Archive | gennaio, 2012

I 100 anni delle Girl Scouts. Cosa faro’ da grande, da donna

31 gen

Le Girl Scouts d’America lanciano una campagna per il loro centesimo anniversario e per promuovere l’idea che il ruolo della donna nella società’ americana deve essere diverso ( solo il 3.2 delle donne sono a capo, CEO, di grandi società’ ). Le Girl Scouts a New York sono 25.000 e sbaglia chi pensa a loro come ad una organizzazione residuale.

Esseri volanti su New York

31 gen

THE GREY. Il film, la polemica, gli incassi

31 gen

THE GREY e’ il fim campione d’incassi dell’ultimo weekend americano. Un aereo cade in Alaska e i superstiti lottano con ambiente e animali signori dell’ambiente.
Il lupo grigio diventa l’avversario dei survivors. Liam Neeson mangia il lupo. La specie e’ stata tolta dalla lista di quelle in via di estinzione e quindi la caccia e’ aperta. Solo due attacchi ad esseri umani si sono registrati negli ultimi anni. Pero’ PETA, l’organizzazione animalista, ha diffuso un comunicato di condanna del film. Polemiche che fanno botteghino.

Ultimatum per Occupy Washington

31 gen

Scaduto l’ultimatum per gli occupanti di Washington. Attesa per lo sgombero.

http://youtu.be/E1xYxQi8we4

Honda, Toyota scaldano i motori per il Super Bowl di domenica. Gli spot

31 gen

http://youtu.be/T8XmdQjJ7BM

http://youtu.be/WUFSHzT2xuY

E ora canta pure Romney. American Idol

31 gen

Imparagonabile con l’Al Green di Obama. Romney ha gia’ perso le elezioni canterine.

Vendesi rovine

31 gen

La crisi immobiliare americana non ha solo la faccia dei milioni di sfratti, di case ritirate dalle banche e messe all’asta.
In America sono cresciute anche case abnormi, simili a castelli, con nomi che, senza senso del ridicolo, richiamano reggie europee. Come questa Versailles ad Orlando, Florida. Il padrone e’ un signore diventato ricco con le multiproprietà‘ partendo da zero ( David Siegel, 73 anni ) che ha pensato di costruire per la sua famiglia ( la moglie Jacqueline, 43 anni e gli otto figli ) una casa di 13 stanze da letto, 22 bagni, 10 cucine, tre piscine, un garage per 20 macchine, due campi da tennis, uno da baseball, una, palestra, un cinema e altro. L’arrivo della crisi fermo’ la costruzione. Prezzo di vendita 75 milioni di dollari. Si può’ avere finita Versailles con altri 25 milioni.
La storia e’ diventata un documentario( di Lauren Greenfield ) iniziato quattro anni fa e ora passato per il Sundance. Jacqueline si e’presentata alla prima del Sundance ma David, invece, ha fatto causa allo stesso festival, alla produzione e regista del documentario per diffamazione e per avere di riflesso procurato un danno d’immagine al suo business.
I David e Jacqueline non sono rari in America e nemmeno case poco più’ piccole della loro. Oggi sono spesso le rovine moderne di una civiltà bulimica che vomita i suoi eccessi. In questo paese, non ci siamo tanto abituati, la ricchezza si nasconde meno che in Europa. Ma questo, se volete, e’ un dettaglio. David e Jacqueline erano l’uno per cento e ora sono ( quasi ) come noi, ha detto la loro biografa Greenfield.

http://youtu.be/DM43Wyulc7w

Gingrich, il crociato disperato

31 gen

I sondaggi danno Gingrich molto sotto Romney nel giorno delle votazioni in Florida. L’ultimo dibattito ha rimischiato le carte. Potere della televisione, quella che non conta più. E così’ Gingrich, alla vigilia del voto, ha spremuto le sue meningi e ne ha cavato un appello da crociato disperato. Ha detto che Obama ha dichiarato guerra alla cristianità e che Romney tolse il cibo kosher dall’assistenza medica negli ospedali agli anziani ebrei del Massachusetts quando era governatore dello stato.
Newt Gingrich alla crociata della Florida. With God on his side, che solo cosi’ potrebbe farcela.

Game of Thrones, la seconda stagione

31 gen

http://youtu.be/rOzXsqoJhtE

Per Soros non c’e’ una grande differenza tra Obama e Romney

31 gen

Conversazione molto interessante a Davos , ripresa oggi da Gingrich in tutte le televisioni. George Soros, 81 anni, filantropo e finanziere, si e’ detto deluso dall’amministrazione Obama. Ha dichiarato di non vedere una grande differenza tra Obama e Romney. Solo il seguito trasportato dai due alla Casa Bianca sarebbe diverso. In quanto a Occupy Wall Street, il movimento ha le sue ragioni.
Il ” traditore della sua classe”, così si e’ definito Soros, e’ il settimo uomo più’ ricco al mondo ed e’ stato grande sostenitore della campagna di Obama nel 2008.

L’endorsement in musica di Willie Nelson

30 gen

Willie Nelson, 78 anni, e’ il grande padre del country americano, celebre anche per la sua indomita lotta a favore della marijuana libera. Si era dichiarato prima per il libertario Gary Johnson, ex governatore del New Mexico, alla Casa Bianca e ora appoggia Dennis Kucinich, il congressman dell’Ohio, in gara per la rielezione.

BILL. Diario pubblicitario della campagna elettorale americana

30 gen

BILL e’ una nuova rivista trimestrale realizzata da TITA, agenzia pubblicitaria milanese. E’ dedicata a William “Bill” Bernbach, un signore che “ha ispirato generazioni di creativi in tutto il mondo”. Sono stato invitato a fare un diario pubblicitario della campagna elettorale americana. Qua e’ il primo pezzo, tradotto in inglese. Ancora non eravamo entrati nel pieno della negative campaign di questo ultimo mese. Ma c’erano i segnali. Si comincia da quello che e’ ormai un classico del genere, il Daisy Ad del 1964, una campagna dello stesso Bill. “Una bambina di quattro anni sfoglia una margherita in un prato, contando i petali che stacca, uno ad uno . Arrivata a nove parte una voce off di un countdown. Poi appare il fungo di un’esplosione nucleare e la voce, inconfondibile, del presidente Johnson dice che questa e’ la sfida che abbiamo davanti. ” Lavorare per un mondo in cui tutti i figli di Dio possano vivere oppure finire nell’oscurità. Dobbiamo amarci l’uno con l’altro o morire”. Lo spot alludeva chiaramente al candidato repubblicano Goldwater che protesto’ per la messa in onda. Quindi fu ritirato. Era la preistoria delle campagne negative ( ( ( televisive ) che sono cominciate quando si e’ votato per la prima volta.
Ci torniamo su nelle prossime settimane perché questa stagione elettorale e’ da manuale pubblicitario.

“Obama, Pelosi andatevene in Europa “

30 gen

Allen West e’ membro del Congresso americano da un anno, repubblicano, veterano dell’Iraq. Il suo distretto e’ in Florida dove domani si vota per le primarie repubblicane. Ha mandato al diavolo ( Europa, al Polo Nord , in fondo all’oceano ) l’intera dirigenza del partito democratico , oltre al presidente Obama ( Reid, Pelosi ). Non esattamente loro, le loro idee.

LUCK, la prima volta di Dustin Hoffman. Per chi sostiene che la TV sia meglio del cinema. O la stessa cosa

30 gen

Ad Alexandra Stanley del New York Times e Emily Nussbaum del New Yorker LUCK, la nuova serie in nove episodi di HBO partita stasera ( domenica ) non e’ piaciuta. Eppure gli ingredienti c’erano tutti: la prima volta in una serie TV di Hoffman ( a 74 anni ) la scrittura di David Milch ( NYPD Blue, Deadwood ) la regia e produzione esecutiva di Michael Mann ( Heat, The insider, Ali ). Proprio la relazione tra i due grandi vecchi ( 67 anni Milch, 69 Mann ) sembra non avere funzionato per le due signore della critica . Ci sono cronache di frequenti dispute nel corso della lavorazione della serie. Milch, appassionato scommettitore e proprietario di cavalli, ha scritto la storia della vita, sua. Troppo interno per patteggiare una narrazione meno letteraria, criptica, ossessiva. Le donne sono quasi assenti ( non nella critica, come ho detto ). Si respira un’aria macho, come sempre nelle storie di Milch. Ma qua non siamo tra poliziotti o nel Far West.
Ogni volta che ho ripetuto il luogo comune televisivo per cui la TV, in America, sarebbe meglio del cinema accennavo alla scrittura. E’ questa che fa la differenza con le fiction italiane, non il budget come dicono quelli che si autoassolvono. E poi, come in questo caso, una regia monumentale, epica ma non retorica, banale. Proprio Michael Mann mi ha trascinato nel lento inizio di questa introduzione al mondo dei cavalli di corsa ( sono loro i protagonisti non Hoffman ) e quelli che ci girano attorno. Lui, Hoffman esce dal carcere nella scena del primo episodio. Poi l’attenzione di Mann si concentra su una descrizione dei cavalli nell’ippodromo mai vista prima, in televisione o al cinema. Respiriamo con loro, ci guardiamo negli occhi e assumiamo il loro punto di vista, fin dove e’ possibile. Questa regia straordinaria e’ quella di un signore che ha cominciato scrivendo per “Starsky e Hutch” ( 1975) Miami Vice ( 1984 ) e poi con Dante Spinotti, direttore della fotografia, ha girato azioni e dialoghi come tragedie antiche. Non importa a questo punto chiedersi se Luck sia cinema o televisione perché’ il primo a non fare differenza tra i due schermi e’ proprio Michael Mann. Che a una domanda su cosa gli sia piaciuto recentemente in televisione ha risposto Homeland e The Killing. Proprio cosi’. Io aggiungo Luck, sulla fiducia.

http://youtu.be/GN1grF2rXpM

Come non detto

30 gen

Nel pomeriggio avevo scritto  che Occupy Wall Street da queste parti (New York ) e’ in standby. Qualche ora dopo, camminando tra Lexington Ave e la 28th Street incrocio un corteo che protesta per gli arresti di Oakland ( scopriro’ dopo ). Nel corteo il livestreaming, come sempre. Qua tre immagini prese sulla via di casa.



Sundance. Parla Jarecki, il regista del documentario che ha vinto

29 gen

Occupy il Paradiso

29 gen

Il movimento di Occupy Wall Street e’ in standby sulla costa est degli Stati Uniti, dove il nemico e’ più l’inverno delle amministrazioni municipali. Ad ovest, Oakland, Portland fino alle Hawaii invece il movimento e’ ancora fuori, a ricordarci che la primavera’ arriverà prima di quanto immaginiamo.

Intanto ad Oakland, appunto

Microonde o fast food, domenica americana

29 gen

Questo spot virale e’ della catena di ristoranti Moe’s Southwest Grill. Domenica di leccornie americane…lo spot e’ comunque bello.

Cambio di allenatore. L’arte e la manutenzione del dibattito

29 gen

Cosa e’ successo nell’ultimo dibattito tra i candidati repubblicani, il diciannovesimo, che ha capovolto i ruoli ( e forse i risultati ) tra Gingrich e Romney ?
Un Romney all’attacco, quasi autorevole nonostante conti svizzeri e alle Cayman ma senza diventare aggressivo oltre quella soglia che fa scappare gli elettori indipendenti, ago della bilancia nelle elezioni di novembre. Eppure Gingrich era arrivato sulle ali di un sondaggio che lo dava in largo vantaggio e poteva come sempre contare sulla sua arte retorica che lo aveva portato fino alla Florida pur con un carico di bagagli zeppi di scheletri e mogli.
E’ successo che Romney ha cambiato allenatore nella preparazione del dibattito. Il nuovo Mister si chiama Brett O’Donnell ed e’ stato preparatore in passato di tanti leaders repubblicani ( da Bush a McCain, a Michele Bachmann ) ma soprattutto viene dalla Liberty University del reverendo Falwell dove si preparano armate di giovani pronti  a diffondere il messaggio evangelico nel paese. L’arma e’ la parola. L’esercizio, l’arte del dibattito in America si studia a scuola. Le scuola secondarie superiori partecipano regolarmente a campionati cittadini, statali, federali e i risultati buoni finiscono nei curricula che consentono l’ammissione alle migliori universita’. Che a loro volta si sfidano in duelli epocali.
Sono il contrario di quello che vediamo nei talk shows televisivi italiani, tutti quei “mi faccia finire l’intervento”( logorroico ) le grida, le risatine, il parlarsi addosso.
Spin doctors, speechwriters, uffici stampa, pubblicitari, media strategists, public relations, portaborse , stagisti/e , parrucchieri, mogli/mariti e figli, tutto indispensabile per fare politica in America. Ma se non c’e’ il debate coach si torna a casa.

La morte della privacy. Un libro e una conversazione

29 gen

Censure e profiling degli users sono oggi una parte importante della conversazione nei social media e nella rete, in generale. E, come sappiamo, tra i governanti del mondo, con differenze di punti vista non da poco tra America ed Europa. Certo poi ci sarebbero gli sbarchi a Wall Street di Facebook e, a seguire, di Twitter ma questi sembrerebbero affari loro. Invece sono affari nostri anche questi. Perché la penetrazione nei nuovi mercati, nel mondo più’ o meno libero o liberato dagli stessi social media e’ ovvia materia di contrattazione con i governi ma anche con Procter and Gamble e Madison Avenue. Si parla più del primo fronte di trattative che non del secondo, come se le corporations fossero” people” ( tanto per citare una recente dichiarazione di un candidato alla Casa Bianca ).
Fase molto delicata di transizione per i giganti che hanno aperto la nostra vita sociale nella rete e che hanno costruito le autostrade che noi percorriamo come fossimo sulle moto di Easy Rider, avendo rimosso il finale del film. Corriamo ebbri di amici e followers verso il Sol dell’avvenire.
Un libro , recensito oggi sulla Book Review del New York Times dal critico ( di tutto ) Evgeny Morozov, dice di questi passaggi e propone una Costituzione dal basso degli users, i clienti, noi. “So chi sei e so cosa hai fatto” dice il titolo orwelliano di Lori Andrews che propone una “social network constitution” in 10 articoli molto americanocentrici. Perché’ se sul primo articolo , “il diritto alla connessione”, siamo tutti d’accordo poi sull’accezione larga del free speech ci sarebbero differenze tra Europa ed America. Ad esempio, dice Morozov, in Europa esistono ragionevoli dubbi/barriere alla negazione dell’Olocausto. Facebook per Lori Andrews sta riscrivendo il contratto sociale. Morozov , lo sappiamo,  sostiene che noi la libertà’ ce la siamo venduta da tempo senza pensarci troppo pur di cinguettare e cercare amici e critica Andrews per non proporre insieme una visione più’ alta/larga e nello stesso tempo un’attivismo, un movimento. Occupy Internet, ecc. Ci hanno gia’ pensato e non e’ cosa semplice.
Tanto per non farci mancare niente e perche’ e’ domenica ecco il video di una conversazione dello scorso dicembre a Stanford tra lo stesso Morozov e Andrew McLaughlin a proposito della libertà nella rete.
Andrew e’ stato Deputy Chief Technology Officer of the United States, alla Casa Bianca per Obama, dal 2009 al 2011. E prima Head of global policy per Google. Oggi e’ tante altre cose, uno che ci capisce.

History channel

28 gen

http://youtu.be/_cuNkI7pzLM

Sex, lies and videotape

28 gen

Non so perche’ ogni volta che penso a Gingrich ( i tre matrimoni, la sua storia mentre si scalmanava per l’impeachment di Clinton ) non posso fare a meno di associarlo a Sex and the City. Quindi non mi freno e procedo. Anche perche’ Sex and the City e’ stata la Bibbia sulla questione ( sesso e bugie ) e ogni scusa e’ buona per ripassare il sacro testo.

Spot fantasy, stile pirata dei Caraibi

28 gen

Un repubblicano della Florida mette insieme uno spot stile ” Pirati dei Caraibi” che finisce con il faccione del suo avversario democratico Alan Grayson.

Arrivano i marziani. C’e’ da avere paura

28 gen

Glenn Beck, quello che si e’ fatto la sua radio e la sua televisione su Internet dopo avere lasciato Fox News, ora lancia un messaggio extraterrestre ricalcato su quelli della comunità’ online Anonymous di hackers.  Beck e’ uno che sa usare i social media e si candida ad essere il nostro Grande Fratello. Conoscere per evitare.

Una storia americana. Tacos, spaghetti e un sindaco

28 gen

Joseph Maturo e’ veterano del Vietnam, pompiere, sindaco repubblicano di East Haven, 28.000 abitanti. Gli italoamericani sono il 43% a East Haven, una percentuale molto alta della popolazione. Gli ispanici sono il 10.3% ( raddoppiati negli ultimi dieci anni ). Nel 2008 qua, in questa concentrazione di classe media blue collar, ha vinto Obama con il 56% dei voti.
Lo scorso martedi un sergente e tre poliziotti della citta’ sono stati arrestati dalla FBI con gravi accuse ( cospirazione, falsi arresti, ostruzione alle indagini ). Avrebbero esercitato una costante azione discriminatoria nei confronti della minoranza ispanica. Il sindaco Maturo si e’ schierato in difesa dei poliziotti arrestati. Ad una domanda di un giornalista di una televisione locale ( cosa fare con la comunità’ latina ) a seguito dei clamorosi arresti, il sindaco Maturo ha detto che avrebbe mangiato tacos a cena. La risposta non ha fatto ridere i latinos di East Haven. Il caso e’ diventato nazionale e sono entrate in campo organizzazioni che lottano a difesa dei diritti delle minoranze. Il sindaco ha chiesto scusa per la risposta bulla ( “avrei potuto dire spaghetti, al posto dei tacos”, ha provato a minimizzare il sindaco ) ma intanto era partita una protesta che lo invitava alle dimissioni e alla raccolta di tanti tacos da recapitargli, uno per ogni messaggio indignato inviato dai cellulari di East Haven. Ne sono arrivati 3000 e si e’ deciso di ridurre a 500 tacos la consegna. 499 sono quindi andati ad una mensa per poveri e uno e’ stato donato al sindaco Maturo.

http://youtu.be/xYys4XjTJgU

La cittadina del Connecticut era stata investita dall’uragano Irene alla fine dello scorso agosto. Questo uragano Maturo non e’ una bolla. Insiste su una storia antica che riemerge a tratti, a isole. Stupisce forse accada nel Connecticut ma in tutta la longa striscia di Long Island fatti e misfatti di ordinario razzismo avvengono con regolarita’ da quando la popolazione ispanica e’ cresciuta negli ultimi anni. Il capo della polizia locale, Leonard Gallo, altro italoamericano, e’ stato indagato ma non accusato di crimini. L’indagine del Dipartimento della Giustizia americano e’ durata tre ann. Il Connecticut ha un governatore democratico. Siamo nella East Coast liberal degli Stati Uniti, a due passi (13o chilometri ) da New York.

Angry birds

28 gen

La Grange in Kentucky e’una cittadina di 8.000 abitanti finita stasera nei telegiornali della sera in America. Al tramonto un’invasione di uccelli sta assumendo proporzioni preoccupanti. Pare che dal Texas un gruppo di cacciatori si sia offerto per farli fuori. L’aiuto e’ stato rifiutato. Si procede con mezzi sonori più’ o meno rudimentali , sperando che la massa nera si sposti altrove. Angry birds più‘ Hitchcock, tanta roba da evocare.

http://youtu.be/j35Levw5GDw

Il blind trust di Romney e quello di Kennedy

27 gen

Nella You Tube era non c’e’ pieta’ per chi dice una cosa un giorno e un’altra il giorno dopo. La memoria incisa nei video inchioda alle dichiarazioni del passato e chi fa politica dovrebbe saperlo. O non farla.
In un dibattito per il seggio di senatore del Massachusetts, nel 1994, Romney attacco’ Kennedy per il blind trust ( fondo cieco di investimento ) a cui aveva affidato la gestione dei suoi soldi. Ieri sera , nel dibattito televisivo, Romney si e’ difeso dalle accuse di avere depositato soldi alle Cayman, in Svizzera ecc. dicendo che non era lui a muoverli ma il blind trust a cui li aveva affidati. Tutto materiale per la prossima campagna di Obama.

http://youtu.be/BnTo7ySH_d4

Victoria’s Secrets

27 gen

Copertina del Village Voice di questa settimana e articolone per Victoria Jackson, la”principessa del Tea Party”.
Da Saturday Night Live al Tea Party, Victoria e’ diventata presenza frastornante, irrorando di parole in liberta’ i suoi interventi in televisione ( “Obama come Castro, Saddam Hussein ” , ” curate i bambini gay con le preghiere”, ecc.).
Partecipa ad un programma fotocopia di The View con altre tre donne, commentando i fatti del giorno, da destra ( per così’ dire ).
Suoi candidati per la Casa Bianca, Michele Bachmann finche’ lottava insieme a lei e ora Rick Santorum. Victoria e’ passata da Occupy Wall Street dove ha “ragionato” con alcuni occupanti e il video qua sotto documenta l’apparizione ed altro. Victoria’s Secrets, dice il video. Affari vostri, se lo guardate.

“Tu non sei Michael Douglas”. Un ministro australiano ruba una frase ad Aaron Sorkin. Urgono speechwriters

27 gen

Aaron Sorkin e’ il numero uno, in questa fase, degli sceneggiatori che lavorano indifferentemente tra televisione e cinema. Uno dei suoi lavori “The American President” del 1995 conteneva un monologo del presidente americano impersonato da Michael Douglas in cui questo attaccava il suo rivale Richard Dreyfuss. Ora lo stesso monologo e’ stato usato dal ministro dei trasporti australiano Anthony”Albo” Albanese ( Labor Party ) per attaccare il suo oppositore Abbott. Nel Liberal Party hanno riconosciuto la citazione e hanno messo insieme questo video che denuciua il plagio degli speechwriters di “Albo”.
La storia mi sembra meravigliosa. Considerazioni a pioggia. Ma soprattutto un invito a saccheggiare Sorkin. C’e’ tutto The West Wing da spulciare la sera, a casetta.

Lula,” il figlio del Brasile”

27 gen