Archive | febbraio, 2013

Aridaje col guru americano. I guru italiani non c’hanno capito niente e sparano alla luna. Parlate ora di paese normale

26 feb

E’ meraviglioso guardare da lontano ( streaming pirata ) i talk shows italiani che commentano i risultati in divenire.
Monti mi sembra sia andato benino per uno che non esisteva elettoralmente due mesi fa. Berlusconi ha rimontato dopo che gli avversari avevano vinto il primo tempo ( primarie ) e poi si sono seduti.
Grillo ha stravinto e nessuno, nessuno ha capito l’onda che stava arrivando.
Ho sentito a Piazzapulita alcuni giovani del Movimento 5 Stelle dire un paio di cose e sono curioso di ascoltarne di piu’.
Prepariamoci ai ritrattini degli esponenti del movimento che entrano il primo giorno a Montecitorio. Soprattutto come sono vestiti, che e’ importantissimo…La stampa italiana e’ stata imbarazzante in questi mesi. Anche la televisione non ha scherzato. Poi e’ arrivata, per finire, la storia Giannino. E intanto nessuno ci ha fatto capire una mazza su questi nuovi italiani che rifiutano le poltrone televisive. Forse sono come noi… Liquidati invece come seguaci di un culto. Come se gli elettori pensanti fossero solo quelli che entrano nel campione auditel.
Queste elezioni sarebbero da studiare per anni perche’ segnano il trionfo di chi ha strizzato la tv in ogni suo pedicello ( Berlusconi ) e contemporaneamente di chi l’ha spenta per sempre ( Grillo ).
In studio pero’ si sghignazzava sul guru americano che ha aiutato Monti.
Intanto qua, in America, grande preoccupazione in tv e nei websites delle organizzazioni di news. Grecia, euro le parole più usate. Non dai guru. Dai mercati.
Ho riaperto il blog per Oscar e elezioni. Ora puo’ tornare a dormire per un altro pezzo.

Schiavitu’

25 feb

Postdichiarazione di non voto

25 feb

Ho ricevuto e rispedito al consolato italiano le due schede elettorali, nei tempi dovuti.
Ho lasciato bianche le schede. Per la prima volta.
Avevo votato a novembre per Obama. Ora avrei votato come sempre o, forse, avrei curiosato tra nuove opzioni. Ma non mi sono posto il problema. Penso che il voto degli italiani all’estero sia una demagogica presa in giro. Soprattutto quando arriva a toccare postitaliani che non praticano lingua, usi e costumi. Sono per il voto dove si pagano le tasse, si legge il giornale la mattina, si guardano i telegiornali, si fa la spesa, si aspettano i figli che tornano da scuola. Punto.
Non siamo Nembo Kid. Basta il voto nel paese in cui siamo residenti. All’altro, guardiamo con affetto.

Il documentario che ha vinto l’Oscar ( e Sundance )

25 feb

OSCARS. Seth MacFarlane e le tette

25 feb

Sto guardando il live blogging dei websites che di solito seguo ( The Atlantic, The Daily Beast, NPR ).
Fanno a gara a chi e’ piu’ cattivello con il conduttore, MacFarlane. Facile, facile. E’ la scuola Twitter.
A me invece Seth MacFarlane piace parecchio. Canta, balla, scrive per la tv, per il cinema. E fa ridere. Il pezzo “Abbiamo visto le vostre tette ( “sise” per Roma e dintorni )” con il coro gay di Los Angeles all’inizio ha gia’ fatto la serata ( e’ l’elenco delle attrici che hanno scoperto il seno in un film ). Non la pensano cosi’ alcuni dei livebloggers nominati. Pazienza.

A seguire la consegna dei premi. Lincoln e’ il mio film.

Le Iene di Tarantino, il film possibile citazione ?

25 feb

“Documentary-Journalism”. Nuovi format crescono, HBO

24 feb

STREAMING O NON STREAMING. Ma allora conta la TV nelle elezioni , si o no ?

24 feb

E’ in corso una rivoluzione ma noi abbiamo Sanremo. Quindi siamo sempre i mejo.
La prendo alla larga, in questa vigilia elettorale italiana.
Ho letto, tornando in aereo dall’Italia, una decina di giorni fa, il libro di Freccero sulla televisione in cui ci dice che ” in America tutto e’ piu’ semplice; c’e’ una sola scala di valori ed e’ la scala del potere economico”. E’ sempre triste estrarre frasi da un lungo testo per dimostrare qualcosa. Ma parto da qua, dando per buona questa affermazione ( che non condivido perche’ come sempre la storia e’ piu’ complessa, anche quella della televisione pubblica americana ).
Dunque in America siamo un popolo di consumatori e la Nielsen questo fa ( nel mondo ). Misura il consumo televisivo per i Mad Men.
Ora la Nielsen ha comunicato lo scorso giovedi che aggiungera’ da settembre al suo campione ( di 23.000 users ) quello delle famiglie che hanno il primo schermo connesso al secondo schermo. Lo avete letto da qualche parte in Italia ? Pensano alla Nielsen che una porzione grande, forse addirittura tendenzialmente maggioritaria, dell’audience se ne stia andando su Internet e, guarda caso, e’ questo proprio il segmento che interessa di piu’ i pubblicitari. Presto seguira’ misurazione della nostra chincaglieria mobile ( iPads, smartphones, ecc ).
Le case ufficialmente connesse oggi in questo modo sarebbero solo lo 0,6 ma e’ evidente che questo numero non corrisponde alla realta’. Io conosco solo spettatori tv che la guardano sui computers e hanno tagliato la spesa del cable. Vedono le serie su Hulu, su Netflix, su Amazon, PlayStations, X-boxes e, poi, ovviamente le scaricano a volontà. Gia’ adesso la Nielsen ha impiantato misurazioni nei dorms delle universita’ e nei locali che gli studenti frequentano. Ecco perche’ cresce lo streaming dei networks che provano ad arginare la fuga dalla visione nelle ore canoniche.
E’ cosi’ d’altronde che io guardo la televisione italiana dall’America. Con lo streaming. I cui numeri ha annunciato ad ogni suo comizio Beppe Grillo. Quel signore che ha rinunciato alla televisione per le piazze e il secondo schermo.
Quando sento parlare di televisione e web in Italia salta sempre fuori solo la contabilita’ dei followers. Non c’e’ un pensiero originale sulla televisione e il web perche’ chi ragiona di televisione al massimo twitta ( e gia’ così si sente “contemporaneo” ).
E infatti avete trovato da qualche parte un racconto nel giornalismo televisivo e non sul “popolo di Grillo” che non sia quello infarcito di opinioni di chi si e’ cimentato nell’opera ?
Tutti a dire che Grillo ha rifiutato il confronto in tv. Ma scusate, mi devo essere distratto, quando e’ andato in onda un confronto Bersani- Berlusconi-Monti-Ingroia, ecc ? Abbiamo visto, tirato fuori con le tenaglie, questo miracolo con le primarie del PD. Poi basta. L’orgia del potere della chiacchera.
Ora siamo ai conti della spesa finali. Abbiamo letto ovunque ( e ho ripetuto pure io una volta ) che in Italia il 75% del consenso sarebbe prodotto dalla vecchia televisione. Ne riparliamo lunedi sera.

Sul Post, il film che dice come vincere le elezioni

20 feb

Cile, 1988, referendum su Pinochet. Sembra roba lontana nel tempo. Non e’ cosi’.

http://youtu.be/lOeiw_BJPas

 

Ho votato. Italiani all’estero, la variabile UFO

17 feb

Ho chiuso la busta con le due schede e spedita al consolato. Poi mi sono chiesto: perche’?
In verita’ me lo ero chiesto anche prima. Noi italiani con doppio passaporto avevamo votato a novembre in America. Con me votano italiani all’estero mai stati in Italia e che non masticano una parola della lingua.

Sul Post, Axelrod gioca fuori casa

6 feb

Su Axelrod, lo stratega delle campagne di Obama. In trasferta.