Archive | agosto, 2012

Solo una domanda ( donne, tette e politica )

31 ago

Mi e’ piaciuto il discorso di Ann Romney alla convention repubblicana. Ci voglio tornare sopra , con calma. Per me il dicorso chiave a Tampa. Per me lei e Michelle Obama saranno piu’ decisive di altre mogli di candidati del passato ( mentre sto scrivendo vedo Ann Romney intervistata dal TG della NBC e ho appena ricevuto una delle tante email che chiedono donazioni per i due candidati, questa volta non a caso firmata da Michelle Obama ). E allora , intanto, mi chiedo, al di la’ di ogni altra considerazione se una copertina simile ( la rivista e’ spagnola e l’autrice del ritratto donna impegnata nel movimento delle donne ) sarebbe possibile con Ann Romney ? Sarebbe giudicata offensiva? Parlo del differente colore della pelle delle due signore.

Clint Eastwood

31 ago

GOOD NIGHT AND GOOD LUCK

La fabbrica GM di Janesville

31 ago

Sono stato a Janesville, Wisconsin il 23 dicembre 2008 per due giorni. Ho girato un pezzo per Ballaro’. Ci andai a fare interviste agli operai che uscivano per l’ultima volta dalla fabbrica GM. Ci andai perché la linea di montaggio di Janesville era la più’ vecchia d’America (1919 ). Mi sembrava il segno della fine di un ciclo da cogliere, registrare, raccontare. Andai nella Local 95, la sede della UAW, il sindacato. Parlai con sei, sette operai riuniti intorno ad un tavolo. Mi regalarono il cappellino fotografato sopra. Sono rimasto in contatto fino a qualche mese fa con Roberta, operaia, single mother, convertita in nurse, infermiera, grazie ad un corso organizzato dalla union e Bob, con due figli al college. Ci andai perché quel giorno la fabbrica GM venne di fatto dichiarata morta.
Questo e’ il transcript del brano del discorso di Paul Ryan sulla fabbrica della sua città’, Janesville. Se ho capito bene dal fact checking di CNN , il giorno che sono andato a Janesville furono mandati a casa centinaia di operai ( 1200 per il Wall Street Journal, 2000 per CNN, vedete come anche il fact checking andrebbe checked ). Fu offerta loro la possibilità’ di andare a lavorare in altre fabbriche GM in altri stati. Rimasero a lavorare  a Janesville 57 operai. Quindi tecnicamente la fabbrica chiuse il 23 aprile quando anche gli ultimi 57 operai andarono a casa.
” President Barack Obama came to office during an economic crisis, as he has reminded us a time or two. Those were very tough days, and any fair measure of his record has to take that into account. My home state voted for President Obama. When he talked about change, many people liked the sound of it, especially in Janesville, where we were about to lose a major factory.A lot of guys I went to high school with worked at that GM plant. Right there at that plant, candidate Obama said: “I believe that if our government is there to support you … this plant will be here for another hundred years.” That’s what he said in 2008.Well, as it turned out, that plant didn’t last another year. It is locked up and empty to this day. And that’s how it is in so many towns today, where the recovery that was promised is nowhere in sight”. Il verdetto di CNN sul brano di Ryan, corretto rispetto ad una precedente versione, e’ “True but incomplete”. Giudicate voi.
Per completezza aggiungo un non dimenticato pezzo di Romney sul salvataggio dell’industria dell’auto pubblicato sul New York Times, un mese e cinque giorni prima della messa in liberta’  degli operai di Janesville ( ” Let Detroit go bankrupt” ) . E per completezza, ancora, il 4 maggio del 2009 Romney disse in un intervista che lui era in realtà’ stato a favore del salvataggio e che intendeva accompagnare le grandi dell’auto in una “managed bankruptcy”. Come e’ scritto nelle ultime righe dell’articolo. Come e’ andata lo sappiamo. Quindi dire che Romney fosse per la chiusura delle fabbriche dell’auto e’ ‘TRUE BUT INCOMPLETE”.

Politics, lies ( e un sacco di videotapes )

30 ago

Oggi a Tampa ho assistito ad una contestazione a Condoleezza Rice, interrotta due volte nel corso di un dibattito sulla politica estera americana. Lei tranquilla ha atteso che la contestazione si spegnesse e in serata ha impacchettato un discorso di una spanna sopra tutti alla convention ( con amnesia su Osama bin Laden, Dr. Rice ) .
Un discorso aperto ad una diversa politica sull’immigrazione ( come prova a fare sempre Jeb Bush ) da quella praticata dai governatori repubblicani degli stati di confine.

La platea bianchissima dei delegati sta in questi giorni plaudendo a tutti ( i pochi ) afroamericani e latinos del partito spediti ad affrontare la mission ( forse ) impossible di recuperare consensi tra le minoranze. Non aiutano interventi come quello dell’immarcescibile John McCain che vorrebbe giocare con i soldatini tutta la vita, dichiarando guerre a destra e a manca.
La platea applaude tutti ma per la prima volta stasera si e’ scatenata e liberata di un peso ascoltando Paul Ryan.
C’era forte il dubbio di una prestazione non esaltante e invece Ryan e’ stato consacrato campione dei nuovi conservatori repubblicani. Del discorso scritto ( e letto, cari miei il teleprompter non e’ solo obamiano ) dai maestri John McConnell, Dan Senor e Matthew Scully ( quello di Sarah Palin alla convention del 2008 ) più di tutte mi e’ piaciuta l’immagine del ragazzo chiuso nella sua cameretta che guarda sconsolato il poster ( Hope ) di Obama.
Speravo anche in una cosa che non succede mai. Meno amnesie e balle. Se uno come Ryan e’ nel Congresso dagli Stati Uniti dal gennaio 1999 e vota con Bush tutte le spese straordinarie proposte dall’amministrazione, come mostra il suo record, e’ bizzarro poi ergersi a candido paladino della responsabilità’ fiscale e attribuire ad Obama la chiusura di una fabbrica GM nella sua città del Wisconsin, impianto sbarrato nell’anno in cui Bush era ancora alla Casa Bianca. E poi il silenzio sulla legislazione antiabortista a cui ha lavorato che stasera non era il caso di nominare.
E’ andata così nell’ora che i networks hanno dedicato alla convention. Condi, la maestra in forma e Paul, il ragazzo in carriera che rimprovera ad Obama di non avere mai lavorato nel privato e lui e’ membro del Congresso da quando aveva 29 anni. Poi, come sempre in America a qualsiasi latitudine, il telemarketing di mamma, moglie e figli. Tutto perfettamente staged, un’operina perfetta che ci ha consegnato il nuovo faro della conservazione in America. Rimozioni a parte.

Occupy la convention

30 ago

Promessa di matrimonio sul palco della convention repubblicana. Mi ha ricordato quella che avevo visto a Zuccotti Park.
Forse i due ragazzi di Occupy non sono felici dell’accostamento. E viceversa.
Ma nell’epoca della confusione pubblico-privato le dichiarazioni d’amore pubbliche sono solo un prolungamento della nostra vita made in Facebook. Aridatece Salinger e quelli che nemmeno una fotografia per la patente fanno volentieri.


E i fuori di testa non mancano mai

30 ago

Fuori dalla convention di Tampa circolano veicoli foderati di sponsors o messaggi tutti trascurabili. Molti i fuori di testa che passano e ripassano con i loro avvisi mortiferi. It’s a free country, dopotutto.
PS Stanotte torno a New York e seguiro’ il resto della convention sulla cable tv, che e’ piu’ o meno come esserci. Senza l’odore del pollo fritto e degli hot dogs, gli unici alimenti venduti negli stands del forum. Poi andremo a Charlotte, dai democratici.


“Yes We Can”. TED CRUZ, il migliore di ieri

29 ago

Ted Cruz e’ la rising star dei repubblicani ( candidato al senato ). Altroche’ Marco Rubio ( tutti e due Cuban-American )
Ascoltate il suo discorso di ieri alla convention. Il teavangelical del Texas usa lo Yes We Can mantra in modo superbo.
Segnatevelo, Mr. Ted Cruz.

L’infomercial repubblicano, BULLI E PUPE

29 ago

E’ finita tardi stanotte la convention repubblicana.
Ne parlo, forse, domani. Di Santorum e la sua biografia che ha deviato dal tema della giornata ( Obama picconatore della piccola impresa ) di Ann Romney e la sua introduzione a Mitt ( uomo buono, generoso, gran lavoratore, altruista,ecc e io mi sono sentito un verme ) e di Chris Christie, l’idolo delle folle che ci ha messo parecchio a nominare Romney, impegnato come e’ stato a vendere la sua, di biografia.
Uso una metafora calcistica per Christie. Sono ( molto ) tifoso della Fiorentina. L’anno scorso abbiamo molto amato Valon Behrami perché giocava come un pitbull. Ogni suo intervento era sottolineato da cori dei tifosi che gridavano “Valon Behrami picchia per noi”. Poi Behrami e’ stato venduto al Napoli e ora il centrocampo della Fiorentina e’ fatto di ricamatori sopraffini. E mi piace molto di più. Chiuso con Christie, il bullo che fa antipolitica. Che e’ come l’anticalcio.
Faccio in tempo, prima di crollare, a postare alcune foto. Dal padre di Angelina Jolie a Christie, il Valon Behrami de noantri.




Uno spot imbarazzante contro un candidato spesso imbarazzante

28 ago

Il democratico Patrick Murphy e’ lo sfidante di Allen West, campione del Tea Party in Florida ( 18th District per il Congresso ). Uno spot di Murphy fa discutere. Ha messo in bocca a bambini parole fuori contesto pronunciate da West in riferimento ad Obama ed altre personalita’ democratiche. West dice spesso cose simili ma l’idea di farne un patchwork con bambini e’ triste.
Sono lontani i tempi della bambina del Daisy ad ( Johnson contro Goldwater, 1964 ). Le campagne negative bisogna anche saperle confezionare.

L’infomercial repubblicano, falso movimento

28 ago

La prima giornata della convention repubblicana e’ stata una falsa partenza, dovuta ad Isaac, la tempesta che ci ha bagnato e poi asciugato, immersi in una sauna propedeutica al vero inizio con Ann Romney e Chris Christie, il bullo e la ragazza del capo, di martedì.
Abbandonata la macchina lontano, si cammina nella Tampa militarizzata fino al grande centro allestito per i media ( 15.000 presenti, dicono ). Tutti a caccia dei delegati peones che quando li placchi ti ripetono a pappardella che l’economia e’ il motivo per cui Obama deve sloggiare. Il tentativo di introdurre trascurabili questioni come l’aborto, il matrimonio gay, Osama bin Laden,ecc viene rigettato in coro. E allora, per oggi, ti accontenti di avere visto Gingrich saltabeccare da un’intervista all’altra, Jeb Bush provare il palco, ascoltare prove di orrori country  ed ammirare la ballroom vuota con i nomi degli stati ed i palloncini raccolti nelle reti al soffitto pronti per l’ultimo giorno. Dovunque poi sciamano i supporters di Ron Paul, le variabili fuori controllo di questo grande infomercial acceso d’entusiasmo per l’ultra’-vice, il cattolico Paul Ryan, più che per il titolare del ticket che più bianco non si puo’, il mormone Romney.
Secondo la Nielsen due terzi degli americani hanno visto almeno per qualche minuto qualcosa delle due conventions nel 2008. E dal 10 al 29 per cento deciderebbero per chi votare a novembre proprio dopo avere sbirciato i due grandi infomercials, secondo uno studio delle università del Michigan e Stanford. E questo nonostante la televisione generalista si sia progressivamente defilata dall’avvenimento. Come George Bush che non farà capolino a Tampa.
PS Io ho mangiato troppo stasera in questa brutta Tampa ( burger e hot fudge sundae ) nella catena che uso fuori da New York e forse avrei fatto meglio a farmi un sushi.








Dopo The NEWSROOM, le altre

27 ago

Ho recuperato le puntate che avevo perso di Newsroom, in questa estate trascorsa nel paese in cui la televisione va in vacanza più a lungo dei suoi telespettatori.
E stasera ho visto la decima e ultima della stagione. Bella. Un manuale di giornalismo televisivo rotto dalle storie sentimentali dell’ufficio e dintorni.
Newsroom ha ripercorso la storia CONTEMPORANEA appena masticata in questi anni. Ho letto di passaggio critiche, post italiani sulla serie scritti con quell’arietta di sufficienza che spesso sbuffiamo fuori noi a capocchia ( “era meglio The West Wing”,ecc ). Sara’ pure un’operina minore di Mr Sorkin ma a me e’ garbata. Parecchio.
Anche il semisuicidio di Will dopo un brutto pezzo uscito su di lui sul New York magazine.
E la resurrezione di Will, il newsman repubblicano, che non gradisce il Tea Party.
Meno solamente , forse , l’ingresso alla In Treatment dell’analista, che ora pare essere un complemento necessario nella serialita’ americana. E’ utile, come una voce narrante, per darci pezzi che che ci eravamo persi della storia ma sta diventando uno stereotipo. Che lo strizzacervelli torni nel suo format senza allargarsi ognidove.
La nostra terapia seriale prende altre strade da settembre in poi con l’arrivo di una tonnellata di nuove stagioni di vecchie serie, con qualche novità’. Qua di seguito i trailers di quelle che guarderò sicuramente. Aspettando Shameless, quella di cui pochi parlano e che a me piace da pazzi.

http://youtu.be/NrXEHSnG8o8

http://youtu.be/2NzpnjVmuCA

http://youtu.be/nHa3nK5_3Us

Mi piace Amy Poehler ( e quello che sostiene )

26 ago

Amy Poehler e’ grande ( Saturday Night Live, Parks and Recreation ). Sostiene la legge che si spera passi in California sui diritti di colf e badanti. Amy dice che non potrebbe fare il suo lavoro senza l’aiuto di una queste straordinarie lavoratrici a domicilio ( spesso “illegals”, come si dice di chi e’ qua in America senza permesso di lavoro ).

Mi fa schifo il sushi

25 ago

Ieri era il mio compleanno e chissenefrega, d’accordo. Ma ho deciso di dire di più quello che penso, veramente. Si dovrebbe vedere dal blog, andando avanti.
E oggi comincio così, con una cosa che mi tengo in gola, nello stomaco, da tempo. Con una di quelle dichiarazioni fondamentali che cambiano il corso della storia.
Mi fa schifo il sushi.

Guns N’ Roses

24 ago

La sparatoria di questa mattina fuori dall’Empire State Building, a tre blocchi da casa, mi ha sorpreso mentre ero fuori a due passi dal luogo. Sono passato poco dopo.
Niente terrorismo, come sempre, negli ultimi tempi. Si spara per motivi vari ( in questo caso un licenziato il suo collega/datore di lavoro ) ma soprattutto senza motivi. Nei tunnel della follia armata non si penetra. Sono i folli a penetrare con grande facilita’ nel grande magazzino delle armi a cielo aperto del paese.

</a


La televisione alle conventions

24 ago

Le conventions costruiscono il loro palinsesto sulla televisione primetime.
I programmi iniziano dalle 19.30. Prima ci sono tante cose, tanto colore e eventi.
Ma l’unica tv a coprire per tre ore ogni sera le due fiere della politica sarà la PBS, la televisione pubblica, minacciata ogni anno di tagli.
You Tube ha dedicato un canale al live streaming e cosi’ stanno preparandosi a fare tutte le organizzazioni di news con piedi nella rete. Bloomberg news invierà’ 150 giornalisti a Tampa, molti più’ che nel 2008. Le allnews tv hanno convocato tutte le loro stars che normalmente lavorano nei networks. CNN prova a resuscitare con un’alleanza con Facebook.
Non c’e’ pero’ nell’aria l’attesa e l’eccitazione che produssero Obama e Sarah Palin nel 2008. Ma negli otto giorni complessivi di infomercial dei due partiti molte cose possono accadere. Anche al di fuori delle conventions dove le televisioni sono pronte a registrare manifestazioni, proteste e bizzarrie di generi vari. E allora si che il primetime salterebbe fuori.

Scontri alla convention

24 ago

CHICAGO 8 esce il 23 ottobre. E’ la storia degli scontri alla convention democratica di Chicago del 1968.

http://youtu.be/BVKsxju-vpk

ISAAC, la tempesta su Tampa

23 ago

Stamattina i metereologi in televisione dicono che le possibilita’ che su Tampa e la convention repubblicana si possa abbattere Isaac sono basse. Ma esistono.
Da tempesta tropicale a uragano, Isaac e’ in marcia verso la Florida. Il mio aereo e’ lunedi.

Vorrei la pelle nera ( 2008 )

23 ago

Grazie Simone, da un garage di Soho.

IL PRESIDENTE, a novembre, tre giorni dopo quell’altro

23 ago

Lincoln di Spielberg dal 9 novembre.

E la chiamano estate

23 ago

Incollato alla sedia

22 ago

Sono ripassato oggi da ABC, grande, bello e caro negozio di arredamento di New York. La sedia Obama e’ ancora al suo posto, tre anni dopo.
Costo: 2012 dollari. Come quest’anno, quello della nuova sfida per la Casa Bianca.

Dr Jack Willke

22 ago

Dr. Jack Willke, l’uomo di cui si parla questa mattina nella televisione americana. Quello che starebbe dietro la “teoria” antiabortista di Akin. E salta fuori che nel 2007 Dr Willke e’ stato consigliere della campagna di Romney sulla questione.

Unstoppable

22 ago

Ho visto e rivisto, negli ultimi due anni, UNSTOPPABLE , l’ultimo film di Tony Scott, il film d’azione che in pochi sanno fare. E nessuno in Italia.
Scott era executive producer di The Good Wife.

Ripartenza

22 ago

Tornato a New York. Mentre disfo la valigia, sfoglio succulenti numeri del New York magazine , Atlantic, New Yorker,ecc ( e bollette ) mi preparo a recuperare le puntate perse di Newsroom e apprendo che ci saranno novità nei palinsesti dei talk della notte. Intanto passano nel telegiornale NBC i dati dell’ultimo sondaggio realizzato con Il Wall Street Journal. Numeri non brillanti per Obama, negli stati che decidono le elezioni. Succede sempre che dopo l’annuncio di un candidato vicepresidente ( Ryan ) ci sia uno slancio. Vedremo dopo le conventions. Certo l’ultimo spostamento del dibattito sull’aborto ( grazie al caso umano Akin ) e’ esattamente quello che vogliono in casa Obama. Meno economia, più diritti civili, questioni sociali. Per cui potrebbe succedere che alla domanda su chi tenga di più tra Romney e Obama alla “gente normale” il presidente, già messo bene, possa uscire ancora più forte nei prossimi giorni. E’ proprio questo il gioco degli imprevisti nella gara per la Casa Bianca. Che a volte decidono più gli autogol dei grandi disegni strategici.


Calcio o fidanzata/moglie. Questo e’ il problema

16 ago

Droga5 e’ l’agenzia pubblicitaria più ganza che ci sia. Secondo molti del giro.
Qua, per Puma, va dentro la questione chiave della nostra esistenza. Partecipano tifosi del Newcastle e University of Bristol.
Grazie BILL della segnalazione, fondamentale.

FUORISYNC di FERRAGOSTO

14 ago

Sono giorni per me di basciasciuga prima del ritorno ( e dell’andata a Tampa e Charlotte, le due conventions ).
Giorni di letture distratte e di ping pong piu’ concentrato con mio figlio mentre la figlia si rosola al sole, divorando sul kindle “Fifty Shades of Grey” ( che dio la benedica )
Capita cosi’ di sbirciare su Sette TV di questa settimana Enrico Ghezzi che dice di non sapere piu’ cosa sia un telespettatore ( e chi lo sa? non certo quelli dell’auditel ) ma , cosa piu’ singolare, di non averlo “mai voluto sapere”. Affermazione che va a braccetto con l’altra di un’amica che lavora in televisione e che oggi mi diceva, sciacquettando, che non fa vedere la tivu alle figlie di otto e dieci anni “perche’ fa schifo”.
Parole di chi ci campa con la televisione e non entra all’Ilva di Taranto tutti i giorni. Sono parole Italian style. Non c’entrano Ghezzi ( che non conosco ) e la mia amica, che conosco di piu’.
Diversamente articolati, sono sussurri senza grida, pensierini che fotografano una medieta’ televisiva senza racconto, arenata sul basciasciuga ( tanto per restare al ferragosto ) dell’indifferenza, del tengo famiglia unito al non tengo piu’ a niente.
Altri amici mi chiedono di serie americane, che vedo trattate qua come I Promessi Sposi a scuola. Senza distinguere tra quelle dei networks, costruite sui blocchi della pubblicita’ e quelle che viaggiano senza soste perche’ vanno su HBO, Showtime, ecc che te le risparmiano. Una cosa hanno comunque in comune tutte ed e’ la complessita’. Chiedono attenzione, fedelta’, fiducia reciproca. Provano ad essere in sync con un pubblico che scappa dalla televisione, tendenzialmente sempre di piu’. Non si rassegnano alla ripetizione che specchia il peggio di un paese, il nostro, sfregiato e deformato anche dalla stessa sua rappresentazione piu’ popolare, la televisione.
La televisione dovrebbe essere il romanzo pedagogico e insieme visionario dei nostri tempi. Cercando anche strade apparentemente secondarie, piu’ ardite, piu’ difficili. Altrimenti siamo a chi dice chissenefrega dei telespettatori e a chi la vieta ai figli.
Buon bagnetto a tutti.

Ayn Rand for Veep ( ma anche no )

11 ago

Cosi’ scopriremo se il capitalismo e’ morale o no. Paul Ryan, scelto come vicepresidente da Romney, ha meno di 100 giorni per spiegarcelo. E’ scritto nel libretto che si studia per prendere la cittadinanza americana. Ma, come dice mio figlio, una cosa e’ essere “book smart”, un’altra e’ essere “street smart”. La gara e’ aperta. E niente donne, come quasi sempre.

Fuga da New York ( fino a Coney Island, 1987 )

9 ago

Ci mancava ( si fa per dire )

9 ago

http://youtu.be/5v4PWW301JM

Tragedia CNN ( in primetime )

8 ago

Continua inarrestabile il declino di CNN. Anderson Cooper e Piers Morgan, i due conduttori del primetime, boccheggiano sempre di più. Siamo al record negativo degli ultimi venti anni. 349mila telespettatori di media dalle 20.00 alle 23.00. Le altre due allnews concorrenti, più schierate, hanno colpito e affondato la nave CNN.
Sei volte di più FOXNEWS e tre volte MSNBC. Si avvicinano le elezioni e, a vedere gli ascolti, il vento alle spalle di Romney soffia forte.