Archive | febbraio, 2011

UNA RISATA VI SEPPELLIRA’‏

28 feb

Dedicato a chi non ci trova niente da ridere.

Oscar in bianco e nero. Nell’America di Obama

28 feb

http://www.youtube.com/watch?v=JA63glohLhg

Non e’ stato un anno memorabile al cinema. Consegno i miei di Oscar ma non lo faccio con entusiasmo. Per me miglior film THE SOCIAL NETWORK. Migliori attori protagonisti Colin Firth e Jennifer Lawrence (i meno peggio). Piu’ convinto sono dei miei migliori non protagonisti, tutti e due da THE FIGHTER, Christian Bale e Melissa Leo. Il regista, David Fincher.
Ma, se avessi potuto, avrei premiato per quasi tutto UNSTOPPABLE, la storia vera del treno che corre senza guida e due conduttori, macchinisti che ci saltano sopra e provano a non farlo schiantare contro un centro abitato. Puro thriller senza morti e senza cazzi. Nel senso che la regia dell’ottimo TONY SCOTT e la recitazione di DENZEL WASHINGTON (e Rosario Dawson) costruiscono un film che inchioda alla poltrona e racconta, senza menarsela tanto,il paesaggio industriale e umano di una crisi profonda, senza indulgere in manierismi pregiudiziali. Uno di quei film ritenuti, naturalmente a torto, minori e di genere. continua a leggere…

DOMENICA SPORTIVA. Botte da orbi

27 feb

Da quando vivo a New York il calcio non e’ piu’ il mio primo sport (televisivo). Sara’ forse perche’ ho collezionato infiniti anni di estenuante tifo per una squadra che mi regala solo domeniche d’angoscia. Sara’ perche’ in America il soccer e’ uno sport minore (anche se vive un vero boom nelle scuole). Sara’ perche’ condivido con mio figlio la passione per il basket, sara’,sara’….
Fatto sta che lo sport americano in televisione e’ spalmato per tutta la settimana, con un gradimento di ascolto molto diverso che da noi. Ad esempio il golf va benissimo. Tre ore di tornei alla domenica vanno meglio del calcio che infatti non arriva mai sui grandi networks e rimane confinato ai canali esteri che si prendono con extra denaro (inglesi, messicani e la rai). E cosi’ mi sono appassionato anche ad un altro sport che mai avevo frequentato da telespettatore in Italia perche’ inesistente. L’hockey. continua a leggere…

Un milione e settecentomila dollari per 30 secondi

26 feb

http://www.youtube.com/watch?v=zLWpmsSLEoM&feature=player_embedded

Domani sera nella serata OSCAR nuovo spot JENNIFER LOPEZ per la PROCTER&GAMBLE, gli storici padroni della televisione commerciale americana. Costa un milione meno che al Superbowl ma ci sara’ meno della meta’ di quel pubblico. Questo e’ l’ultimo spot andato in onda (delle gambe) di Jennifer. Ad AMERICAN IDOL va in onda la Jennifer giudice.

AMMAZZA CHE FORTUNA 5

26 feb

La storia infinita di TED WILLIAMS continua, oscillando tra la televisione e la realta’, inverando cosi’ quello che e’ ormai un luogo comune televisivo (e che una quindicina di anni fa era una citazione di BAUDRILLARD). Ovvero che la televisione e’ la realta’, per semplificare. E mai come nel caso di Ted i due piani si sovrappongono, come una dissolvenza nel montaggio.
Ted e’ il senzacasa scoperto da un cronista di Columbus, Ohio, ai bordi di un’autostrada mentre chiedeva elemosina, mostrando un cartello in cui diceva di avere una voce d’oro. Il video su you tube di Ted che recitava annunci radiofonici (la sua antica professione) divenne in breve un fenomeno ed eravamo agli inizi di questo blog, proprio il primo giorno in cui lo aprii, il 3 gennaio di quest’anno.
Io e Ted siamo nati insieme. E’ la quinta volta che torno su Ted e sono certo che succedera’ ancora. Le avventure di Ted si infilano bene dentro l’avventura di questo blog e cuciono una trama in cui rivedo cose che mi e’ capitato di fare in televisione e soprattutto una strada (deriva?) che la televisione ha imbroccato (non solo in America, anzi). continua a leggere…

Arrivano gli Oscar. Presenta Leonardo da Vinci

25 feb

Domenica serata Oscar su ABC (e nel mondo). E’ una delle poche occasioni-evento in cui il palinsesto della televisione americana (a parte lo sport) somiglia a quello che e’ la norma in Italia. Una prima serata fiume, alla caccia del grande ascolto generalista.
Lo scorso anno ando’ bene, con un aumento del 14% rispetto ai 36.3 milioni del 2009. Fino al 1999 la cerimonia era fissata al lunedi. Nel 1953 gli Oscar avevano fatto l’82% di share mentre nel punto piu’ basso della parabola degli ascolti, il 2008, fecero solo il 29%. Ci si divide, nel giudicare questi risultati tra chi sostiene che sia la qualita’ (e popolarita’) dei film in lizza ad incidere e chi (come credo io) pensa siano determinanti i conduttori o il conduttore della serata. Poi naturalmente conta il clima generale nel paese e, per esempio, nel 2003 (un altro anno magro) conto’ certamente la fresca guerra all’Iraq. continua a leggere…

YES, HE CAN

24 feb

Per la gioia di mio figlio e mia, MELO ha giocato (e vinto) la prima partita con i KNICKS.

UOMINI CHE PIANGONO (e fanno piangere)

24 feb

JOHN BOEHNER, il nuovo Speaker of the House, leader della maggioranza repubblicana al Congresso, piange spesso. Le lacrime scendono sul suo volto perennemente abbronzato nelle piu’ disparate occasioni. Ormai gli occhi lucidi di Boehner sono occasione di satira continua in televisione anche perche’ si accoppiano ad una voce profonda e ad una durissima opera di opposizione alla Casa Bianca. Non che le cose non possano andare insieme ma certo l’elenco che ha fatto il New York Times di queste improvvise “polluzioni” e’ ormai lungo e bizzarro. continua a leggere…

Ballando sopra il barile. Gheddafi, Chavez…e Joe Kennedy

23 feb

Il prezzo del barile del petrolio e’ schizzato alle stelle, con la rivoluzione egiziana ma soprattutto con quella libica in corso.
Era naturale che accadesse quando ad essere coinvolto e’ il diciottesimo produttore al mondo, la Libia. Nell’altra classifica, quella dei paesi con maggiori riserve la Libia sale al decimo posto. Per l’Italia situazione molto difficile perche’ la dipendenza dall’ “amico libico” e’ pesante (cosi’ come quella dall’ “amico russo” che puo’ contare sulla ottava riserva di greggio al mondo). E di amici piu’ o meno ingombranti, piu’ o meno stravaganti, piu’ o meno imbarazzanti parlo qua a proposito di un’altra strana coppia, unita nel petrolio. continua a leggere…

TANTO VINCE SEMPRE LUI

23 feb

Ieri elezioni a Chicago per il sindaco della citta’.

Doppia Knox. Colpevoli, lei e l’Italia

22 feb

Alla fine e’ andato in onda ieri sera in America il film sull’omicidio di Meredith. Ne ho visto blocchi che mi sono stati inviati qua in Italia dove mi trovo. Una visione approssimativa e vi consegno impressioni ugualmente approssimative.

LIFETIME non si e’ curata delle riserve e richieste avanzate dalle difese dei giovani condannati che non avevano apprezzato il trailer del film. continua a leggere…

Belle e brave

22 feb

Rimando da qualche giorno la scrittura di un post sulle molestie sessuali, le violenze subite da LARA LOGAN della CBS in piazza Tahrir al Cairo, in una delle giornate della rivoluzione egiziana. Lara e’ stata in ospedale per giorni.
Diffido da sempre di uomini che scrivono, parlano di donne in questi casi e lo fanno scontatamente secondo i canoni del politicamente corretto e della ovvia indignazione.
Per la cronaca in quella piazza era stato picchiato, non molestato sessualmente per quello che e’ dato sapere, la star di CNN, il giornalista ANDERSON COOPER e con lui altri inviati occidentali. Furia islamica? Diversa dalla solita vigliaccheria del branco, che, a Roma, ha appena prodotto in quattro giorni due stupri di giovani straniere nel centro della citta’ ad opera, forse, anche, di cristiani? continua a leggere…

1973

21 feb

AMARCORD ORIANA‏

21 feb

Prima pagina (d’Italia)

21 feb

Due pezzi in prima pagina sul Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore di ieri, domenica, sulla televisione.
MOISES NAIM sul Sole discetta sui “nemici di OPRAH WINFREY”, con l’aria di prendere le distanze da tutti, i nemici e Oprah. Con qualcuno bisogna stare e io scelgo Oprah, sempre. L’occasione per l’articolo e’ un colto, coltissimo convegno organizzato dall’ Universita’ di Yale sul tema “La Oprah globale: la celebrita’ come icona transnazionale”. continua a leggere…

Sanremo 1. Lui non c’era

21 feb

Sanremo 2. Ci voleva lei

21 feb

Esattamente una settimana prima della finale di Sanremo, la prima serata televisiva in America e’ stata quella dei GRAMMY. La 53esima volta che sono stati consegnati gli “Oscar” della musica e che ha portato a casa un ascolto di 26.6 milioni di telespettatori, il 3% in piu’ dell’anno precedente. Italiani premiati in passato sono stati Modugno, la Pausini, Nino Rota, Morricone, Pavarotti e anche il dj Benassi. continua a leggere…

150 ANNI D’ITALIA, IN ESILIO

20 feb

Garibaldi a Washington Square, New York

Mazzini a Central Park, New York

PS WEEKEND RECAP TORNA TRA DUE DOMENICHE QUANDO SARO’ A NEW YORK

Ma allora una cravatta ce l’hanno

20 feb

Marchionne a Montecitorio

Mr. Facebook da Obama

Restate affamati, restate leggeri

19 feb

Stay hungry, stay foolish. Cosi’, rivolto ai laureandi studenti di STANFORD in California, ha detto STEVE JOBS, nel 2005, alla fine di un discorso di 15 minuti che sono andato a risentirmi un paio di volte. E vi sintetizzo qua. Perche’ e’ Americana pura. E’ la storia della sua vita riassunta in tre punti, che ha consegnato ai giovani che aveva di fronte, leggendo un testo scritto. Non ho naturalmente idea di come stia Steve Jobs in questo momento. E questo e gli altri video non sono un finale di film. Certo cosi’ e’ nata l’idea di risentirlo nel caos di voci degli ultimi giorni sulla sua salute. Quello che qua conta sono le sue parole che sono gia’ tre film in uno. continua a leggere…

Google, sono comunisti

18 feb


GLENN BECK, star di FOX NEWS, ha detto di non essere piu’ sicuro di voler usare GOOGLE.
Ha detto anche che non fara’ come la sinistra che durante l’era Bush individuo’ MICROSOFT come un nemico. Le cose che non piacciono a Beck sono gli stretti rapporti di Google con l’amministrazione Obama e il ruolo giocato in Egitto.
Internet di sinistra? Motori di ricerca comunisti? Anni 50 o 2050?
Leggetevi il lungo post qua sotto.

La rivolta del Patata e quella delle piazze

18 feb

Intreccio due moti di popolo che in queste ultime settimane hanno avvicinato, fino quasi a farli coincidere, il popolo dei benzinai di Internet (quelli che danno il carburante for free, i contenuti a siti e blogs) ai popoli in carne ed ossa di piazza Tahrir (Egitto) e piazza Pearl (Bahrein). E’ la fondamentale questione dei nostri giorni. E del nostro futuro.
Ricordate “i grandi vecchi”, i mandanti che sarebbero stati dietro i movimenti di piazza del passato? Ora sono migliaia di “grandi giovani” che si muovono (anche, non solo) grazie alla comunicazione sociale digitale. Si questa volta The Times They’re A-Changin veramente. Basta seguire uno come NICHOLAS KRISTOF del New York Times, il cantore di questi nuovi movimenti, che per anni ci ha raccontato un’Africa di cui a nessuno fregava niente, per capire che i tempi stanno cambiando con una velocita’ da paura mentre qua, in Italia, dove mi trovo per qualche giorno, i talk shows, i telegiornali parlano d’altro, solo di quello che sappiamo.
Le hanno chiamate twitter revolutions e noi subito le abbiamo raccontate cosi’, paghi di avere trovato una chiave interpretativa di una realta’ che non capivamo (ma non solo noi che e’ relativamente grave, soprattutto il Dipartimento di Stato americano). Invece ha scritto il New York Times in uno dei giorni della rivoluzione egiziana che la parola “icandateyou” (posso vederti per un appuntamento, di genere”non rivoluzionario”) aveva 274.000 menzioni su Twitter alla stessa ora in cui la parola Mubarak ne aveva 11.000. Che indica sempre un trend ma vuol dire anche andiamoci piano con le sintesi improvvisate. Viene in mente un’altra giornalista del New York Times, la caustica MAUREEN DOWD, quando parlando di quelli pazzi per la nuova messaggistica digitale ha scritto “D’altronde viviamo in tempi in cui i tweets sono scambiati per introspezione”.

Anche senza Al Jazeera (che era sempre accesa al Dipartimento di Stato americano ma non a casa mia a New York perche’ finora non ha un canale da cui trasmettere…) la rivoluzione egiziana e’ stata la piu’ televisionata della storia in America. Ci siamo inebriati di piazza Tahrir e abbiamo quasi dimenticato la politica estera di Washington fino al giorno prima, anzi anche durante i primi giorni, di appoggio a Mubarak che WIKILEAKS ci aveva ricordato con alcuni imbarazzanti messaggi diplomatici. Anche senza Wikileaks, sapevamo che gli aiuti militari degli Stati Uniti all’Egitto erano di 1,3 miliardi di dollari all’anno. Per cui ora Hilary Clinton ha diviso Internet in mele marce (Wikileaks) e mele buone (i social media portatori di liberta’) ma tutti sanno che quando vendi merci all’ingrosso (tutte robe americane le invenzioni internettiane) vendi tutto il pacco completo.
E proprio mentre stavamo tutti a dire che allora Facebook e Twitter servono a riempire piazze non solo per le foto dei nudi di massa di SPENCER TUNICK (che cosi’ fa le convocazioni quando gira il mondo) c’e’ stata l’altra rivoluzione, quella che ho detto “del Patata”. La vendita dell’HUFFINGTON POST, baluardo della liberta’, alla corporation AOL ha scatenato l’ira dei bloggers, famosi e non, che ci scrivevano gratis. In realta’ ARIANNA HUFFINGTON circa 200 assunzioni le aveva fatte ma la galassia dei collaboratori for free era infinitamente piu’ larga. Uno di questi e’ il comico televisivo BILL MAHER che ho visto cuocere Arianna in una intervista nel suo programma su HBO la scorsa settimana. Ma come, le ha detto Bill, noi bloggavamo gratis e ora tu passi alla cassa senza dividere il malloppo? Arianna provava a dire che sara’ un bene per l’umanita’ perche’ il Post ora andra’ su una piattaforma piu’ grande ma Bill aveva in testa solo quella cosa li. Cosi’ e’ saltata fuori la questione di quella che il Financial Times aveva definito Nuovo Medioevo Digitale e ora il New York Times ha chiamato Feudalesimo Digitale. Un mondo di schiavi, di servi che lavorano gratis per padroni che non sono Robin Hood. Sono i Patata di tutto il mondo che riempiono di contenuti tanta roba che c’e’ su Internet e lo fanno consapevolmente come per WIKIPEDIA o meno consapevolmente come per FACEBOOK e compagnia tweettante. Questi nuovi padroni del mondo sembrano come noi a vederli da fuori e di questo egualitarismo formale hanno fatto una divisa e non solo. Arianna Huffington sembra l’immigrata greca del mio pianerottolo che incontro quando butto l’immondizia e Mark Zuckerberg non si toglie la felpa nemmeno per andare a letto.
Cosi’ ci siamo cascati. Pero’ gli schiavi di Internet non sono come gli eterni stagisti negli old media che aspirano solo ad un posto. Hanno una vocazione attivista, evangelica. Sono i Peace Corps di questo nuovo secolo. Ma non ci stanno ad essere presi per il culo. Per di piu’ l’arte del copia e incolla e della riscrittura con i link e’ la moderna moltiplicazione dei pani e dei pesci in cui e’ spesso difficile risalire agli autori dei miracoli. Attraversiamo tutti, cari Patata, una fase nuova del capitalismo, non descrivibile con gli strumenti che ci avevano dato i dimenticati teorici del secolo scorso. La redistribuzione del sapere non si e’ incrociata con la redistribuzione del reddito. Urgono rivoluzioni nelle piazze di Internet.

Gia’ mi manca

17 feb

Ogni mattina, dal lunedi al venerdi, preparo il caffe’, ritiro il New York Times e il Wall Street Journal gettati sulla porta di casa e accendo la televisione. A svegliarmi e’ il volto sorridente, sono gli occhi furbi di MIKE ALLEN che, dagli schermi di MSNBC, mi dice quello che accadra’ a Washington nella giornata.
Apro il computer e trovo la e-mail quotidiana (sette giorni su sette) di Mike (PLAYBOOK) su cui si buttano, come cani sull’osso, tutti i giornalisti, i bloggers, gli intossicati di Casa Bianca e dintorni, che spolpano ogni riga e cominciano a rilanciare le sue dritte. Sono le 6.15, 6.20 del mattino. La giornata puo’ cominciare. continua a leggere…

Casa dolce casa

17 feb

David Axelrod, il Senior Advisor di Obama alla Casa Bianca fino al gennaio scorso, il consulente politico del Presidente, e’ tornato a casa. In realta’ David e’ nato nella Lower East Side di New York. Ma conosciuta Susan si trasferi’ a Chicago, dove nacque Lauren che oggi ha 29 anni.
A sette mesi Lauren fu colpita dal primo attacco di epilessia. Attacchi che si sono moltiplicati con violenza negli anni (fino a 25 al giorno), tanto da procurarle danni cerebrali gravi. Oggi Lauren sta meglio, vive in una casa da sola all’interno di una comunita’ organizzata per assistere chi come lei (nel mondo sono 50 milioni) e’ passata attraverso questa ancora misteriosa malattia. continua a leggere…

Mamme che lavorano. In tivu

16 feb

Sono laico ma seguace del culto di TINA FEY.
La nostra religione puo’ contare su legioni di fedeli. Siamo, forse, la sparo li, il culto che piu’ e’ cresciuto nella credente America negli ultimi tre anni.
Una crescita impetuosa dalle ultime elezioni  presidenziali, da quando Tina (autrice del popolare 30 ROCK, sette EMMY, tre GOLDEN GLOBE) e’ tornata a SATURDAY NIGHT LIVE per impersonare una Sarah Palin piu’ autentica di quella vera. Perche’ ne ha esasperato tic e frasi fatte (cosi’ fanno di solito le imitazioni), interpretati su canovacci di battute da schiantarsi. E, come succede a quelli imitati bene, ha reso anche un servizio alla Palin, ingigantendone la popolarita’ (i genitori repubblicani di Tina avevano approvato). continua a leggere…

BENVENUTI A DETROIT

15 feb

Allora, dopo l’incontro governo-Fiat di sabato scorso, ci hanno fatto sapere che e’ tutto a posto.
Marchionne ha detto che investira’ in Italia e si tireranno le somme nel 2014.
Intanto IMPORTED FROM DETROIT e’ il titolo dello spottone (due minuti) CHRYSLER con EMINEM che abbiamo visto al Super Bowl.

Cinque mesi prima era andato in onda su RAI 3 un documentario a cui ho lavorato (fotografia e edizione Alberto Engeli), titolato BENVENUTI A DETROIT. Non vi dico nient’altro. Guardatevelo. Fino al 2014 c’e’ tempo.

VIAGGIO IN ITALIA (e comments closed)

14 feb

C’e’ un bel libro (non nuovissimo) che ho letto in questo fine settimana in cui ci si chiede se Internet sta cambiando il nostro modo di pensare. Molto. E anche il modo in cui occupiamo il nostro tempo e in cui ci confrontiamo con il resto del mondo (e anche gli stretti familiari).
Per quello che riguarda il blog mi chiedevano due amici (non di Facebook, ma veri) perche’ non apro i commenti ai post.
Perche’ una cosa ho imparato sui messages in the bottle di Internet in generale. Dire sempre la verita’. E non ce la faccio per ragioni di tempo (e forse di fegato) a rispondere. Preferisco le mail, ormai old style. Non sono personalmente su Facebook, tanto Zuckerberg e’ ricco anche senza di me.
E, a proposito di verita’, oggi parto per l’Italia , dove staro’ non molto. Il blog non si ferma perche’ mi sono attrezzato per continuare (grazie Cri, grazie Simone).
E ho incamerato talmente tanta tivu nelle ultime settimane che potrei postare fino a Natale. Quindi, UP IN THE AIR.

GOOGLE FOR PRESIDENT

14 feb

Intervistato ieri da 60 MINUTES (CBS) WAEL GHONIM ha detto che non si buttera’ in politica. Sara’, non ci credo. continua a leggere…

San Valentino, il video “ufficiale”

14 feb

San Valentino, il video “non ufficiale”- Love, Italian Style 1

14 feb