Archive | ottobre, 2011

Sciopero ( addirittura generale )

31 ott

Mercoledi sciopero generale a Oakland , dichiarato da Occupy ( Wall Street ) Oakland.
Mamma Mia , in America ? In pochi giorni ? E addirittura generale.
Roba che nemmeno la Old New Left  ( che senza un Renzi di passaggio qua hanno rottamato ) aveva osato immaginare. Ma quelli di Occupy assaltano il cielo , fregandosene dei flop. Oppure , altra ipotesi , sono piu’ OLD di quanto li facessimo. Comunque , perche’ sia chiaro , bravi.
Mic Check,Mick Check STRIKE ON !

E stasera sale l’ascensore

31 ott

Fatta la squadra ( formidabile ) stasera parte il nuovo newsmagazine di NBC con Brian Williams. Con tanti esteri. E con l’ambizione di sfidare 60 Minutes. Quando la domanda e l’offerta di informazione non passano attraverso i talk shows e vanno in prime time , lo stesso. Stasera mi sdraio sul divano ( il solito ) e domattina trovate la recensione ( diciamo cosi’ ).

The Walking Dead ( product placement )

31 ott

Sex , lies ( e forse videotapes )

31 ott


E adesso vediamo come se la cava Herman Cain. E’ arrivata l’accusa di molestie sessuali. La storia non e’ una bolla perche’ POLITICO ci mette la faccia , l’apertura delle news. Jonathan Martin , uno degli autori dell’inchiesta , ha appena ribadito a MSNBC che sono stati concessi dieci giorni a Cain per rispondere alle accuse e , non avendo ricevute risposte , si e’ deciso di uscire fuori con la notizia.
Due donne che lavoravano nella National Restaurant Association , presieduta dal candidato repubblicano , hanno sostenuto di avere subito molestie negli anni Novanta da Cain. Concordarono l’uscita dall’associazione ed un pagamento risarcitorio sarebbe stato eseguito.
Immediato il rimbalzo sulle televisioni e la blogosfera. Di solito in America quando scoppia una notizia come questa la carriera del politico coinvolto subisce uno stop. Se sara’ uno “stop and go” lo vedremo nelle prossime ore.
La notizia non esce dalla stampa tabloid ma da quella che ormai e’ la piu’ accreditata fonte di informazioni da Washington.

Quello che parla solo e quello che fa. O il contrario

31 ott

Rick Perry , in caduta libera nei sondaggi nelle primarie repubblicane per la Casa Bianca , attacca Obama con uno spot in cui dice che il presidente e’ uno che parla solamente mentre lui e’ uno che fa i fatti.
A guardarlo , in una esibizione in New Hampshire di venerdi scorso ( subito sotto lo spot ) non sembra. Nelle news di oggi del mattino lo paragonano a Will Ferrell quando imitava Bush. Le comiche primarie repubblicane.
Se non fosse che proprio oggi i sondaggi danno Obama per battibile da chiunque esca dal campo repubblicano.

http://youtu.be/pFQEQnpODaw

Una tragedia americana

31 ott

60 MINUTES ( CBS ) e’ tornato sull’affare Madoff , sulla famiglia Madoff. Dopo il libro della moglie di Mark , il figlio suicida di Bernie , ora e ‘ in uscita quello di Ruth , la moglie di Bernie , scritto insieme all’altro figlio , Andrew.
Alla sua stagione numero 44 , 60 MINUTES e’ sempre il primo luogo in cui si approfondisce , si analizza la notizia ( esclusiva ) della settimana. E nonostante sia un settimanale , appunto , tutti gli altri vengono dopo.
Ci sono stati suicidi tra le vittime della piu’ grande frode finanziaria della storia. Oltre Mark Madoff che , dice il fratello Andrew , e’ vittima anche lui. E certamente lo e’. Secondo Ruth , che ha parlato in televisione per la prima volta , Mark disse che nessuno voleva ascoltare la verita’ e che la vergogna lo divorava.
Ruth e il figlio Andrew sostengono di essere stati completamente all’oscuro di tutto quello che Bernie combinava. Le vittime di Madoff non ci credono. E Morley Safer ( 80 anni ) di 60 Minutes chiede questo per tutta l’intervista, riformulando la domanda in modi diversi.
Mark accusava la madre di avere conservato il rapporto con Bernie in carcere e si isolo’. Dopo la morte del figlio, Ruth ha chiuso con Bernie e dice di non essere piu’ andata a trovarlo e non avergli piu’ scritto. Questa rottura l’ha riavvicinata all’altro figlio Andrew che rimproverava alla madre di avere tenuto in piedi il rapporto con il padre.
A Ruth il tribunale fallimentare ha lasciato due milioni e 500mila dollari, briciole della fortuna antica ma pur sempre un pezzo di pane. Safer lo dice a Ruth che ora vive nel sud della Florida.
Nelle tragedie americane a questo punto si avviano le pratiche di divorzio. Ma questa non e’ una tragedia americana qualsiasi. Ruth chiude la connversazione dicendo, con un sorriso , che non vede la necessita’ di divorziare.






Zucca day

30 ott


Brian McFadden per il New York Times

Finestra sul cortile

30 ott

Ore 10.15, finestra di casa. Riscaldamento a palla dopo la nevicata di ieri.
Sequestrati venerdi i generatori a Occupy Wall Street , proprio prima dell’arrivo della tempesta perfetta per Bloomberg.

E’ domenica , parliamo di cancro

30 ott

Ne parlo per varie ragioni. Per cominciare , un articolo uscito questa settimana nel supplemento scientifico del New York Times mette in dubbio la certezza della diagnosi a 360 gradi della mammografia. Ci dice che dei 39 milioni di donne che affrontano l’esame ogni anno in America solo una piccola frazione delle 230mila a cui e’ diagnosticato un cancro e’ realmente aiutata dall’esame. Questi i numeri , la disputa scientifica ed economica ( 5 miliardi di dollari spesi ogni anno ). Poi ci sono le storie e quando queste toccano persone che conosci , a cui vuoi bene , i numeri diventano un’altra cosa. Una storia familiare.
Nella settimana appena conclusa la migliore televisione non generalista del mondo ( HBO, che se la batte con Showtime e AMC ) ha mandato in onda un documentario ( ” The education of Dee Dee Ricks” ) che gia’ nel titolo fa intendere che Dee Dee ha imparato da una cosa che le e’ accaduta.

Dee Dee , 39 anni , divorziata , vive a New York con i suoi due bambini in un attico da 14 milioni di dollari. Lavora nella finanza e , dal nulla, e’ diventata una donna ricca. Scopre di avere il cancro e viene sottoposta ad una doppia mastectomia. Racconta la sua storia nell’arco di tre anni ( cosi’ fa i documentari HBO ) , mostrando come fanno molte donne che sono passate attraverso questa amputazione le cicatrici. Per allargare la consapevolezza del pericolo e la possibilita’ concreta di uscirne.
Dee Dee e’ cristallina nelle sue paure. Entriamo dentro tutto, nel documentario (la scelta della parrucca dopo la chemio, la ricostruzione plastica ).
Ma soprattutto il suo incontro con un dottore che ha aperto una free clinic ad Harlem , dove si imbatte in Cynthia , lavoratrice non assicurata e che non puo’ permettersi le cure da decine di migliaia di dollari affrontate da Dee Dee.
Dee Dee cambia vita , si autoriduce i consumi e trova una causa per cui lottare. Cynthia muore a 44 anni perche’ e’ arrivata tardi nella clinica gratuita del dottor Freeman di Harlem.
La televisione americana parla moltissimo di cancro. Anche nelle sitcom , nelle serie televisive non solo negli Elisir.
E per oggi basta che se no comincio a dire della televisione italiana e mi annoio da solo. E poi sono cose che sapete.

I left my heart in Portland

29 ott

E cosi’ dopo il fidanzamento a Occupy Wall Street e’ arrivato anche il matrimonio. S’avanza uno strano movimento.
Certo il rischio di un nuovo conformismo e’ dietro l’angolo. Ma in questa fase ci prendiamo quasi tutto quello che esce da Occupy. Quello che c’e’ dall’altra parte e’ molto , molto piu’ brutto.

E’ la stampa , bellezza

29 ott

Un video di JEST , subito virale , sulla copertura della stampa americana di Occupy Wall Street. Non tanto lontano dal vero.
Siamo tutti cosi prevedibili , cari miei , che facciamo schifo.

“Texas did not execute”

29 ott

Hanno vinto i St. Louis Cardinals in una bellissima serie finale. Al settimo game delle World Series. Come ha detto ieri sera su HBO Bill Maher “Texas did not execute” , prendendo in giro lo stato- record nelle esecuzioni capitali. Nel baseball i texani non hanno ancora vinto un titolo.
Di solito quando finisce il campionato di baseball inizia il giorno dopo quello di basket. Questa volta non e’ cosi’. Stanno ancora trattando NBA , societa’, sindacati dei giocatori.
Fatemi ‘sta grazia che non voglio buttarmi sulla Giostra del Gol per disperazione.

Morgan Stanley , Bank of America , J. P. Morgan , Citigroup YOU’VE GOT MAIL

29 ott

Nella prima giornata di freddo vero a New York ( oggi e’ prevista neve ) un gruppone di Occupy Wall Street e’ uscito da Zuccotti Park per manifestare nelle strade ( sui marciapiedi ) di midtown Manhattan. Succede sempre piu’ spesso. Questa e’ stata la dimostrazione simbolicamente sorella di quella sotto le case “dell’uno per cento”, nell’Upper East Side. Questa volta ad essere presi di mira sono stati i CEO delle banche d’affari ( e non ) al centro del bailout, il salvataggio operato dell’amministrazione Obama.
L’idea , come sempre , era un misto di fantasia , ingenuita’, pedagogia , pacifismo americano. Cose non disprezzabili , che segnano una differenza non solo formale con altri movimenti , per quello che ne so. Dai negozi, dai ristoranti, dalle strade, a Times Square , tanti applausi , il segnale di una riconoscibilita’ e crescente popolarita’ del movimento. E’ stata srotolata una lunga lettera davanti ai quartieri generali delle banche. Consegnate altre ai doormen dei palazzi , guardati a vista da tanta polizia. Altre lettere ( ognuna con una storia con nome e cognome ) sono state scritte nel corso di un sit-in davanti alla Chase Bank, l’ultima tappa del giro di consegna della posta.
Molta gioia , canti, risate , che sono le corde di questa protesta che prova ogni giorno a rifiutare la violenza riuscendo continuamente a sorprendere ed aggirare i divieti.
Provo a darvi un’idea di quello che e’ accaduto poche ore fa con una fotocronaca. I ragazzi ( in America si dice ragazzi anche degli ottantenni ) di Occupy Wall Street stanno “resettando la scala dei valori” del paese. Non avranno un programma concreto ma tante idee si.








Huntsman all’attacco , finalmente

29 ott

Jon Huntsman all’attacco finalmente. Di Herman Cain e Mitt Romney. Probabilmente troppo tardi.
Lo fa con spirito ed eleganza , cose non apprezzate in questa campagna elettorale delle primarie repubblicane.
Due spot messi fuori quasi contemporaneamente. In uno , formidabile , tre ragazze di casa , sue figlie , impersonano Mark Block , Il capo della campagna di Cain. Dicono banalita’ con l’aria di dire cose fondamentali e alla fine , invece di fumare , fanno bollicine.

Nel secondo spot e’ Romney ad essere messo sotto. Il suo ondivago flip/floppare ai tempi della campagna per governatore del Massachusetts e’ messo in fila ed il risultato e’ divertente. Se non fosse roba seria.

http://youtu.be/EhyMplwY6HY

125

28 ott

Oggi a Liberty Island 125 immigrants di 125 paesi diventano americani. Uno per ogni anno della Statua della Liberta’ che , domani , passato il compleanno , va dal chirurgo plastico per un anno e chiude ai turisti il suo bel viso e pure il corpaccione.

When I’m 67

28 ott

Jerry Brown , governatore della California , ha reso noto ieri il nuovo piano pensioni per gli impiegati pubblici dello stato. Il disegno di legge prevede una rivoluzione nei pagamenti dei lavoratori per i fondi pensione ( con una ripartizione che sarebbe molto piu’ pesante per i dipendenti pubblici ) e soprattutto l’innalzamento dell’eta’ per goderne i frutti da 55 anni a 67 per  i nuovi pensionati. In un botto solo 12 anni in piu’. L’ostacolo maggiore per l’anziano governatore ( 73 anni ) verra’ proprio dai suoi compagni di partito , i democratici. Le unions , i potenti sindacati del pubblico impiego difficile mandino giu’ il piano che sembra quello dettato dall’Europa al nostro paese. Il milione e seicentomila impiegati e pensionati dello stato saranno  un blocco elettorale fondamentale anche nelle prossime elezioni presidenziali. Il precedente della California potrebbe avere un seguito in altri stati che stanno vivendo una drammatica crisi nei bilanci. Gli anziani , i nuovi poveri . E questi sarebbero poi i garantiti.
67 anni, la nuova eta’ d’oro. Sognando California e ricordando quello che dicevano i Beatles quando sistemarono l’eta’ della pensione a 64 anni.
When I get older, losing my hair, many years from now
Will you still be sending me a valentine, birthday greetings, bottle of wine?
If I’d been out ’til quarter to three, would you lock the door?
Will you still need me, will you still feed me when I’m sixty-four?

Ecco perche’ Occupy Wall Street

28 ott

E’ bello quando vedi un film che ti dice in quelle due ore di sala buia che quello che succede fuori e’ l’effetto di quello che va sullo schermo. Quindi non un film d’autore nel senso europeo , italiano con la citazione tra le righe e la metafora incorporata. Ma un bel sano thriller costruito su vicende reali ( in questo caso la caduta della Lehman Brothers , che esisteva da 158 anni ).
Ho visto MARGIN CALL , l’opera prima diJ.C.Chandor , all’ Angelika , venti minuti a piedi e un paio di fermate di metropolitana da Occupy Wall Street e per non farmi mancare niente ho letto nell’attesa il pezzo sul New York Times di Nicholas D, Kristof che dice degli occupanti quello che in tanti abbiamo ricavato da queste giornate. Che la loro rivoluzione e’ dentro il sistema. Che proprio per questo e’ cosi’ popolare. Che i manifestanti vogliono cacciare i mercanti , gli arricchiti oltre ogni “soglia umana” con mezzi criminali , fuori dal tempio, fuori da Wall Street. Per rimettere l’America dove stava , il paese delle opportunita’ in cui si poteva giocare senza carte truccate.
E questo e’ Margin Call , la storia di come un manipolo di cinici , furbetti al vertice di una banca d’affari ha tirato la volata , assieme a molti altri , alla crisi globale di tre anni fa, partita da Wall Street e dintorni.
La storia e’ raccontata a partire da una serie di licenziamenti eseguiti con quelle modalita’ che ormai conosciamo. La scatola di cartone in cui si mettono le foto di famiglia e le cose personali dell’ufficio e l’accompagnamento alla porta entro pochi minuti, dopo decenni in tanti casi di lavoro. La narrazione si giova di un cast strepitoso , da Kevin Spacey a Paul Bettany, da Jeremy Irons a Stanley Tucci, da Demi Moore a Zacary Quinto. E altroche’ Oliver Stone. Ogni personaggio e’ disegnato alla perfezione senza indulgere ( troppo ) nello stereotipo. E cosi’ scopriamo che quello che ci capisce di piu’ di modelli matematici e’ l’ultimo arrivato, un analista finanziario con specializzazione in fisica che in poche ore prevede il crollo dei titoli tossici immobiliari che avevano invaso il mercato. Piu’ si sale nella scala gerarchica dei finanzieri a capo della banca d’affari piu’ non ci capiscono una cippa. Vedono solo la moltiplicazione dei dividendi, i bonus,i  benefits e via arricchendosi. Puo’ sembrare semplicistico , facile ma e’ andata cosi’ . E cosi’ va ancora. Per questo il 99% ce l’ha con l’uno per cento. Non perche’ “sono invidiosi o comunisti”. Sono veri americani che non ne possono piu’ di queste sette che hanno creato un culto al di sopra dei governi , delle leggi , della civile convivenza tra umani di passaggio su questa terra.

MIC CHECK , Mic Check e la riunione salta

28 ott

La scuola pubblica nella citta’ di New York e’ una colossale barca che fa acqua da tutte le parti ( scusate ma lo so per esperienza diretta , da genitore ). Una barca il cui capitano Walcott ( sovrintendente all’istruzione ) governa un sistema di 1700 scuole , frequentato da 1milione e 100mila studenti , con 136 mila dipendenti e 23 miliardi di dollari di budget. Un sistema che ha diviso sistematicamente le pochissime scuole d’eccellenza dalle altre e sta privatizzando quelle che non ottengono i risultati richiesti dai test.
Mamme e insegnanti di Occupy Wall Street sono andate ad una riunione convocata da Walcott e hanno trasportato nella sala la forma assembleare di Zuccotti Park impedendo al sovrintendente di parlare. Non e’ democrazia ? E allora apriamo un bel dibattito democratico sulla politica scolastica di Bloomberg.

Baby boomers

27 ott

Sono gia’ 50 milioni. L’AARP e’ l’organizzazione che tutela, difende gli anziani. Lobby potente che sta ingrassandosi con l’arrivo dei baby boomers. Sono il quarto stato , anzi il primo stato americano. Meglio dargli retta. Loro intanto danno un avvertimento a Washington.

Facebook, You Tube, Twitter…boom!

27 ott

Tre ragazze di un coro svedese fanno una cover con scatole di formaggio vuote. Ed e’ fenomeno.

Se chiudono le poste

27 ott

http://youtu.be/7ucVhN6ebgU

La prossima estate le poste americane potrebbero chiudere. Il traffico ridotto causa Internet e il peso della crescita del numero dei pensionati mette in pericolo un’istituzione che e’ un pezzo fondamentale di questo paese , che e’ soprattutto un agglomerato di piccoli e piccolissimi villaggi sparsi nel continente.
Il postino americano , the mailman , da Benjamin Franklin in poi , dal 1775 e’ una figura che quasi si identifica con gli Stati Uniti.
Io quasi ogni giorno incrocio George che riempie la mia cassetta della posta e scambiamo due chiacchere. Vive ad Harlem , gli mancano due anni alla pensione e adora il suo lavoro.
Sono 570mila i postini impiegati oggi e 200mila rischiano il posto di lavoro ( un piano dell’amministrazione Obama prevederebbe comunque 80mila licenziamenti ).
Se chiudono le poste non ringraziero’ Internet , come faccio spesso nel corso della giornata. Da quanto tempo non riceviamo una lettera vera, scritta a penna e quanti secondi fa abbiamo ricevuto un tweet ?

La casa delle liberta’

27 ott

http://youtu.be/umpF1wvU2A4

Black Block

27 ott

Mark Block e’ lo spin doctor di Herman Cain , l’afroamericano ex CEO di Godfather’s Pizza , candidato del partito repubblicano alla Casa Bianca per il 2012. Il non atteso protagonista di questa campagna elettorale.
Mark Block da qualche giorno e’ viralmente protagonista anche lui. Il suo ad in cui si presenta e lancia Cain , aspirando sul finale una sigaretta , lo ha lanciato nel mondo dei grandi campaign managers della politica americana. Ora Mark parla di se stesso in terza persona a Fox ( ” Let Block be Block “, lasciate che Block sia Block ).
Ma chi e’ Mark Block ? In una delle sue rare interviste ( fino ad oggi ) viene ricordato cosa Cain ha scritto di Block. Che Mark ha un talento per pensare , ideare cose fuori dalla norma ( ” for thinking out of the box” ). E di idee cosi’ ne servono parecchie per una campagna che per ora e’ completamente assente in stati chiave mentre gli altri sfidanti hanno i loro uffici aperti , staff e volontari che lavorano da qualche mese.

Mark , 55 anni portati non benissimo ( causa fumo…? ) ha lavorato per anni per Americans for Prosperity , influente gruppo di pressione conservatore con una larga base di militanti in 29 stati.
Quello che ci rimane da fare allora e’ ragionare su questo spot , il cui valore produttivo e’ stato giudicato da pubblicitari chiamati a dire la loro in tutte le televisioni uguale a zero. Hanno detto , guardate lo sfondo, la telecamera usata , l’inquadratura , ecc. Si non e’ una pubblicita’ della Coca Cola e nemmeno uno spot di Romney o Huntsman. E’ una cosa girata come un filmetto familiare , ecc
Ma a chi deve parlare ? Se e’ diretto ad un ritrovo in Iowa di veterani delle guerre ( come e’ stato detto ) allora e’ geniale. Ma anche se ‘ diretto a me , a voi. Ha una sua bullagine , una immediatezza non professionale ( intendo del filmmaker ) una sua orgogliosa narrazione antiretorica , come se Mark fosse un ragazzo della via Paal. Non ho idea di quanto sia studiata la cosa perche’ la campagna di Cain sembra una sorta di commedia improvvisata in cui ogni giorno si scrive una pagina nuova , senza strappare le vecchie anche quando dicono cose in contrasto con quelle precedenti. Attorno al messaggio principale ( il piano fiscale 9-9-9 ) si costruisce un programma in corso d’opera.
Ora lo spot blue collar di Mark segna un passo in avanti anche nella declinazione di un paesaggio , uno sfondo , di un’intenzione per la campagna elettorale. Dice, io puzzo di fumo , sono uno come voi e vi consiglio quest’uomo nero. Jon Huntsman e’ lontano mille miglia. Parla Mandarin, si veste bene. Ma anche gli altri, che sono dei politici professionisti , corrotti anche nel linguaggio.
Con Mark siamo in un diner con l’odore di bacon che ti si attacca alla giacca.
I televisivi in genere , anche Bill O’Reilly di Fox che ho appena sentito, sono schifati. Ma guardate lo sfondo del tinello in cui si e’ piazzato stasera Herman Cain per rispondere ad Hannity di Fox a domande proprio sullo spot di Mark Block. Vi sembra un caso anche questo ? Vi sembra una immagine che lo staff di Obama avrebbe consentito, organizzato ?
C’e’ qualcosa in questa campagna elettorale, che tutti dicono disegnata solo per vendere libri e trovare una sistemazione a Cain tra i commentatori fissi di Fox , che ha una sua spavalda scorrettezza. Non che sia roba buona ma se ne frega del mio e del vostro giudizio.

Dis-Occupy Oakland

26 ott

Zuccotti e la TV

26 ott

Ho sentito voci scandalizzate sulla presenza di MTV a Zuccotti Park.
Non capisco perche’. Giudicheremo , giudicheranno quando saranno andati in onda i documentari in preparazione. Le televisioni sono presenti in massa a Occupy Wall Street. Ed e’ un bene perche’ il piccolo ( insisto sempre sul piccolo ) accampamento e’ diventato fenomeno mondiale anche per questo. Tutti raccontano la loro storia come credono. Spesso cammini tra giornalisti che improvvisano stand up tra i pazientissimi occupanti. Una popolazione che sta mutando negli ultimi giorni.  Lo vedo perche’ ci vado spesso e da tempo ormai. Aumentano gli homeless , i senza casa che giustamente hanno trovato un luogo in cui c”e’ da mangiare e ci sono , all’occorrenza, cure mediche.
Ieri pero’ mi sono stupito di un’ideona di CNBC , il canale televisivo economico della NBC. Avevano piazzato un piccolo podio tra le tende e i sacchi a pelo e lo hanno chiamato Speaker’s Corner. Come a Hyde Park. Non ho visto salire zuccottiani sul predellino.

Mad Men

26 ott

Apertura dei telegiornali americani delle sei del mattino. Non ci sono l’Europa , le pensioni italiane. C’e’ la nuvola di fumo sollevata dallo spot di Herman Cain. Quello che ci capisce, Mike Allen , dice che piace ai Tea Partiers , che sono il gruppo di pressione oggi piu’ importante tra i repubblicani nelle primarie. Il capo della campagna di Cain e’ diventato una celebrita’ in quindici minuti. Anzi in trenta secondi. Tornano gli anni Sessanta. E’ la rivincita dei fumatori. Sfondata la barriera del piu’ grande tabu’ televisivo.

http://youtu.be/uyCl3BdlICY

TV solo nel finesettimana

26 ott

Il presidente Obama ospite di Jay Leno. Appena finito. Quello che mi ha colpito e’ che alle due ragazze , nella Casa Bianca , sia permesso vedere la tivu solo nel finesettimana. Mio figlio, della stessa eta’ di Malia , la piu’ grande, puo’ vederla quando vuole ma non la guarda piu’.

Telegiornali americani

26 ott

Solo un esempio. I telegiornali americani della sera delle 18.30, i piu’ seguiti e autorevoli , non mischiano quelle che chissa’ perche’ chiamiamo hard e soft news. Il cosiddetto alleggerimento finale e’ spesso occasione per ricordare date, eventi che hanno fatto la nostra storia.
Ieri sera e’ stato il quarantesimo compleanno di un testo fondamentale per la lotta di emancipazione delle donne in America. OUR BODIES , OURSELVES ( Il nostro corpo , Noi stesse ).


Rispondeva a domande su menopausa , aborto, tumori al seno di cui non si parlava, che erano tabu’ assoluti , allora. Su NBC ce lo hanno ricordato con interviste a donne protagoniste di quella rivoluzione. Occupy le news. Senza le vaccate di cui sono inzeppati alcuni telegiornali italiani che vediamo qua su Rai International ( Rai Italia , Rai Internazionale ma come cavolo si chiama ? ).

Conviene il testamento

26 ott

Oggi camminavo per la quattordicesima strada West ( New York ) e ho visto dei cartelli in una vetrina che riassumono parecchie cose che ti possono capitare nella vita  ( con relativi prezzi ).

Sono entrato ed ho chiesto quale sia l’articolo che si vende di piu’. Il testamento, il divorzio o la bancarotta. Era una domanda ovvia di questi tempi e la risposta e’ stata il fallimento, la bancarotta. Ci si sposa di meno e quindi si divorzia di meno.
Crescono i fallimenti personali (  le cui norme differiscono da stato a stato ) ma che in genere chiudono quella linea di credito che e’ il polmone del consumo familiare e quindi dell’economia in genere. Si azzerano i debiti o si concerta un piano di restituzione dei debiti stessi ma comunque si perde molto , a volte tutto.
Un milione, 530 mila casi di fallimento in America nel 2010, il 9% in piu’ rispetto all’anno precedente. I mutui per le case e la disoccupazione hanno giocato un ruolo pesante.
A We The People , la catena in franchising di agenzie paralegali , il divorzio costa come la bancarotta , 499 dollari. Molto meno il testamento , 199 dollari.

Lazzaro

25 ott

Rick Perry alle corde, con staff cambiato, rispolvera la storiella della nascita di Obama all’estero ( BIRTHERS ). Karl Rove da Fox News, Msnbc, CNN tutte le televisioni cable gli danno dell’ “idiota, patetico, cospirazionista”.
Perry fa quello che non e’ colpa sua se la voce gira. E la voce , nei sondaggi tra i repubblicani, gira parecchio. Perry spera di resuscitare sulla nascita di Obama. Contraddizione in termini.