Archive | novembre, 2011

Euro deleted

22 nov

Foto di gruppo del New York Times dei capi di governo europei che non sono piu’ tali dall’inizio dell’anno. Meno otto.

Superflop e supertelevisione

22 nov

Il Supercommittee bipartisan democratici-repubblicani che doveva prendere una decisione sui tagli al debito ha fallito ieri, come aveva fallito il Congresso.
Ora si dovrebbe andare in automatico con i tagli orizzontali, quelli meglio universalmente conosciuti come “macelleria sociale”. Anche con pesanti tagli ( la meta’ della rasoiata alle spese ) alla difesa ( e all’attacco ) , ovvero al Pentagono. E questo mette in dubbio l’ingresso in pista del pilota automatico nella guida finanziaria del paese. Comunque di default in default le televisioni del mattino danno l’Italia per grecizzata senza scampo. In questo rimbalzo di responsabilita’ questa mattina su MSNBC si e’ accesa una discussione sul ruolo esercitato da Grover Norquist nel campo repubblicano. Colui che sta dietro alla politica “no new taxes” che informa tutto l’orizzonte politico degli sfidanti di Obama. E cosa era accaduto domenica scorsa in televisione ? Che 60 MINUTES sulla CBS, ha iniziato la trasmissione con un ritratto di Grover Norquist, il grande persuasore. Se non e’ tempismo, anzi gioco d’anticipo, questo, cos’e'? Grande televisione che informa e , facendo semplicemente questo, ci racconta le breaking news prima che accadano.

Il 2%

22 nov

Jimmy Fallon, il piu’ bravo nelle reinterpretazioni dei politici e non solo, in un ad di Michele Bachmann.
Due per cento, il doppio dell’uno per cento.

http://youtu.be/tWZUvMaPGF4

3D Thanksgiving (by Scorsese)

22 nov

Esce domani il primo film per famiglie nella lunga carriera di Martin Scorsese. E naturalmente in 3D. Il giorno prima della Festa del Ringraziamento.

Da piangere e da ridere

21 nov

Fine settimana, quello appena passato, di esibizioni dei republicans. In Iowa al Thanksgiving Family Forum , a cui si sono sottratti Mitt Romney e Jon Huntsman, momenti di autentica commozione per Herman Cain e Rick Santorum. Si parlava di malattie, eventi drammatici nelle vite dei candidati, del loro rapporto con Dio e della loro idea di famiglia. Forse un dibattito piu’ autentico degli altri impallati a cui abbiamo finora assistito.

Nella stessa serata, Jon Huntsman ha preferito andare a trovare quelli di Saturday Night Live in televisione ed e’ risultato “simpaticamente spiritoso”. Tra i repubblicani e’ quello che mi piace di piu’ ( l’ho detto varie volte ). E , oops, ultimo in classifica nei sondaggi.

E fatti un’altra risata ( da vomitare )

21 nov

Newt Gingrich, quello con piu’ baggage da trascinare nella corsa repubblicana alla Casa Bianca, e’ in testa alla hit parade della settimana.
Ma non e’ questa la notizia. E’ il ciclico avvicendarsi dei candidati perche’ i repubblicani non sembrano accettare l’ovvia scelta di Mitt Romney.
Di questo poco importa oggi.

Invece date un’occhiata a quello che lo stesso Gingrich ha detto sabato in Iowa su Occupy Wall Street ( fatevi un bagno e cercate un lavoro).
E questo sarebbe l’intellettuale dell’allegra banda repubblicana. E giu’ applausi e risate. Da vomitare.

http://youtu.be/dE5sZ5V9UYg

C’e’ una volta in America, Roberto Saviano

21 nov

Roberto Saviano stasera a l’Infedele di Gad Lerner.



Le mille lucine di Zuccotti Park ( e Saviano )

20 nov

Si, non erano in moltissimi a sentire Saviano a Zuccotti Park. Tanta stampa e tante televisioni ( italiane ). Ma il punto e’ che a Zuccotti Park non c’e’ piu’ nessuno.
La piazza e’ tornata quella di prima, solo transennata e con tanta polizia.
Una cosa triste per chi ha apprezzato quello che questa piazza sconosciuta ai piu’ ha ospitato per due mesi. Una cosa che e’ volata nel mondo, non tanto facile da decifrare. Il discorso di Saviano, letto in inglese, e’ stato comunque bello e non banale. Per chi volesse saperne di piu’, puo’ andare sull’INFEDELE di Gad Lerner di lunedi, per cui ho monto un’intervista a Saviano.
Stupefacente e’ quello che ho visto prima. Babbo Natale , che di solito in America arriva subito dopo Thanksgiving ( la festa del ringraziamento di giovedi prossimo) stava piombando con anticipo su Zuccotti Park. Gli alberi del parco venivano rivestiti delle luci natalizie. Non azzardo pensierini sulla tempestivita’ dell’ arrivo delle luminarie. Tanto ci siamo capiti. Occupy Babbo Natale.



Ci vediamo dopo

19 nov

Roberto Saviano a Zuccotti Park.

Insegnare sesso

19 nov

Il New York Times Magazine su come insegnare sesso. Non va bene per gli autodidatti.

Shopping

19 nov

Il dilemma del nuovo secolo. Shopping OFFLINE o ONLINE ?
ESSERE o NON ESSERE, roba dell’altro di secolo.

Where have all the books gone?

19 nov

Sono sommerso dalla carta. Non riesco a disfarmi di quasi nulla che sia stampato. Tutta l’oggettistica digitale, elettronica che dovrebbe asciugare la dipendenza dalla carta, nel mio caso, la moltiplica. Perche’ apre ogni giorno nuovi bisogni, nuove curiosita’. E cosi’ in casa e’ difficile ormai mettersi a tavola tra sentieri tortuosi che conducono alle sedie, nemmeno tutte libere.


E’ con autentico smarrimento quindi che ho seguito le vicende della biblioteca libera di Zuccotti Park. La sorte degli oltre 5.000 volumi donati e divisi per materie e’ incerta. In quell’angolo della piazza trovavi sempre qualcuno che rovistava tra la carta ed altri accucciati a leggere tomi di ogni tipo.
Avevo allora cominciato a pensare di destinare alla people’s library molti volumi che scoppiano in casa. Con grande sollievo della famiglia. Non c’e’ stato il tempo e ora non ho piu’ alibi. Tocca affrontare il problema. Dopo pero’ il prossimo ordine di Amazon.

La senti questa voce…

18 nov

Buon compleanno Occupy Wall Street ! Apertura nuova gestione

17 nov


( dal CS Monitor )
Oggi sono due mesi dall’inizio di Occupy Wall Street. Sto tornando a New York, prima tappa casa, seconda tappa Occupy.

Cat in the sac. L’originale e le copie

17 nov

Greetings from Zuccotti Park

15 nov

Ancora in Italia per un altro giorno. Due fotografie che presi qualche settimana fa.


IL MANIFESTO

15 nov

Twitter journalism

14 nov

Ieri abbiamo letto di twitter e politica in un bel punto e a capo che ci fa solo vagamente intuire l’enorme rivoluzione dei 140 caratteri in divenire. Improvvisamente anche Facebook sembra arrancare dietro la velocita’ e la sintesi della comunicazione cinguettante. Che non e’ fatta solo di pensierini della serie chissenefrega ma anche di informazione pura, di quel citizen journalism che ha ora trovato il suo braccio armato.
Paul Lewis, giornalista del Guardian, ci spiega come e’ cambiato il mestiere in una di quelle imperdibili conferenze del TED.

Ristoranti pieni e ristoranti vuoti

13 nov

Questa mattina a Roma ho fatto colazione in un bar di Vigna Clara affollatissimo come sempre. Molte signore bionde, molte Hogan ai piedi, i vassoi di pasterelle e fuori tanti bambini zingari e tante macchinette per teenagers.
Una giornata bellissima, uguale a tante altre ma diversa nei titoloni dei giornali.
Niente crisi, a giudicare dai cornetti e dai cappuccini. Certo come osservatorio sullo spread non e’ dei piu’ scientifici.
In questo blog provo ogni giorno a fuggire da quella triste manutenzione dei paragoni tra l’America, il paese in cui vivo e pago le tasse e quello in cui ho trascorso i cinque sesti della mia vita , tra cornetti e cappuccini.
Dico solo che di ristoranti ne so un poco perche’ ci lavorano in vari nella mia famiglia, negli Stati Uniti. In North Carolina posso dirvi che sognano una legge che riduca la settimana a tre giorni, dal venerdi alla domenica. Negli altri quattro, tavoli vuoti. A New York l’osservatorio familiare e’, ahi ahi , proprio a Wall Street. Qua un nuovo ristorante ha appena licenziato 25 dipendenti dalla sera alla mattina perche’ Occupy a due passi ha fatto crollare gli incassi, dicono i proprietari. Grandi discussioni in casa dove mia figlia pasticciera ha conservato il posto, per ora.
Non e’ sbagliato guardare alla crisi dai tavoli e tavolini di bar e ristoranti. Solo che dall’Euclide di Vigna Clara , a Roma, non ci si capisce un cazzo, come direbbero quei “soliti idioti”.

La politica in cerca d’autore

11 nov

In questo breve viaggio in Italia sto facendo il pieno di dibattiti politici.
La congiuntura e’ quella che sappiamo e la televisione racconta come sa quello che accade. Da spararsi. Tutto sembra mancare. La consapevolezza della gravita’ della fase che non traspare nella narrazione berciante dei protagonisti e il suo opposto, la chiarezza, la semplicita’ dell’esposizione.
E non si intravede l’autorevolezza di uno qualsiasi, fate voi, a parte O’ Presidente.
Allora mi ritrovo a frugare nella leggerezza, anche involontaria, dei politici americani, che ormai pratico di piu’. Mi dispiace avere mancato il numero da grande comico di Rick Perry nell’ultimo dibattito e mi chiedo perche’ i politici italiani non si facciano aiutare da autori, speechwriters, nelle loro pluviali esternazioni televisive.
Le squadre dei presidenti americani hanno arruolato negli anni scrittori straordinari. Quella di Obama, e’ cosa nota, e’ particolarmente brillante. Vale la pena , per esempio, andarci a rivedere quel Jon Lovett che ha lasciato la Casa Bianca per andare a lavorare per la televisione. Cosi’, perche’ e’ sabato e anche lo spread riposa.

http://youtu.be/WQUap9vtd0w

Teach your children. Di parco in parco

11 nov

Mannaggia, ero dalle parti del Parco Sempione e non a Zuccotti Park quando ci sono passati Crosby e Nash.

Poi i due sono andati a Current TV da Keith Olbermann a dire di avere visto a Occupy Wall Street la stessa energia degli storici movimenti di protesta civile del passato. A dirla proprio tutta avevano anche un DVD da pubblicizzare.

E cosi’ Zuccotti Park, in cui oggi si tiene un altro concerto con Joan Baez ed altri, sembra sempre piu’ una piccola Woodstock metropolitana e lontana nel tempo da quell’altra, con alcuni di quelli che ci passarono allora che ritornano a misurare i loro e i nostri anni, piu’ di quaranta anni dopo. Ci vorrebbe un parco piu’ grande e qualcuno ci ha pensato. Occupy Central Park, non solo uno slogan. Forse.

Caffe’ macchiato

9 nov

Dal 1 novembre Starbucks, la multinazionale del caffe’, si e’ lanciata in una campagna per creare posti di lavoro e/o non perdere quelli che ci sono in comunita’ che non riescono ad avere credito dalle banche. Starbucks ci mette 5 milioni di dollari e ai sostenitori dell’iniziativa chiede una donazione di 5 dollari. L’idea corre vicina a quella di rinforzare le piccole union banks cooperative.
In tempi in cui il jobs bill obamiano non decolla al Congresso, l’idea di Starbucks e’ nel solco della tradizione americana di muoversi senza attendere che la pioggia cada perche’ lo ha deciso Washington. La piccola impresa in America e’ fatta da 25.5 milioni di aziende. Howard Schultz, il fondatore di Starbucks, ha spiegato che i 60 milioni di  clienti che ogni settimana entrano in un caffe’ di Starbucks sono una forza che puo’ muovere l’inerzia di Washington.
C’e’ qualcosa pero’ che non convince nell’idea Starbucks. La stessa corporation ha licenziato 39.000 addetti in due anni dall’autunno 2008 al 2010 ed ha , poi, ricominciato ad assumere secondo il classico modo americano di muoversi a fisarmonica sul mercato del lavoro a seconda delle congiunture. E Starbucks e’ responsabile, con la sua occupazione del mercato a tappeto, della chiusura di molti caffe’ indipendenti, piccole imprese per definizione.
Comunque applausi, dubbi, rifiuti. La campagna sta suscitando grande attenzione . E forse e’ questo che volevano dalle parti di Seattle, la casa di Starbucks.

Prima pagina

9 nov

Non succede tutti i giorni. Un italiano in prima pagina sul New York Times. E cosi’ , quando accade, noi provinciali lo segnaliamo.

Negli abissi ( della nera )

8 nov

Arrivato in Italia, guardo la televisione sulle inondazioni. Interrotte continuamente nel pomeriggio di Rai Uno e Canale Cinque dai soliti due delitti, quelli di cui si parla da mesi, forse ormai da anni. All’aeroporto, in partenza dall’America, CNN sul verdetto Michael Jackson.
Negli abissi ( della nera ) va fino in fondo Werner Herzog con un documentario (“Into the abyss” ). Indagine su un uomo chiuso nel braccio della morte in Texas.

OCCUPY OBAMA. Dati clamorosi da cui si capisce quasi tutto

7 nov

Dati incredibili nelle news del mattino su Wall Street.
Nei soli tre anni di amministrazione Obama i profitti di Wall Street sarebbero nettamente superiori agli otto anni di Bush messi insieme.
Cresciuti anche straordinariamente salari e bonus per Wall Street nell’anno nero per la middle class americana.
Obama , il presidente di Wall Street piu’ che dei milioni di disoccupati, raccoglie donazioni alla sua campagna dalla piu’ grassa Wall Street di sempre. Cifre su cui meditare per capire perche’ Obama stia andando cosi’ male nei sondaggi contro improbabili candidati repubblicani, perche’ Occupy Wall Street guadagni consensi nonostante evidenti vuoti programmatici, perche’ la realta’ dei dati inchiodi la Casa Bianca ad un difficilissimo cambio di marcia.
Questa campagna elettorale obamiana ha messo l’asticella della raccolta di donazioni a one billion dollars. Una strada lunga da percorrere in questa fase senza l’aiutino di Wall Street.


Il giorno in cui ho detto addio alla mia banca

7 nov

L’idea e’ venuta da qua. Dal film di Frank Capra, in cui si scontrano banchiere buono e banchiere cattivo.

http://youtu.be/57nRi1YRHLA

Ripresa su Facebook e’ diventata virale e la promotrice del Bank Transfer Day , Kristen Christian , ha cominciato ad apparire in televisione. Dai 500 amici su Facebook di Kristen ( 27 anni, di Los Angeles) a tutto il paese. E cosi’ sabato scorso e’ stato fissato il giorno in cui chiudere i conti con le grandi banche responsabili del diluvio di titoli immobiliari tossici e quello in cui trasferire i soldi nelle piu’ piccole banche di credito cooperativo, locali. Occupy Wall Street non ha direttamente sponsorizzato l’evento ma ha fatto circolare l’informazione nel network del movimento. Piu’ di 650mila nuovi conti correnti sarebbero stati aperti in un mese nelle banche della National Credit Union Association.
Le cinque piu’ grandi banche americane controllano il 40% dei depositi e il movimento ha individuato non solo istituzioni ma nomi e cognomi dei signori a cui indirizzare la protesta.
Sono in partenza per l’Italia e ho pensato che almeno a Frank Capra dovevo credere. L’uomo che ha sempre detto che a lui non interessava fare politica con i suoi film ma solo farci sorridere.

Chi vuol essere milionario

7 nov

Sushil Kumar , un operatore ai computers in India che guadagna 130 dollari al mese, ha vinto un milione di dollari ( tolte le tasse, 716,600 mila ). Nel game televisivo “Chi vuol essere milionario” Kumar ha risposto esattamente alla domanda finale. C’era da scegliere uno tra quattro paesi , tra cui l’Italia , che fini’ di essere una potenza coloniale in India vendendo i diritti delle isole Nicobar agli inglesi nel 1868. No non siamo stati noi, la risposta esatta data da Kumar e’ la Danimarca.
Slumdog Millionaire, il film che ha vinto l’Oscar, e’ del 2008, l’anno della crisi.

Good old days

6 nov

Questa copertina di LP del 1968 di Robert Crumb e’ appesa , incorniciata , nella mia stanza, in molte altre ed e’ stampata nella memoria di tanti, tanti altri.
Doveva essere il retro ma Janis Joplin la volle al posto di una immagine che ritraeva lei stessa. Anche per questo Janis Joplin era un genio. Robert Crumb, l’illustratore e cartoonist , e’ anche geniale ( e musicista pure ) e ora una raccolta delle sue covers arriva a celebrare una vita spesa bene.

Se MTV occupa Wall Street

6 nov

E’ andata in onda una puntata di TRUE LIFE , la serie di MTV in cui vengono raccontate storie, non diversamente da come e’ il racconto di tutta la rete.
I protagonisti si raccontano , senza voce narrante. Che sia The Real World o True Life e’ la stessa forma ad essere declinata, che quindi diventa partecipazione, interiorita’ semplificata e coinvolgente, esercizio di autocoscienza pubblico, senza il vuoto e i detriti che si raccolgono tra i poverini dei realities piu’ consunti.
La formula applicata a Occupy Wall Street ha destato critiche negative preventive. Invece il lavoro, centrato sulla minaccia di sgombero di Zuccotti Park, e’ sembrato opera autentica, per nulla disprezzabile. Due i protagonisti, Bryan 23 anni e Kait, 20.
Bryan e’ a Zuccotti dal primo giorno ed ha scelto di lavorare nella fondamentale squadra delle pulizie del parco. Bryan dorme in una tenda mentre Kait va e viene. Kait dice di avere imparato piu’ nel mese di occupazione che in anni di scuola. E tanto basta in questi piccoli due ritratti, simbolo di una generazione che e’ stata spinta a sognare prima Wall Street e dopo ha finito per disprezzarla.





Maratona , ci siamo anche noi

5 nov

Stamattina ho incrociato un gruppo di veterani di Wounded Warriors che si preparavano per la maratona di domani , a New York.