Archive | aprile, 2012

Keith Haring e la televisione. A Brooklyn, un giorno al museo

21 apr

Sono stato oggi al Brooklyn Museum of Art. Una vergogna non esserci mai andato in anni. Anche se dico sempre che” New York non e’ solo Manhattan”, poi finisce che passo sempre più raramente i ponti, i tunnels che separano l’isola dagli altri quattro grandi quartieri della città. E’ un museo straordinario il museo di Brooklyn, accanto ai Botanic Gardens che sono uno splendore.
Al quinto piano e’ ospitata fino a luglio una mostra di Keith Haring, scomparso a 31 anni per complicazioni dovute all’AIDS, nel 1990. Ci sono gli anni prima dell’arrivo della fama.
Qua di seguito ho isolato le immagini che ho preso di televisioni, una delle ossessioni di Keith. Permesso fotografare ovunque e un buon burger al coffee shop.








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BP, due anni dopo

21 apr

Gli affari di BP vanno benissimo a leggere Forbes.
Due anni dopo gli undici morti nel Golfo del Messico e la catastrofe ambientale derivata dalla lunga fuoriuscìta di petrolio non tutti ci hanno messo una pietra sopra.
20 aprile di due anni fa. Per non dimenticare.

Non lo sapevo, oggi e’ Weed Day

20 apr

Io non sono interessato all’argomento ma il mio amico operatore/montatore con cui spesso lavoro si.
Se invece siete interessati a sapere come e’ nata l’idea di una giornata dedicata all’erba, ce lo spiega l’Huffington Post.

Sei del mattino. TG di MSNBC da Fenway Park, lo stadio che compie 100 anni

20 apr


Cosi’ e’ partito questa mattina il TG- talk show di MSNBC. Da Fenway Park, lo stadio dei Red Sox, la leggendaria squadra di baseball di Boston.
Fenway Park compie 100 anni. Difficile dirvi cosa significhi per l’America questo compleanno. E’ la storia stessa del paese che può essere riletta attraverso tutte le stagioni dei Red Sox. Così fanno stamattina tra un sondaggio e l’altro sulle prossime elezioni.
Io, in questo paese, ho messo il basket al primo posto tra gli sports e sono diventato un ( tiepido ) fan degli Yankees di New York. Troppo lento ci diciamo io e mio figlio, il baseball. Con gli anni pero’ apprezzo sempre di più questo sport slow food. In televisione hanno appena detto che proprio la lentezza “is the beauty of baseball”. Su questo ci hanno scritto libri e fatto film. Capire il baseball per capire questo paese.

Fuori Marchionne, dentro Draghi e Monti. La lista dei 100 di Time

20 apr

Marchionne e’ uscito dalla lista di TIME delle 100 personalita’ più influenti al mondo 2012. L’anno scorso c’era solo Marchionne. Quest’anno sono entrati Draghi e Monti.
Per quello che interessa questo blog anche Jeremy Lin, Claire Danes, Stephen Colbert, Louis C.K.

Bambini e rappers da McDonald’s. Acqua santa e diavoli

20 apr

I menu’ per bambini da McDonald’s pare attraversino un calo di domanda. E allora ecco arrivare uno spot pieno di bambini gioiosi, macchinine desideranti di polpettine. Un altro mondo da quello di questi rappers che avrebbero fatto irruzione in vari McDonald’s di New York e confezionato un video parecchio diverso dallo spot con i bambini.

Esce il film su Bob Marley. Nei cinema e su Facebook

20 apr

Domani esce a New York il film-documentario su Bob Marley, regia di Kevin Macdonald  ( vincitore di Oscar ). Il film sulla leggenda Rasta morto di cancro a 31 anni, nel 1981, doveva essere realizzato da Scorsese e poi da Jonathan Demme. Più di 60 interviste in tre continenti per ricostruire una breve vita fatta anche di undici figli frutto di sette diverse relazioni.
La prima dell’attesissimo film avverra’ contemporaneamente allo streaming su Facebook e la cosa e’ una grande novita’.

http://youtu.be/sgKshDRbNmc

Allegati (non richiesti) a ” Era la stampa, bellezza “

19 apr

Leggevo ieri Nomfup su Pulitzer, stampa e rete e leggevo oggi questi grafici sulla diffusione di Internet ( in senso lato ) nel mondo ( da PBS/ Newshour, il più bel TG del mondo ). Beh, interessanti.


Popolazione su Internet raddoppiata in cinque anni. Africa da 34 a 140 milioni, 317% in più. Asia da 418 milioni a più di un miliardo ( 143% di aumento ). Europa da 322 milioni a 501 milioni ( 56% in piu’ ). America del Nord da 233 a 273 milioni ( solo il 17% ma manca poco che siano tutti quelli che ci vivono ).

Colombian Connection e Padri Pellegrini su BILL

19 apr

BILL e’ un nuovo trimestrale che ragiona di pubblicità, realizzato dall’agenzia milanese Tita. Mi chiesero di collaborare con un diario elettorale americano e volentieri ho continuato anche nel secondo numero che sta per uscire. Dal sito della rivista rubo due video che vi rimbalzo.
ll primo arriva dalla Colombia , paese di cui molto si parla in questi giorni qua negli Stati Uniti per quello che ha combinato la scorta di Obama in quel paese. A proposito arriva una botta d’orgoglio colombiano con le tifose di nome Gloria, la canzone storica di Umberto Tozzi.
Secondo video sui Padri Pellegrini americani che reclamizzano il ripieno del tacchino per la Kraft. Due chicche di BILL.

http://youtu.be/tXlwkXqC4c0

Il più vecchio teenager del mondo

19 apr

Nessuno come Dick Clark, dicono le tivù questa mattina, ha contribuito a creare la cultura pop in America.
Lo ricordiamo negli shows di Capodanno da Times Square, nei Golden Globes, ai Country music awards. Ma e’ con American Bandstand che Clark ha fatto la storia
della musica in TV. Primo ospite fu Elvis Presley.
Dick Clark, scomparso ieri a 82 anni, il disc jockey dell’America.

http://youtu.be/yCvncPfDzhA

Pearl Jam e le Poste americane, ecorock partners

19 apr

Samuel Jackson, Zooey e uno smartphone a caso

19 apr

http://youtu.be/EP1YAatv1Mc

Il VILLAGE VOICE ci va pesante su Romney

19 apr

American Parasite, parassita americano, e’ copertina e pezzo principale del Village Voice di questa settimana. Squalo non job creator dice il glorioso settimanale gratuito di New York, diventato un’altra cosa da quando nel 2005 viene pensato in Arizona, sede della New Times Media che lo ha acquisito nel 2005.

Non bastavano i robots nelle fabbriche , ora anche nelle prigioni

19 apr

Ideona dalla Corea del Sud… Robots per prevenire suicidi e comportamenti violenti nelle prigioni.

A casa del modello più fotografato al mondo. Dal Brasile alla Danimarca

18 apr

Rai Corporation e l’assistenza sanitaria. Prova di Obamacare

18 apr

Non ho idea fino a quando rimarrà visibile il sito di Rai Corporation ( New York). Il testo comincia cosi’ : “RAI Corporation is the American subsidiary of RAI Radiotelevisione Italiana (often seen as Rai Radiotelevisione Italiana S.p.A.), Italy’s public broadcasting system”.  Se non capisco male la lingua del paese in cui vivo ( l’America ) si evince un legame tra la Rai di Mazzini e quella di Avenue of the Americas.
Accade pero’ che i dipendenti ( ex ) di Rai Corporation avrebbero diritto alla assistenza sanitaria pagata dall’azienda solo fino all’ultimo giorno di aprile. Questo mi dicevano ieri alcuni di loro, raccontadomi il caso di una collega, da molti anni a Rai Corp, che ha bisogno di medicinali molto costosi per un problema grave.
In America l’assicurazione sanitaria se ne va ancora oggi, nonostante la riforma Obama, con la perdita del posto di lavoro. Si può provare con il piano del governo che assiste chi ha perso il lavoro ma anche in questo caso, mi dice chi ci ha già provato, non e’ semplice e soprattutto non e’ gratis. Se l’Obamacare resiste agli attacchi repubblicani ed il reddito va a zero si potrebbe rientrare tra coloro, i poveri, che avrebbero diritto comunque all’assistenza. E allora si capisce che quelli di Rai Mazzini e quelli di Avenue of Americas non sono figli dello stesso Dio della Televisione. Al contrario di quello che capisco dal sito di Rai Corporation.

Roma ladrona di Herman Cain

18 apr

Uno spot roba da pazzi di Herman Cain contro il Big Government che si mangia tutto ( con citazione finale di quello celebre della bambina che sfoglia la margherita ) . Insomma Roma ( Washington ) ladrona.

Mamme di tutto il mondo unitevi ( per comprare Tide )

18 apr

http://youtu.be/NScs_qX2Okk

Lo spot della Procter and Gamble ( la multinazionale dei detersivi e di tanto altro ) sulle mamme per le Olimpiadi di Londra sembra fatto apposta per entrare a piedi uniti nella polemica sulle mamme che lavorano e quelle che stanno a casa, al centro in questi giorni della campagna elettorale per la Casa Bianca. Solo una coincidenza.
Girato a Pechino, Los Angeles, Rio de Janeiro, Londra da Alejandro Gonzales Inarritu ( regista di Babel, Amores Perros, 21 Grams ) il re delle storie intrecciate. In questo spot Inarritu replica il suo modello di racconto ( e di business ). A seguire rimbalzo-social media, come accade ormai sempre. Da manuale di business e basta.

Artificial intelligence ( with compassion )

18 apr

Che tempo che fa

18 apr

Il 5 maggio giornata in cui si ragiona di CLIMATE CHANGE.

Il Manifesto del Partito McDonaldista

17 apr

http://youtu.be/0BmnLW_Iguo

Siamo tutti Michael Jordan

17 apr

GIRLS ( HBO ). Vecchia idea, bella idea. Gia’ di culto

17 apr

Domenica sera e’ andato in onda su HBO il numero zero di GIRLS di Lena Dunham, autrice, regista, attrice della nuova serie. Quattro ragazze a New York che provano a farcela, tra storie più o meno sentimentali, lavori da stagiste, grandi e piccole aspirazioni. Un’idea che detta così’ e’ venuta ad un milione di televisivi e non solo prima di Lena. Ma poi dipende come le fai le cose.
Il blog e’ anche questo, dire chi si e’ e ci ho provato anch’io molti anni fa a Milano, l’unica volta che ho fatto una cosa per Mediaset, il numero zero di una sitcom. Si chiamava Amiche, quattro ragazze che provano a farcela a Milano. Io venivo da Davvero, un adattamento italiano di The Real World di MTV. La cosa divento’ poi un film per Italia Uno con cui non ebbi a che fare. Dal casting delle quattro amiche del numero zero della sitcom ricordo una ragazza che mi colpi’ anche perché parlava un inglese perfetto. E’ poi diventata pluriscritturata protagonista di fiction Rai.
Tutto questo per dire che l’idea non e’ nuova e come l’avevo sviluppata io non andò da nessuna parte.
L’executive producer di Girls e’ Judd Apatow, si proprio lui, quello di Knocked Up, Superbad, Bridesmaid. Uno che, invece, sta andando da tutte le parti. E qua fa il baby sitter di Lena, l’autrice di quasi 26 anni.
Hanna ( Lena stessa ) e’ più antieroina delle altre tre amiche. Una con cui scatta una identificazione a botta sicura. Le quattro sorelle minori di Sex and the City sono proprio un’altra cosa dalla serie a cui tutti fanno riferimento. Nulla di glamorous, volutamente riprese in bagno, smollate e buttate da tutte le parti. Shameless, serie fantastica, ci ha abituato ad un iperrealismo quasi grottesco. Questo e’ un realismo minimalista in cui riconosciamo fratelli, sorelle, figli, a seconda delle eta’ di chi guarda. C’e’ un’intimità diffusa, rilassata, quasi da reality show.
In questo inizio di serie Hanna perde il suo lavoro di stagista perché chiede di essere pagata dopo due anni gratis, perde gli alimenti dei genitori e consuma un sesso distratto con Adam pregandolo di non penetrare il buco altro. Adam, ha detto Lena in un’intervista, e’ il risultato ( maschile ) di un’educazione sessuale sviluppata sulla rete.
Le amiche sono friends quasi vere ( tutte attrici figlie di famosi, Allison Williams di Brian, numero uno dei conduttori di TG, Zosia Mamet, figlia di David Mamet e Lindsay Crouse e Jemima Kirke con il padre nella band Bad Company ). Parte gia’ subito di culto Girls. Una serie che se la manda in onda Freccero gliela vietano.

“Sei felice con Obama ?”

17 apr

Cinque anni dopo “2 Days in Paris” Julie Delpy torna con “2 Days in New York”. La critica parla di Woody Allen redivivo. Quello vero e’ bollito, come purtroppo abbiamo visto nelle opere girate a Parigi e Roma. Nel trailer Chris Rock risponde alla domandona dell’anno : “sei felice con Obama ? ”
Settimana prossima al Tribeca Film Festival.

Jimmy Fallon, quello che si e’ bevuto Leno e Letterman. Guardate la parodia di Downton Abbey

16 apr

Sembra un cielo di Turner ma siamo in Oklahoma

16 apr

il tornado in Oklahoma che ha fatto sei morti.
Oggi a New York arriveremo a 30 gradi.
La storia sulle mezze stagioni che non esistono più la conoscete.

NYC22, il nuovo police drama. Promettente

16 apr

http://youtu.be/OKYcKe7zYg0

La nuova serie partita stasera su CBS dopo The Good Wife e’ bella. Ho appena visto il primo episodio di NYC22, nuovo police drama , ambientato a Morningside Heights, quartiere in cui hanno vissuto Scott Fitzgerald, Gershwin e Cecil B. De Mille, tra Columbia ed Harlem, con una composizione demografica molto diversa, professori e studenti da una parte, afroamericani dei vicini projects, le case popolari, dall’altra. In questo quadrato di Manhattan la locale stazione di polizia riceve un’infornata di nuovi cops che vengono buttati sulle strade locali a coppie, come da manuale. Noi seguiamo le storie di questi giovani apprendisti dell’ordine e cominciamo a conoscere i protagonisti in una serie di trame che si incrociano come ai bei tempi di Hill Street Blues, la serie che ha fatto scuola nel genere.
E sembra da questo inizio che Richard Price, l’autore che ha lavorato anche a The Wire, e il regista James Mangold abbiano attualizzato bene il vecchio format. C’e’ anche un poliziotto afghano di origine e soprattutto una moderna riscrittura delle dinamiche poliziotto nero e bianco e poliziotti uomo e donna.
La critica ha preso tempo, divisa tra bollare la serie perche’ rifriggerebbe stereotipi e tra le prime sensazioni di avere respirato aria fresca. NYC22 sembra di averla già’ vista ma si ha voglia di vederla ancora.  
Richard Price vive ad Harlem ed e’ nato nel Bronx. Parla di cose che conosce.
La produzione esecutiva e’ della società di Robert De Niro.
La domenica sera in prime time tivù adesso e’ veramente affollata. The Killing, Mad Men, The Good Wife, NYC22, Game of Thrones ed il nuovo Girls. Il sabato e’ un deserto.
Lezioni americane di palinsesto. Se interessano telespettatori ancora svegli davanti all’elettrodomestico e in eta’ e in vena di acquisti.

Il primo maggio andrò a fare un giretto al venticinquesimo piano. Rai all’asta

16 apr

Uno dei dipendenti di Rai Corporation a casa da giovedi scorso mi segnala questo sito, dopo avere letto il post di oggi sulla chiusura della Rai di New York. Ricevo e volentieri pubblico, come si dice in questi casi.
Ritrovo l’apparecchiatura tecnica Rai che conosco messa all’asta. Il primo maggio e’ possibile andare in visita sul luogo. Il giorno dopo ci sarà l’asta. Ci faro’ un salto. E se e’ aperto il terrazzo rubo l’ultima fotografia.

Torno sulla Rai di New York. Con qualche motivo

15 apr

Accade che dopo 16 mesi di vita di questo blog un paio di posts sulla chiusura della sede RAI di New York mi hanno alluvionato di commenti come non mai, pur tenendo i commenti chiusi sul blog stesso. E’ proprio vero che la RAI e’ al centro del piccolo mondo antico, come sanno bene a Dagospia e dintorni che ci segnalano qualsiasi venticello si alzi da quelle stanze in Mazzini.
Ripeto, cosi’ per la storia, che sono freelancer qua a New York e vado dove mi dicono, quando lavoro. Diversa la situazione per i 38 dipendenti lasciati a casa. No scusate, “esodati”, che così ci capiamo, a sentire una parola che circola parecchio nei talk shows che arrivano dall’Italia.
Mi hanno scritto dicendo che la RAI di New York e’ stata territorio di rapina, sistemazione di “cadaveri eccellenti” spediti dall’Italia,ecc
Non so, io ho frequentato la sede a salti dalle elezioni del 2008 ed ho trovato grandi professionisti, in un contesto molto largo per quello che la sede produceva. Domanda: diversa la situazione in Italia ? Credo che il nodo centrale sia cosa si produce, qualità e costi. Giudicate voi, che sia New York, le altre sedi estere ma anche Roma, ecc
Ora accadra’ di meno che passi da quelle parti a Tribeca e guardero’ l’AT&T building dal basso in alto, cercando quel venticinquesimo piano in cui era la RAI. Dal terrazzo di questo grattacielo Art Deco inaugurato nel 1932 si apre tutta New York. Ci sono giornate in cui la vista e’ da commozione. Sono andato ogni tanto, quando mi trovavo alla RAI, a fermare con il telefonino “la vista del giorno”. Un giorno tutti quelli che ci trovavamo in sede siamo corsi sul terrazzo, dopo una pioggia violenta. E’ apparso un arcobaleno che sembrava finire proprio sull’Empire State Building.
Saluto cosi’ oggi, tre giorni dopo la chiusura della RAI di New York, chi ho conosciuto e apprezzato in questi anni, dalle parti di quel terrazzo sul mondo.

Qualche giorno fa in metropolitana, a New York. Una lite ed un eroe per caso

15 apr

Il New York Times ci ha fatto un lungo pezzo e il video che posto qua sotto e’ andato virale con quasi un milione e mezzo di hits in dodici giorni.
Era un giorno come un altro sulla subway, linea 6 uptown, che prendo tutti giorni, da Spring Street. Un uomo entra e una donna comincia ad inveire contro di lui e a colpirlo, intimandogli di non seguirla più. Prima che lo scontro assuma proporzioni piu’ grandi un uomo si alza e si frappone tra i due, continuando a mangiare patatine, come se la cosa non lo riguardasse. Charles Sonder , 24 anni, architetto, ex campione di wrestling e’ ora celebre sulla rete. La sua “poker face” e il suo snack di patatine che ha continuato tranquillo a consumare gli hanno valso un soprannome che da ora in poi si portera’ dietro. Snackman si chiama per tutti, ormai, Charles, eroe per caso.