Archive | dicembre, 2012

PS grazie

15 dic

Grazie a chi mi ha scritto dopo lo stop del blog.
Serata televisiva durissima ieri con la strage in Connecticut.
Molto da dire, volendo. Il tema sarebbe stato quello dei “commossi viaggiatori”. Quelli che raccontano venti bambini morti e sei adulti.

Finisco qua. Per un poco o per sempre

14 dic

Mi fermo. Volevo postare quello spot turco con Messi e Kobe. Poi dire perche’ le nominations dei Golden Globes hanno lasciato fuori due cose che mi piacciono. Ma lascio perdere.
Allora, finisco qua. Per ora. Una corsa durata due anni. Ho bloggato ogni giorno.
Quando ho cominciato un bravo giornalista italiano, amico, mi disse “il giornale mi obbliga ad aprire un blog”.
Io non ho obblighi. Questo diario quotidiano mi sembra che abbia succhiato fino in fondo il suo format. Mi sono divertito. Negli ultimi tempi di meno.
Fase di chiusura di varie cose. Pensero’ a cosa fare e capiro’ quanto mi manca il blog. Per decidere se tornare. Penso di accenderlo su idee precise, a tempo.
Controllate ogni tanto, se vi capita. E mi raccomando frequentate quelli del blogroll ( nomfup, coserosse e gli altri ). Ogni tanto, se mi ospiteranno sempre, faro’ capolino sul Post.
Non pratico Facebook e Twitter. Arrivederci. E grazie, davvero.

Le dieci cose da ricordare. Per Johnny Cash

14 dic

Io non so vivere senza post-it. La piu’ grande invenzione di sempre. Infinite cose da ricordare. E il loro contrario. A volte ci scrivo anche “basta con il blog”. Poi lo cancello e lo riscrivo.

Le cose da fare oggi
1) non fumare 2) baciare June 3) non baciare qualsiasi altra/o 4) tossire 5) fare la pipi’ 6) mangiare 7) non mangiare troppo 8) preoccuparmi 9) andare a trovare mamma 10) fare pratica al pianoforte
non scrivere promemoria

PS lista ricavata da questo bel sito

Gli umani di New York

14 dic

Negli ultimi giorni cito spesso mio figlio. Da lui ricavo storie, informazioni e vi rimbalzo quella di Brandon, molto noto su Facebook, che io non frequento. Brandon ha scattato piu’ di cinquemila foto di cittadini di New York, mettendo insieme quello che lui chiama un censimento della citta’. Gli umani di New York sono un bell’accompagnamento alla pausa di questo blog che vi annuncio per domani.

Chi e’ Kendrick Lamar

13 dic

Album dell’anno per Nitsuh Abebe ( New York magazine ). E mio figlio.

Lo spot del 2012 piu’ visto su You Tube

13 dic

http://youtu.be/QMv8g8CO4cQ

Nella classifica delle prime 20 pubblicita’ dell’anno per You Tube sei sono di automobili e quattro realizzati dall’agenzia Wieden+Kennedy, quelli della Chrysler con Clint Eastwood ( ottavo posto ). Gli stessi che si sono presi il primo posto con lo spot Nike.

L’evento epocale glocal. Musica, roba d’epoca. Televisione e multipiattaforme, roba del futuro

13 dic

Visione familiare domestica del concertone per Sandy a reti quasi unificate, ieri sera. Cronaca sul Post.
Solo un’aggiunta. Sulla rottamazione dei rockers, diciamo arrivati ai 75 anni. Perche’ non conservare l’immagine, se non la voce dei tempi d’oro? Li avete visti Who e Rolling Stones ? Al contrario Eric Clapton potrebbe andare sul palco per un altro secolo. Rottamazione selettiva.
Invece i due miliardi che hanno visto il concerto durato oltre cinque ore sono evento vero. Reso possibile da tutta l’artiglieria mobile di cui oggi disponiamo. Poi magari se uno e’ stato colpito dallo tsunami in Giappone o dal terremoto in Italia puo’ anche non capire l’emergenza Sandy. E’ il glocal, bellezza.

TV. Il meglio dell’anno. E dove tira il vento

13 dic

Il 2012 e’ stato un anno televisivo segnato dalla campagna elettorale. Ma quello che accade in America e’ che tutto il resto, la TV delle serie, continua come se nulla fosse. Non sono state segnalate riunioni straordinarie di consigli di amministrazione dei networks per far saltare le finali di un talent show, ad esempio. Cosi’ chi ha seguito la sfida per la Casa Bianca ha potuto farlo nella nicchia dei canali allnews, che hanno allargato la platea ma arrivando tutti insieme nel prime time a fare meno ascolto di una qualsiasi puntata di Ballaro’.
Quello che e’ accaduto ( detto e ridetto ) e’ che la visione e’ diventata sempre piu’ mobile, differita, personalizzata. Dentro questa cornice meno statica il valore di quelli che erano i canali di nicchia e’ cresciuto oltre ogni previsione, andando in alcuni casi a minacciare e perfino superare i grandi networks che noi chiamiamo generalisti ( ma a che a pensarci bene servono ormai solo “nicchie piu’ grandi” ). Due esempi per tutti, The Walking Dead (AMC ) e Duck Dinasty ( A&E ).
Il 2012 ha anche segnato il trionfo delle docufictions declinate ormai in ogni possibile variante e spalmate ovunque. Dagli Amish agli epigoni di Jersey Shore.
Andando invece sulle serie vi srotolo la mia top five. Con una premessa. Io vedo di solito il pilot o la prima puntata delle cose nuove e se non mi prendono subito le mollo.
La cosa e’ oggetto di discussione domestica con mio figlio che mi dice di insistere in casi in cui casso al primo sguardo la novita’. Esempio Revolution ( NBC ) il nuovo J.J.Abrams postapocalittico che io ho trovato stereotipato e prevedibile. Simile giudizio in passato per Alcatraz, Terra Nova, The Event.
Ora il meglio.

1) TREME ( HBO )
Perche’ per principio e stima mi piace quello che fa David Simon ( The Wire ). Mi piacciono le storie intrecciate che compongono una fotografia. E questa della New Orleans post Katrina e’ straordinaria. Ma vi devono piacere ( tanto ) la musica e il cibo di quel posto, che va perlustrato con attenzione.
2) MAD MEN ( AMC )
La quinta stagione meglio della quarta. Vado pazzo per Peggy ma trovo che Don Draper sia il carattere meglio raccontato di tutta la storia della televisione. Il suo passare attraverso la vita cogliendo la superficie di quello che gli si muove attorno e’ profondamente moderno. E questa e’ la cosa piu’ sintetica  che possa dire per riaffermare la centralita’ di Mad Men.
3) HOMELAND ( SHOWTIME )
La seconda stagione che si chiude domenica e’ stata discontinua. Puntate di puro incanto ( e tensione ) intervallate ad altre piu’ sbrodolate e avvitate attorno alla necessita’ di estrarre nuovi caratteri ma di non riuscire a farceli diventare veramente interessanti. Sempre, comunque, l’attesa della domenica sera di Homeland ha fatto a pezzi quella della domenica sportiva, in genere ( italiana e americana ).
4) SHAMELESS ( SHOWTIME )
La famiglia spezzata, larga e complessa di Shameless e’ una vera famiglia. Le altre, quelle del Mulino Bianco, sono fiction. Il trasloco dall’Inghilterra a Chicago della versione americana e’ riuscito anche grazie ad un casting strepitoso. In cui, forse, e’ proprio il piu’ bravo, il padre Gallagher di William H. Macy, ad essere troppo macchietta. Solo l’arrivo prossimo della terza stagione potra’ colmare il vuoto di Homeland.
5) GIRLS
Non tanto per quello che si e’ visto nella prima stagione ma per quello che ha detto oltre la tv. Brooklyn e la generazione di eterne/i stagisti ( ebbene si, anche in America ). Piu’ per quello che promette di essere che per quello che e’ stato. Poi certo anche perche’ Lena Dunham non e’ la solita ragazzotta di plastica. Anche se ormai lo abbiamo capito e qualche volta potrebbe anche buttarsi qualche straccio addosso. Che fuori fa freddo.
Chiudo con le vetrine della New York Public Library che hanno apparecchiato un omaggio a Mad Men. La televisione e’ il romanzo popolare della nostra epoca. Lo abbiamo sempre detto. E qua ci credono davvero.



L’ANNO, per GOOGLE

13 dic

START UP

13 dic

12-12-12 il concerto che e’ gia’ nella storia, comunque

12 dic

In America ogni avvenimento, anche la fiera della domenica sotto casa, viene dichiarata avvenimento storico. E in qualche modo lo e’ in un paese giovane, proiettato nel futuro.
Il concerto, evento di stasera al Madison Square Garden e’ stato battezzato, con qualche ragione, “epocale”. Sara’ rimbalzato live dalle otto di sera a oltre mezzanotte da un numero incredibile di televisioni ( tra cui PBS, HBO, AMC, Showtime ovvero il meglio della tv americana ) e andra’ in cinema, teatri, grandi schermi anche di Parigi, Londra, ecc. Il primo veramente su multipiattaforme.
Il programma e’ in divenire fino a stasera. Da Tarantino a DiCaprio, da Jon Stewart a Billy Crystal, dai Rolling Stones a Bruce Springsteen, ecc. L’incasso andra’ alle vittime di Sandy e a progetti di ricostruzione. History in the making.
PS Poi, forse, bisognerebbe fare un pensierino su cosa significano avvenimenti come questo. Senza quelli che vengono chiamati “moralismi” e che significano un’altra cosa. Solo per capire.

500, ancora donne e motori. Stavolta c’e’ anche il maschietto

12 dic

Arriva il film di Kathryn Bigelow sulla fine di bin Laden

12 dic

La vigilia di Natale di Jimmy Fallon e Tracy Morgan

12 dic

American Masters. The Dude e gli altri. Pura Americana

12 dic

Ora che si avvicina la pausa/fine di questo blog mi butto in un bagno di pura AMERICANA.

Louisiana

11 dic

Bill Murray legge poesie ad operai edili

11 dic

O si fanno cose cosi’ o e’ inutile fare un canale libri. Perche’ mezza tv italiana e’ gia’ promozione libri.

Bernie Madoff day

11 dic

Oggi in America ricorre un anniversario da non dimenticare. Il giorno dell’arresto, quattro anni fa, di Bernie Madoff.
La truffa piu’ grande di sempre. In questa rara conversazione, Madoff e’ l’esperto di mercati.

Topless. PS Lo spot va anche in Italia ?

11 dic

Donne e motori.

S’avanza la You Tube TV. Tremate seguaci dei campioncini degli ascolti dei villaggi non globali

11 dic

Ecco il nuovo spazio, gli studios di You Tube a Los Angeles dove una volta c’erano Howard Hughes e i suoi elicotteri.
L’unica vera televisione mondiale ha dichiarato guerra alle emittenti nazionali, quelle che si muovono nei cortili, nei recinti nazionali. Quattro miliardi di hits al mese sono un ascolto che distrugge qualsiasi antico campioncino Auditel locale, sprofondato nei divani. Oggi la visione e’ mobile come ha certificato la Nielsen in America, sottolineando quest’anno l’avvenuto sorpasso sulla visione stanziale.
I primi 25 canali di You Tube gia’ portano a casa un milione di hits alla settimana. Ora la partita si gioca sulla permanenza sui canali You Tube. La sfida e’ quella di provare a cambiare l’abitudine “mordi e fuggi” sui video.
E l’altra sfida e’ quella con gli inserzionisti. Siamo solo agli inizi. Ma non e’ detto che ci sara’ un vincitore. Anche perche’ fa comodo a tutti continuare a misurare gli ascolti old style.

Quiz

11 dic

Dedicato a mia madre che non si perde una puntata de “L’eredita”.

Le ragioni per amare New York

10 dic

Tradizionale numero speciale del New York Magazine sulle “ragioni per amare New York”.
Per me piove sul bagnato.

Gira su Facebook tra i teenagers

10 dic

“Corporations are people”. Che girano, vedono gente, si muovono, conoscono, fanno cose. Digitali

10 dic

Senza la Procter&Gamble non ci sarebbe la televisione americana come la conosciamo, e’ cresciuta, ha poi invaso il mondo.
Senza l’industria dello spot da 30 secondi e i Mad Men che ci hanno creduto non sarebbe andata come e’ andata.
Fino all’era digitale la Procter&Gamble ( quelli di Tide e molto altro ) e’ stata il player che piu’ ci ha creduto. Ora segnali importanti dicono che la multinazionale si stia emozionando per il digitale ( come accade con i competitors Unilever, Oreal ).
Tengono convegni, parlano con Twitter e Facebbok, spostano piccoli ma significativi investimenti, muovono pezzi di impresa in Asia e ci costruiscono sopra un’impalcatura di “doing good”. Esempio il trasloco della divisione di beauty e baby-care da Cincinnati a Singapore. Nello stesso tempo e’ partita una campagna per l’acqua pulita, la sua purificazione, apparentemente fuori target. Invece, come accade con le corporations piu’ avvedute, serve a creare un microclima favorevole alla penetrazione dei prodotti. La strategia digitale integrata e’ indirizzata soprattutto ai nuovi mercati emergenti cinese, indiano, brasiliano.
A noi, in America, rimangono ( ancora per non so quanto ) gli spot televisivi. Mercato in cui la P&G e’ sempre al primo posto. Ma 10 miliardi nei prossimi cinque anni andranno digitali. Gira, il mondo gira. E conviene vedere da che parte va.

Imagine

9 dic

8 dicembre 1980, la morte di John Lennon. Rivedere oggi questo talk show misura tante cose. Anche una televisione diversa.

L’aggeggio che toglie le parolacce dalla TV

9 dic

Potete regolare il grado di tolleranza delle parolacce. Pensavo ad uno scherzo. Pare sia vero.
Ho visto su Amazon che il filtro costa 99.99.

L’America in treno, Kerouac

9 dic

In area di “best of” il 2012 e’ stato l’anno dell’attraversamento dell’America, da est a ovest. Beppe Severgnini’s idea.

Libri. I migliori dell’anno

9 dic

Tempi di liste di “best of” di fine anno.
Io mi limitero’ alla TV, tra breve.
Ecco quella dei dieci del New York Times. Poi quella di NPR, di HuffPost.
Io non ho letto quanto avrei voluto (libri). Troppa rete, giornali, vaccate varie.
Comunque quello di Dave Eggers vale la pena, come sempre.
E con l’anno nuovo si torna all’antico (la lettura, il cinema, l’aria).

 

Malcom X a Oxford

8 dic

Intervista doppia per lo spot doppio delle due Manchester

8 dic