Archive | Ottobre, 2011

Cavoli vostri

25 Ott

Botta e risposta. Immediato ad dei democratici per l’Arizona in risposta  a quello del Nevada di ieri di Romney.
Gli sfratti ? Cavoli vostri. E’ il mercato ( immobiliare ) , bellezza.

THANK YOU FOR SMOKING

25 Ott

Clamoroso ad della campagna di Herman Cain di cui parlano in apertura tutti i telegiornali questa mattina in America.
Geniale o suicida.

http://youtu.be/iefi-7qXpzk

Chi parla e’ il capo della campagna di Cain, Mark Block , che ci dice cosa sta fumando nella sua campagna elettorale. E alla fine dei 30 secondi, prima che appaia il faccione di Cain , si accende una sigaretta. E cosi’ rispunta fuori, da una nuvoletta di fumo , il passato di lobbista di Cain per l’associazione dei ristoranti americani in favore della liberta’ di fumo. C’e’ anche un mistero che circonda lo spot. Si e’ creduto fosse un falso tanto e’ politicamente scorretto ( in America ). Era stato rimosso dal canale you tube di Cain e non sembra apparire tra i suoi video ufficiali della campagna. Ma ora e’ virale non solo sul web ma in televisione.
Il fumo, negli Stati Uniti , e’ ormai il vero tabu’ . Non il sesso. Chi lo pratica e’ trattato come un tossico. E’ scontro di giganti tra le grandi corporations del tabacco e i governi delle citta’ ( New York e il sindaco Bloomberg , per esempio ) per segregare i “coatti” che si accendono sigarette e costringere cosi’ i fumatori a consumare , vergognadosi , il vizietto. Herman Cain e il capo della sua campagna aspirano aria di successo insperato in questi giorni e se ne fregano dei tabu’. Anche perche’ , forse, hanno altri scopi che non entrare nella Casa Bianca.

La Cina e’ vicina

25 Ott

Fantastico  JON HUNTSMAN  ospite da Colbert su Comedy Central.
Parla in Mandarin e gli offre la vicepresidenza. E’ il meglio dei repubblicani. Non a caso in fondo ai sondaggi.

Lo so che non ci dormivate

25 Ott

Ma dov’era finita la Obama Girl, quella cliccata centinaia di migliaia di volte nella campagna elettorale per la Casa Bianca del 2008 ?

Per un certo periodo , ancora fino a due, tre anni fa ogni tanto compariva in programmi di Fox News poi piu’ nulla. Fino a qualche giorno fa quando mi e’ capitato di incocciarla nel programma di Mike Huckabee , sempre su Fox News. Il verboso ex governatore repubblicano dell’Arkansas e’ stato molto affettuoso con Amber , l’Obama Girl, che ha dichiarato di essere delusa da Obama ( anche lei !  ) e che se Huckabee scendesse in campo…..
Mike ci ha detto che Amber lui la conosce bene ed e’ una ragazza davvero intelligente. Non c’e’ motivo di dubitarne.



Ricapitolando

25 Ott

Esagerati

24 Ott


Welcome to Nevada ( from the 1% )

24 Ott

Venerdi scorso il Wall Street Journal ha pubblicato un pezzo sul terzo uomo piu’ ricco d’America  ( Larry Ellison ) e la sua passione sfrenata per gli investimenti immobiliari. Costruisce castelli, invade una zona e compra tutto. Nella zona del Lake Tahoe , ai confini tra Nevada e California , ha gia’ investito 102 milioni di dollari e non e’ finita. Sono cose che richiamano antichi imperatori ma li superano.
Oggi Obama arriva in Nevada ( anche per raccogliere fondi per il 2012 )  lo stato con piu’ sfratti, foreclosures , d’America e il vispo Mitt Romney gli fa trovare questo ad ( molto ben fatto ). Tutta colpa del presidente. Ma Mitt tu non c’entri , per caso, con quell’uno per cento che il problema della casetta non lo tiene ?

REPORT non e’ piu’ INTERNATIONAL

24 Ott

L’anno scorso vedevo Report su Rai International ( scusate, Internazionale ) il lunedi pomeriggio verso le due e trenta del pomeriggio. E , prima di Report , Presa Diretta. Non li vedo piu’ nella programmazione della giornata di oggi. Ho provato a cercarlo ( anche nelle notti prossime ) ma continuo a non vederlo programmato. Puo’ essere sia il mio televisore che fa scherzi quando mi muovo con il tasto “Guide” di ricerca programmi. Perche’ non ci posso credere. Dicono sempre che il potenziale bacino di Rai International sia di 100 milioni. Noi italiani all’estero senza Report.

Occupy americano. Fighetti e baluba

24 Ott

Si chiamano movimenti perche’ indicano uno spostamento, uno scatto, un guizzo  ( non dico un’evoluzione ). L’alternativa e’ lo stare fermi, l’inerzia. Lo sono quello di Occupy Wall Street come quello dei Tea Partiers. Le novita’ politiche ma anche ( molto ) culturali in senso lato di questo paese. Difficili da raccontare tutti e due, intendo televisivamente, cinematograficamente. A meno di non volerli battezzare sinteticamente come quello dei fighetti l’uno ( Occupy ) e dei baluba ( l’altro ). Cosa che puo’ accadere con zero difficolta’ se si isolano frammenti dei due movimenti. Mi e’ capitato di provare a descriverli tutti e due in tempi diversi. Il Tea Party  ( con un TG2 Dossier di Gerardo Greco ) quasi un anno fa e Occupy Wall Street qualche giorno fa.su Rai Tre.
I due movimenti , tanto per fare quello che ho appena detto non bisognerebbe fare ( banalizzare ) hanno radici piantate nella crisi, nelle difficolta’ del presente, nella paura del futuro. Con differenze , anche profonde ma non materiali.
Se si perde questa bussola e si cominciano a raccontare gli aspetti marginali , il colore ( tutta roba che c’e’, non e’ inventata ) si fanno quelle operazioni di scambiare la parte per il tutto , gli amici con cui si va a cena , i turisti per caso e non per quelli che hanno dato vita ai movimenti. E non parlo del Wall Street Journal che sta coprendo Occupy Wall Street come fanno i tabloid della medesima proprieta’ ma parlo del New York Times. Che , dopo avere massaggiato con piacere l’insorgere della protesta , ora si dedica con le sue firme piu’ liberal ad infiocchettarne una possibile deriva modaiola. Che c’e’pure questa , come c’e’ tanto altro. E’ appunto , come sempre , la difficolta’ della descrizione del paesaggio. Se perdi di vista le radici, descrivi le foglioline, le aiuole calpestate e i fiori di plastica.
Occupy Wall Street a New York e’ un piccolo, numericamente , movimento molto americano. Con una larga base di visitatori di sostegno. Con , al suo interno , uno zoccolo duro di giovani e meno giovani che dormono in un giardinetto pubblico. Con una organizzazione che non necessariamente passa le notti all’aperto e che sa bene come muoversi nella rete. Ed e’ ad un bivio. A parte il freddo in arrivo quello che dovranno decidere a Zuccotti Park e’ in che misura appoggiarsi ai movimenti organizzati ( sindacali ) che assicurerebbero l’infrastruttura ma cancellerebbero quella cosa che e’stata Occupy nel primo mese. Una strana cosa con echi anni Sessanta , desideri utopici e una grazia, un’ironia felice e disperata. Una cosa americana.

On/off

24 Ott

Oggi esce la biografia di Steve Jobs.
60 MINUTES ha parlato con l’autore del libro e ci ha fatto sentire le registrazioni delle interviste contenute nella biografia, stasera, domenica. Estratti dell’attesissimo racconto circolano da giorni. Colpiscono cose che avevamo letto di lui. Che poteva strapazzare una cameriera di un ristorante come un suo impiegato se quello che facevano non rientravano nella sua idea di cosa fosse perfetto. Che non volle incontrare il suo padre biologico che lo aveva abbandonato. Che non era un maghetto di computers. Che delegava ad altri le sue idee, raccomandando di fare cose semplici da usare.
La sua storia familiare, descritta bene da Maureen Dowd sul New York Times, e’ letta come levatrice del Jobs che e’ venuto poi. Come tutte le storie familiari contiene elementi di non detto che sono privati e che anche nel libro non sembra siano completamente svelati.
Jobs disse che avrebbe letto il libro sei mesi dopo la sua uscita. E che si immaginava la fine della vita come un on/off dei computers. E per questo i Mac non hanno uno switch, un interruttore.

L’altra Belen

23 Ott

FOX News , CNN  e MSNBC , le cable news 24 ore tengono sempre in panca una serie di commentatori pronti all’uso per ogni occasione. E reclutano tra le vecchie glorie della politica, i trombati o anche gli emergenti non ancora esplosi. Da Sarah Palin a Karl Rove , passando per Harold Ford.
Ultimissimo acquisto di FOX e’ l’ex governatore della South Carolina , il repubblicano Mark Sanford , che dovrebbe esordire nei prossimi dibattiti per le presidenziali. Ricordate Mark ? Celebre per quella conferenza stampa in cui fu costretto a rivelare una sua relazione dopo essere scomparso per vari giorni ed avere lasciato detto che andava a passeggiare per i monti Appalachi.

Sanford era un astro nascente dei repubblicani ed e’ stato presidente dell’associazione dei governatori del partito. Una giornalista scopri’ che non era andato a scalare montagne ma aveva raggiunto in Argentina la giornalista televisiva Maria Belen Chapur con cui starebbe ancora vivendo una felice storia d’amore. La moglie Jenny se ne ando’ con i quattro figli, chiese il divorzio e scrisse un libro. Cose che capitano.
Carriera politica finita ? Mark ha recentemente detto al New York Times che non si sa mai. Invece si sa e per questo rimaneva solo Fox, come per il democratico Spitzer ( caduto per frequentazioni di prostitute ) c’e’ stata CNN.
La televisione da asilo ai peccatori. E’ una chiesa che cura le sue anime , i telespettatori, con il sale dei pentiti. Lo fa per il bene nostro.

Boom per Madoff

23 Ott

Boom di ascolti per lo speciale -intervista a Stephanie Madoff, vedova di Mark , figlio di Bernie. Primo show della serata di venerdi, primo nei decisivi gruppi demografici 18-49 e 25-54 di eta’.
Quando si parla di quelli dell’uno per cento si fa il 99 per cento di ascolto.

Madoff e le vite degli altri

23 Ott

Bernie Madoff (73 anni) condannato a 150 anni dovrebbe uscire di galera nel 2139. Dieci anni prima del decimo pellegrinaggio ( 2149 ) verso Terra Nova, la serie di Spielberg ( e’ uno dei sei executive producers ) in onda su Fox. Science fiction piu’ quella di Madoff che non l’altra.
A riportarci su questa terra e’ stato ieri sera ( venerdi ) lo speciale che ho visto su ABC 20/20 . Una lunga intervista di Chris Cuomo , fratello del governatore di New York , alla vedova di Mark Madoff , uno dei due figli di Bernie, Stephanie.  Mark ( 46 anni ) si suicido’ la mattina dell’undici dicembre 2010 impiccandosi con il guinzaglio del cane , nel suo appartamento di Soho . Il figlio di due anni era nella stanza accanto. La figlia di quattro anni era in vacanza a Disneyworld con Stephanie. Esattamente due anni dopo l’arresto del padre, Bernie, nel secondo anniversario. Ora la vedova di Mark , Stephanie , ha co-scritto un libro in cui racconta la vicenda e parla.

Stephanie dice del suo odio per Bernie e di come Mark fosse all’oscuro della grande truffa. Non sappiamo quanto c’entrassero tutti i familiari di Madoff che lavoravano nell’azienda di Bernie. Vedremo che ci dira’ HBO con il film in arrivo prossimamente, che gli sceneggiatori ci beccano piu’ di tutti. Per Stephanie i due figli di Bernie lavoravano nella parte legale della societa’, quella che realmente trattava titoli a Wall Street.
Ho incontrato recentemente una ” vittima ” di Madoff. Una signora di 70 anni che viveva a Palm Beach, Florida. Ha venduto quello che possedeva che non poteva piu’ mantenere. Mi ha detto anche lei di odiare Bernie, come Stephanie. Difficile provare a dirle che sono solo soldi.
Del “mostro”, “la bestia” Bernie non si sa molto ora, dalla prigione della North Carolina in cui dice di leggere due libri a settimana , lui che non ne apriva mai uno. Di lui si sapeva poco anche prima. Quell’aria di mistero che lo circondava aveva contribuito a costruire il suo mito di mago del 10% di interessi fissi. Ci si e’ chiesti in questi anni come pensasse di farla franca, cosa passasse nella mente di Bernie. Puo’ darsi anche niente.

Il vecchio e il giovane

22 Ott

Parlando con mio figlio di Pete Seeger lui mi dice ” ma Immortal Technique lo conosci ? Guarda che anche lui e’ passato da Zuccotti Park”.
E’ vero , eccolo qua. Che ormai Zuccotti e’ come Woodstock. Solo 42 anni dopo.

Il ragazzo di Zuccotti

22 Ott

Da giorni mi chiedevo quando sarebbe arrivato Pete Seeger ( 92 anni ) a Zuccotti Park. E mannaggia e’ arrivato ieri e non c’ero. Ma c’era Nomfup, per fortuna.
Pete ha anche marciato per l’Upper West Side con i manifestanti.
Certe volte stare a casa a vedere la televisione fa piu’ male del solito.
Comunque io e Matteo continuiamo ad andare a Zuccotti , la storia continua e metteremo su you tube quello che segue ( CONTINUA )

Indignata musulmana

22 Ott



In molti arrivano a Zuccotti Park con donazioni di cibo per gli occupanti. Nel breve documentario andato in onda su Rai Tre si vede solo quella di questa signora che scesa da un gippone ha regalato decine di bottigliette di acqua.
Siamo davanti a Ground Zero , molto vicini a quel centro islamico ( la “moschea di Ground Zero” ) che abbiamo dimenticato ma che a lungo occupo’ le prime pagine dei giornali. L’anonima donatrice ce lo ricorda.

Bye Bye Baghdad

22 Ott

Uno dei non giovani manifestanti di Occupy Wall Street che ho fotografato una settimana fa a Washington Square durante la manifestazione.

Impressioni non tanto fredde, a caldo

21 Ott

E’ andato in onda su Rai Tre il piccolo documentario montato in due giorni su Zuccotti Park.
Ho ricevuto tante email e rispondo dal blog. Almeno serve a qualcosa ‘sto cazzo di blog.
Questa e’ la storia. Sono andato un giorno a Zuccotti Park ( era occupato da una settimana ) e mi sono innamorato della situazione. Ho chiamato Matteo che si era comprato una bella macchina fotografica che fa video e gli ho chiesto se gli andava di andarci tutti i giorni per due , tre settimane che poi avremmo messo il girato su vimeo, you tube, il blog. Matteo e’ arrivato e abbiamo cominciato. Abbiano scartato solamente la politica vecchia ( che c’e’ anche a Zuccotti Park )  e ci siamo messi a cercare facce e storie che raccontassero quel micromondo in cui coesistono tante cose diverse. Volevo , come cerco di fare sempre , raccontare la complessita’. Il contrario dell’informazione pregiudiziale , manichea, urlata che va di moda nell’Italia incattivita , schierata di questi tempi in cui capita che giornalisti televisivi suppliscano ( volontariamente e no ) a vuoti di leadership.
A Zuccotti Park si dichiarano senza leaders e vanamente fino ad oggi i media hanno cercato di eleggerne vari. Non e’ che non ci sono. E’ che ce ne sono tanti. E i tanti si nascondono. E’ una delle bellezze , per me , del movimento. Quindi per descriverlo serve una fotografia di gruppo e per mettere insieme il gruppo ci devi lavorare. Non puoi arrivare in piazza , tirare fuori il microfono e raccogliere le voci dei passanti.
Poi si e’ aperta la possibilita’ di far diventare il nostro girato quello che avete visto , alla vigilia delle manifestazioni nel mondo di sabato scorso. Allora abbiamo girato piu’ mirati per un paio di giorni e lo abbiamo montato in 48 ore , grazie a una squadretta niente male.
Non entro qua in un penoso dibattito se queste cose siano piu’ inchieste , lavori giornalistici ( io non lo sono ) o documentari. Esistono scuole di pensiero , eserciti al riguardo con improvvisati sergenti che dettano regole ridicole nell’eta’ dell’infinita riproducibilita’ tecnica. Alle manifestazioni zuccottiane di New York ci sono spesse piu’ macchinette fotografiche e video che partecipanti. Siamo tutti documentaristi. Quello che ci differenzia e’ il punto di vista, una roba fatta di istinto per chi ce l’ha ma anche di quella cosa che chiamiamo bagaglio. La nostra storia. Perche’ in fatto di tecnica ormai ci sono autentici mostri e ogni giorno in questo mestiere ne scopro uno nuovo.
Esempio di punto di vista , la polizia di New York. Io e Matteo non abbiamo volutamente commentato gli arresti compiuti dai poliziotti nell’agenzia della banca Citigroup , piu’ volte multata per centinaia di milioni per pratiche fraudolente ai danni dei possessori di mutui immobiliari. Parlava da sola quella signora , per chi l’ha vista , arrestata , insieme a tanti giovani. Odio i facili raddoppi, l’enfasi , come accade spesso di sentire nella musica che si usa in questi lavori. Che quando ci casco poi mi dispiace . Pero’ i commenti positivi alle scelte delle musiche sono sempre quelli che apprezzo di piu’ perche’ ci lavoro parecchio. E questa volta ce ne sono stati. Grazie.

Mi piacciono le tette

20 Ott

Una mia cara amica mi ha  scritto dall’Italia che le hanno trovato un cancro al seno. Dedicato a te.

Stasera RAI TRE ore 11.20. Occupy Wall Street. The revolution will not be televised

20 Ott

La rivoluzione non andra’ in televisione , scriveva Gil Scott-Heron.
Stasera ci va un instant movie a cui ho lavorato con Matteo Minasi , dopo due giorni ( e notti ) di montaggio.
Fast food tv.

Siete solo degli invidiosi

20 Ott

Ho appena sentito su CNN Herman Cain dire alcune cose geniali su Occupy Wall Street.
A parte il ” Siete degli invidiosi” di quelli ricchi come lui, che sarebbe la molla che spinge manifestazioni e movimento, stasera Herman , il comico , ha aggiunto delle percentuali. La colpa di crisi e disoccupazione sarebbe al 50% di Obama, per il 25% di Wall Street e per l’ultimo 25% degli individui che perdono il posto di lavoro e non sanno inventarsene un altro.
Cain e’ in testa , provvisoriamente , al gruppone di sfidanti repubblicani per la Casa Bianca. Non invidio gli elettori repubblicani.

Pubblicita’

19 Ott

In metropolitana , a New York , oggi ho visto uno strano cartello che mi ha colpito.
Manhattan Mini Storage e’ una societa’ che offre in citta’ la possibilita’ di immagazzinare le proprie cose nei periodi di cambio , assenza , perdita di casa. Vendono spazi. Lo spazio pubblicitario acquistato sulle subways e’ stato utilizzato per dire cose che colpiscono ( i candidati repubblicani , siamo a New York e  questo chiede il mercato locale ) e c’entrano poco ( o niente ) con la loro offerta. Sul loro sito c’e’ anche un cartello sulla Bachmann , oltre a quello su Perry.
Se stiamo a parlarne vuol dire che funziona. Mini Storage, grandi idee ?


Mi si nota di piu’ se vengo o se non vengo

19 Ott

Ho visto nella replica della notte il dibattito dei candidati repubblicani alla Casa Bianca. Avrei fatto meglio a dormire qualche decina di minuti in piu’. Si dice , diciamo , dico spesso che il pollaio italiano nei talk shows politici sia una nostra specificita’, qualcosa che non appartiene al dibattito politico americano. Smentiti. Basta che vi recuperiate qualche minuto su you tube di ieri sera a Las Vegas. Dove i candidati sono riusciti a non parlare della cosa che piu’ conta ( JOBS, JOBS, JOBS ) e a parlarsi addosso di tutto il resto.
Un assente , Jon Huntsman. Che ha scelto di concentrarsi sulle primarie del New Hampshire e lasciar perdere il resto. Una scelta quasi disperata che , se fosse azzeccata , potrebbe rilanciarlo. Huntsman e’ il preferito del New York Times e Washington Post. Quindi ha gia’ perso perche’ non votano loro alle primarie ma la base repubblicana che si abbevera di notizie altrove.
A sentire i telegiornali di questa mattina a molti e’ mancato il civile, assennato Huntsman. Ma anche i telegiornali , come e’ noto , sono dominati ” dalle elite liberals”. Almeno in America. Che questa e’ una differenza con l’Italia che forse sta ancora in piedi.

Turismo indignato

18 Ott

A Zuccotti Park cominciano a non poterne piu’ dei turisti. E cosi’ e’ spuntato questo cartello ( preso chissa’ dove )
Sono messi a panino tra Ground Zero e Wall Street e cosi’ Occupy Wall Street e’ diventata la terza meta downtown Manhattan.
Ma il rischio e’ quello di diventare i ragazzi dello zoo di New York.

Occupy Wall Street sondaggiata

18 Ott

Oggi The Wall Street Journal e The New York Times pubblicano risultati di sondaggi su Occupy Wall Street.
Quello del New York Times ( Quinnipiac University ) dice che il 72% dei cittadini votanti di New York ( tra cui il 52% dei repubblicani ) appoggia il movimento. Ma non il sindaco Bloomberg ( la sua “girlfriend” e’ nel consiglio di amministrazione della proprieta’ immobiliare del parco quindi si immagina che a casa ne parlino ) e questo non e’ un buon segnale per la continuita’ dell’occupazione.
Il Wall Street Journal dice che il 52% dei manifestanti ha partecipato a manifestazioni politiche prima , che un terzo appoggerebbe metodi violenti se necessari e solo il 32 % si considera Democratico, nel senso del partito. E aggiunge che il sostegno al movimento di Obama potrebbe costargli la rielezione.
Dopo il primo mese Zuccotti Park entra in una fase nuova, difficile. E’ sempre stato un relativamente piccolo gruppo di occupanti in un piccolo parco della downtown Manhattan con un enorme valore simbolico. Ora vedremo se il movimento senza leaders sapra’ gestirsi meglio di altri del passato con capi e capetti.
Bisognerebbe sondaggiare queste facce da Zuccotti ogni giorno, per capirci di piu’.



La direttora che parla al cane

17 Ott

Jill Abramson , la direttrice del New York Times , ha un libro in uscita in cui racconta del suo cane.
L’occasione e’ stata colta ieri mattina da CBS Sunday per ripercorrere vita e carriera della prima direttora donna del giornale in 160 anni.
La sua amicizia con Maureen Dowd, la sua famiglia, la scuola (Ethical e Harvard ) suo marito, due figli , la guerra in Iraq  e gli errori in cui e’ inciampato il New York Times nel corso degli anni. Una voce profonda, strascicata, simpatica, snobbetta  e due occhietti furbi. Per dire soprattutto del suo puppy, Scout.






“Il progresso non e’ venuto solo dalle parole”

17 Ott

Se si votasse oggi per la Casa Bianca, stando ai sondaggi , sarebbero due afroamericani a sfidarsi. Obama e Cain. Vale la pena allora ascoltare il discorso di Obama di ieri nel corso dell’inaugurazione a Washington DC del Memorial dedicato a Martin Luther King.

Obama e’ uno che del potere delle parole ha fatto un’arte. Ora ci dice che le parole non bastano. E che quelli di Zuccotti Park marciano nella direzione giusta. Dancing with words, accarezza anche Wall Street senza darle troppo addosso.

Will you occupy my life ?

17 Ott

Oh America, che paese !
Ieri domenica, vigilia del primo mese di occupazione di Zuccotti Park, e’ sembrato il giorno giusto a Brian e Debbie per una importante dichiarazione di fine indipendenza. Circondati da un gruppo di amici e parenti , alle due del pomeriggio , Brian si e’ inginocchiato e ha pronunciato ” WILL YOU OCCUPY MY LIFE ? ” ( vuoi occupare la mia vita ? ) , rivolto a Debbie.
Ho sentito il coro che ripeteva la frase, come routine adottata da Occupy Wall Street per amplificare le voci senza microfoni . Ero a pochi metri e ho visto Brian ancora in ginocchio, grandi applausi e Debbie che si rimirava l’engagement ring , l’anello di fidanzamento.
Com’era la storia del privato che e’ pubblico ? E non siate cinici. Zuccotti Park e’ anche tante di queste cose che non fanno programma. Fanno tenerezza , ci (ri)danno fiducia nella comunicazione antica di emozioni . Una di quelle cose che quando la vediamo in televisione o al cinema ( “signorina, vorrei avere un figlio da lei” ) diciamo che e’ geniale. Perche’ la realta’ ormai e’ quell’altra.




Sunday in the park

17 Ott

Ve ne freghera’ poco ma sono anni che non vedevo una cosa come quella che sto vedendo in questi giorni a Zuccotti Park.
E’ come se storie stratificate e antiche ( marxisti di stretta e piu’ morbida osservanza ) , pacifisti di ogni eta’ ( un partito trasversale enorme in America ) , hippies ( non solo baby boomers ) e poi senzacasa , musicisti, artisti, computer whizzes , studenti e anche operai , si siano fusi e dati convegno in questo luogo in cui ogni giorno avvengono piccole straordinarie cose , prodotto di una convivenza difficile da capire per chi non ha educazione alla tolleranza.
Oggi, domenica , nelle tre ore che sono stato giu’ a Zuccotti ho raccolto queste immagini ma non so quante altre altre se ne potrebbero pescare in quel piccolo mare di storie che come mi ha detto Tim, 35 anni, assistente precario all’universita’, uno dei tanti portavoce dell’occupazione senza generali , sono tutte di eguale valore perche’ proprio questa e’ la ragione di questo movimento che rifiuta la rappresentanza. Si e’ messo a ridere Tim quando gli ho chiesto del programma, dell’inverno alle porte, del possibile sgombero.
In questa “grande confusione sotto il cielo” ogni tanto si alza una voce che grida MIKE CHECK e tutti i vicini in coro ripetono il discorso spezzato in brevi frasi. Sono voci che chiedono di essere ascoltate e che trovano nella politica reale solo megafoni rotti.
Chiamatelo, se volete , populismo o anche utopia.. Comunque, il contrario dell’antipolitica.

RISVEGLI


INVITI RELIGIOSI


BRUNCH


CONTROMANIFESTANTE

ANIMAZIONE



Vi do una notizia…

16 Ott

I talk shows politici della domenica mattina in America aprono con Rome, Italy. Dicono sia l’unica citta’ al mondo in cui si sono verificati incidenti gravi , ieri.
Forza Italia.