Archive | luglio, 2011

Per la complessita’

19 lug

Leggo un editoriale di Alexander Stille su Repubblica di oggi ( “Se i media producono un potere illegale”) e le semplificazioni, le similitudini contenute su Murdoch e Berlusconi mi fanno scrivere queste poche righe, che farei meglio a lasciar perdere che ho altro a cui pensare.
Pero’ sulla televisione americana mi ci sbatto parecchio. Ne macino ore al giorno (e alla notte) da bambino, senza sapere bene perche’. Insomma mi ci applico.
Che vuol dire che “gli USA hanno in comune con l’Italia la quasi totale mancanza di regolamenti sulla televisione”, che invece esisterebbero in Inghilterra con la BBC ?. La BBC non e’ piu’ quella che era da tempo, come sa chi la frequenta. E i regolamenti ci sono o non ci sono. Non ci sono mai “quasi”.
Certo FOX NEWS e’ una macchina propagandistica come lo e’ MSNBC, che io guardo piu’ volentieri. La regola in America e’ il mercato.
Le organizzazioni di news rispondono a regole interne, non ad una Commissione di Vigilanza (se non per questioni riguardanti “il comune senso del pudore”). Si puo’ discutere del mercato televisivo americano, che sarebbe una discussione interessante, magari a partire da casi come Current TV.
Scrivo in questi giorni spesso di Murdoch. Anche con durezza. Da quello che so l’uomo venuto dall’Australia e’ piu’ appassionato di carta stampata che di televisione. Questa, come Myspace prima e The Daily poi, viene dopo nei suoi interessi, come batterie di missili lanciati per difendere il cuore dell’impero. Abbiamo invece speso mesi, ormai anni dopo Obama, a dire che grazie ai nuovi media si vincono le elezioni, si fanno le rivoluzioni. Forse si, forse no, quasi.
Non so cosa succedera’ alle cose di Murdoch in America.
Joe Nocera sul New York Times ha appena scritto che il Wall Street Journal e’ stato Fox-ified. Poteva scriverlo prima, che oggi e’ come ballare sulla tomba del morto.
I conflitti di interesse pesano ovviamente ma quello di Bloomberg, per citare un caso locale, vi sembra risolto ?
Come sempre e’ la complessita’ che e’ difficile da raccontare. Se la “narrative” e’ la semplificazione non andiamo da nessuna parte. Lasciamo le cose come sono.

Un gelato al limon

19 lug

Preso dal calcio femminile domenica scorsa ho dimenticato di festeggiare degnamente l’unico lascito della presidenza Reagan che custodisco con devozione. The National Ice Cream Day, la giornata nazionale del gelato, una geniale idea del presidente repubblicano sempre invocato da tutti gli sfidanti a Obama.
La banda dei dieci concorrenti sta forse per allargarsi a Sarah Palin, Giuliani e Perry.
Gli ultimi due cominciano con dichiarrazioni bizzarre. Perry ha vaneggiato di una chiamata superiore ( Dio per Perry ?) e Giuliani, intervistato da CNN, ha difeso Murdoch, cosi’ a priori, perche’ lo conosce bene ( “un uomo onesto”). Sarah Palin conta gli spiccioli incassati dal documentario su di lei, nel primo weekend fuori nei cinema.

Agli inizi di questa campagna per le primarie repubblicane ci si chiedeva perche’ non ci fossero candidature ufficiali. Oggi il campo dei concorrenti per la Casa Bianca sembra quello degli inquilini del maggiolino tutto matto, a sentire il comico Colbert su Comedy Central.
Non e’ proprio cosi’. Huntsman, per esempio, e’ persona seria. Non proporrebbe mai un giorno nazionale del gelato. Nemmeno con la heat wave di questi giorni. Che se sopravviviamo ai cento gradi quotidiani e’ proprio grazie ad un gelatino.

HOPE SOLO, solo lei

18 lug

I telegiornali di questa mattina, lunedi, in America hanno aperto tutti con la finale del campionato mondiale di calcio in Germania.
Ora che i campionati NFL e NBA, football e pallacanestro, sono in forse per il prossimo anno per dispute sui quattrini tra i sindacati dei giocatori e le rispettive leghe e il baseball e’ sempre avvolto nella nuvola del doping, emerge, finalmente, il calcio. Ma quello femminile solamente, che in America e’ da anni ai vertici mondiali.
Nelle scuole il calcio femminile e’ lo sport piu’ praticato. In America e’ lo sport delle donne. Il campionato degli uomini e’ roba per vecchie glorie europee e tifosi ispanici, soprattutto.
Quello che mi ha colpito nelle partite che ho visto della nazionale USA e’ l’estremo fair play. Mai una scena, una recriminazione sull’arbitro, giu’ per terra e subito in piedi e una aggressivita’, una velocita’ straordinarie. Per noi che amiamo il calcio, finalmente partite vere.
Poi abbiamo conosciuto una per una tutte le biografie delle calciatrici USA. E una piu’ di altre mi aveva colpito, quella del portiere Hope Solo, che gia’ il nome era un programma politico. Figlia di un italoamericano, reduce dal Vietnam, senzacasa. I genitori divorziarono quando Hope aveva sei anni e lei ando’ a vivere con la madre ma rimase sempre in contatto con il padre, che e’ morto quattro anni fa.
Hope inizio’ a giocare all’attacco e segnava un sacco di goals. Poi, spostata in porta, e’ diventata il numero uno al mondo.
Ieri dopo la partita ha dichiarato (e oggi qua ne parlano tutti) che il Giappone aveva un motivo in piu’ per vincere e che lei e’ contenta cosi’. “Solo con il Giappone- ha detto Hope – avrei accettato di perdere. Se lo meritano e ne avevano piu’ bisogno di noi”.
E cosi’ Hope, che gia’ era una star, ora diventa anche un simbolo, dopo essere stata anche immaginetta.
Basta vedere l’ennesimo video che ho cercato (e subito trovato) di un soldato americano in Afghanistan che, secondo moda corrente, la invita ad un ballo ufficiale.

L’America impazzisce per Hope, il portiere parlante, con il padre del Bronx e radci italiane.

Basta con le signorine. Il calcio e’ maschio. Cioe’ delle donne

18 lug

Nel calcio si celebrano tutti i luoghi comuni possibili, come e’ noto. Ad esempio si dice “calcio maschio” per dire partita dura, combattuta e “da signorine” per dire di troppe scene, troppi titic e titoc, ecc
Domenica pomeriggio sono andate in onda con un quarto d’ora di differenza due partite che hanno incatenato a casa tanti americani.
Da una parte su ESPN andava in onda la finale di coppa del mondo femminile tra Giappone e Stati Uniti e dall’altra, sul canale ispanico Univision, Brasile-Paraguay per la coppa America.
Ho cominciato cambiando continuamente canale tra uno e l’altro . Poi ho scelto. Le donne. Non c’era paragone. Una partita meravigliosa “che riconcilia con il calcio” (beccatevi st’altro luogo comune). I maschietti brasiliani erano signorinelle insopportabili.
Ai rigori, dopo i tempi supplementari e dopo il 2-2, ha vinto il mondiale donne il Giappone e il telecronista americano ha detto “dedicato a Fukushima”.
Il Brasile dei sovrastimati palleggiatori e’ stato eliminato ai rigori “perche’ nel calcio dioc’e'”, cosi’ tutto attaccato!!!!
Alla Casa Bianca Obama ha seguito la partita delle donne con le due figlie. Anche del debito questa domenica pomeriggio chissenefrega.

L’appestato

17 lug

Per Ken Auletta (New Yorker) massimo esperto di media, questa mattina ospite di Christiane Amanpour, non sara’ una passeggiata per Murdoch in America. Qua i crimini commessi in Inghilterra sarebbero trattati ancora piu’ duramente, ha appena detto Auletta.
“E quale politico vorra’ da oggi farsi vedere insieme a Murdoch? Chi si potra’ permettere di ricevere sue donazioni in politica?”.
Come volevasi dimostrare. Se lo scandalo sbarca qua, nella ex colonia inglese, io e un paio di voi che mi leggete potremmo comprarci FOX NEWS.

American tabloid tivu’. Chi li ha visti

17 lug

Domenica mattina alla televisione, in attesa della politica che arriva piu’ tardi, dalle dieci in poi.
Si parlera’ ovviamente di apocalisse prossima ventura e di tetto del debito, pesanti topics da mandare giu’ tra un caffe’ e un’idea di quattro passi e un cinema nel pomeriggio. Non faranno mai ascolto come la cronaca nera che sta sfracellando, con i talent shows, la televisione generalista americana. Sempre bambini, ragazzi coinvolti in una insopportabile escalation.

Sapevo che oggi era il giorno della liberazione di Casey Anthony e quindi ero pronto per la diretta. Tivu’ scatenate ma questa e’ stata la piu’ veloce uscita dal carcere di sempre. Quattro minuti dopo la mezzanotte, per evitare la folla che comunque c’era fuori ad invocare cose vicine al linciaggio, Casey e’ uscita, accompagnata dal suo avvocato e si e’ dissolta verso destinazione ignota su una SUV nera, del tipo di quelle usate da Obama e la sua scorta.
Casey e’ stata assolta dall’accusa di avere ucciso sua figlia Caylee di quasi tre anni ma per l’opinione pubblica, quella sondaggiata, e’ colpevole.

Al pubblico televisivo che per mesi aveva seguito il processo di Casey e che ora rischiava l’astinenza era stato intanto somministrato domenica scorsa uno speciale di due ore della conduttrice del telegiornale di ABC, Diane Sawyer, sul caso Jaycee Dugard, la ragazza rapita, sequestrata, stuprata per anni da una coppia di sadici pedofili. Una cosa difficile, impossibile da guardare per me oltre un paio di minuti che ha tenuto incollati al video oltre dieci milioni di telespettatori, stravincendo la serata televisiva. Ieri sera, sabato, prima serata, replica dello stesso speciale.

Jaycee scomparve all’eta’ di 11 anni ad una fermata di uno school bus in California, nel 1991. Per 18 anni e’ stata sequestrata in una tenda, nel giardino di casa dei coniugi Garrido ed in mezzo ad un mare di immondizia ha partorito due figlie che oggi hanno 11 e 15 anni.
Il due giugno di quest’anno Philip Garrido e’ stato condannato a 431 anni di prigione e sua moglie da 36 a tutta la vita (decideranno i giudici, se arrivera’ alla fine). Garrido era un pedofilo, tossico, pregiudicato gia’ autore di violenze su ragazze minori.
La storia la potete recuperare con facilita’. E’ probabilmente il caso di Chi l’ha visto piu’ drammatico, terribile perfino da leggere su Wikipedia della cronaca del genere in America.
Mentre tiravo un sospiro di sollievo per la fine (conclamata in televisione) anche di questo caso e’ arrivato questa settimana “il macellaio di Brooklyn”. Nella chiusa comunita’ hassidica di ebrei ortodossi si e’ scoperto che Leiby, un bambino di otto anni che stava tornando a casa, e’ stato rapito e poi ucciso, fatto a pezzi, conservato nel frigorifero.

Grande scalpore a New York perche’ il supposto omicida di 22 anni e’ figlio di un dipendente del notissimo B&H photo, il negozio in cui tutti andiamo ( e che i turisti italiani conoscono bene) per comprare elettronica, video, computers, macchine fotografiche. Il negozio e’ gestito da ebrei ultraortodossi. Come scrive il New York Times, nella maggioranza delle case della comunita’ , molto sicura, non ci sono in genere televisioni e computers (che pure loro vendono e di cui sono grandi esperti). Levi Aron, quello che i tabloid hanno gia’ appunto battezzato “macellaio di Brooklyn”, invece pare amasse American Idol, Glee e, udite udite, Lady Gaga. Pare pure che il bambino sia rimasto a casa a guardare la tivu’ quando il suo rapitore e’ andato al lavoro.
Basta, chiudo qua per oggi. La straordinaria stagione di ascolti di Chi l’ha visto in Italia diventa pallida performance in questa domenica di meta’ luglio a New York, Stati Uniti d’America, Tabloid Nation.

He is sorry (e in America?)

16 lug

Oggi rimbalza sui telegiornali americani la lettera di scuse apparsa nei quotidiani inglesi.
Io per  principio credo nelle scuse. Sempre. “Ci scusiamo per i gravi torti commessi – scrive Murdoch – La nostra attivita’ era fondata sull’idea che una stampa libera e aperta debba essere una forza positiva nella societa’”.
Se si guarda FOX NEWS, come ho fatto ieri, si ha un’idea diversa delle proporzioni che lo scandalo Murdoch sta assumendo negli Stati Uniti. Una notizia come le altre, in una confusa gerarchia che  introduce Murdoch come un extraterrestre che arriva dall’Australia, passando per l’Inghilterra. E’ invece l’approdo dello scandalo in terra americana che potrebbe scuotere l’impero.
E’ qua che si fanno  i destini del mondo e del fatturato News Corp.
FOX NEWS e’ il canale di cable news piu’ visto d’America. E’ il luogo in cui si giocano le primarie repubblicane per la Casa Bianca. Difficile vincere senza passare in video da quelle parti. Una specie di house organ del sentimento popolare antiobamiano. Che ha tolto a CNN il primato e infatti si vede dal quadro sopra come la CNN si sia buttata sullo scandalo per provare a recuperare terreno.
L’America, non l’Inghilterra, potrebbe essere la Pearl Harbor di Murdoch.
Se non lo salvano i democratici. I contributi alla Clinton Global Initiative e alla campagna di Hillary, dopo avere fatto di tutto per distruggerli, sono una narrative (come dicono qua in America) che potrebbe regalarci un nuovo capitolo.
Una FOX NEWS piu’ addomesticata puo’ essere il patto con il diavolo che in molti firmerebbero.

Pray away the gay

16 lug

http://youtu.be/jlszi1Cn_fE

Si lo so, questa storia della clinica della famiglia Bachmann che curerebbe i gay con la preghiera e’ talmente grottesca che pensate che non puo’ essere vera.
Michele Bachmann e’ per me la candidata che puo’ vincere le primarie repubblicane. Nell’evangelico Iowa dell’elettorato repubblicano questa storia non scandalizza. E’ la bellezza di questo paese in cui la tolleranza e’ spinta a limiti inimmaginabili. Anche la tolleranza dell’idiozia, del politicamente scorretto tutelato dalla Costituzione.
Questo marito della Bachmann che chiama “barbarians”, barbari, i gay fa dubitare della scelta di vivere in questo paese. Poi pero’ lo stato di New York legalizza i matrimoni per le coppie dello stesso sesso e allora pensi che hai fatto bene.
Rimane la questione fondamentale. Quella di “ONE NATION UNDER GOD”.
Il dottor Marcus Bachmann sara’ pure fuori dalla grazia di Dio, per dire che usa terapie fuori di testa per malattie inesistenti.
Ma non esistono candidati che possano considerarsi tali che non dichiarino di credere in Dio. Magari non credono che la preghiera possa “redimere” i gay. Ma certo si dichiarano devoti credenti, a priori. Non tengono per se stessi la risposta alla domanda “credi in Dio?”.
Nessuna eccezione, caro il mio pio Obama.

L’uomo che sapeva troppo. O anche niente

15 lug

E cosi’ l’uomo che diceva di non sapere chi fosse Keith Olbermann (forse proprio per questo) Tom Mockridge, e’ stato trasportato da SKY italiana alla direzione di News International da Rupert Murdoch.
Quella che sapeva troppo, Rebekah Brooks, e’ stata allontanata.
Come dice sempre mio figlio ‘Papa’ non c’e’ bisogno di sapere tutto. C’e’ Google, no?”

Indagine su un cittadino

15 lug

Il quartier generale di News Corp , il secondo gruppo di media al mondo dopo Disney, e’ ad una decina di blocchi da casa mia, a midtown New York. Corporation con sede in America, quotata al NASDAQ, che, secondo una fonte anonima interna alla FBI, sarebbe da oggi oggetto di una investigazione aperta dalla stessa agenzia governativa, FBI.
E’ successo quello che era scontato succedesse (nemmeno linko i post dei giorni scorsi qua sotto).
Rupert Murdoch aveva oggi pubblicato una intervista sul suo Wall Street Journal facendo quello che e’ solito fare. Un’intervista ad un house organ.
Tutto a posto, solo una pulizia, aveva cosi’ detto il padrone di News Corp, prima che arrivasse la notizia dell’indagine dellla FBI.
Un’indagine. naturalmente, significa poco. Vedremo.
La notizia e’ esplosa come una bomba nel cielo pieno di nuvole cariche della discussione sul tetto del debito.
Qua, nel Far West americano, naturalmente la citazione piu’ usata e’ quella del Watergate. Per arrivare all’impeachment manca per ora tutto.
Soprattutto non vedo ancora dei Bernstein e Woodward. Congiunture come questa dovrebbero essere oro puro per il giornalismo investigativo. Lasciando perdere la cavalleria FBI, l’occasione e’ straordinaria per riflettere sullo stato dell’informazione nell’epoca della producibilita’ e riproducibilita’ delle notizie. Non e’ solo il fango il problema. Anche la marmellata.

Hollywood, Texas

14 lug

Anche il vecchio Ron Paul, 75 anni, va a Hollywood. Medico, nato a Pittsburgh, texano d’adozione.
Dopo 24 anni nel Congresso americano Paul ha di recente annunciato di non volersi ricandidare al Congresso. Punta tutto sulla Casa Bianca.
La sua era stata in passato una candidatura di bandiera. Piu’ per affermare un’identita’ ( libertario, pacifista, isolazionista) che per sperare di farcela. Ora sembra, anche con questo ad buttato fuori in Iowa e New Hampshire, volere andare oltre la testimonianza.
Il suo elettorato e’ trasversale. Quando ti imbatti nei fans di Ron Paul fuori dai dibattiti hai di fronte degli incroci di pacifisti anni Sessanta con sostenitori del tea party. Un ibrido prodotto da una macchina del tempo che si e’ incartata.

Il solito Mike Allen, quello che ci capisce, ha appena detto che “mai ci sono state condizioni cosi’ favorevoli per un candidato di un terzo partito”. Intanto Paul e’ andato a Hollywood per parlare del debito. I candidati repubblicani hanno tutti imbroccato questa strada magniloquente, retorica.
Obama, che sta raccogliendo piu’ soldi di tutti, gioca invece la carta dell’understatement. Il suo film sembra, per ora, pagare di piu’.

Se ci si mette anche King

14 lug

A toccare i familiari delle vittime di September 11 si rischia, dicevo ieri , prevedendo l’allargarsi della macchia nera in America.
E’ subito cresciuto il numero di rappresentanti del Congresso americano che chiedono un’inchiesta per stabilire se siano state violate leggi in questo paese dalla multinazionale organizzazione di notizie di Rupert Murdoch.
La sorpresa e’ che tra coloro che si sono mossi, indignati, c’e’ Peter King. Repubblicano, presidente dell’influente Committee on Homeland Security, King e’ diventato noto anche al di la degli Stati Uniti per avere convocato la commissione da lui presieduta per indagare e discutere sull’insorgenza della minaccia terrorista islamica domestica. Ne parlero’ nel documentario su September 11 a cui sto lavorando.
King, quando si muove, e’ un carro armato lanciato da una fionda, per dire di un grande polverone senza conseguenze. Ma sempre significativo, come nell’occasione citata, di un umore popolare poco disponibile ad andare tanto per il sottile. Adesso e’ il primo repubblicano ad andare ufficialmente contro Rupert Murdoch e quindi FOX NEWS e quindi il Wall Street Journal. Coraggioso. Oppure ha fiutato un profumo di monnezza che invece in molti, con il naso chiuso, anche in Italia, preferiscono non respirare.

King chiede al Ministero della Giustizia di far intervenire la FBI.
Membri della famiglia Bancroft intervistati dalla benemerita ProPublica hanno dichiarato che, a sapere oggi quello che si e’ saputo su Murdoch, il passaggio di mani nel 2007 del controllo del “most trusted”, piu’ autorevole, giornale del mondo, il Wall Street Journal, sarebbe avvenuto con piu’ difficolta’. Certo l’offerta era stata sopra il valore attribuito dal mercato e la famiglia Bancroft, dal 1902 proprietaria del Dow Jones, ne ricavo’ una grande fortuna.
I soldi pero’ odorano, contrariamente a quello che i furbetti da sempre raccontano.

Il circo di Murdoch. Per Tina e’ la Stasi. Per Hugh Grant e’ terrificante. Miliardari (ottantenni) contro

13 lug

Murdoch in apertura di tutti i telegiornali del mattino in America.

Hugh Grant, una delle vittime dell’organizzazione di notizie spionistica, collegato al TODAY SHOW in apertura, ha detto che quello che si e’ scoperto e’ terrificante.

Tina Brown, di Newsweek e Daily Beast, dopo avere espresso apprezzamento di routine per l’impero di Murdoch dice, senza perifrasi, che se le cose stanno cosi’ non erano giornali, era la Stasi, la polizia segreta.

Jay Rockefeller IV, 82 anni, e’ l’unico discendente della famiglia di miliardari (e politici) americani nel Senato. E’ democratico, presidente dell’influente Committee on Commerce, Science and Transportation.
Alla notizia che gli spiati dall’organizzazione di notizie in Inghilterra di Murdoch sorvegliava piu’ di 4000 personalita’ varie, Rockefeller ha dichiarato che se tra loro ci fossero cittadini americani ci dovra’ essere un’inchiesta. Pare che tra gli spiati ci potrebbero essere familiari delle vittime dell’11 settembre. State certi che allora per il padrone di FOX e del Wall Street Journal in America non sara’ una passeggiata. Nonostante i contributi alla politica elargiti qua e la.

A Panetta ma che stai a di’ ? (E Tom pure)

13 lug

Keith Olbermann, su Current, fa a pezzi Leon Panetta, il neo Segretario alla Difesa che ha collegato la spedizione americana in Afghanistan a September 11. Panetta come Cheney ha detto Olbermann e ha ridicolizzato la parziale marcia indietro pubblicata dal Washington Post.

Panetta,73 anni, fresco reduce dal successo del raid che ha spazzato via Osama deve attraversare una fase euforica perche’ chiacchera parecchio. Dice che dipende dalle sue radici italiane. Ci manca che citi Jersey Shore.
In una puntata scatenata Keith ha poi ovviamente attaccato il suo ex datore di lavoro Rupert Murdoch a FOX, quando si occupava di sport.
Ha detto Keith che fu cacciato anche perche’ lo volevano far lavorare da malato e lui si rifiuto’.
Ricordate? Keith Olbermann e’ quel signore assunto da Al Gore che in una puntata di Anno Zero disse che proprio a causa di questa assunzione SKY aveva minacciato di far fuori Current in Italia. Tom Mockridge di SKY ha scritto recentemente di non sapere chi sia Keith Olbermann e di avere dovuto Google il suo nome per arrivare a mettere insieme qualche informazione su di lui.
Alla faccia della competenza televisiva !!! Keith puo’ non piacere (anche io non ci vado pazzo) ma magari sapere chi e’, nel piccolo mondo antico della televisione….
In Italia SKY e’ una televisione progressista o sbaglio? Scusate sono fuori da qualche anno ma dopo, quando ho piu’ tempo, cerchero’ di capire (con Google) perche’ Murdoch in Italia (solo?) e’ di sinistra. Ma anche no, che mi guardo un poco FOX che e’ sempre “fair and balanced”.

Ballando con le stelle

12 lug

In una giornata da 100 gradi a New York, i telegiornali del mattino cercano sollievo dallo scontro sul debito, dai fantasmi europei di crisi, dall’allargarsi dello scandalo Murdoch e, naturalmente, da Casey Anthony.
E cosi’ rimbalza ovunque questo video in cui un soldato in Afghanistan invita l’attrice Mila Kunis al ballo dei marines del prossimo 18 novembre. Mila ha detto di si. Difficile dire di no al sergente Moore. Aria fresca e idea per un format tivu.

AMERICAN TABLOID 4

12 lug

Oggi faccio come quei paesi al di la’ dell’oceano (esempio Italia) in cui mentre tutto va a rotoli (economia, disoccupazione) parlano d’altro.
Faccio finta di non avere sentito per tutto il giorno in televisione che l’Italia puo’ essere la nuova Grecia, il nuovo Portogallo, la nuova Irlanda.
E torno sul caso Casey Anthony, la giovane madre assolta da una giuria popolare dall’accusa di avere ucciso la propria figlia di due, quasi tre anni di nome Caylee.

Il New Jersey e’ il sedicesimo stato ad avere proposto in pochi giorni l’approvazione di quella che e’ stata subito battezzata la Caylee’s Law, la legge per cui e’ reato non denunciare entro 24 ore la sparizione di un figlio (la madre di Caylee, Casey, fece la denuncia 31 giorni dopo).
Presto il contagio raggiungera’ tutti i cinquanta stati perche’ lo sdegno popolare per la sentenza di assoluzione della madre e’ amplificato dalle televisioni che non mollano il caso. Secondo i sondaggi, due americani su tre pensano che la mamma sia colpevole. Si moltiplicano manifestazioni. Nel daytime impazzano gli avvocati, gli esperti, i giornalisti. E CNN continua a tenere la fiammella accesa dell’indignazione con l’aria di dare un’informazione fondamentale in un paese scosso dalla crisi e dallo scontro Obama-repubblicani sul debito.
Le donne, piu’ del doppio degli uomini, vogliono Casey in galera. E le donne sono il pubblico televisivo del daytime e della cronaca per tre quarti. Quindi ingozziamo il popolo televisivo con il fast food che vuole. E chissenefrega dei 500mila posti di lavoro pubblici in meno nei due anni di presidenza Obama non rimpiazzati dal privato. Cazzate in confronto a Casey libera.

THE GOOD WIFE. Quando la realta’ e’ fiction e la tivu non sa piu’ che fare

11 lug

Quel filosofo francese che ha detto che la realta’ e’ quella che si vede in televisione e che mi sembrava un pensierino intelligente non aveva previsto quello che hanno dovuto affrontare/sopportare le mogli dei politici americani negli ultimi anni (si vabbe’ lo so, anche in Italia, anche Strauss-Khan, ecc. ma provo sempre a non passare l’oceano).
Nel New York Times di ieri, domenica, gli autori di THE GOOD WIFE, i coniugi King sposati dal 1987, si chiedono che avrebbe fatto lei, Alicia, la protagonista della serie se Peter, suo marito, avesse combinato quello che hanno combinato i politici veri. Se loro avessero scritto di uno che fa un figlio con la colf che poi continua a vivere nella casa per una decina d’anni (Schwarzenegger), di uno che fa un figlio con una fotografa che lo segue nella campagna elettorale mentre la moglie ha un cancro terminale (Edwards), di uno che passa ore a twittare foto di se stesso mezzo nudo a sconosciute mentre la moglie e’ in attesa del primo figlio (Weiner), ecc. Se avessero scritto cosi’ avremmo detto che
la serie aveva imbroccato una strada troppo soap, quella di DESPERATE HOUSEWIVES, per capirci.
Poi la questione centrale diventa quella della confessione, del perdono, del lavaggio pubblico del peccato e qua i coniugi King si dividono.
Alicia e’ per ora old style, fa la moglie silente accanto al marito politico. Nella realta’, in America, le cose erano andate cosi’ fino agli ultimi casi in cui le donne hanno detto basta con queste buffonate pubbliche. Chi vuole perdonare lo fa in privato.
Come fara’ la fiction a stare dietro a questi cambiamenti di modelli, stili di vita, comportamenti?
Parlo sempre dell’America. Che la fiction italiana e’ ferma ad un’altra era glaciale, quella del suo pubblico di anziani, inchiodati alla poltrona.

I used to rule the world

10 lug

Viva La Vida dei Coldplay e’ stata stiracchiata in tutti i modi, letta e riletta, applicata alle piu’ diverse situazioni. L’ultima e’ della NASA che la sta usando per la fine delle missioni Shuttle. Certo il testo, le parole sono perfetti per suggerire la fine dell’impero. La lettura alternativa (alla NASA) di oggi e’ quella riferita al signore del post qua sotto, “In his own words”. Tanto per giocare. E’ domenica.

Ero solito governare il mondo
i mari si alzavano quando io davo l’ordine
ora al mattino io spazzo da solo
spazzo le strade che ero solito possedere

ero solito tirare i dadi
sentire la paura negli occhi dei miei nemici
ascoltare come la folla cantava:
“ora il vecchio re è morto, lunga vita al re!”

un minuto ho stretto forte la chiave
e quello seguente ero intrappolato dai muri
e ho scoperto che i miei castelli
stavano sopra cumuli di sabbia e pilastri

In his own words

10 lug

Betty, la prima a nominare la parola seno in tivu

9 lug

Betty, la prima a nominare la parola seno in tivu

Betty Ford, moglie del presidente Gerald Ford, se ne e’ andata a 93 anni.
Oggi la ricordano tutte le televisioni americane. Un bel personaggio, Betty. L’America di James Stewart, repubblicano antico.
Fece cambiare il letto alla Casa Bianca. Ne volle uno grande, king size. Le chiesero perche? Betty rispose “Perche’ io vado a letto con mio marito”.
Quello che mi ha colpito e’ stato sentire su NBC l’esperta di medicina dire che Betty, quando seppe di avere un tumore al seno, ando’ in televisione e pronuncio’ la parola seno (breast) fino ad allora proibita. La mastectomia accadde nel 1974.
E come chiamavano le tette in tivu prima del 1974 ?

Ballando con il marito

9 lug

Il package che si vende alle elezioni americane e’ sempre un pacchetto che comprende moglie e figli.
Alla Casa Bianca finora non e’ mai entrato un first husband, un principe consorte della moglie regina, presidente degli Stati Uniti.
Mogli e mariti dei candidati devono passare un esame pubblico e uno dei media, da cui spesso escono stropicciati, a volte sbriciolati. E ritirano la candidatura.
Marcus e’ il marito di MICHELE BACHMANN, la repubblicana per ora unica candidata donna alla Casa Bianca per il 2012.
Marcus potrebbe essere un peso ingombrante. Tra le altre cose e’ un terapista non certificato in una clinica, un centro che ha il nome di famiglia e si proporrebbe anche di aiutare i gay a diventare etero. Non e’ una barzelletta.
Ho incontrato spesso a convegni che mettono al centro la famiglia banchetti che reclamizzano e promettono “guarigioni dalla malattia omosessuale”. La prima volta non volevo crederci e ricordo di avere intervistato quattro anni fa per Ballaro’ una di queste “terapiste”.
Ora “la malattia” (non contagiosa) sta diventando contagiosamente “accettata” dall’opinione pubblica del paese che nei sondaggi indica una volonta’ di legalizzare il matrimonio gay.
Marcus ha negato che questo sia lo scopo principale del centro ma reporters investigativi hanno raccolto testimonianze contrarie. Senza contare che la clinica Bachmann & Associates avrebbe ricevuto fondi statali.
Intanto Michele ha appena firmato il contratto sul matrimonio che un leader evangelico ha sottoposto a tutti i candidati. Il contratto dice che l’unico matrimonio riconosciuto e’ quello tra un uomo e una donna. Michele e’ stata la prima a firmarlo. Marcus e’ il consigliere principe, il “top strategist” di Michele. Una coppia etero che balla e cresce nei sondaggi per le primarie repubblicane.

Lavoro e salari. L’ABC delle campagne elettorali

8 lug

Sono stati resi pubblici i dati sull’occupazione nel mese di giugno in America. Solo 18mila nuovi posti di lavoro, molti meno di quanto l’amministrazione Obama sperasse. Piu’ di 14milioni sono i senzalavoro ufficiali e il tasso di disoccupazione e’ al 9.2%.
Con queste cifre difficile essere rieletti.
Se continua cosi’, ha scritto il Wall Street Journal, Obama sara’ il presidente in carica con il peso piu’ grande di disoccupati dal dopoguerra ad affrontare una competizione elettorale. Insomma le belle parole stanno a zero, come ha sintetizzato il mio compagno di banco montatore Carletto di questi giorni. Carletto sa quanto costa un litro di latte come lo sanno i lavoratori occupati, che negli ultimi due anni hanno visto salire i loro compensi dello 0,5 (questo e’ il popolo dei salariati sotto i 2000 euro al mese). E Carletto ha saputo pure che il compenso dei 200 CEO, amministratori delegati, delle corporations piu’ grandi e’ lievitato negli stessi ultimi due anni del 23%, fino alla cifretta media di 10 milioni e 800mila dollari l’anno.
Basta vedere i primi spot della campagna elettorale di Romney e della Bachmann per capire che la partita si gioca tutta sulle file dei disoccupati.
Osama smaterializzato non bastera’.

The Politico (Italian)

8 lug

NOMFUP, blogger italiano di politica e altro, finisce citato, per il suo sguardo acuto, da uno dei cinque (la classifica e’ mia) piu’ influenti bloggers di politica americani. Che scrive su THE POLITICO, il piu’ influente foglio online di politica, alloggiato nella influente Washington.
Di tutta questa influenza al vecchio giornalame italiota importa poco. Siamo un (bel?) paese di accidiosi, astiosi, invidiosi, boriosi (poco influenti, politically speaking).
La prossima volta pero’, caro NOMFUP, la citazione dovrebbe arrivare da Mike Allen, per decidere poi di pensionarti.

Fuori le scarpe !

7 lug

http://youtu.be/_gD3psU7s-0

Ci risiamo con le scarpe. Questa volta nel parlamento afghano.
Da noi non succede. Nessuno butta le scarpe a pallini.

La ragazza di Waterloo (che vincera’)

7 lug

La ragazza di Waterloo, Iowa, MICHELE BACHMANN ha partorito il primo ad, enfatizzando le sue radici piantate nello stato dove tutto comincia per la Casa Bianca 2012. Una cosa semplice, tradizionale, buona per l’elettorato del midwest a cui e’ diretto, con un messaggio chiaro. Michele battera’ Romney, il front runner, credo io.
MIKE ALLEN, di POLITICO, il guru di tutti noi, e’ scettico anche perche’ dice che la ragazza ha terribili relazioni con i “republicans on the hill”.
Mike ha sempre ragione. Per questo sara’ bello ributtarsi nelle pianure di etanolo dell’Iowa.

AMERICAN TABLOID 3

6 lug

Il gesto rivolto a stampa e televisioni dall’avvocato della difesa di CASEY ANTHONY, dopo la sentenza di primo grado, riassume il pensiero dello stesso legale su quella che ha definito essere stata una “media assassination” nei confronti della sua assistita.

ps una media assassination di altro tipo e’ stata la prima TWITTER TOWN HALL di Obama, 140 caratteri di noia reiterati e senza contraddittorio che hanno dimostrato come la fascinazione  per i social media sia dilatata fino ad implodere

una cosa buona per dire “ti amo” e darsi un appuntamento (o convocare una manifestazione) e’ diventata un messaggificio inadatto allo scopo

ma tribuna politica quando ritorna ?

AMERICAN TABLOID 2

6 lug

La TWITTER TOWN HALL di Obama di oggi che doveva essere il grande avvenimento mediatico del nuovo secolo, della nuova fase, del nuovo mondo e’ ridotto ad una robetta per political junkies.
Il grande pubblico e’ da un’altra parte. Nella televisione americana oggi esiste solo il verdetto su CASEY ANTHONY.
La cronaca nera ha oscurato la Casa Bianca.

AMERICAN TABLOID. Cronaca nera, televisione e noi

6 lug

Spesso si sente dire dell’unicita’ del caso italiano, della straordinaria passione italica per i casi di cronaca nera. I programmi televisivi di questa stagione che trattano la materia hanno fatto ascolti memorabili. L’America e’ diversa fino ad un certo punto. Si uccide molto e si scompare parecchio e la cronaca nera non ce la fa a spalmarsi su quasi tutto il palinsesto. Ma anche qua c’e’ almeno un caso all’anno che riesce a piantarsi nei titoli di apertura dei telegiornali e a diventare oggetto di discussioni nel daytime della tivu. Magari non alla sera, magari senza ricorso ai plastici ma la sostanza  non cambia. Il caso dell’anno si e’ chiuso ieri. La mamma (CASEY ANTHONY) accusata di avere ucciso la figlia (CAYLEE) di due anni e’ stata assolta dalla giuria di undici membri (sette donne, cinque uomini). Colpevole solo di menzogne. Caylee e’ prima sparita (per 31 giorni la mamma non denuncio’ la scomparsa, tre anni fa) poi i resti  vennero rivenuti due mesi dopo vicino a casa sua. Caylee era stata cloroformizzata, soffocata poi occultata. La foto della piccola Caylee e’ passata ossessivamente per gli schermi televisivi americani. Un tatuaggio della mamma, eseguito dopo la scomparsa della bimba, aveva contribuito ad  orientare l’opinione pubblica (in italiano le due parole ‘Bella Vita”) in senso colpevolista. Casey sarebbe stata vittima di abusi sessuali fin da bambina, pare ad opera del padre, che ha sempre negato. CNN si e’ catapultata sul caso per recuperare il terreno perso in questi anni ed e’ riuscita a riconquistare un primato che sara’ difficile conservare. Il primato dell’autorevolezza era perso da tempo.  Anche FOX NEWS si e’ dimenticata per qualche giorno di Obama per buttarsi su Casey Anthony. Tutti i networks hanno allestito speciali nella serata del verdetto. E tutti i paragoni sono con O.J. Simpson, con in piu’ i social media. CNN continua a mandare in onda lo stesso video, di qualche minuto, dei festeggiamenti in un ristorante vicino al tribunale, ad Orlando, Florida, di Casey e dei suoi avvocati. Alternato a dichiarazioni random di passanti che dicono che Casey e’ “una baby killer”. Gogne pubbliche e una sentenza che dice il contrario perche’ le prove non sono state ritenute sufficienti. Quando il mondo ruota attorno ad un’aula di tribunale in cui si dibatte un omicidio, per quanto odioso, la malattia non e’  la dentro.

Diventare americano

5 lug

Nel giorno dell’indipendenza americana su HBO e’ andato in onda un documentario (CITIZEN USA) di ALEXANDRA PELOSI, la figlia di Nancy, la democratica ex Speaker of the House.
Con il suo primo lavoro nel 2000, al seguito di Bush, si guadagno’ sei nominations all’Emmy.
Diventare cittadino americano e’ un traguardo per milioni di cittadini del mondo, ancora oggi. Per tutti quelli che compaiono nell’ora di montato e’ la realizzazione del sogno (americano).
Giurano fedelta’ alla nuova bandiera da 700mila a un milione ogni anno da oltre 150 paesi.

Cartoline dai cinquanta stati, con nuovi americani arrivati da ovunque, estratti dalle cerimonie di naturalizzazione, nel giorno in cui si conquista il nuovo passaporto.
Musulmani, omosessuali iraniani, afghani che dicono di amare le ragazze americane che possono baciare per la strada, rifugiati iraqueni finiti in Nebraska.
Ex comunisti russi, cinesi, cubani. Ispanici arrivati dall’America latina con ogni mezzo. Praticanti di ogni religione. Scampati a stragi in Kosovo, Sudan, Darfur, Rwanda.
Poi i famosi, Kissinger cittadino dal 1943, Arianna Huffington dal 1991 e il marito della stessa Pelosi, un girornalista olandese.
L’America di Alexandra Pelosi vista ieri sera e’ un bel paese, un paese tollerante, aperto, civile. Solo nel finale un accenno alle politiche sull’immigrazione dell’Arizona, nulla su Washington.
Proprio nella stessa giornata di festa sul New York Times e’ apparso un editoriale di dura critica alle recenti leggi anti-immigrazione approvate in Georgia, Alabama, South Carolina.
In Alabama, sfidando una sentenza stessa della Corte Suprema degli Stati Uniti che garantisce a tutti, cittadini con documenti e non, il diritto all’istruzione, lo stato obbliga i distretti scolastici a denunciare la presenza di illegali.
Intanto domenica nella popolare trasmissione di Christiane Amanpour (ABC) si era materializzato quel JOSE ANTONIO VARGAS, il premio Pulitzer clandestino, uscito allo scoperto poco piu’ di una settimana fa.
Di queste storie la Pelosi-figlia non parla nel santino, pulito e politicamente stracorretto, che con HBO ci ha scodellato per il 4 luglio.

La gara piu’ schifosa al mondo

5 lug

http://youtu.be/ONexS_c54f8

Come ogni anno si e’ svolta, nel giorno dell’indipendenza americana, la gara piu’ schifosa al mondo.
Sponsorizzata da Nathan’s, quelli dell’originale hot dog, la competizione va in onda su ESPN, la rete dei grandi avvenimenti sportivi.
C’e’ anche una federazione internazionale, la International Federation of Competitive Eating, come per uno sport vero.
Bisogna mangiare piu’ wurstel che si puo’ in dieci minuti. C’e’ un record mondiale, ci sono un campionato maschile e uno femminile separati, c’e’ un plurivincitore giapponese escluso perche’ non ha accettato le regole imposte dallo sponsor.
Per la quinta volta consecutiva ha vinto Joey Chestnut con 62 hot dogs in dieci minuti. Questo Chestnut sarebbe uno studente californiano di 27 anni che gira l’America gareggiando in tornei che lo hanno visto ingoiare e vincere in gare di ali di pollo, burgers, asparagi, ecc
Quando il dottore dice di fare sport per dimagrire chiedetegli se va bene praticare quello di Joey Chestnut.