ENTRO OGGI SI PAGANO LE TASSE (In America). MA ANCHE NO
18 apr
Di solito le tasse si pagano entro il 15 aprile. Quest’anno mini proroga ad oggi, lunedi 18 aprile. Mi tocca, anche a me.
Su CNBC, il canale di economia della NBC, e’ andata puntuale in onda un’inchiesta sull’evasione in America. Che sarebbe di 300 miliardi di dollari, una cifra che voleva fare impressione sui telespettatori ma per noi, sono andato a controllare, non e’ cosi’ pazzesca. Perche’ a cercare rapidamente una stima di quella italiana verrebbe fuori non molto di meno (per una popolazione sei volte inferiore).
Il titolo (THE AMERICAN TAX CHEAT, l’evasione delle tasse in America) ma soprattutto il tono generale dell’ora di trasmissione era da giornale popolare. Piccole e grandi storie di imbrogli vari, mischiati senza un racconto che stabilisse una gerarchia, un’accozzaglia di casi molto diversi tra loro, uniti dal filo di sondaggi e statistiche. Alcune fanno sorridere (uno su dieci americani pensa che sia OK imbrogliare il fisco). Altre sono piu’ interessanti (il 15% ammette di averci provato ad evadere e la netta maggioranza sono uomini single sotto i 45 anni). Sono cosi’ sfilati i volti celebri di Al Pacino, Martin Scorsese, Nicholas Cage e altri che hanno avuto problemi con l’IRS, il Ministero delle Finanze, gli esattori americani che, e’ stato detto, per ogni dollaro che spendono ne recuperano 4.50. Come e’ noto la divisione criminale dell’IRS non scherza.
Quello a cui non si e’ accennato nell’inchiesta sono “le esenzioni fiscali per una piccola porzione di ricchi” (al centro del dibattito politico) ma soprattutto il caso GENERAL ELECTRIC, la piu’ grande corporation al mondo secondo alcune classifiche, nelle prime cinque secondo altre, comunque un gigante mondiale con piu’ di 300mila occupati. General Electric, ha denunciato il New York Times, non avrebbe pagato un dollaro di tasse negli Stati Uniti l’anno scorso su 14.2 miliardi di dollari di profitti nel mondo (di cui “solo” 5.2 sarebbero fatti in casa). Anzi avrebbe richiesto un ‘tax benefit”, una restituzione di 3.2 miliardi di dollari. Il Washington Post, che ha ammesso di essere stato bruciato sulla notizia, e’ pero’ intervenuto dopo a chiarire che le cose non starebbero proprio cosi’. Che il rimborso non esisterebbe ma poi la spiegazione a seguire non fa che seminare dubbi. In piu’ di mille lavorano nel dipartimento tasse della GE e molti sarebbero ex dipendenti dell’IRS. Il loro lavoro? Provare a far pagare meno tasse alla GE. Il problema e’ come. E qua la faccenda si ingarbuglia e anche il Washington Post, che voleva tenere una lezioncina al New York Times, non ci fa capire altro di piu’, tranne che il nodo potrebbero essere i profitti accumulati fuori dagli Stati Uniti. Una storia che non riguarda solo GE.
83 su 100 tra le piu’ grandi corporations americane ha sedi distaccate di compagnie sussidiarie in territori offshore. 9 dei 14.2 miliardi della General Electric sarebbero registrati offshore
Il 3,2% degli americani ha ufficialmente un reddito di piu’ di 250mila dollari. Le campagne elettorali di solito si vincono su lavoro e tasse. Non su certificati di nascita e matrimoni gay. In quella appena cominciata per la Casa Bianca si evocheranno spesso i paradisi fiscali. Ma temo cambiera’ poco perche’ le campagne elettorali costano e le grandi corporations sono piu’ generose con i candidati che non con l’ IRS.


























































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