Archive | giugno, 2012

Obama bus tour con lotteria

30 giu

Dopo il 4 luglio, festa nazionale, Obama parte per il primo bus tour elettorale in Ohio e Pennsylvania.
Come per le cene con il presidente, due posti sul bus sono sorteggiati tra quanti fanno una donazione ( minimo 35 dollari ) alla campagna di Obama.
Biglietto elettorale.

Obamacare ( anche per quelli che come me pagano 16mila dollari l’anno per l’assistenza sanitaria )

30 giu

Sono un freelancer. Pago l’assistenza sanitaria che poi detraggo dalle tasse. Per una famiglia di quattro circa sedicimila dollari l’anno, con moltissime eccezioni alla copertura totale.
La riforma sanitaria di Obama cambia poco la mia situazione immediata. Due anni in più di copertura per mia figlia ma anche alcune garanzie non da poco, elementari diritti civili, come quello di non potere essere più respinti o buttati fuori dalla assicurazione sanitaria se si ha una malattia preesistente all’inizio della copertura stessa,ecc.
La salute rimane privata in questo paese, in mano alle compagnie di assicurazione. Nessuna rivoluzione. Oggi in molti urlano “alla fine dell’America” come ho ascoltato più volte su Fox News oggi. Cazzate.
Guardate questo video prodotto da Concerned Women of America, organizzazione registrata come non profit. Che così può realizzare spot antiObama camuffati da servizio di informazione ( andato in onda in Iowa, Wisconsin, Minnesota, Virginia, New Mexico e New Hampshire ). Guardate questa dottoressa come tiene ai suoi pazienti. Che in America giustamente chiamano “clients”.

Il nuovo Spike Lee. Ritorno a Brooklyn

29 giu

http://youtu.be/9CX9xKczh4w

Ecco, THE NEWSROOM a NBC, lacrime e sangue

29 giu

Un addio con lacrime di una delle conduttrici del Today Show della NBC , lo show del mattino che , per capirci, ha qualche similitudine con UnoMattina ci  precipita dentro The Newsroom, copia reale di quella fiction di HBO.
Ann Curry, la brava Ann Curry, da 15 anni nella squadra del Today, era da un anno la coconduttrice con l’immarcescibile Matt Laurer. Era stata promossa in sostituzione della più allegrotta, compagnona, sorridente Meredith Vieira che, dopo cinque anni, si era riservata una parte più defilata solo per le occasioni speciali, come le Olimpiadi dove tornerà in pista con Laurer. Le due signore sono l’incarnazione di due modi di fare le news, o quello che e’ rimasto di queste nei grandi networks. Una, Meredith, regina del soft, l’altra, Ann, regina delle hard, nel senso delle news.
Lo show del mattino per la NBC e’ la maggiore fonte di introiti del network. E’ spalmato dalle 7.00, ormai fino alle 11.00, un format che dopo la prima ora ( già parecchio infarcita di “alleggerimenti” di vario peso ) diventa solo moda, cucina, gossip,ecc nel corso della mattinata. Matt Laurer ha firmato lo scorso aprile il rinnovo del suo contratto per una cifra, si dice, vicina ai 25 milioni l’anno. E’ il mercato a determinare queste paghette ( 475 milioni incassati dalla pubblicità’ nel 2011 ). Dopo 16 anni di primato al mattino, il Today Show e’ stato superato più volte dal suo storico contender, Good Morning America della ABC , da aprile in poi.
Una rivoluzione, una catastrofe a seconda dei punti di vista. E la colpa della caduta e’ stata attribuita senza tante mediazioni alla brava Ann Curry. Dopo 865 settimane consecutive al primo posto il Today Show ha cominciato a perdere e Ann Curry e’ saltata come un birillo che , comunque, cadendo, porterà a casa 10 milioni nei prossimi tre anni, tornando a fare l’inviata nel mondo per le news della rete.
Le lacrime live di Ann Curry, che dice di avere fatto il possibile, segnano un passaggio quasi simbolico all’inzuccherata delle news. Chi la sostituisce e’ brava e più giovane. E’ la vita, nella televisione del mattino.

Il New York Times cinese

28 giu

Da oggi website del New York Times in Cina, con selezione di articoli e pubblicità’ orologiaia per i nuovi ricchi. Il Wall Street Journal e il Financial Times c’erano gia’. Vedremo se ci sara’ censura ( o autocensura ).

CNN, la Newsroom che non piace piu’

28 giu

Politico spiega perché la CNN e’ arrivata al suio punto più basso d’ascolto medio negli ultimi 21 anni ( 446mila nel primetime, 319mila nel daytime ). Non e’ una gran notizia. Anche su questo blog ho detto spesso che CNN e’ finita stritolata dalla polarizzazione delle altre due organizzazioni cable news , Fox News e MSNBC. La novità semmai e’ che anche queste hanno perso ascolto negli ultimi tempi e io avrei titolato su questo, più che sulla CNN. E’ la televisione delle breaking news in crisi quando non accadono disgrazie,ecc e quando la lavatrice della politica non e’ nel suo ciclo finale di lavaggio, come accadrà da settembre a novembre. Come dice Politico, comunque, il profitto generato dalla CNN ha raggiunto quest’anno il suo record di 600milioni grazie alla rete internazionale di distribuzione, agli alberghi, agli aeroporti,ecc
La crisi di identità ha piegato CNN ad una vana deriva gossippara senza dare risultati. In molte ore della giornata sembra di guardare un giornale popolare che, poverino, prova ad esser tale arrancando. La perdita’ di autorevolezza, specialità non sono state compensate da un allargamento dell’audience che ha già le sue mangiatoie in cui e’ abituato a cibarsi. Ricordo quando sfottevamo il buon Larry King che metteva a suo agio tutti i suoi ospiti e ora ci tocca sorbirci l’inglese Piers Morgan, meglio noto come giudice di reality shows.
La strada dovrebbe essere quella disegnata da Sorkin in The Newsroom. Se si danno le notizie in mano a tronisti, bellone e bellini alla lunga si va a sbattere il muso contro quelli che questa roba la sanno fare meglio. Sarebbe il caso di riprendere a fare giornalismo investigativo ( o semplicemente a dire le cose come stanno ) senza distillare informazione con il bilancino, in attesa del prossimo uragano. Facile a dirsi. E cosi’ eccoci a srotolare ore ed ore della storia di John Edwards e della sua amante che adesso ci ha scritto su un libro. Cose che dovrebbero essere fatti loro. Se la CNN fosse ancora la CNN degli anni 80.

“I matrimoni passano, un divorzio resta”. “Rispetto i vegetariani ma non potrei mai innamorarmi di uno di loro”

27 giu

Questa mattina, appena sveglio, ho acceso come sempre la tivù, qualche secondo prima del computer. E ho visto, sentito della morte di Nora Ephron, 71 anni, leucemia.
Di Nora Ephron ricordo le risate di mia moglie mentre leggeva uno dei suoi libri, che io non ho mai sfogliato, ritenendola, da idiota, una perdita di tempo.
Il ricordo dei suoi lavori lo trovate , qua in America, ovunque. In Italia sul Post e altrove. Ha fatto un cinema sulla linea di Billy Wilder, la commedia americana che dice dei nostri tempi molto di quello che c’e’ da dire. Nel titolo di questo post due sue citazioni. Bloggava, non usava Twitter.

Chicago ( Far West, macche’ Midwest )

27 giu

Due settimane fa ci siamo fermati a Chicago per tre giorni nel nostro  ( di Beppe Severgnini e Karl Hoffmann ) viaggio in treno da est a ovest degli Stati Uniti. Abbiamo visto tante belle cose in quella che, dico sempre, e’ la più bella città americana. Abbiamo anche preso un taxi, dopo la partita dell’Italia con la Spagna, e ci ha caricati una signora afroamericana che , ci ha detto poi , va in giro a scegliersi i suoi clienti, anche se non sarebbe consentito ( e immagino perché abbia scelto il nostro gruppetto armato di telecamera ). Le abbiamo chiesto di portarci alla casa di Obama nella South Side di Chicago e poi , oltre, non molto lontano, nei quartieri abbandonati, una casa in piedi per ogni due, tre chiuse, in cui si spara e ci si ammazza ogni giorno, a pranzo e a cena. Siamo scesi a fotografare la casa, oggi abbandonata, di Jennifer Hudson, l’attrice-cantante, vincitrice di Oscar, che a Englewood, qua, perse, uccisi, madre e fratello.
Abbiamo letto il giorno dopo che in quel tranquillo weekend di paura c’erano stati nella South e West Side 32 feriti e nove morti. Fino al 17 giugno di quest’anno, come ricordava ieri il New York Times, 240 morti per arma da fuoco, il 38% in più dello stesso periodo dello scorso anno. Non succede così a New York o Los Angeles. E’ roba che accade a Chicago, la città in cui e’ sindaco Rahm Emanuel, in cui Obama ha piantato il quartiere generale della sua campagna per la Casa Bianca. E’ in corso una guerra tra gangs che si sarebbero scisse in infinite frazioni. Le sparatorie sono arrivate, in alcuni casi, fino al Magnificent Mile, il centro della città. E stavolta Al Capone, gloria cittadina  che vive su magliette e cappellini, non c’entra.



THE NEWSROOM. Giudicate voi

27 giu

Dicevamo che alla critica The Newsroom non e’ piaciuto. Didascalico, verboso,  pieno di stereotipi. A me e’ piaciuto. Per ora. Al pubblico anche, a giudicare dal risultato. 2.1 milioni di telespettatori per HBO che entra solo nel 30% delle case americane perché e’ un costo supplementare. Solo 100mila spettatori in meno del debutto di Game of Thrones che ebbe un lancio nettamente superiore.
Con decisione insolita HBO ha messo su You Tube l’intero lungo episodio di domenica. Quindi fate voi. Power to the people.

LGBT ( lesbian, gay, bisexual, transgender) CAMP estivo, con dedica

26 giu

La dedica e’ per quel sapientone  di qualche post fa.

Ciclisti di tutto il mondo, unitevi

26 giu

L’Auditel interruptus salvaprogrammi

26 giu

SMASH, il musical drama di NBC, coprodotto da Steven Spielberg, e’ stato un flop di ascolti. Dagli 11.44 milioni di telespettatori della prima puntata ai 6.6 della quarta, una discesa inarrestabile. Poi montagne russe, con discese e risalite. Apparente destino segnato nonostante una forte prevendita estera. Poi e’ arrivato il salvataggio delle visioni su DVR, i due milioni e mezzo di spettatori che hanno visto Smash nei sette giorni seguenti la messa in onda dello show e che Nielsen misura chirurgicamente. Tanti quanti ne ha totalizzati CSI.
E cosi’ e’ arrivata la conferma di Smash per la seconda stagione. Auditel interruptus, ragazzi, una goduria per Spielberg.
PS Nella seconda stagione arriva il premio Oscar Jennifer Hudson. Io, comunque, l’avrei cassata.

http://youtu.be/r2BxVEDiNNI

Questo me l’ero perso

26 giu

In tre settimane di treno attraverso l’America, finite da un paio di giorni, mi sono perso alcune cose ( e guadagnate tante altre ).
Una cosa che mi sono perso e’ questo ragazzino di 14 anni che ha uno show radiofonico e dice che Obama produce giovani gay, circa.
Chi l’ha sciolto ?

Politico sospende uno dei suoi

25 giu

POLITICO sospende il giornalista Joe Williams per commenti, ripetuti, su Romney.
Not fair and balanced.

Telenovela

25 giu

Nel corso della finale NBA in onda sulla ABC si e’ visto questo spot della Ford in spagnolo. Per colpire soprattutto l’area di Miami ( i campioni ). La Ford Escape e’ acquistata per il 13% dai latinos. Il loro voto, a novembre, e’ decisivo. Altre telenovelas in arrivo.

THE NEWSROOM. Tv sulla TV ( che di solito non funziona ). Invece si

25 giu

“The Newsroom e’ il meglio e il peggio di Aaron Sorkin…”( New York magazine )
” Comincia a funzionare solo verso il terzo, quarto episodio…” ( The New York Times )
” The Newsroom ci tratta come se fossimo stupidi” ( The New Yorker )
Alla critica non e’ piaciuto un granche’ il nuovo lavoro televisivo di Aaron Sorkin partito stasera su HBO ( dieci puntate ). Succede cosi, che a forza di parlare più del creatore della serie che degli altri che ci lavorano, si parli solo di lui, Aaron Sorkin ( The West Wing, The Social Network, ecc ). E succede che il desiderio di vederlo cadere cresca.
L’inizio e’ folgorante e premessa per il primo monologo, una delle lezioni che Sorkin usa darci, qua dilatata. “Obama socialista” e “America, il più grande paese del mondo, perché ?”. E subito dopo raffiche di dialoghi ( dialoghi a raffica ). Siamo nell’aprile del 2010, il 20, il giorno dell’esplosione della piattaforma BP nel Golfo del Messico. La notizia piove a meta’ della prima puntata nella Newsroom.
Il centro diventa l’eccezionalismo americano in una situazione eccezionale. Una occasione eccezionale che Sorkin sviluppa didascalicamente mettendo in bocca ai protagonisti una lezione e controlezione sul giornalismo, oggi. Che non e’ piaciuta. ( alla critica ). A me e’ sembrata utile ( didascalicamente parlando ). Quindi dopo averci fatto capire cosa pensa dell’informazione oggi ( tutto il male possibile ) The Newsroom parte alla grande. E diventa grande lezione televisiva da studiare nelle scuole di giornalismo. “We don’t do good television, we do the news” dice Will l’anchorman ( repubblicano moderato ) di The Newsroom, prima di fare le due cose insieme.
Le prossime lezioni ogni domenica su HBO, nella televisione estiva americana che d’estate non va al mare o si mette in standby perché tanto ci sono gli europei di calcio e poi le Olimpiadi quindi chissenefrega.
PS il regista del pilot, di cui pochi hanno parlato, e’ Greg Mottola, uno degli executive producers della serie.Uno che fa cinema popolare.

Quelli del Genius Bar e i loro fratelli e sorelle

24 giu

The New York Times di oggi apre con una lunga inchiesta sull’esercito di dipendenti Apple che lavorano nei negozi della mela. La loro paga e’ inferiore a quella dei lavoratori Costco, la catena all’ingrosso in cui una volta al mese andiamo, in famiglia,  a riempire il frigorifero. I geni Apple al pubblico sono 30mila solo in America e molti di loro portano a casa una media di 25mila dollari l’anno. Lettura della domenica ( ora che, dopo tre settimane in treno, ho ritrovato il New York Times sulla porta di casa ).

GAME OF THRONES. Una geniale campagna di MOTHER JONES

24 giu

Game of Thrones e’ la celebrata serie televisiva di HBO.
Mother Jones e’ lo storico ( dal 1976 ) mensile liberal.
La rivista ha messo online dei video che , partendo da Game Of Thrones, ci dicono di stare attenti a dove ricaviamo le nostre fonti di informazioni e altro. L’altro sono i luoghi comuni della politica attuale e gli attack ads. Una lettura elitaria ma geniale.

LAND OF HOPE AND DREAMS. Dal treno

24 giu

Sono tornato a New York. Il viaggio attraverso l’America da est a ovest e’ finito ieri. Settimana prossima inizia il montaggio. L’America vista dal finestrino e dentro i treni e’ un racconto appassionante. Quella fuori me la immaginavo. Quella dentro meno. Quasi più bella questa.
PS Riprende la vita televisiva. Si , prima la partita, d’accordo, qua col fuso nel pomeriggio. Ma poi la sera, The Newsroom, su HBO.














E alla fine Portland ( Oregon )

23 giu

E’ finito oggi il viaggio in treno attraverso l’America, da est a ovest. Siamo arrivati a Portland, Oregon. Tra qualche ora ognuno via, per strade diverse. Prima di lasciarci, invito a cena da Paola, una dei tanti Italians della colonia estera di Beppe Severgnini che sono saltati fuori come straordinari tappi di bottiglia in molte delle nostre fermate. Italiani pieni di nostalgia e non, incollati a chi ha aperto con loro un canale di comunicazione reale. Un viaggio dentro il viaggio. Grazie, a tutti.








NEON NATION

22 giu





Un negozio inquietante, a Seattle

22 giu

Guardate cosa c’e’ nella vetrina di questo negozio di Seattle. Perché uno dovrebbe comprarsi questa roba e’ un mistero angoscioso.



Seattle, Kurt Cobain e gli altri

21 giu

Siamo arrivati a Seattle, penultima tappa del viaggio in treno da Portland, Maine a Portland, Oregon. Sabato ci separiamo, Soledad, Beppe, Karl, Gianni, Alberto. Tre settimane ci stiamo mettendo per arrivare da est a ovest degli Stati Uniti. Oggi giornata musicale. Pellegrinaggio alla panchina e casa di Kurt Cobain. E poi tanti musicisti di strada. C’era pure un grande sole nella città della pioggia.


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Under American skies

20 giu

Cieli ferroviari americani notturni o quasi. Dai finestrini dei treni degli ultimi giorni ( Nord Dakota e Montana ).
Le storie in autunno, su La7, narrate da Beppe Severgnini ( con Karl Hoffmann ).
Se poi aggiungo che sotto i cieli americani non tira una buona aria per Obama, dico solo quello che abbiamo odorato in questo viaggio. Ma sono impressioni. Risultato di incontri casuali e non. Ci torniamo su. The Weather Channel per la Casa Bianca dice nuvole e pioggia, come in queste immagini. Non e’ un campione statistico da assumere come scientifico ma questo cartello trovato in una vetrina di un negozio di Malta, Montana, esprime un sentimento diffuso nel paese.
Il testo : ” se avete votato per Obama nel 2008, questo ha dimostrato che non siete razzisti. Votate per chiunque altro nel 2012 per dimostrare che non siete stupidi”. Difficile trovare un pensiero simile esposto in una vetrina di New York. Ne abbiamo fatta di strada.







Melting pot, non esattamente. Un paese grande, in cui perdersi

19 giu

Il Montana, che abbiamo lasciato la notte scorsa per entrare nello stato di Washington, e’ uno degli stati con la densità minore di abitanti. Ci si era nascosto a lungo Ted Kaczynski, detto Unabomber, quel ragazzo prodigio entrato ad Harvard a 16 anni e trasformatosi poi nel terrorista domestico numero uno. E’ lo stato in cui Ted Turner ha comprato più terra, in cui i cowboys portano a casa 12mila dollari l’anno di media, come quelli che lavorano da Walmart e McDonald’s. Quello su cui John Steinbeck ha scritto” Per altri stati ho ammirazione, rispetto, perfino un poco di affetto ma col Montana e’ amore ed e’ difficile analizzare l’amore quando ci sei dentro”.
Quello che unisce e distanzia, separa tutti e’ lo spazio, immenso, che dai finestrini del treno capisci bene. Uno spettacolo bello e basta, anche senza scavare nelle citazioni. Alla piccola stazione di Malta abbiamo preso il posto sul vagone di una ventina di Hutterites, che a noi sembrano i più noti Amish ma sono diversi in molte cose.
In Montana, Nord Dakota e nel vicino Canada hanno sviluppato le loro fattorie comunitarie arrivando a produrre il 60% della carne di maiale, il 50% delle uova e il 17% del latte del Montana. Perseguitati nei secoli per il loro rifiuto di partecipare al servizio di leva nei paesi da cui sono fuggiti, anche in America non hanno avuto agli inizi vita facile. Oggi prosperano, nel loro isolamento. Americani, separati in casa. Come tanti in questo paese mosaico. Sui treni questa umanità patchwork ti si siede accanto e quando ti chiedi cosa leghi tutti, a parte risposte piu’ complesse, quella che ti dai viaggiando e’ lo spazio. Grande, non finito ma con muri più o meno virtuali tra un campo arato e l’altro.



Ranger di Germania ( sulle Rocky Mountains )

18 giu

Siamo arrivati sulle Rocky Mountains nel nostro viaggio in treno attraverso l’America con Beppe Severgnini e Karl Hoffmann, giornalista tedesco. E, per la prima volta nel nostro viaggio, abbiamo affittato un autoveicolo a quattro ruote, un minivan che ci ha contenuto tutti e portati dentro il Glacier National Park.
Il parco nazionale e’ stato territorio degli American Indians e oggi e’ custodito dai rangers. Ne abbiamo trovato uno singolare, Mr. Oliver Meister, 48 anni, tedesco di Germania che capisce l’italiano per essere vissuto a Milano e oggi cittadino americano. E così si e’ chiuso il cerchio, Beppe, Karl e Oliver sulle Rocky Mountains. Perché il Nuovo Mondo contiene quello vecchio, amici miei.
P.S. Oliver e’ single e cerca moglie, quassu’ dove il parco chiude in inverno sotto due metri di neve.










Grandi cieli, carne e armi

17 giu

John Tester e’ senatore democratico dal 2007 del Montana, lo stato in cui siamo arrivati ieri sera. Il suo spot elettorale e’ una perfetta introduzione alla nostra prima tappa nello stato della carne, i grandi cieli, le armi, cowboys e farmers, mucche, bisonti e ranches. Senza una macchina, a piedi, abbiamo vagato, camminando al centro delle strade deserte di Malta. Il Montana ha votato Clinton nel 92 e poi sempre repubblicano.
Neon , pickups, fucili. Per le storie, a settembre su La7.




Casa e bottega. Casa e chiesa. Cartolina dal Nord Dakota. Dale e Marilyn

16 giu

Dale ha 66 anni ed e’ stato sindaco di Rugby, North Dakota, dal 2000 al 2010. Dopo non si e’ piu’ ricandidato. Si e’ offerto di farci da guida nelle 24 ore in cui siamo stati in questa cittadina del Nord Dakota, centro geografico dell’America del Nord. Dale e’ di origine norvegese, come sua moglie Marilyn e come molti a Rugby ( norvegesi o tedeschi ). Ci hanno aperto la loro casa, anzi la loro Funeral Home ( impresa di pompe funebri ) che sta nel basement ( il piano sottoterra ) con tanto di camera mortuaria, auditorium per celebrare funzioni e gabinetto medico in cui Dale indossa il camice e prepara i corpi per le veglie, procede ad imbalsamare,ecc. Poi i familiari dei defunti arrivano a rendere omaggio ai loro cari, passando per il salotto della casa-impresa.
Al piano superiore Dale e Marilyn hanno accumulato ogni sorta di memorabilia. Poco lontano, a pochi metri dalla loro casa, hanno comprato due chiese sconsacrate in cui Marilyn ha allestito delle mostre permanenti di abiti vittoriani che acquista, ripara, confeziona. La chiesa che vedete nell’immagine qua sotto e’ costata 5000 dollari poco piu’ di dieci anni fa.
Beppe Severgnini ha chiesto alla simpaticissima first couple di Rugby dove si fossero conosciuti. Ad un funerale, hanno risposto, con un sorriso a meta’ i due . Rugby, Nord Dakota, lo stato quarantottesimo su cinquanta per densita’ di popolazione. Spazi infiniti bucati alla ricerca del petrolio, del gas. Uno stato che non ha conosciuto la recessione. Dale ci ha detto di non essersi ricandidato perché’ “la politica e’ sporca anche a Rugby”, tremila anime. Pero’ di lavoro, sporco e ben pagato, ce n’e’ veramente tanto.













Il centro di gravita’ ( non ) permanente

15 giu

Rugby, Nord Dakota, in cui siamo oggi e’ il centro geografico dell’America del Nord ( Canada, Stati Uniti, Messico ). Un monumento appuntito segnala il punto che pare non sia proprio esatto, ci hanno raccontato oggi. E’ stato depositato in un luogo poco lontano nel 1931 e poi spostato nel 1971 davanti al diner dove Ronda e sua figlia Bailey ci hanno apparecchiato un pasto. Il centro del continente si e’ spostato un poco per aiutare la piccola impresa. Americana.
A Rugby c’e’ il primato di imprese in Nord Dakota dirette da donne e la disoccupazione e’ al 3%. Il locale McDonald’s deve importare lavoratori da lontano perche’ nessuno qua ci va a lavorare al salario minimo che da il fast food. Anche la pompa di benzina non trova dipendenti. E Ronda e Bailey e le sue sorelle fanno tutto da sole perche’ nessuno vuole fare l’aiuto in cucina. A due ore da Rugby c’e’ il miracolo del petrolio che ha attirato forza lavoro da tutta l’America.
Ecco il vero motivo perche’ qua e’ il centro di gravita’ del paese. Che si chiama petrolio.


Northern lights

15 giu

Il motel in cui ci siamo schiantati in North Dakota. dopo diciassette ore di treno, due di ritardo, si chiama Northern Lights Inn, l’unico albergo di Rugby, la cittadina di 3000 abitanti in cui siamo arrivati oggi.
Le luci del nord degli Stati Uniti sono uniche e c’e’ una letteratura su queste, aurora boreale a parte. Invece delle parole, le immagini dal treno, sulla lunga via per il Nord Dakota di ieri e oggi. Cieli e pianure.