Archive | settembre, 2012

Ridatemi Caressa-Bergomi

30 set

Ho fatto l’errore di vedere Inter-Fiorentina su Rai Italia, la televisione di noi emigranti. Dopo 10 minuti l’ho messa su mute.

Gli uomini sono finiti o no ?

30 set

“THE MYTH OF MALE DECLINE” apre la Sunday Review del New York Times oggi. Pare che la segregazione sul posto di lavoro sia anche peggio di sempre. Poi c’e’ il resto.

Arnold Schwarzenegger a 60 Minutes, stasera. L’infedele

30 set

http://youtu.be/rmUiE2ith10

Indecisi

30 set

Un film, la scuola americana, il sindacato. Botta e risposta

30 set

Botta e risposta tra un film uscito venerdì e il sindacato degli insegnanti di New York. La storia di una madre alle prese con la “burocrazia sindacale”. Che esiste ma c’e’ pure quello che ascoltiamo nello spot del sindacato che, a leggere il New York Times, potrebbe essere una risposta al film. Fatto inusitato, quasi clamoroso. E’ che da anni e’ in atto una campagna contro gli insegnanti della scuola pubblica in America. Con ragioni. E con torti. In questo Obama e Romney vanno sostanzialmente d’accordo con poche differenze, anche se la union dei teachers e’ tra i maggiori finanziatori della campagna per Obama. Parlo di una questione che conosco ( bene ) per ragioni familiari. Lo spot andra’ anche durante il prossimo dibattito presidenziale di mercoledì 3 ottobre.
Ci torno su presto perche’ ci sto lavorando.

BUDGET HERO. Giocate a rifare il budget del governo federale degli Stati Uniti

30 set

Se cliccate su questo link potete giocare a rifare il budget degli Stati Uniti. Il videogame e’ consigliato dagli otto anni in su. L’idea e’ quella di mostrare che, se il Congresso ( al suo minimo storico di popolarita’ tra gli americani ) non la smette con il muro contro muro, il paese va in bancarotta. Sia con Obama che con Romney. La speranza sono i bambini, pensano quelli che ci hanno dato il giochino.

Digital elections. Vince Obama, con le donne

29 set


ROME, Italy

29 set

Sezione Travel del New York Times di domani, domenica, dedicata a Roma. Fancy and frugal. C’e’ anche Parigi ( in bicicletta ) ma per questa volta ne facciamo a meno.

Logo

29 set

La storia e’ nota. Quella della genesi e trasformazione del logo Apple. Sono andato a rivedermela perche’ questa settimana e’ saltata fuori su siti che seguo, con fiducia. E anche perche’ ieri quello spot IBM, qua sotto, mi aveva frastornato. Sono incuriosito, rapito da sempre dall’idea del logo. Che mi sembra meta’ dell’opera. Il creatore del rainbow logo di Apple poi passo’ all’IBM. Rainbow era bello.

IBM, spot del 1986

29 set

Senza parole. 26 anni fa.

Oggi a Central Park, Neil Young, Foo Fighters, the Black Keys

29 set

L’evento arriva alla fine della settimana UN ed e’ finanziato dalla Bill and Melinda Gates Foundation, la Sumner Redstone Charity Foundation, con UNICEF e Rotary International. Dalle cinque del pomeriggio sul grande prato.

Horror film, come ti costruisco una scena

29 set

Domenica torna l’ossessione

28 set

La lanciano cosi’ la nuova serie di Homeland. Il ritorno dell’ossessione. Oggi ero a Grand Central Station di passaggio e la bellissima stazione era rivestita di Homeland ( e Dexter ). Cartelloni enormi, cupcakes dell’onnipresente Magnolia Bakery ( buone ) e trailers che andavano a manetta.



Se Instagram batte Twitter

28 set

Negli Stati Uniti sono 110 milioni gli smartphones aperti ogni giorno. Di questi, in agosto, Twitter ha avuto 29 milioni di utenti e Instagram 22 milioni.
Ma il sorpasso e’ avvenuto nei minuti spesi sui due social media. 257 minuti di media su Instagram contro i 170 di Twitter. Alla fine il conto e’ a favore di Instagram e il sorpasso ci dice due cose. Che il prezzo pagato da Facebook per Instagram ( un miliardo di dollari per un’aziendina di 13 persone ) forse non e’ fesso, dati i parametri fuori di testa di questa new new economy, e che a scambiare foto si passa piu’ tempo che a scambiare parole.
Quando si dice che le immagini “parlano da sole”.

Frank Zappa e la censura

28 set

Father and Son

28 set

Dall’agenzia dello spot Chrysler con Clint Eastwood

28 set

http://youtu.be/HYlsVCLyYbc

Votate ( che non e’ semplice in America )

28 set

Negli Stati Uniti bisogna registrarsi per votare. Si puo’ farlo anche online.
I tempi, le scadenze, le modalita’ del voto per posta, del voto prima del 6 novembre variano da stato a stato. A New York il 12 ottobre e’ l’ultimo giorno utile per registrarsi. La scheda non ti arriva a casa se non ti sei registrato. Solo in pochi stati ti puoi registrare lo stesso giorno delle elezioni ( Idaho, Iowa, Maine, Minnesota, Montana, New Hampshire, Rhode Island, Wisconsin, Wyoming e District of Columbia ). In questi giorni lo sforzo maggiore delle due campagne dei candidati e’ quello di registrare piu’ gente possibile e banchetti spuntano ovunque. Ci si mettono anche i famosi a ricordarci di farlo.

Alicia Keys per Obama

28 set

Dimmi che birra bevi e ti diro’ per chi voti

28 set

Obama ha detto che si fa la sua birra nei sotterranei della Casa Bianca ( anche George Washington si produceva la sua ) e ora, inevitabilmente, siamo alla mappa delle birre, democratiche, repubblicane, indipendenti-indecise. Chi beve Heineken e’ democratico, Samuel Adams repubblicano, Dos Equis nonpartisan. Guinness, Stella, Becks, Corona, Budweiser tendono ad essere democratiche. Blue Moon, quella che di solito preferisco, tende a piacere di piu’ ai repubblicani. Qualcosa non mi torna.

SPIKE LEE. Cosi’ ho cominciato

28 set

iPhone rubati, il crimine piu’ in crescita a New York

27 set

Secondo Bloomberg News, che riferisce dati della NYPD ( la polizia di New York) dal primo gennaio di quest’anno al 23 settembre sono stati rubati 11.447 iPhone. Il 40% in piu’ rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il crimine, in citta’, come ovunque negli Stati Uniti da quando e’ partita la crisi, e’ aumentato del 4% nell’ultimo anno. Oggi, in metropolitana, ho visto questi cartelli e li ho fotografati. Con l’iPhone.


The times they are a-changin, in televisione, 1964

27 set

http://youtu.be/QufmCXbgm-0

Siete tutti dei poveri bloggers

27 set

Anzi, vi piacerebbe essere una blogger cosi’.
Evviva il giornalismo piu’ opinionato del mondo, che non c’entra coi bloggers.
E che non c’entra con la galera, ovviamente una schifezza. Ma allora il discorso si allarga.

Testata

27 set

Dal New York Times di questa mattina.

Una fabbrica, una causa, la chiusura. Oklahoma, non Taranto

27 set

Le cause sui luoghi di lavoro negli Stati Uniti sono un buco colossale in cui navigano decine di migliaia di studi legali. Le piu’ comuni sono quelle legate alla “malasanita’”. Non discuto qua l’opportunità, la legittimita’ delle cause stesse. Quando vai da un dottore, qua in America, firmi sempre carte che scagionano il medico di turno da eventuali danni.

Quello che mi ha colpito stamattina e’ stato lo spot che ho visto passare nel corso del TG del mattino sulla NBC e che riguarda una fabbrica in Oklahoma. La fabbrica lavorava gas, esisteva da 46 anni e impiegava 117 lavoratori. Nel novembre dello scorso anno annuncio’ la chiusura perché, a loro dire e a vedere lo spot sopra, 42 cause sono costate 15 milioni di dollari alla proprieta’.
L’inquinamento causato dalla fabbrica e’ ora sostituito dall’espandersi dell’industria dei casino’.
Mi aveva colpito pure chi promuove questa campagna contro quelli che vengono chiamati abusi di cause giudiziarie. Il sito da cui provengono gli spot e’ firmato: U.S. Department of Commerce. Pensavo ad un’autorita’ governativa e invece leggo poi che si tratta di un’entita’, la U.S. Chamber of Commerce, che promuove questa campagna con fondi frutto di donazioni private. La faccenda si complica e sarebbe interessante andare oltre e capire quanto il volume delle cause incide sul mercato del lavoro. Senza dimenticare Erin Brockovich.

Due +

27 set

THE WIRE in 100 frasi. BACI RUBATI in meno

27 set

The WIRE, la serie TV che ha cambiato per sempre il racconto televisivo, e’ stata riassunta in 100 sentences. I dialoghi, spesso incomprensibili perche’ in slang.
Di molti film ricordiamo una sola frase o poche piu’. Io ricordo solo il finale di BACI RUBATI, quasi a memoria. L’ho appena ripassato ma non c’era bisogno.
Da BACI RUBATI a The WIRE c’e’ una vita di mezzo.

David Foster Wallace sulla politica ( e l’educazione alla politica )

27 set

Mariti e mogli

26 set