Archive | maggio, 2012

6 anni

31 mag

Lo Spelling Bee esiste dal 1925 in America. Bambini sono chiamati a sillabare difficili parole e partecipano al concorso, popolarissimo nel paese e mandato in onda dalla televisione. La più giovane concorrente di sempre, 6 anni, inciampa su una parola difficile, difficile.

Tim Cook ( Apple ) su Facebook e la televisione che verra’. Per quel poco che fa capire

31 mag

Siamo i più corrotti d’Europa. Stereotipo ?

31 mag

Il PEW RESEARCH CENTER pubblica i risultati di una ricerca sull’Unione Europea. Da leggere con attenzione perché rivela un sacco di cose che noi pensiamo degli altri partners e di noi stessi. Tanti grafici e specchietti. Quello che salta più agli occhi e’ quello sugli stereotipi. Chi lavora di più e chi e’ più corrotto . E non ne usciamo benissimo.

Summertime

31 mag

Doc Watson ( March 3, 1923 – May 29, 2012 ) con Pete Seeger, l’America che ho ascoltato di più.

Dylan, quattro anni fa

30 mag

Obama consegna la Medal of Freedom a Bob Dylan.
Il 4 novembre 2008 Dylan teneva un concerto a Minneapolis. Ad un certo punto arrivo’ la notizia della vittoria di Obama.

L’arte dello storyboarding. Fantastiche lezioni di fiction

30 mag

http://youtu.be/M7bqso7mGXU

http://youtu.be/5zvEaP9fT4I

http://youtu.be/Zqt49ZDkCGs

Il laureato

29 mag

Queste sono settimane in cui ci si laurea a raffica nelle università americane. Carichi di debiti a 22, 23 anni gli studenti tornano a casa. Cercheranno lavoro o decideranno, una minoranza, di continuare sulla strada di un master.
Auguri, Alessandra. Domani tocca a te.

http://youtu.be/ls-8b3jQreY

REVOLUTION, tira aria di LOST per la prossima stagione

29 mag

La nouva serie di J.J.Abrams, regia di Jon Favreau ( Iron Man ) odora di Lost. Il mistero in un mondo senza più elettricita’.
Misterioso anche il nuovo film di Abrams con Spielberg.

http://youtu.be/_9vFQG5Z5Aw

Oggi e’ Memorial Day

28 mag

Scuole, uffici pubblici, Wall Street tutto chiuso oggi in America. Giorno della memoria.

Dopo la chiusura di RaiCorp a New York perche’ allora non Bruxelles, Londra, Parigi, il resto del mondo ?

28 mag

Dopo dieci giorni di Italia sono tornato a New York.  Ho visto anche tanta tivù. Diciamo sempre delle serie e della fiction italiana per indicare una chiara differenza ( televisiva ) tra i due paesi. Raramente accenniamo ai telegiornali. Eppure e’ proprio nell’informazione canonica, quella dei TG, che ogni volta che torno e ritorno vedo la differenza più grande.
A New York e’ stata celebrata da non molto la chiusura di RaiCorp. Altrove, ho letto, della riduzione, il taglio di sedi di corrispondenza. Rimane comunque in piedi, nella Rai, un modello di TG preistorico, con giornalisti che parlano da anni con immagini ricavate da You Tube ( e’ questa la modernità ) o stiracchiate dai circuiti internazionali. Roba che si potrebbe fare tranquillamente da Saxa Rubra. Rimangono presidiate delle capitali da cui a tratti emergono dei corrispondenti che non girano un fotogramma da anni. Ci raccontano cose che abbiamo letto ore prima sulla rete o sui giornali del mattino e, fatto il compitino, tornano alle loro casette in Canada. Valore aggiunto, zero. Mai che emerga una riflessione sui telegiornali americani che sono macchine da soldi ( perché spezzati dalla pubblicità ) e di non dichiarato servizio pubblico. Sono personalizzati con un conduttore-star, sempre quello salvo brevi assenze, con responsabili di aree tematiche e geografiche. In movimento continuo da un luogo all’altro, con operatore e producer al seguito. Pochi, buoni e agili. Senza vergogna di collegarsi anche via Skype, se lo richiedono le circostanze. Quello che conta e’ la sostanza, un racconto quotidiano confezionato da chi si e’ guadagnato la fiducia dei telespettatori. In molti casi la stessa conduzione si sposta sul luogo dell’avvenimento anche per un’intera settimana ( in casi di uragani, al Cairo, a Londra,ecc. ).
In Italia solo Mentana ha avviato un’operazione simile con i risultati che si conoscono. Sarebbe istruttivo mettere in due colonnine vicine i costi del TG1 e quelli del TG di Mentana ( e anche quelli americani ). Cosi’, a volere andare fino in fondo, si tirerebbe una riga su Bruxelles, Londra, Parigi e il resto del mondo.
Voi dite che sarebbe un duro colpo inferto al glorioso mondo dell’informazione televisiva ?
PS Si, i conduttori di TG americani sono strapagati, in ragione dell’ascolto che trascinano. Non stanno in quei luoghi perché ce li ha incollati qualcuno in quota di qualcun altro. E’ solo il mercato, bellezza. Che, a sua insaputa, fa grande servizio pubblico ( ripeto, a loop ).

Facebook Fiasco

27 mag

Segnalo Ross Douthaut ( The New York Times ) su Facebook. Ci dice che Twitter non e’ la Ford e che Google non e’ la General Electric. Per dire che Facebook non assumera’ centinaia di migliaia di disoccupati. Anche perche’ lavoriamo gia’ tutti GRATIS per Mark ( Zuckerberg ).

Gattini, social media e You Tube. Abbracciamoci

27 mag

Mr. Lopez e’ il professore di matematica di mio figlio, primo anno di high school, pubblica, a New York, E’ riuscito nella ammirevole impresa, Mr. Lopez, di appassionare ( ho esagerato ) farsi seguire e capire ( meglio ) da un mucchietto di ragazzi di 14-15 anni. Quando dico un mucchietto intendo 150-175 studenti. Ogni tanto Mr. Lopez mette su You Tube dei video con esperimenti o cose che semplicemente gli accadono. E così gli succede di raccogliere qualche decina, centinaia di visitors. Quattro giorni fa fa Mr.Lopez deposita su You Tube un breve video di 10 secondi in cui abbraccia un gatto. E il gatto, addestrato, abbraccia lui. Risultato, più di 170mila visite.
Mio figlio dice che il rimbalzo sui social media della scuola ( uno studente ha 60mila seguaci su Tumblr ) ha fatto il miracolo. Io dico che e’ il gattino, l’animale più amato sulla rete. Poi, certo, lo studente di liceo con 60mila che lo seguono e’ un miracolo pure lui. Vi ho raccontato questa storiella domestica perché ci dice quanto poco abbiamo ( ho ) capito dei tempi in cui viviamo.

Kerouac, Scott Fitzgerald, Hemingway

25 mag

http://youtu.be/N9vsE0llyBM

Bristol Palin, quando il reality fa a pugni con la realta’

25 mag

Allora, ricapitolando, Bristol Palin, figlia di Sarah ha dato alla luce Tripp all’eta’ di 18 anni, fuori dal matrimonio. Tutto bene se non che Bristol ha cominciato a discettare di prevenzione della maternità per le adolescenti, minorenni, ha parlato in favore del sacro vincolo del matrimonio e si e’ prodotta in una dichiarazione contro Obama e il matrimonio gay. Non si sa bene perché le sue esternazioni rimbalzino parecchio ma questi sono i tempi duri che stiamo vivendo.
Dopo Ballando con le stelle ora arriva ( 19 giugno ) il reality su di lei, 10 puntate su Lifetime. Il gioco di parole del titolo e’ su trip che significa viaggio e Tripp il nome del figlio ( “Bristol Palin: Life’s a Tripp” ). La vita e’ un viaggio o, a scelta, un figlio. Che meraviglia. Che angoscia.

Dopo Clooney in California, Sarah Jessica Parker a New York, per Obama. Le isole dei famosi

24 mag

Dopo l’invito da George Clooney a Los Angeles, arriva quello di Sarah Jessica Parker a New York, il 14 giugno. Invito con donazione per la campagna di Obama. C’e’ sempre la possibilita’ per due poveri di partecipare alla lotteria ( con cinque dollari a Obama ) con premio il biglietto d’ingresso ( più aereo per chi arriva da lontano ).
Indovina chi viene a cena.

http://youtu.be/ZfzXU2n9snI

Se ne e’ andato anche il dottor House. Dico la verita’, non lo guardavo piu’

23 mag

Ha chiuso la serie, dopo otto stagioni. Ora Hugh Laurie può cantare a tempo pieno.

http://youtu.be/8UXXt1axtHk

Generations

23 mag

ABC, echi di Apple 1984

23 mag

Prada-Polansky-Product placement

23 mag

Tu vuo’ fa’ l’americano

21 mag

Ho scritto del palinsesto all’americana e mi e’ stato detto ( da amici ) che sto da troppo tempo lontano dall’Italia e non capisco piu’ come vanno le cose nel bel paese. Piu’ o meno. Ed e’ vero. Mi sono abituato bene. A non prendere sonno sul divano. Una cosa che ho fatto, essendomi emancipato dalle tre ore di prima serata, e’ stato studiare ( diciamo guardare ) la tv americana e da qualche tempo la tv che verra’ e quella che gia’ c’e’ sulla rete.
Gli americani hanno sempre pensato alla televisione come ad una cosa con cui fare soldi. Senza , tranne PBS e poco altro, la maschera del “servizio pubblico” ( e forse proprio per questo lo fanno, a loro insaputa ).
Noi che invece voliamo dalle isole dei famosi, coast to coast, fino a Saxa Rubra, no , non siamo la BBC ( quella di una volta ).
E’ piu’ servizio pubblico la CBS che manda in onda da decenni 60 Minutes, il piu’ bel news magazine del mondo o noi che abbiamo azzoppato TV7, Terra e i Dossier vari ? Noi che non abbiamo un programma di esteri “perche’ non fanno ascolto”? Noi che non sappiamo come maneggiare le “breaking news” perche’ abbiamo una allnews in cui non abbiamo creduto e cosi’ trasformiamo a capocchia o a ragione ( non importa ) la generalista, a seconda di come si sveglia quella mattina il direttore di rete ?
C’e’ un’altra cosa che hanno sempre fatto gli americani con la televisione. E’ guardare avanti, alle generazioni che si spera, si lotta perche’ non abbandonino la televisione. E si pensano programmi anche complessi, mutuati dai videogames e da letture multistrato, multitrame. Tutta la storia delle serie USA di ultima generazione e la distruzione dello stereotipo buono-cattivo vanno in questa direzione. Noi invece siamo ancora dentro fino al soffocamento nelle fiction buoni e cattivi.
Continuiamo a farci del male. A rispecchiare quella che pensiamo sia la medieta’ del pubblico. Siamo tutti scienziati ma non capiamo perche’ un ragazzo di quindici anni non accende piu’ la televisione. E non e’ solo perche’ sta su Facebook.

http://youtu.be/w76AAJjJvhw

Il primo che fa un palinsesto all’americana batte tutti

20 mag

In viaggio in Italia per qualche giorno, si finisce inondati dalle interminabili prime serate tivù, una specialità di casa nostra e di pochi altri paesi europei. Diamo per scontato che la televisione si debba fare così, con un prime time dilatato fino allo sfinimento e al drenaggio di ascolti delle platee moribonde accasciate sui divani nella notte incipiente.
Questo continua a valere almeno per i sette maggiori canali, con poche, timide, eccezioni.
Sono convinto che esista una via diversa alla costruzione dei palinsesti che salvi entrate ed uscite ( pubblicità e gradimento ). In America, dove la televisione l’hanno inventata e ai profitti ci tengono, hanno da sempre riservato le serate fiume solo allo sport e agli eventi. Saranno fessi gli americani ma non su questo terreno. Loro pensano che l’offerta frazionata in ore e mezze ore, con tre, quattro cinque programmi per serata paghi di più. E non raccontiamoci che sia una questione di budget. E’ di idee. Certo i talk shows e i talent costano poco. Perché non spalmarli su più giornate a botte da un’ora l’uno ? American Idol, The Voice vanno su più serate, seguiti da serie, sit coms, news magazines.
La televisione che si incrocia con i social networks non ama le serate infinite.
La paleotelevisione all’italiana e’ a una svolta. Orsu’, coraggio.

La prova che in Italia la crisi c’e’. Importante documento

19 mag

Sono per qualche giorno in un paese sul lago di Como. Ieri sera, con una coppia di amici, siamo andati in pizzeria. Sul menu’ delle “insalatone” ha fatto la sua comparsa quella DEFAULT. Ad aggravare la situazione un ingrediente pericoloso per la stabilita’ della moneta europea. Feta greca. Abbiamo mangiato altro. Pizza margherita.

You Tube, i primi programmi

19 mag

Ogni giorno arrivano le previews dei nuovi canali in rampa di lancio di You Tube. Questi due sono un reality su Koreatown a Los Angeles e l’altro una ennesima variazione sul filone cibo. Tele-visione per nicchie, quelle che vuole colpire e far crescere You Tube.

Quanto costa un bambino a Manhattan. Scuole e condom

18 mag

Una campagna pubblicitaria fatta di cartelloni con cifre e nomi di scuole private della città sta ricoprendo Manhattan. Per chi ci abita e’ cosa nota ma fa sempre impressione vedere quanto costa un anno in una high school, liceo, di una delle scuole elitarie di New York. Dai 35mila670 dollari di Horace Mann nel Bronx ai poco meno di Dalton, Trinity, ecc. e non ho visto il cartellone su Riverdale, la piccola scuola, sempre nel Bronx, che costa più di tutte, 42mila dollari all’anno.
L’agenzia pubblicitaria TDA Advertising & Design ci vuole dire che allevare un bambino a New York costa tanto. Quindi, condom. Comprate preservativi e l’agenzia fa anche dire in un video a donne intervistate chi, cosa non inserire nella loro vagina. Non discuto il video You Tube ma vi assicuro che le cifre sulle scuole private sono esatte, nel caso pensiate siano numeri buttati li. E poi dovrei dirvi delle scuole pubbliche, di cui ho parlato spesso in passato, una delle mie ossessioni. Sono a favore ma, credetemi, non e’ semplice. Ci tornerò presto sopra. Intanto, invece di non fare bambini, mollate New York. O arrivateci a scuole finite. Se non siete soci di Zuckerberg ( non solo “amici” ).

La televisiun la g’ha na forsa de leun. Tante chiese diverse, un’unica religione

17 mag

Sono in viaggio, qualche giorno sul lago di Como ( da cui il titolo del post ). In aereo ho fatto fuori arretrati a chili di giornali e riviste tra cui l’ultimo New York magazine titolato Television : The Revolution. A leggerlo si capisce, in mezzo a molto altro, che la rivoluzione sta nei pubblici diversi che si sono spalmati sulle diverse piattaforme, terremotando la staticità dei palinsesti.
La tele-visione sta trasformandosi in una visione frammentata che allunga sempre di più la curva dell’ascolto monitorata dalla Nielsen e concorrenti che non mollano i telespettatori e li seguono ovunque e a qualunque ora siano davanti ad un video, piratando, acquistando, guardando in differita, live la tivù che “la g’ha na forsa de leun”. Non so come fanno ma lo fanno perche’ gli inserzionisti vogliono sapere se stanno buttando soldi nel primetime o no. Si diffondono strumenti che permettono di saltare le pubblicità e guardarsi le serie di seguito senza interruzioni. Con la non trascurabile controindicazione che le serie stesse sono finanziate da Madison Avenue e quindi la contraddizione in seno al popolo degli studios continua ad essere risolta con le vendite all’estero ma al mercato domestico i conti rischiano di non tornare.
Sta finendo l’era della tele-visione passiva, quella su cui per decenni la Procter and Gamble ha riversato fiumi di denaro. Ora braccare il telespettatore e’ la nuova mission degli advertisers e i social networks con Twitter e il liveblogging stanno rivoluzionando l’ascolto. Il bello e’ che questo pubblico più digitalmente evoluto e’ quello che guarda live la TV come quello più’ passivo che esiste, affondato semimorente nei divani tra sacchi di patatine e popcorn. La visione in diretta, molto cara ai pubblicitari, e’ salvata da questo nuovo esercito di telespettatori critici che misurano ogni scena, ogni dialogo delle serie preferite. Dice, sul New York magazine, Shonda Rhimes ( Grey’s Anatomy, Scandal ) l’unica autrice di pelle nera che abbia sfondato in un mondo di uomini e di emergenti giovani donne bianche, che ad ogni messa in onda segue ansiosa cosa dicono i suoi 160mila followers su Twitter in tempo reale. I programmi vengono costruiti pensando alla battuta fulminante, alla scena che può rimbalzare su You Tube costruendo l’istantaneo fenomeno ( come la Zou Zou Bisou di Mad Men ).
La rivoluzione e’ in questa visione comune che offre alla Rhimes 160mila critici a puntata. Spettatori motivati, coinvolti, innamorati, appassionati. Proprio quello che vuole Madison Avenue che temeva che il giocattolo si fosse rotto. Tutto sta a beccarli questi new new angeli custodi della old television.

Julia, la sua storia dipende da chi vince a novembre, forse

16 mag

La campagna di Obama ha raccontato per cartelli la vita di Julia. Ogni fase della sua vita sembrerebbe facilitata da Obama presidente e resa difficile da Romney, nel caso si domiciliasse alla Casa Bianca.
Gli ultimi sondaggi danno Romney messo bene anche nel voto femminile che sembrava sicuro obamiano.
La storia di Julia e’ stata riscritta da tanti sulla rete. Il voto di Julia e’ decisivo.

http://youtu.be/-3ZbSzLjh3U

http://youtu.be/ifIAteIqKwg

E a vedere il trailer questa potrebbe essere la sorpresa della prossima stagione

15 mag

Un inizio di trailer folgorante. Il resto si vedra’. Su FOX.

http://youtu.be/BbxYId7KsL4

La televisione della prossima stagione. Vivi e morti

15 mag

Sul Post di oggi , la televisione della prossima stagione. Con errore segnalato da Chiara. E con l’idea, non so se si capisce, che comunque quella americana e’ la più’ bella televisione che ci sia.

Laurea ( con Obama )

15 mag

Ecco la trascrizione del discorso di Obama alle 600 ragazze di Barnard ( New York ) che si sono laureate. Tutti voti portati a casa.

Laurea ( con proposta )

15 mag