Archive | giugno, 2012

FARGO ! FARGO ! FARGO !

14 giu

Ma allora esiste davvero. Ci siamo appena passati. Due minuti di stop perché il nostro treno ha un’ora di ritardo. Ne parliamo dopo della velocità’ dei treni americani. Intanto solo una parola, FARGO. Sono la quattro e venti del mattino del 14 giugno e piove.
PS Il film fu girato a Minneapolis, sembra.
Fargo, “il cancello del West” rimane in un cartello alla stazione.





Fonzie e Lincoln, passaggio a Milwaukee

13 giu

Un giorno a Milwaukee con guida un commissioner della città, Rocky, democratico, entusiasta della sua città’ e del sindaco Barrett, che ha appena perso le elezioni per governatore dello stato, il Wisconsin, contro Walker. Non vi racconto quello che ci ha detto delle unions e del governatore in un pomeriggio di tour e conversazioni ma solo che tutti qua considerano ormai anche il Wisconsin come uno stato in play, che Obama potrebbe non riacciuffare.
Oggi era una bella giornata con una luce di quelle in cui non bisognerebbe girare e aspettare il tardo pomeriggio. Il verde più’ verde del normale e a Milwaukee ce ne e’ tanto. Domani, mercoledì, torniamo sul treno e ci facciamo quindici ore per arrivare in Nord Dakota, passando per Fargo.
Due statue ci portiamo dietro da Milwaukee. Lincoln e Fonzie. Che Happy Days, ricordate, era ambientato a Milwaukee ( ma girato altrove ).Allegria.



Obamaland. Bunker, diner e altro

12 giu

Tra un’ora riprendiamo uno slow-train dell’Amtrak e lasciamo Chicago per la vicina Milwaukee, in cui arrivo per la prima volta.
A Chicago, invece, ero stato molte volte ma mai in una domenica d’estate. che quella e’ stata ieri con la spiaggia sul lago affollata come a Copacabana. E’ la mia città americana preferita ( scusa New York ). Il racconto di questo viaggio fino a Portland, Oregon lo potrete vedere su La7 in autunno, intanto le anteprime di Beppe Severgnini e Gianni Scimone.
Sono accadute molte cose in questi tre giorni a Chicago. Dalla South Side in cui Obama ha iniziato a fare politica alla North Side in cui e’ il nostro Bed and Breakfast ( bello ) siamo rimbalzati come palline felici e frastornate. Mi limito a dirvi che anche il bunker di Obama e’ risultato inespugnato dalle telecamere come quello di Romney a Boston. Le campagne non sono più come nel 2008 quando arrivavi a Obama e McCain con estrema facilita’ e ci sarà tempo per parlarne.

Piu’ facile andare a fare colazione in uno dei due diners che si gloriano di avere ospitato spesso gli Obama quando vivevano a Hyde Park, da queste parti. Con quattro o cinque dollari abbiamo ingoiato un paio dei suoi ( leggeri ) piattini preferiti. Nove giorni da quando siamo partiti, altri dodici per attraversare l”America in treno da est a ovest.





Chicago, ore 11.00, domenica mattina

11 giu

Beppe Severgnini e Luigi Zingales in una pizzeria italiana di Chicago. Proprietario juventino. Ci sono andato lo stesso…



Rock e baseball, famiglie, bambini e grandi che sono come bambini. Americana

10 giu

Quello che mi ha stupito a Cleveland della visita alla Rock and Roll Hall of Fame, a parte innumerevoli colpi al cuore per le memorabilia che ti rituffano nel personale hard disk del tuo passato, sono le famiglie. Non solo baby boomers ma un mosaico di generazioni e tanti, tanti giovani a cui se chiedi per cosa sono li, come ci e’ capitato con una scolaresca del Michigan ( scuole medie ) ti senti rispondere i Beatles ma anche tanti altri che credevi fossero roba tua, di quelli della mia eta’ che a Woodstock avevano la loro eta’, più o meno. A me la cosa che ha stretto il cuore e’ stata la Porsche del 1965 di Janis Joplin ma poi tutto.

E’ un museo che racconta bene l’America. E’ il loro ( anche nostro ) romanzo popolare, il loro museo etrusco di Valle Giulia, il loro Palatino, Colosseo, Ara Pacis.
I manufatti, che in alcuni casi anche noi possediamo o ancora possiamo trovare su eBay, sono il passato-presente di un paese che guarda sempre al futuro. E si porta a casa da queste visite riproduzioni di cimeli, uguali a quelli veri, che tanto non fa differenza. I negozi, il merchandising dei musei, come nello stadio del baseball dei White Sox di Chicago, dove siamo stati ieri, sono loro stessi musei in cui genitori e figli si comunicano la loro passione.
Non ho mai visto tante famiglie e tanti bambini come ieri al game di baseball in cui i White Sox della South Side di Chicago hanno dominato gli Astros di Houston per 10 a 1. Stadio quasi pieno con biglietti da 18 a 67 dollari, i più cari. Ci ha detto Ally, stagista per i White Sox che ci ha accompagnato, che la crisi ha colpito e quindi continuamente ci sono partite in cui i biglietti costano dai 5 ai 29 dollari, il massimo per i posti migliori. L’importante e’ avere lo stadio pieno perché’ se perdi le nuove generazioni sei sconfitto per sempre. Lezioni americane.
Il baseball, a capirlo piano piano, e’ bello come un film, un romanzo srotolato senza fretta. Epico e complesso. Ma anche elementare a coglierne solo quello che abbiamo colto noi. Una palla e una mazza. E tanti, tanti bambini felici, in una bella giornata di sole che mangiavano hot dogs.




SLOW TRAIN COMING, bassa velocita’ americana

9 giu


Mi sto facendo, in compagnia, qualche migliaio di chilometri in treno da est a ovest degli Stati Uniti. Stanotte alle 3.45 partiamo da Cleveland per Chicago e domani sarà la prima settimana di questo viaggio con soste in stazioni Amtrak, la società dei treni americani, teoricamente privata ma sovvenzionata dal governo federale dal 1971, anno in cui Nixon diede il via al tentativo di rilanciare la ferrovia nel paese. Il biglietto di coach ( classe economica ) ce lo paghiamo e costa con roomette (lettino, quando occorre ) e pasto incluso di notte la bellezza di 1586 dollari, coast to coast, a testa ( da Portland, Maine a Portland, Oregon ).
Avevo fatto questa traversata a 18 anni, dopo la maturità, con i bus Greyhound, in un’altra era, quella post ( di poco ) Woodstock. Sui treni trovi oggi un’America simile ma anche molto più middle class. Un’America tollerante, silenziosa, senza un solo squillo di cellulare per ore e decine di computer aperti sulle ginocchia con dvd di film e serie tv dentro, come colpi in canna. Tutto e’ spartano, consumato, liso ma i bagni sono enormi per i disabili, che sono tanti tra i viaggiatori. Molto cortesi e perfino autorevoli i controllori che slittano perfetti tra un’umanità sbracata di cui vorresti conoscere le storie, una per una.
Sono quattro le linee possibili che tagliano orizzontalmente l’America, le stesse incise su questa terra con la rivoluzione industriale partita dalle ferrovie che costruirono le prime grandi ricchezze familiari di questo paese. Noi abbiamo scelto quella più nord, che dopo Chicago salira’ a nord, ai confini del Canada, passando per Fargo.
La ferrovia potrebbe avviare una nuova rivoluzione manifatturiera, a crederci. A starci dentro in questi giorni, in quelle carrozze cromate, ti sembra di capire di più questo paese. Che non corre con l’alta velocità ( avanziamo lentamente sui novanta chilometri all’ora) ha strade e ponti che stanno in piedi con una manutenzione ridotta e che a percorrerlo ti sembra fermo a cinquanta anni fa. L’America vista dall’Amtrak non e’ quella della Silicon Valley. E’ quella di Topolino, Frank Capra e anche Steinbeck, di questi giorni.
P.S. Arrivati alla stazione apprendiamo che il nostro treno per Chicago ha 58 minuti di ritardo. E’ una bella nottata; un amico Amtrak ci dice che d’inverno con neve e ghiaccio può’ andare peggio. Slow trains coming, in America, anno di grazia 2012.

La casetta a Cleveland

8 giu

Cleveland oggi mi e’ sembrata bella. Sempre in macchina, attraverso quartieri scassati dalla crisi e dai foreclosures fino alle grandi mansions sul lago, immerse nel verde. Come sempre, in America, mondi separati tenuti insieme da una colla identitaria molto forte. Una cosa che noi non penetriamo bene perché pensiamo di avere una storia che ci autorizza a trattare gli americani come un popolo giovane, senza storia. Come se non si portassero dietro le loro, di storie, antiche. Come abbiamo visto questa mattina entrando in un centro di anziani tedeschi dell’est, ibernati nel loro passato e americani del presente.
Le case sul lago, quelle delle famiglie “old money” sono di una straziante meraviglia e costano cifre che invitano a paragoni che e’ inutile fare. Dai trecentomila ai cinquecentomila dollari queste che trovate nelle immaginette qua sotto si potrebbero portare via ( cinque stanze e tre bagni, in media, più camini, legno, garage, ecc ). Dai duecento ai quattrocento mila euro e siete tra i ricchi di Cleveland, Ohio, swing state, uno di quelli che decide le elezioni di novembre.
Beppe ( Severgnini ) a colloquio con Jeff, agente immobiliare di terza generazione, registrava prezzi e lanciava offerte. Per gioco televisivo.
La casa e’ il termometro del paese, sempre. E se non tornano i jobs, come ha detto Jeff, e’ dura per il mercato immobiliare e lo sara’ anche per Obama.





Il parlamento dello stato di New York, per un quarto di italiani. E poi da Albany a Cleveland, di notte, in treno

7 giu

Alessandro e’ un giovane bocconiano genovese di 23 anni che dopo avere preso un master ad Albany sta facendo lo stagista nella New York State Assembly, la camera dei deputati statale. Alessandro e’ uno degli Italians di Beppe Severgnini a cui ha scritto offrendoci di passare una mattinata dentro il Capitol di Albany. Una costruzione maestosa in cui lavorano i 150 membri dell’Assembly e i 62 senatori di New York. Prima della seduta abbiamo incontrato Ron Canestrari, leader della maggioranza democratica, eletto 11 volte, da 37 anni in questo palazzo. Altri 50 cognomi italiani sono qua, nel parlamento dello stato di New York. Uno di loro Matthew Titone di Staten Island e’ gay dichiarato e da poco sposato. Molto simpatico.
Tutti gli “onorevoli” italoamericani ci hanno detto quanto la tivù ( Sopranos, Jersey Shore messi disgraziatamente insieme ) sia stata un danno per la comunità. Abbiamo lasciato cadere la conversazione.
Abbiamo invece chiesto ad Alessandro quanto sono pagati i signori che abbiamo conosciuto stamattina e così ci ha risposto.
“Il salario di un membro dell’Assembly ammonta a $ 79500 + una diaria che varia
tra $ 61 e $ 171 a seconda della lunghezza della giornata parlamentare
(tipicamente il mercoledi’ e’ considerato half-day, il martedi’ full day, per
esempio). Il leader della maggioranza, in aggiunta, prende $ 34500 per la sua funzione
Lo Speaker -la funzione piu’ importante- $ 41500. e poi ci sono vari compensi
per i presidenti di commissione, che variano tra i 9500 e i 18000 dollari a
seconda della commissione”.
Fatevi voi cambio e paragoni con i consiglieri regionali di casa nostra.
Ora, in treno,da Albany, posto le foto di stamattina. Arriviamo a Cleveland tra qualche ora, 3.30 del mattino.








Estate in TV. Il negozio e’ sempre aperto, in America

6 giu

L’estate nella televisione americana e’ un negozio aperto, senza interruzioni. Partono tante nuove serie, riprendono vecchie di successo. Insomma le stagioni televisive sono tante, non una sola con quattro mesi di vacanza. E lo chiamano servizio pubblico, da quelle parti ( in Italia ).
Oltre alle attesissime NEWSROOM ( HBO, il 24 giugno) DALLAS (TNT, il 13 giugno ) e le riprese di The CLOSER e BREAKING BAD, arriva tanta roba.

http://youtu.be/2rIu4M_dZMY

http://youtu.be/DyLQ7WfFGkA

Il bunker di Romney

5 giu

Prima di partire da Boston, cinque ore e passa di treno per arrivare ad Albany, siamo passati questa mattina per il quartiere generale della campagna di Romney a Boston. Avevamo chiesto di entrare con telecamera un mese fa e ci avevano risposto che erano molto presi. Siamo andati comunque a girare l’esterno di questo spoglio palazzo in cui non si vede un solo segno, se non nelle macchine parcheggiate, della macchina da guerra elettorale di Romney.
Un’ora dopo, mentre stavamo salendo sul treno, siamo stati raggiunti da una telefonata che ci apriva, se avessimo voluto, le porte del bunker.



“I GAY NON ANDRANNO IN PARADISO”

5 giu

http://youtu.be/p4LHw3KWS9A

Bambini cantano in una chiesa dell’Indiana, tra il tripudio dei genitori, una canzoncina che dice che se siete gay non andrete in paradiso.
Il loro paradiso.

FIT TO PRINT. Documentario sul futuro della stampa

5 giu

Cerca finanziamenti il documentario in lavorazione di un ex del New York Times.

Scott Walker, il re-governor. Oggi si vota in Wisconsin ( e non solo )

5 giu

Arriveremo a Milwaukee qualche giorno dopo il voto di domani, nel nostro viaggio attraverso l’America. E’ un voto giudicato da molti un’anteprima del voto di novembre per la Casa Bianca. Il Wisconsin ha votato per Obama nel 2008 ed ha eletto governatore il repubblicano Scott Walker nel 2010.
E’ la terza volta nella storia americana che un governatore affronta un “recall” ( e con lui quattro senatori repubblicani dello stato ). Una nuova elezione nel corso del suo mandato in seguito ad una petizione popolare che ha raggiunto il milione di firme. Piu’ di un anno fa la proposta di legge di Walker di riduzione dei diritti sindacali colletttivi dei dipendenti pubblici sollevo’ una protesta durata settimane. Walker e’ in testa ai sondaggi dallo scorso aprile contro il sindaco di Milwaukee, il democratico Tom Barrett. I democratici e i sindacati sperano in una grande affluenza alle urne ( ma Barrett non e’ il candidato che le unions avrebbero voluto ). Sulle televisioni locali si sono abbattuti milioni di dollari che hanno generato un’alluvione di spot. Di seguito solo alcuni. Per Walker e per Barrett. Contro e proObama, se preferite la lettura macro.

DA PORTLAND A PORTLAND. In viaggio, in treno, 18 giorni, 18 stati

4 giu

Sono partito oggi, in treno, per un viaggio da est a ovest degli Stati Uniti. 18 stati in 18 giorni. Da Portland nel Maine a Portland nell’Oregon.
Con Beppe Severgnini e Karl Hoffmann, giornalista tedesco. Io faro’ un racconto televisivo per LA7.
Abbiamo cominciato con una colazione in un diner. Una fissazione. In treno per Boston sotto una pioggia fitta, dai finestrini verde e casette di legno bianche.







SOS TATA a New York

3 giu

Una intera pagina del New York Times di ieri raffigura il sindaco Bloomberg vestito come una tata che minacciosamente vieta la vendita di beveroni inumani ( cocacole e affini ) che superano una misura che va oltre il bisogno di soddisfare la sete. La pagina e’ stata pagata da ConsumerFreedom.com che ci dice che “Pensavamo di vivere nel paese della liberta’…”. Naturalmente la proposta di Bloomberg volutamente cercava la polemica e l’impresa e’ riuscita. Sarebbe solo un deterrente perche’ se uno si vuole fare di chilate di zuccheri potra’ sempre farlo, comprando ovunque le sue dosi quotidiane di bibite. Lo stesso e’ accaduto con successo nel caso del fumo che, con campagne e prezzi da capogiro per il pacchetto di sigarette in citta’, ora a New York per strada si vedono quasi solo turisti europei e ragazzotti a Williamsburg con la cicca in bocca ( beati loro ). Non e’ che Bloomberg, credo, tenga tanto alla nostra salute quanto ai conti della citta’ ( malattie generate da fumo e zuccheri ) ma quale che sia l’intenzione e’ clamorosa, in America, l’intenzione di limitare per legge la liberta’ individuale. Bloomberg se ne puo’ fregare delle potenti lobbies del fast food e dei beveraggi perche’ e’ uno tra gli uomini più’ ricchi al mondo. Se non lancia lui allarmi pochi altri lo faranno.
Ogni volta che incontro amici italiani in visita a New York la prima cosa che mi dicono ( non proprio la prima ) e’ “quanto sono magre le donne di New York”. Riflettono una loro ossessione sulle quattro modelle che incrociano a Tribeca. Devo sempre dire che se escono da Mahattan e si avventurano nel Midwest direbbero il contrario. L’obesita’ e’ un problema non piccolo di questo paese legato al peso della sanità non pubblica, oltre che alla nostra personale salute.
Michelle Obama si e’ imbarcata nella stessa crociata e penso che tutto ciò non sia un male. Basta non cadere nell’ossessione opposta. Non c’e’ questo bisogno assoluto di ficcarsi dentro degli skinny jeans. Soprattutto dopo una certa eta’.

Mariti

2 giu

Onur Tukel cita per il suo film in uscita ( RICHARD’S WEDDING ) John Cassavetes, il più grande ( e dimenticato ). Si parla di matrimoni e mariti.

I love you

2 giu

In questo video ci sono 74 film messi insieme da Patrick Peris.
Quanti ne beccate ?

Calcio pulito, con sponsor

1 giu

La psicoanalisi nella fiction. La complessita’ delle serie americane. E il contrario

1 giu

Le tre stagioni di In Treatment hanno esaltato l’impensabile, una serie costruita sull’analisi. Senza arrivare a costruirci sopra un monumento, sempre più spesso la psicanalista ( quasi sempre donna ) entra nella serialita’ americana. Non credo sia un caso. Nei Sopranos, in The Killing, in Homeland quello che si vuole dire e’ che sono morti gli stereotipi di buono e cattivo. Siamo tutti l’uno e l’altro, come nella vita. Più o meno. E l’analista serve a svelare l’altra parte, quella dormiente nella penna degli sceneggiatori di fiction italiane. Tanto per fare un esempio, a caso.
Anche in America i buoni erano sempre buoni e i cattivi sempre cattivi fino a che dagli anni 70 in poi le serie TV sono diventate multitrame, sempre come la vita, che noi non abbiamo un solo pensierino nella nostra giornata. La scelta della complessità e’ stata fatta per non perdere il pubblico che più interessava alle corporations che investivano, con lo spot da 30 secondi, nella televisione. Il pubblico a cui si voleva arrivare era ( e’ ) quello giovane ( diciamo fino ai baby boomers, fino ai 60 anni ) che consuma. Non quello che fa la gioia delle televisione generalista italiana. E così sempre più spesso chi scrive le serie americane ricorre all’analisi come mezzo per restituirci una verità della narrazione meno stereotipata. Fino alla bipolarità’ di Homeland.
La lezione e’ che non bisogna avere paura di essere difficili. I nostri figli sono cresciuti ( c’e’ tanta letteratura su questo ) con i videogames, che non sono il diavolo se presi a dosi omeopatiche. Amano la complessità.
Finisco cosi sempre con le stesse due parole quando mi rivolgo, senza che sia richiesto, ai facitori di italica tivù. Orsu’, coraggio.

“Fair and balanced”, FoxNews

1 giu

A scuola di giornalismo con FoxNews su Obama. Scherzo. Il pezzo e’ uno spottone per Romney. Dall’altra parte MSNBC macina informazione allo stesso modo, contro Romney. Giornalismo schierato oltre la decenza. Roba triste.