Archive | ottobre, 2012

La tv allnews di politica

24 ott

In America ci sono FoxNews e MSNBC. Si va su una o sull’altra a cercare rispecchiamenti identitari. Sei conservatore vai su Fox, sei liberal vai su MSNBC, sei uno che si vuole fare del male vai su CNN ( non sempre, perche’ Anderson Cooper e’ bravo e Soledad O’Brien pure ). Poi ci sono Current e tante altre su cui pero’ mi dimentico di andare. Insomma in America la tv auspicata da Francesco Costa c’e’ ( come lui stesso sostiene ) e serve i bisogni di comunita’ che si allargano nei cicli elettorali.
I palinsesti sono elementari. 14 ore di programmi da un’ora l’uno, con la mattina gonfiata a tre ore. Una decina di conduttori strapartigiani, parecchi bravi indipendentemente dall’essere schierati come sono. E’ come avere un Processo del Lunedi tutta la settimana. Spesso passano scrittori ed esperti veri, mischiati ad ultra’. Ne esce fuori una macedonia niente male per chi ama la politica.
Sono certo che un canale simile farebbe ascolti dignitosi anche in Italia. A patto di fare come fanno i talent shows. Scoprire i nuovi talenti della politica da mandare in campo al posto della cricca degli incollati. Gli ascolti americani non sono alti. Qualche centinaia di migliaia durante la giornata fino al milione del prime time, sempre Fox in testa, con una capacita’, pero’, di orientare il dibattito politico assolutamente straordinaria rispetto ai numeri. Ed un target interessante per Madison Avenue.
Dopo i canali di sport,viaggi, cucina presto di libri, manca la politica. Trattatela come una merce se non siete convinti. E’ roba che si vende, costa poco, fa parlare, e’ la manna per i social media, illumina altri canali. Basta studiare quelle che ci sono gia’. Non servono genietti della comunicazione . Bastano quelli bravi a copiare.

La cartolina precetto

24 ott

E’ arrivata la cartolina che ricorda di votare. Non me lo scordo.

Storie non attack ads

24 ott

In quattro stati si votera’ il 6 novembre per allargare il diritto matrimonio a chi e’ negato. Le storie.

Songified, anche il terzo dibattito. Gregory Brothers sempre loro

24 ott

Dating online per conservatori e liberals. Due accounts separati, non confondetevi

23 ott

http://youtu.be/HtI8FzuOTjc

http://youtu.be/wCLzXXYR5e0

Vi fa ridere ?

23 ott

Questa mattina in televisione gli shows-TG del mattino hanno rimbalzato questo video, tra un commento e l’altro al dibattito di ieri sera. Piu’ di un milione e 100mila visite in meno di due giorni per il gioco di parole “pick up” ( che vuol dire beccare ma anche sollevare ). Tristezza.

E ora ? Al voto, con le baionette in mano

23 ott

Esattamente due settimane al mio primo voto americano. Sono registrato democratico.
Alcuni allenatori all’angolo, molti con il doppio lavoro (giornalista) consegnano gia’ la vittoria del 6 novembre al candidato di riferimento. Non si scrivono piu’ articoli si srotolano endorsements travestiti. La sfida , come ho scritto infinite volte e’ pari nei sondaggi e questo potrebbe significare vittoria di Romney.
John Kerry ieri sera ha definito Romney il “Wikipedia candidate”. Anche io uso spesso Wikipedia e poi cerco di verificare, se ho il tempo. Altrimenti faccio come ieri sera Romney, che va bene lo stesso.
Questa mattina in televisione Ryan e Biden hanno fatto da ventriloqui ai loro capi del ticket, aggiungendo poco.
Intanto il prezzo della benzina sta calando ogni giorno e si e’ sempre detto che la pompa nelle stazioni di servizio avrebbe deciso le elezioni. Nemmeno questo sembra essere vero. Mi sono fatto un’idea di questa campagna elettorale, girando il paese. Ve la dico piatta dopo il 6 novembre.
PS Mio figlio e’ diventato, come me, un maniaco del fact checking e vi segnalo questa rilettura del dibattito di ieri sera in ternmini di vero e falso.

Gli Stati uniti e il resto del mondo. Europa mai nominata nell’ultimo dibattito. Obama e Romney pari sono

23 ott

Lodiamo sempre le covers del New Yorker. Quella di questa settimana ci mostra il nuovo Romney, quello che Obama ha definito affetto da “Romnesia”, la particolare forma di amnesia che colpisce il candidato repubblicano quando cancella le sue linee politiche del passato, anche recente e le ridisegna con fantasioso pragmatismo. E’ quello che Obama ha ricordato a Romney quando gli ha detto, in apertura del terzo ed ultimo dibattito tra loro, che una volta dice “we should” e altre “may be, depend”.
La battuta della serata e’ quella di Obama che ha risposto ad una lamentazione di Romney sulla diminuzione di navi della flotta ricordandogli che l’America non solo ha meno navi ma anche meno cavalli e baionette ma piu’ sommergibili.
In precedenza si era parlato di Russia, che Romney ha messo al centro di una politica di “attenzione” che ricorda una storica citazione di Sarah Palin. Ma a parte questi scambi ed un paio d’altri ( Israele, l’istruzione in Massachusetts ) e’ risultato chiaro che le posizioni dei due candidati alla Casa Bianca in politica estera non sono divergenti, come nella politica domestica.
La differenza e’ nell’esposizione. Quella di Romney e’ da bar sport ma probabilmente efficace per chi non e’ abbonato a FP e The Economist.
In genere questi dibattiti hanno servito la causa di Romney che’ arrivato al primo confronto in ritardo nei sondaggi. Vincendo nettamente il primo si e’ legittimato, facendosi conoscere e liberandosi dello scetticismo che lo circondava per la sua misteriosa, ai piu’, fede religiosa. Cosa di cui mai si e’ parlato in questa campagna elettorale.
Alla fine un attacco di Romney alla Cina (” currency manipulators”) e’ sembrato semplicistico e demagogico. Ma e’ robetta elettorale, nulla di sostanziale.
Obama e Romney si sono presentati pari al 47% nei sondaggi a questo dibattito a due settimane dal voto. Romney e’ in crescita e gli storici ci ricordano che per un presidente in carica essere sotto il 50% a questo punto della sfida non e’ un buon segno.
L’appello finale di Romney nettamente migliore perche’ ha nominato la parolina magica “ottimista” ( Reagan ) e ha guardato al futuro.
Obama per legare Romney a Bush ha guardato al passato e questo non si fa mai. Gli elettori non sono interessati alla storia. Preferiscono l’astrologia.

Cinesi

23 ott

Spot di American for Prosperity e CAGW Media ( Romney ). Il ritorno del professore cinese.

Andy Warhol, 1984-1985. Videoclip e Amiga. Tempi moderni

23 ott

L’oracolo

22 ott

Come sempre NOMFUP ci becca e segnala il libro da leggere in questo ciclo elettorale. Ho fatto il compito e devo dire che il titolo e’ piu’ forte del contenuto. L’altro, non letto ancora, e’ quello del nerd assoluto Nate Silver ( 38 anni ) . Il suo metodo deriva dalle statistiche del baseball, di cui e’ un maniaco compilatore.
Silver e’ l’aggregatore assoluto dei sondaggi, quello che li mette nel frullatore ed estrae la formula finale.  Quello da guardare per capire come andra’. Scordatevi gli altri, seguite lui ogni giorno.

No, il dibattito no ( i talk shows si ). Il CASO ITALIANO. Stasera l’ultima sfida Obama-Romney

22 ott

Leggo che si discute ( e forse ci siamo ) in Italia se, quando, dove fare un dibattito televisivo per le elezioni primarie del PD. Se solo Renzi-Bersani, con Vendola, con gli altri candidati. Tutto questo con alle spalle una storia di veti incrociati, di rimandi, di ricatti che hanno trovato anche nelle elezioni generali diverse occasioni di deviazione dal naturale corso di un processo democratico civile e apparentemente ovvio. Invece no. Nel belpaese in cui la televisione la fa ancora da padrona e, caso unico al mondo ( esagero ma probabilmente no ) i talk shows politici occupano tre ore di prima serata, un normale dibattito old style pare sia una impresa ciclopica da realizzare. Accomodati nelle poltrone dei talk shows, conoscendo prima chi si spaparanzera’ con loro, dedicandoci interminabili “ragionamenti”, i politici italiani ci vanno in televisione, dalla mattina alla sera. Ma il dibattito, no. Sulla forma piu’ elementare di confronto politico, alla quale se uno sfugge in America ha chiuso la carriera politica, ci si permette di aprire interminabili, strazianti trattative.
E poi uno si chiede dove sta la televisione pubblica ? Dove sta la sede naturale di questo confronto ? Perche’, leggo da lontano, SkyTg24 e Tgcom24 si offrono come luoghi di dibattito e, devo essermi distratto, non vedo la Rai in prima fila. Magari con RaiNews che cosi’ uscirebbe dalla penombra e sarebbe illuminata ? O anche con le eroiche Rai4, Rai5, che cosi’ anche mia madre scoprirebbe che esistono e lottano insieme a noi ?
Io vengo da una stagione di 20 dibattiti per le primarie repubblicane in cui i piu’ improbabili candidati della storia americana si sono confrontati consegnando infine la vittoria a Mitt Romney. Stasera assisteremo al terzo e ultimo dibattito presidenziale tra lo stesso Romney e Obama. A reti unificate con ascolti che nelle prime due occasioni sono stati intorno ai 60 milioni.
La serie The Newsroom ci ha recentemente regalato la preparazione di un dibattito da ricordarsi. E’ la democrazia. E anche la televisione.

Guns and votes. Per capire l’America. Questo non e’ un post qualsiasi

22 ott

Guardate questo spot e poi vi racconto un paio di cose. Mentre scrivo e’ aperta la caccia all’uomo che ha aperto il fuoco in un centro commerciale del Wisconsin uccidendo tre persone e ferendone altre quattro. Poco importa il motivo scatenante nel rosario di stragi che quasi quotidianamente registriamo, qua, nel paese dei 310 milioni di armi che circolano tra gli americani ( tante quante la popolazione ma naturalmente molti ne posseggono varie ).

Quattro sono stati i presidenti americani uccisi da arma da fuoco ( Abraham Lincoln nel 1865, James Garfield nel 1881, William McKinley nel 1901 e John Fitzgerald Kennedy nel 1963 ). Centinaia di migliaia di cittadini americani uccisi da armi da fuoco negli ultimi 40 anni. La strage domestica quotidiana di cui nessuno dei candidanti alla Casa Bianca vuole parlare perche’ il solo accennare alla questione fa perdere voti. Quindi totale rimozione.
Nello spot avete visto John Barrow, membro del Congresso degli Stati Uniti, in corsa per la rielezione, difendere il suo diritto, sancito dalla Costituzione, a possedere armi. Barrow e’ l’unico democratico, bianco, rimasto nello stato e questa volta rischia grosso perche’ il suo distretto elettorale e’ stato ridisegnato includendo un’area di sicuri elettori repubblicani.
Barrow e’uno di quei blue dog democrats ( moderati ) che ha votato contro la riforma della sanita’ di Obama e anche su altri temi sociali e’ spesso allineato con i repubblicani. Ma vuole farci capire che e’ democratico quando ci dice che l’arma ereditata da suo nonno e’ servita ad impedire un linciaggio di neri.
Per capire questo paese, la sua complessita’, la sua storia, serve conoscere John Barrow e non solo i suoi colleghi democratici del New England.

Non c’e’ piu’ il “peace candidate”

21 ott

George McGovern fu schiacciato alle elezioni del 1972 da Nixon. E’ scomparso all’eta’ di 90 anni.. Dopo esplose Watergate.

Ballando con la stella

21 ott

BILL

21 ott

“Tutti odiano la pubblicita’…”

Avete visto il dibattito tra le “first ladies” ?

21 ott

Jimmy Kimmel ha mandato in giro una troupe a raccogliere pareri sul dibattito, mai avvenuto, tra le first ladies. Nessuno ammette di non averlo visto e volano opinioni.

Meno 16 ( giorni )

21 ott





Non pensate ai soldi

20 ott

Alan Watts su soldi, desideri e passioni. E’ il finesettimana, non per niente.

http://youtu.be/siu6JYqOZ0g

Mr. Right. Quello che ha gia’ vinto, comunque

20 ott

Il New York Times Magazine di domattina ha in copertina ( con pezzo a seguire di Mark Leibovich ) Mr. Paul Ryan, candidato repubblicano alla vicepresidenza degli Stati Uniti. Mr. Right, il titolo, gioca su un classico doppio senso. Right e’ destra conservatrice e Mr. Right e’ l’uomo giusto da sposare. E questo e’ il senso dell’articolo. Andando in giro in queste settimane e parlando con supporters repubblicani non ho sentito una voce contro la scelta della candidatura di Ryan. Addirittura piu’ apprezzata di quella dello stesso Romney. Paul Ryan ha vinto comunque perche’, anche se il ticket repubblicano perdesse, il partito potra’ ripartire dalla sua leadership.
E’ una cosa bella sapere di avere vinto comunque.

La prima volta

20 ott

La prima volta di un uomo per Chanel 5.

Antinazi ( da Paperino a Twitter )

20 ott

Con ardita associazione, per festeggiare il blocco locale di un account Twitter pro nazista, faccio riemergere un corto propagandistico antinazi di Paperino che vinse l’Oscar nel 1942.

Cayman Islands

19 ott

Sex and the citizens

19 ott

Due nuovi film escono oggi a New York e hanno il sesso al centro. Uno ( Sexy Baby ) viene dal Tribeca Film Festival . L’altro ( The Sessions ) si dice contenga tra le migliori scene di sesso viste al cinema.

Gli invisibili

19 ott

A New York, Manhattan, incontri molti meno senzacasa di 10 anni fa. Invece sono aumentati del 50% da allora.
Fa impressione il numero di bambini ( che si puo’ vedere nel secondo grafico ). La città visitata dai turisti non vede gli invisibili, se non in minima parte. E quello che gli occhi non vedono non esiste.


Al Franken, il comico nel senato americano

19 ott

Non contano, ovviamente, i comici involontari. Al Franken ha conquistato un seggio ( Minnesota ) nel senato americano nel 2008 con soli 312 voti sul rivale repubblicano. In una vita precedente Franken e’ stato tra gli autori, fin dalla nascita, del Saturday Night Live Show. Il 49% degli elettori del Minnesota approva il suo lavoro ( ottima percentuale, il massimo raggiunto e’ il 59% ).

http://youtu.be/Yh8LfGIM62M

http://youtu.be/M4xrzkefV3M

COMEDY CENTRAL Elections. Romney e Obama stand up comedians. Cose che succedono nella lontana America

19 ott

Come ogni quattro anni i due candidati alla Casa Bianca leggono un pezzo comico alla cena di gala al Waldorf Astoria nel corso della cena di beneficenza organizzata dalla Chiesa cattolica. L’occasione simile piu’ nota e’ la correspondent’s dinner. Le televisioni all news hanno dato in diretta i due numeri di Romney e Obama. Raccolti cinque milioni tra i presenti, la New York che conta, finanza e finanza. L’evento si celebra ogni anno dal 1946 ( ogni quattro ospita i candidati ) in onore di Al Smith ( democratico ) il primo cattolico che provo’ ad entrare nella Casa Bianca ma fu sconfitto da Hoover nel 1928.
I copioni sono appaltati a battutisti di mestiere e il risultato e’ stato migliore per Romney, a mio parere. Ma Obama ha piu’ naturalezza e mestiere nel porgere le spiritosaggini.
Nessuna delle battute e’ stata buona pero’ come quella autoironica di Bush in passato ( “This is an impressive crowd: the Have’s and Have-more’s. Some people call you the elites. I call you my base” ).
Obama in giornata era stato a registrare Jon Stewart che ho visto in onda mentre Letterman ha mandato una replica del suo incontro con il presidente.
Noi siamo abituati a Crozza che e ai politici di turno che subiscono piu’ o meno imbarazzati. Teniamo ben separate le categorie del comico e del serio. Perche’ da noi la politica e’ una cosa seria, appunto ( battuta ). In America non c’e’ un Beppe Grillo ( non e’ una battuta ).

http://youtu.be/mCVX_iFJ_8k

http://youtu.be/Kv1EviiyJJ8

Avete letto 50 sfumature di grigio ?

19 ott

Domanda fondamentale al dibattito televisivo per il senato a New York. Alle due donne candidate, naturalmente.

http://youtu.be/X2CNZyTPj14

Il presentatore e il cantante

19 ott

Bruce Springsteen, lanciato da Bill Clinton, in Ohio per Obama.

http://youtu.be/iPkxjwaOMQk

http://youtu.be/ZhU3k5I6Pbg

http://youtu.be/OwtrWjvrmJM

http://youtu.be/xl9vYIGlQoc

La dura vita del politicamente corretto

19 ott

Giuseppe ( TITA ) mi segnala questa pubblicita’ che avevo perso. Grazie.