Archive | ottobre, 2012

Isola dei famosi

31 ott

Sul Post queste righe sul blackout. In attesa dell’ennesima conferenza stampa di Bloomberg che mio figlio attende con ansia per sapere se riaprono le scuole.
Qua l’immagine dalla solita finestra di casa che ho usato piu’ volte, rivolta a nord di Manhattan. Potete vedere le prime luci che appaiono sulla linea del Chrysler, verso la quarantaduesima strada. Quelli sotto, come noi, al buio.
New York, 31 ottobre 2012, giorno in cui la Halloween Parade e’ stata rinviata.

L’isola di Manhattan è spaccata in due. Upper East Side e Upper West stanno bene (il nord). Dalla quarantesima strada fino a tutta downtown (il sud) è nero pece.
Senza corrente a cui è appiccicata tutta la nostra vita (non solo luce e quindi tv, connessioni varie, frigorifero, gas, riscaldamento ma da ieri anche senza acqua per chi come noi abita al decimo piano). Ferme la consegna posta e la raccolta della spazzatura, nella metà dell’isola bladerunnerizzata. Il deli coreano sotto casa resiste impavido aperto 24 ore e mi assicura che tutto quello che vende è fresco mentre il supemercato una strada sotto è chiuso.
Nulla di drammatico. Si sopravvive, passando più tempo nell’altra parte della città, quella illuminata. Certo non facciamo salti di gioia. Intorno a me, nel palazzo, nelle strade vedo solo gente paziente che attende il ritorno della città delle mille luci. Io ho più un’abitudine a prendermela con qualcuno, in questi casi. Il sindaco, la corporation che ci dà la luce, ecc. Il sindaco, soprattutto, che bulleggia ogni cinque minuti in televisione e ha detto a Obama di stare a casa che lui ha troppo da fare e intralcerebbe i lavori in corso. Al contrario del governatore del New Jersey, Chris Christie che, probabilmente per altri calcoli politici futuri, ha detto che Obama fa bene ad andare nelle zone colpite.
Gli americani in genere convivono audacemente con i disastri naturali e New York ha capito in un recente passato di non essere inattaccabile.
Due, quattro, cinque giorni al buio ancora, non si sa. Sta cambiando anche il corso della campagna elettorale e si discute se sia un bene o un male per il presidente in carica che, nella illuminatissima Casa Bianca, segue la catastrofe meglio del sindaco Bloomberg. Non scherzo.
Ha stupito moltissimi con cui ho parlato qua a New York come non fossero state approntate difese fisiche superiori alle centrali elettriche e agli ingressi delle metropolitane. E, soprattutto, non si vedono piani di riserva.
Vedo poi che anche i sondaggisti brancolano nel buio dando versioni diverse di questa emergenza. Obama potrebbe godere di questa disattenzione dalle campagne e attenzione sulla catastrofe. Ma non è detto perché Romney viaggia con il vento che soffia alle sue spalle con modalità piu’ confortevoli di Sandy (importanti endorsement di giornali favorevoli a Obama nel 2008).
La televisione generalista ha allungato le ore di news, conservando nei palinsesti molte delle serie che la tengono in piedi. L’altra, quella allnews, vive il suo classico momento di massima esposizione e vampireggia il disastro.
Questa era una settimana fondamentale per tante cose. Vi risparmio quelle private. Mio figlio, a casa da scuola, senza più una vita iperconnessa, mi appare incredulo. Materiali per riflettere. In questa notte lunga 24 ore in cui l’isola dei famosi ha perso, per sempre, il suo “eccezionalismo”. O, forse, con quello che si avvia ad essere il blackout piu’ lungo della storia delle metropoli moderne, lo ha ancora una volta riaffermato.

I SENZA POWER ( corrente )

30 ott

City of Ghosts

30 ott

Ciao mamma, stiamo bene ma il COLOSSO ( New York ) non tanto

30 ott

Ieri sera, a casa, avevo appena finito di vedere in televisione la conferenza stampa di Bloomberg in cui diceva che sarebbe potuto accadere un blackout e poco dopo il trasformatore sulla quattordicesima strada che illumina tutti noi dalla quarantesima a downtown ha finito di fare il suo sporco lavoro. Bum e quindi buio pesto. Dalle finestre di casa il Chrisler e l’Empire State Building sono sbucati nella notte attorno.


Siamo scesi in strada io e mio figlio, dieci piani sotto. Un gran vento, niente pioggia. Amici downtown mi telefonavano di allagamenti che non ho visto. Siamo arrivati, walking dead, nella citta’ buia e deserta a Grand Central Station, chiusa.

Questa mattina ho attraversato la citta’ a piedi da est a ovest ( sotto le immagini della traversata solitaria passando per la Fifth Avenue e Times Square, mai viste così ) per arrivare nella sala di montaggio sulla 57 dove tutto funziona perfettamente. Leggo di una possibilita’ che il blackout a sud nella citta’ possa durare fino ad una settimana. Sarebbe un evento epocale. Wall Street, chiusa anche oggi, si sta attrezzando per riprendere. Trasferiti pazienti dagli ospedali da sud a nord della citta’. Scuole chiuse indefinitamente. Metropolitana allagata.
E’ pazzesco che ConEd , il provider di energia di gran parte della citta’ non avesse un piano d’emergenza in caso di allagamenti. Dicono che la forza di Sandy non era prevedibile. Non ci avevano detto altro per una settimana ( Frankenstorm ). La messa in sicurezza delle centrali che distribuiscono la luce non ha retto. Non lamentatevi piu’, amici miei, dei ritardi nei soccorsi quando nevica nel belpaese.
Ciao mamma, stasera torno nella caverna che e’ casa nostra ma stiamo tutti bene.





L’apocalisse mediatica e quella che dovrebbe arrivare, tra non molto

30 ott


Sono tornato a casa e ho trovato mio figlio immerso nella Xbox ( scuole chiuse anche domani ). Fino ad ora pioggerellina. Si sta alzando il vento che, dicono in tv, arrivera’ a 90 miglia, che e’ parecchio.
Attraversata la citta in macchina’ in cinque minuti ( di solito almeno mezz’ora ). Ho preso il latte dal deli coreano sotto casa aperto 24 ore, 365 giorni all’anno, che gli uragani gli fanno un baffo. Televisioni tutte sull’arrivo di Sandy, saltato tutto il resto. Vedremo stasera se resisteranno le serie e sitcoms che finche’ c’e’ corrente nessuno osa spostare perche’ i soldi degli spot sono sacri.
Sono salito sul terrazzo condominiale a prendere due immagini. Solo taxi in giro. La citta’ con la metropolitana ferma e’ zoppa. In oltre 365mila avrebbero lasciato le loro case vicino all’acqua, downtown, per riparare in scuole, edifici pubblici. Bloomberg ha appena annunciato che stanno per chiudere tutti i ponti e tunnel che collegano Manhattan a Brooklyn, Queens, Staten Island e il New Jersey. Ha anche detto che e’ stata fatta una “raccolta” dei senzacasa in citta’.
In giorni come questo realizziamo di vivere su un’isola.

Gregory Brothers, prossimamente su questi schermi. E su tutti gli altri

29 ott

Obamatos e Romneyprost sono due parole che danno l’idea di un coro religioso applicato alla politica. Ho intervistato i Gregory Brothers ( grazie Gianmaria ) nel loro loft-officina di Brooklyn. Tra poco piu’ di una settimana il video completo. La loro rilettura autotuned dei dibattiti presidenziali e’ la novita’ virale di queste elezioni americane, le prime realmente digitali.

Usano tecniche note nell’industria musicale applicate all’attualita’ politica e non solo. Fanno musica altra e sono computer-maghetti. Sono tre fratelli ( Evan, Andrew, Michael ) figli di due insegnanti della Virginia trapiantati nella hipster Williamsburg, con in piu’ Sarah, moglie di Evan. Sono simpatici, colti, attenti a quello che accade intorno a loro e sono padroni della tecnica che segna un cambio di fase. Quella con cui il segmento demografico 18-49 anni, a diversi livelli di conoscenza, tiene la televisione come sfondo, come musica da aeroporto e si abbevera di notizie sulla rete. Il vecchio totem e’ ancora li e s’illumina  in occasioni topiche ma la sua fruizione e’ sempre piu’ mobile e, nel caso dei Gregory Brothers, frullata dentro una acuta rivisitazione.
Sono l’esempio di come una piattaforma digitale come You Tube stia rivoltando la tele-visione. Senza tanti Gregory Brothers You Tube non sarebbe quello che e’. E viceversa. Il loro video Bed Intruder ha avuto piu’ di 100milioni di visite. You Tube ha cominciato a misurare anche la persistenza sui video, non solo la visita. Come si fa con l’ascolto televisivo. La pubblicita’ e’ ancora, in America, sulla televisione (64.5 miliardi l’anno ) ma nell’ultimo anno quella sui video digitali e’ cresciuta del 46.5% ( 2.9 miliardi l’anno ). La vecchia televisione e’ tutt’altro che morta ma piccoli canali crescono.

 








Romney e Marchionne

28 ott

Come riscrivere la storia.

Riapre la Statua della Liberta’

28 ott

Dopo un anno di lavori riapre la Statua della liberta’. 126 anni dopo. Il simbolo di benvenuto agli immigranti. Nel giorno della chiusura della citta’ per l’arrivo dell’uragano Sandy. Dai Miss Liberty, facce er miracolo, respingi Sandy.

Fuga da New York

28 ott

E’ ufficiale, conferenza stampa di Bloomberg in corso. Per le zone A vicino all’acqua evacuazione. Chi rimane lo fa a suo rischio e pericolo. Le scuole pubbliche, chiuse, trasformate in ricoveri. Mio figlio felice, io un poco meno.

Salta Meet the Press preelettorale per l’arrivo di Sandy. Possibile evacuazione a New York

28 ott

Saltata Meet the Press ( NBC) la trasmissione regina della politica della domenica mattina, in attesa della conferenza stampa di Bloomberg sullo stato di allarme della citta’ per l’arrivo della tempesta Sandy di domani. Gia’ chiusa metropolitana da stasera. Possibile chiusura di scuole e uffici pubblici.
Le zone colorate di giallo nell’immagine sono quelle vicino all’acqua, che potrebbero essere evacuate. Io abito in una zona colorata di verde. Previsto salto di energia e collegamenti di ogni tipo ( ciao, ciao tv e wifi ? ).

The Gregory Brothers. Come rileggere la politica ( e la storia ) su You Tube. E come fare invecchiare tutto il resto

28 ott

“Multiple choice”. Romney e Ted Kennedy sull’aborto. Quelli che giocano per Obama

28 ott

Ted Kennedy e Romney si sfidarono per il seggio da senatore in Massachusetts, nel 1994. Il seggio per cui oggi lottano Scott Brown e Elizabeth Warren.
Si lo so, conosciamo la storia ( e questo video ) ma oggi cercavo dichiarazioni sull’aborto di Romney perche’ il tema sta diventando centrale in questi ultimi giorni di campagna elettorale. In attesa degli ultimi dati sulla disoccupazione che ricentreranno il dibattito sull’economia, le parole a vanvera di vari esponenti repubblicani su stupro e aborto hanno spostato l’attenzione ( e questo fa immensamente comodo a Obama ) sulle questioni sociali su cui il presidente non e’ battibile.
Occasione buona per vedere, rivedere e rivedere ancora questo video passato per la Convention democratica dei primi di settembre.
E poi uno dice che si finisce sempre con il citare i tre fratelli Kennedy. Per forza.

FoxNews e GIRLS for Obama

28 ott

Obama, Bob Marley, Facebook e l’intervista a MTV

27 ott

http://youtu.be/gs2mo-2Noxw

IL CORO ( per le elezioni )

27 ott

http://youtu.be/fwlW4lx6TTo

Grazie a Giuseppe ( Tita ) per la segnalazione. Vado pazzo per i cori.

La vita e’ meravigliosa

27 ott

http://youtu.be/IQoXV6oCzsQ

L’isola del famoso

27 ott

Tina Fey su stupro repubblicano

27 ott

http://youtu.be/lLICHdAKAzM

La sveglia di Michelle ( al Jimmy Kimmel Show )

26 ott

http://youtu.be/CSEsKJdqh2I

Obama, l’intervista definitiva di Rolling Stone

26 ott

L’intervista definitiva a Obama su The Rolling Stone.

Se tutto si riduce all’Ohio, guardatevi la meraviglia interattiva del New York Times

26 ott

Se tutto si riduce all’OHIO guardatevi il film interrattivo che ha realizzato il New York Times. I diners, i diners, i diners!

Il ritorno ( di Derrick Rose ). Storytelling

26 ott

Adidas ha costruito una storia ( epica ) con il ritorno di Derrick Rose, il ragazzo della South Side di Chicago infortunatosi nei playoffs dello scorso anno. Con lui Chicago poteva provare a battere Miami. Senza, impossibile.
La serie di spot, con il racconto di Rose, srotola una storia montando oltre ogni limite il recupero, il ritorno, la rivincita. Elementi guerrieri mischiati al racconto sociale e proiettati nel futuro dalla scarpa, che e’ lo strumento per la vittoria, realizzano un mix che non c’importa quanto e’ retorico perche’ il basket della NBA e’ una meraviglia.

http://youtu.be/bXBLS_TZ7zM

Spielberg, Lincoln, Homeland

26 ott



Spielberg sta girando molto in televisione per lanciare LINCOLN, il suo nuovo film. Time magazine rilancia la domanda classica di ogni elezione. Cosa farebbe Lincoln ? I due ( Time e Spielberg ) si lanciano a vicenda.
Spielberg a domanda ( MSNBC al mattino ) sulla televisione che guarda, ha risposto molta politica sulle allnews e una sola serie, HOMELAND. Ha detto che lui e sua moglie aspettano la domenica sera con ansia, per un nuovo episodio. Come succede a casa mia.

LO STUPRO. Interditeli

25 ott

Grazie a Stefano Solinas per la segnalazione ( da Daily Kos ).

I web sites piu’ visitati in America. Guardate dove sono The New York Times e Twitter

25 ott

Guardate la classifica dei siti piu’ visitati in America a settembre. Ci sono sorprese, almeno per me. Web sites che pensavo obsoleti e che, invece, vanno molto bene. Va bene il New York Times anche se perde soldi. The New York Times Company ( The New York Times, The Boston Globe e The International Herald Tribune ) ha perso il 10.9% di pubblicita’ nell’edizione a stampa e il 2.2 in quella digitale nell’ultimo quadrimestre. L’85% in meno di profitti dallo scorso anno ma una bella crescita nelle sottoscrizioni digitali ( l’11% in piu’ rispetto a quattro mesi prima ) arrivando a 566.000 abbonamenti per il New York Times e Herald Tribune.
Twitter ( pensavo di piu’) meno di Linkedin, Facebook “solo” al quarto posto e Pinterest per la prima volta nella hit parade dei 50 con oltre 25 milioni di visitatori unici.

In che programmi vanno gli spot di Obama e Romney

25 ott

Obama ieri sera da Leno e domani su MTV ( dopo Letterman, The View, Jon Stewart ). Romney invece non ha annunciato apparizioni televisive. In queste settimane ha spedito Anne Romney a contrastare Michelle Obama.  Strategie divergenti.
Interessanti le scelte in cui posizionare gli spot delle due campagne elettorali.
Tutti e due su Saturday Night Live, quasi alla pari ( 250 spot per Romney, 258 per Obama ). The Voice ha una netta maggioranza di spot democratici, quasi un diluvio. Come era stato, al contrario, per le Olimpiadi, piu’ repubblicane. Su NCIS comprano spot in eguale misura le due campagne mentre, sorprendentemente, su 2 Broke Girls, show accusato di battute razziste, gli obamiani hanno investito in grande quantita’. La elezioni fanno bene alla televisione, non solo per gli ascolti.

Non vi sarete mica scordati JOE THE PLUMBER, “l’eroe del 2008″, oggi in gara per il Congresso. Vero o falso?

25 ott

Come dimenticare Joe the plumber ( soprannominato l’idraulico, per il suo mestiere ) l’eroe republicano del 2008 che domando’ ad Obama delle tasse per una piccola impresa che avrebbe dovuto comprare ( una balla ) e ricevette la famosa risposta sulla redistribuzione della ricchezza ( “when you spread the wealth around, it’s good for everybody.”). Dopo quel dialogo con Obama fu portato in giro come una Madonna Pellegrina dalla campagna di McCain.
Ora Joe sfida la democratica Marcy Kaptur ( che ha battuto Dennis Kucinich nelle primarie ) per un seggio al Congresso in Ohio.
Sono andato a cercare spot del candidato Joe e sono crollato incredulo. Non saranno mica scenette di Saturday Night Live ? Quando dice che l’Olocausto e lo sterminio degli Armeni potevano essere prevenuti se le armi fossero circolate liberamente. E poi i dialoghi con il liberal macchietta. Senza parole.

Tarantino & De Niro

25 ott

Venti anni fa “Le Iene” (1992) di Tarantino, che cita sempre “Taxi Driver” (1976) come fonte di ispirazione.

Clint Eastwood reclutato da Karl Rove. Ecco lo spot per Romney che sembra quello della Chrysler

24 ott

Come non detto

24 ott

Ieri ho seguito le televisioni americane ( risultato zero ) sulla presunta aggressione razzista alla ragazza ustionata ad opera, secondo alcuni grandi siti di news organizations italiane, del Ku Klux Klan. Oggi si scrive altro, come niente fosse. La corsa allo scoop nei grandi siti di media italiani sta spostando l’autorevolezza altrove.