la realizzazione di questi eventi e’ un meraviglioso mix di emozioni. Un filo retorici ? Ma fatemi il piacere.

Se il titolo della nuova serie di Shonda Rhimes e’ lungo il 20% di un tweet. Critiche e lei se ne frega

16 lug

Shonda Rhimes ( Grey’s Anatomy, Scandal ) dice che i titoli lunghi potrebbero essere più’ interessanti in questa fase e arriva il ‘twitter-panico”. Lei risponde che e’ cosi’ e basta.

MATADOR, la serie della nuova tv EL REI

16 lug

E’ andato in onda il primo dei 13 episodi della nuova serie realizzata, tra gli altri, da Roberto Orci ( Transformers ma prima Alias, Fringe, Hawaii Five-0 ) e Robert Rodriguez ( El mariachi, From dusk till dawn ).
Il nuovo canale El Rey e’ nato un anno fa da una costola di Univision e un’idea di Robert Rodriguez. Cresce l’audience latino americano e nascono nuove tv. Nicchie crescono, anche se la parola non piace a tanti.

SELFIE, c’e’ la sitcom su ABC, da My Fair Lady. Cosi la piantate di specchiarvi

15 lug

Twitterpalle

14 lug

La Fiorentina gia’ in ritiro precampionato a Moena.
Chissenefrega di quella partitella che si e’ giocata ieri in Brasile. Tutti quelli che conosco tifavano Argentina. Anche quelli che non conosco, ad avere avuto voglia di girare su Twitter. Uno ha scritto quello che penso.
E poi mia nonna era tedesca di Mannheim.

Viaggio in Italia. La famiglia de Blasio torna a casa. Un secolo dopo e uno sciopero alle porte

12 lug

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Sembra uno dei tanti viaggi organizzati in Italia, con dentro Venezia, Roma, Capri, che qua in America i tour operators offrono a prezzi che uno si chiede come fanno. C’e’ materia per scatenarsi nei prossimi giorni ( dal 18 al 27 luglio ) per chi decidera’ di seguire il viaggio di Bill de Blasio e famiglia che tocchera’ anche i paesi di provenienza dei nonni ( Grassano e Sant’Agata de Goti ).
Si scrive che incontrera’ anche amministratori locali ( che bellezza parlare in inglese con Ignazio Marino ). Forse perche’ nessuno degli ultimi sindaci di New York e’ stato assente dalla citta’ per tanto tempo. Che non e’ questa cosa ma per la citta’ che non dorme mai e’ una vacanza lunghissima. Anche perche’ il 20 luglio potrebbero andare in sciopero ad oltranza i lavoratori della Long Island Rail Road ( senza contratto dal 2010 ) che trasporta 300mila pendolari in citta’. E una fotografia da Capri quel giorno potrebbe non essere una meraviglia per il futuro del sindaco in vacanza.

La televisione fuori dalla televisione acquista peso con gli Emmys. Netflix contro tutti e saltano i palinsesti ingessati

11 lug

Le 31 nominations agli Emmy Awards ricevute da Netflix ( House of Cards, Orange is the New Black ) indicano una tendenza chiara. Quella di una crepa sempre piu’ larga che si e’ aperta nei palinsesti imbalsamati dei networks. Ogni giorno, ogni sera, ogni notte ci facciamo il nostro palinsesto, anche certamente con merce, con serie, dei networks stessi che pero’ vediamo free on demand e non all’ora dell’originale messa in onda.
The Washington Post ci dice della guerra in atto tra i broadcasters e Netflix, per lo streaming. Mi e’ capitato negli ultimi tempi più’ spesso di incappare in buffering durante le visioni Netflix e questo e’ il nodo strategico da risolvere per la corporation in rapida ascesa.
Come fa notare The New York Times un segnale storico della sconfitta dei grandi networks e’ rintracciabile nella categoria di migliore attore nelle serie drama, in cui per la prima volta NBC, ABC, CBS, FOX sono fuori.

Ci torno sopra prima del 25 agosto ma intanto gloria a True Detective. Poi, io premierei sempre, tutta la vita, Mad Men e Shameless.

La politica nelle serie, nella scrittura televisiva. Questa e’ televisione

10 lug

Anche nella prossima stagione televisiva americana le serie tv racconteranno la politica. Decide il mercato, non la poitica, appunto.

Crosby, Stills, Nash e…Young. Si, insieme. In televisione

9 lug

Neil Young e’ una delle imitazioni migliori di Jimmy Fallon. E così’ ci si e’ chiesti se lo Young apparso in tv con i tre vecchi compagni fosse quello autentico. Fate voi.