Archive | Febbraio, 2011

Love, Italian Style 2

14 Feb

Il Wall Street Journal scopre I Promessi Sposi, “un capolavoro”

San Valentino, una roba seria

14 Feb

Questa fotografia e’ presa a Times Square, sabato.
Tutto ricorda a New York che oggi e’ San Valentino. Difficile dimenticarlo quando il bombardamento e’ a tappeto.
Per tre industrie, (fiori, dolci e gioielli) e’ il giorno piu’ lungo e uno di quelli che danno la temperatura della crisi.
La previsione e’, sembra impossibile, di una spesa media di 116.21 dollari ad americano (piu’ o meno innamorato), l’11% piu’ dello scorso anno. La National Retail Federation (i commercianti) hanno parlato di acquisti probabili per 3.5 miliardi di dollari in gioielli (3 miliardi lo scorso anno).
Sono i numeri della ripresa secondo gli ottimisti. Il cuore che batte alla cassa.

WEEKEND RECAP

13 Feb

SALUTI  DALL’EGITTO

La settimana si potrebbe aprire e chiudere cosi’. Tutto scompare al confronto con l’epopea egiziana. Ogni giorno partivo con l’idea di parlare di una delle serie che hanno esordito in questi giorni passati ma l’attualita’ mi riportava a piazza Tahrir. Quindi appuntamenti rinviati. Con gioia.
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OLD MEDIA

12 Feb

LA PIAZZA ALLORA CONTA QUALCOSA. E LE TELEVISIONI PURE, VOLENDO.

Il presidente Obama ha parlato alla nazione. Un breve discorso per abbracciare la piazza che ha sollevato Mubarak.
Sul ruolo dell’America ci sara’ tempo per riflettere. continua a leggere…

Se ne va THE VOICE. E torna a casa la cravatta

12 Feb

Ogni giorno, dall’ingresso di Obama alla Casa Bianca, abbiamo visto sulle reti allnews il faccione simpatico di ROBERT GIBBS, il portavoce del presidente. Nella quotidiana conferenza stampa i giornalisti accreditati lo cuocevano come un pollo alla griglia, sempre.
I portavoce in America sono molto importanti. Non vengono scavalcati, partecipano alla vita quotidiana del presidente 24 ore al giorno, sette giorni su sette e parlano realmente al posto del loro capo. Per un salario di 172.000 dollari l’anno. continua a leggere…

705.694 AMICI E UN NEMICO

11 Feb

Ma allora FACEBOOK serve a qualcosa.
WE ARE ALL KHALED SAID ha piu’ di 700.000 amici.
La rivoluzione egiziana senza leaders ha trovato questa pagina di Facebook in cui parlarsi. E’ nata anonima ma e’ ormai attribuita a WAEL GHONIM, il manager di Google, incarcerato per due settimane e ora in piazza Tahrir.
L’ho seguita da stamattina alle sei e gli amici sono aumentati di 30mila.
TUTTE LE TELEVISIONI IN AMERICA HANNO INTERROTTO I PROGRAMMI E STANNO MANDANDO IN ONDA PIAZZA TAHRIR .  CON INVIATI NELLA PIAZZA CHE INTERVISTANO MANIFESTANTI PAZZI DI GIOIA.
Anche la televisione serve a qualcosa, se usata cosi’.
Non succedeva dall’11 settembre. L’America guarda l’Egitto in diretta.

L’APPRENDISTA STREGONE

11 Feb

Ieri al CPAC (la vetrina conservatrice che tradizionalmente lancia potenziali candidati per la Casa Bianca) a Washington e’ comparso DONALD TRUMP. Stamattina lo ho appena sentito negli shows-telegiornali del mattino. Non ho capito se stava lanciando l’undicesima stagione di THE APPRENTICE (NBC) o la sua candidatura per la Casa Bianca. continua a leggere…

WHEELS UP

11 Feb

Le due fotografie le ho prese puntando il televisore nel corso del telegiornale della sera di NBC. Sono, ha detto il conduttore BRIAN WILLIAMS, prese in Piazza Tahrir quando Mubarak ha detto, piu’ o meno, che rimane dov’e’. Ci hanno fatto sentire i cori live dalla piazza che scandiva “THE PEOPLE AND THE ARMY HAND IN HAND” (ll popolo e l’esercito mano nella mano), ha detto il corrispondente tra le gente. Commovente. Su 30 minuti di telegiornale, 29 minuti (a parte la pubblicita’) sono stati egiziani. L’unica altra notizia e’ stata quella del funerale di due teenagers uccisi in Messico. continua a leggere…

SULLA STRADA. STORYTELLING

11 Feb

Sono incappato in questa targa su un marciapiede, prima di entrare alla New York Public Library.
Ce ne sono varie, con citazioni. Questa mi sembra che c’entri, volendo, con un mio post sull’informazione d’Egitto.
“L’universo e’ fatto di storie, non di atomi”.

Andiamo fortissimo coi social networks

11 Feb

Dovremmo farla finita di buttarci giu’, noi italiani.
WIRED ha pubblicato una mappa del piu’ grande social network al mondo.
E non siamo piazzati male.

Do you like Reagan ? No thanks. Preferisco Johnson

11 Feb

Settimana di televisione commemorativa reaganiana con tanti documentari.
Io vado ancora piu’ dietro nel tempo.

iPAD in my mind

10 Feb

Gira da qualche giorno questo video antico registrato su VHS.
STEVE JOBS guarda nervoso il monitor. La sua prima apparizione televisiva.

La gara a chi e’ piu’politicamente scorretto

10 Feb


GROUPON, la multinazionale che offre sconti di gruppo a ristoranti e acquisti vari con coupon, e’ nota per fare campagne pubblicitarie che prendono in giro le campagne benefiche. Quelli mandati in onda durante il Super Bowl hanno fatto rumore perche’ la platea era immensa.
Ma poi e’ arrivato CONAN O’BRIEN (che ha il suo show serale su TBS) che, come tutti i comici, dell’essere politicamente scorretto fa un mestiere e una missione.
E allora non c’e’ piu’ gara. Vincono i comici. Sempre.

http://www.youtube.com/watch?v=vXGYK1eP_wo&feature=player_embedded

MA BLOGGING E’ ROBA DA VECCHI O DA GIOVANI?

10 Feb

OLTRE IL BLOGGING. AMERIKA

10 Feb

Martedi sera su PBS, la televisione pubblica, e’ andato in onda il nostro futuro. Da vedere. Multitasking.
A me sembrava piu’ multitasking il passato. Oggi basta una cosa come quella a cui sto attaccato adesso.
Comunque i libri, intesi come carta, non ci saranno piu’. I giornali chissa’. E la divisione in classi sara’ digitale.
Che non vuol dire virtuale. Anzi profondissima. Karl Marx revisited.

Il primo che lo trova faccia un fischio

10 Feb

C’era una volta la corsa all’oro. Poi al petrolio. Ora al geek.

BREAKING NEWS. Le cose che contano nella vita

9 Feb

MICHELLE OBAMA appena intervistata al TODAY SHOW.

1)Obama non si tinge i capelli ( “magari poveva farlo prima di entrare alla Casa Bianca, ora e’ troppo tardi”)
2) Obama ha smesso di fumare per le figlie (essere di esempio)
3) Sasha e Malia, le due figlie, non sono su Facebook (perche’ non permesso dalla sicurezza della Casa Bianca ma anche “perche’ non necessario”).
ps Malia e Sasha hanno pero’ una email ufficiale.

LEZIONI AMERICANE

9 Feb

Uso Calvino a sproposito. Nessuna lezione a nessuno.
Ma sono, come capita spesso a queste latitudini, sorpreso del quasi nullo risalto dato in Italia ad una fondamentale intervista del piu’ popolare giornalista televisivo di FOX NEWS al presidente OBAMA, nel giorno del Super Bowl, domenica scorsa (la rete sorella FOX trasmetteva l’avvenimento sportivo). Capisco che anche dell’Egitto in Italia frega poco (me lo fanno notare amici “solitamente bene informati” e ascolti televisivi) ma provo a dire perche’ questa intervista che arriva dalla lontana America e’ importante .
Prima sinteticamente pochi appunti introduttivi di cose note.
Fox News e’ il canale allnews che fa piu’ ascolto in America (piu’ di CNN e MSNBC). Fox News e’ stata creata da RUPERT MURDOCH ed e’ antiObama (il contrario di FAIR & BALANCED, il loro slogan sull’essere imparziali). Rupert Murdoch si muove nel mondo della televisione (vedi SKY in Italia) secondo leggi di mercato. Obama si era lamentato con lo stesso Murdoch del trattamento ricevuto da Fox News nel corso della campagna per la Casa Bianca. Poi si e’ seduto di fronte all’intervistatore che piu’ gli ha fatto la guerra. Lezione americana numero uno. continua a leggere…

Informazione d’Egitto. Perche’ gli americani la fanno meglio?

8 Feb

Parliamo sempre di serie televisive belle come film a proposito della televisione americana. Per una volta parliamo di informazione, telegiornali, hard news. Quella che ci e’ arrivata qua in America dal Cairo e quella (questa e’ la sottotrama) che ho visto sulla RAI, canale 554 di New York.
Liquido quasi subito la seconda ma quello che leggete da ora in poi e’ come dire che “ogni riferimento a fatti e persone NON e’ puramente casuale”. In America i telegiornali non sono zavorrati nella Saxa Rubra di New York, a Midtown Manhattan. Quando accade un avvenimento importante, non necessariamente eccezionale, la conduzione si sposta sul luogo, domestico o internazionale da cui si lanciano il resto dei servizi. E’ una regola che ci precipita dentro la storia e stabilisce una gerarchia sul campo delle notizie. Questo vale per tutti i maggiori networks. continua a leggere…

POWER TO THE PEOPLE

7 Feb

http://www.youtube.com/watch?v=hpjaOUjUPUc&feature=player_embedded

Potere al popolo due volte.
Il Super Bowl e’ stato vinto dalla squadra della citta’ piu’ piccola che ci sia tra i grandi del football americano. E la gara tra le pubblicita’ in onda sarebbe andata (secondo molti bloggers, NBC questa mattina, USA TODAY che lo da primo con un altro) ad uno spot delle patatine DORITOS, che e’ “consumer generated”. Fatto da uno che ci capisce ma non professionista. Costo (ma non ci credo) 500 dollari.
American Dreams.

FUGA DALL’EGITTO. MARY: “SIAMO TUTTI EGIZIANI”

7 Feb

E’ appena stata intervistata al TODAY SHOW (NBC) la nostra Mary, l’infermiera pensionata che ha scelto di vivere di fronte al Museo Egizio.
Mary e’ deliziosa. Nella sua fuga dall’Egitto si e’ portata via solo una borsa a mano. Perche’ ha detto che tornera’ a vivere al Cairo. Testarda Mary che pensa che la memoria e la storia siano le cose per cui vale la pena vivere. Ma detto con semplicita’. Antimoderna Mary, siamo con te. Siamo tutti egiziani.

Una questione di vita e di morte

7 Feb

BARBARA WALTERS e’ la decana dei giornalisti televisivi americani. A 81 anni va in onda tutti i giorni la mattina alle 11 con THE VIEW (ABC), il talk di enorme successo da lei creato e spesso va in onda anche di sera con speciali di 20/20, il magazine di inchieste giornalistiche. Nessuno rifiuta un’intervista a Barbara che ha raccolto confidenze di capi di stato di tutto il mondo ed e’ stata la prima donna nella televisione americana a condurre il telegiornale della sera. Temuta, riverita, imitata. Mortale pero’ come tutti. E di questo ci ha parlato in uno speciale andato in onda venerdi scorso dal titolo, appunto, A MATTER OF LIFE AND DEATH (Una questione di vita e di morte). continua a leggere…

SURFIN’ USA

6 Feb

http://www.youtube.com/watch?v=dUN_pm_tl6I&feature=related

Oggi RONALD REAGAN avrebbe 100 anni.
I talk shows della domenica mattina ricordano il quarantesimo presidente degli Stati Uniti, a 30 anni dal suo insediamento alla Casa Bianca . A seguire molti documentari rievocativi in programmazione da oggi per tutta la settimana.
Ieri concerto dei BEACH BOYS nella Ronald Reagan Library. Si erano gia’ esibiti nella seconda inaugurazione reaganiana del 1985. E anche i Beach Boys festeggiano un anniversario. Nel 2011 compleanno dei 50 anni della fondazione della loro band. BACK TO THE FUTURE.

WEEKEND RECAP

6 Feb

MARY D’EGITTO
Mary Thornberry, l’infermiera pensionata con la passione della storia egiziana, e’ volata via dal Cairo, dopo essere stata prelevata dalla sua casa da “quattro uomini di buona volonta” (non poliziotti, ne giornalisti ha chiarito il figlio Phil).
Mi aveva colpito la storia di Mary che, morto il marito, ha deciso di andare a passare il resto dei suoi anni (gia’ quindici) in una piccola casa davanti al Museo Egizio. Mary non possedeva un computer al Cairo. Era felice – ha detto Phil – ad un passo dai faraoni.

HITCHOCK

KEITH OLBERMANN e’ sparito dagli schermi di MSNBC  venerdi 21 gennaio. Keith era il conduttore piu’ di successo di MSNBC, il canale allnews, in competizione con CNN e FOXNEWS. Da allora tante voci sul disoccupato Keith. L’ultima e’stata smentita da RUPERT MURDOCH questa settimana, alla fine della presentazione di THE DAILY. Non c’e’ posto per Keith alla FOX, dove aveva lavorato in passato.
Keith comunica dal suo TWEET account. Qua di seguito e’ il video di una sua apparizione di questa settimana da LETTERMAN. Come fosse una citazione, un’ombra. Nella stessa settimana in cui lo stesso Letterman ha accennato al suo ritiro tra due anni.
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La crisi? Superpalla

5 Feb

La disoccupazione e’ ufficialmente scesa al 9% in America ma 4.9 milioni di americani hanno smesso di cercare un lavoro negli ultimi tre anni perche’ non ci sperano piu’. Wall Street e’ appena tornata ai massimi precrisi e, senza dare troppo nell’occhio perche’ non si fa piu’, sono tornati a schizzare tappi di champagne, come botti con il silenziatore.
Sono le due Americhe ormai lontanissime, che domenica consumeranno insieme il rito unificante dell’anno, la finale del campionato di football, quel SUPER BOWL che l’anno scorso ha stabilito il nuovo record di audience televisiva con 106.5 milioni di americani davanti ad uno schermo per quattro ore buone (le previsioni sono di nuovo boom di ascolti). Dalla Casa Bianca ai bar sport di tutto il paese, ai divani della mitica e ascientifica middle class (ovvero tutti), domenica, dalle 6.30, si guarda la partita, si beve birra e si mangiano patatine. Proprio tutti anche perche’ il football non lo guardano solo i maschietti (tra loro e’ lo show numero 1 in televisione su NBC, la domenica, “Sunday Night Football”) ma anche le donne tra i 18 e i 49 anni, per le quali il football viene al terzo posto assoluto dopo “DANCING WITH THE STARS” e “GREY’S ANATOMY” (il 23% in piu’ di ascolto femminile negli ultimi due anni e ci sarebbe materia per considerazioni sociopscicoeconomiche che volentieri tralasciamo per questa volta). continua a leggere…

Storie d’Egitto. Salvate il soldato Mary

4 Feb

Sullo sfondo della grande storia che i telegiornali, le televisioni americane raccontano bene in questi giorni (con i loro migliori giornalisti e conduttori per le strade del Cairo) c’e’ una storia piu’ piccola che e’ diventata grande.
Mi sono, ci siamo appassionati alla storia di Mary, 76 anni, che da quindici anni vive al Cairo. Mary faceva la nurse (l’infermiera), aveva preso una laurea specialistica in egittologia e, andata in pensione, si e’ trasferita dall’America, stato di Washington, a vivere a pochi passi dal Museo Egizio, la passione della sua vita. continua a leggere…

Federalismo Post Mortem

4 Feb

CSI (CBS) e’ la serie televisiva (genere drama) piu’ di successo al mondo (con i suoi derivati). L’episodio finale della stagione 2004-2005, diretto da QUENTIN TARANTINO, fu visto da piu’ di 35 milioni di americani. Dall’originale CSI: LAS VEGAS del 2000, creato da ANTHONY E. ZUIKER e prodotto da JERRY BRUCKHEIMER, il brand si e’ allargato a CSI: NEW YORK e CSI: MIAMI e presto ci sara’ un CSI vicino a casa vostra.
L’idea vincente e’ stata quella di portarci dentro il magico mondo dell’autopsia.
E cosi’ negli anni, con il crescere delle facolta’ di criminologia, ci eravamo fatti l’idea che la scienza del post mortem fosse una cosa piu’ o meno esatta e che i suoi sacerdoti (i medici legali) fossero perfetti e geniali risolutori dei casi piu’ intricati per le squadre omicidi. Ci eravamo dimenticati che quello di CSI e’ il mondo della fiction.
A darci una mazzata e’ stata la puntuale inchiesta (non fiction) di quattro pilastri del giornalismo investigativo americano, andata in onda questa settimana sulla PBS, per il sempre bel programma FRONTLINE (rifuggo dai paragoni italioti ma, per capirci, c’e’una, seppur lontana, somiglianza con REPORT). continua a leggere…

ALL THE NEWS THAT’S FIT TO PRINT

4 Feb

Quando e’ troppo e’ troppo

3 Feb

In questo giorno di “meditazione” sto ascoltando molta radio. Quella piu’ bella del mondo. A forza di vivere in America, dove ogni secondo dicono che in qualsiasi campo sono i migliori del mondo (magari senza possedere un passaporto) ci sto cascando anch’io (nell’eccezionalismo americano di stocazzo). Quindi solo la piu’ bella radio che conosco, NPR.
In uno dei microfoni aperti di questa mattina si e’ aperto il dibattito sul voto favorevole, appena passato a New York, che vietera’ (se il sindaco Bloomberg firmera’ l’atto) di fumare nei parchi, spiagge e piazze pedonali (Times Square).
Un simile provvedimento e’ da tempo in vigore a San Francisco e in sempre piu’ citta’ americane. Io ho smesso di fumare da un compleanno di diciotto anni fa. Ma ricordo bene i cinema affumicati della mia adolescenza.
Come hanno detto molti ascoltatori della democratica, civile, sana (e di robusta costituzione) NPR, “Caro Bloomberg, fatte na canna”.

UN MESE DOPO

3 Feb

Questo blog ha un mese di vita. Quindi ringraziamenti di rito (ma non tanto di rito) a chi mi ha scritto e a chi ha sbirciato e basta. Spero di continuare ma dipende da varie cose. Non solo dal fatto che devo andare presto in Italia per un paio di settimane. Comunque mi diverto (che conta) e mi sembra di essere all’inizio.