Archive | marzo, 2013

Il Twitter recap del South by Southwest, il piu’ cool per musica, cinema. E ora anche TV

20 mar

Mother

20 mar

SPLASH. I famosi tutti giu’ nell’acqua

20 mar

Il reality di ABC. Dal ballo al tuffo. A quando la gara di castelli di sabbia ?

http://youtu.be/Bcx5OqhYE_s

GIRLS. Ascolti e popolarita’ non sono la stessa cosa. La televisione si e’ sciolta

20 mar

Domenica scorsa e’ andato in onda il season finale della seconda serie di Girls, su HBO. Alle nove di sera erano all’ascolto 632.000 telespettatori. L’episodio finale della prima serie raccolse un milione di televedenti. Con le altre due repliche serali HBO ha messo insieme 1.3 milioni e ci ha fatto sapere che sommando tutte le piattaforme mobili Girls e’ la serie piu’ vista sul canale. Girls e’ stata rinnovata per la terza stagione.
Questi dati ci dicono che l’audience di Girls e’ il piu’ giovane, scomposto, digitale che c’e’. E’ la nuova moltitudine che la Nielsen fa i salti mortali per raggiungere e su cui una rete moderna, proiettata nel dopodomani come la HBO, scommette. Perche’ tutti sanno che la tele-visione sta spacchettandosi ma in tanti, del mestiere, fanno come se niente fosse.
Quello che si e’ creato attorno a Girls e’ il fenomeno mediatico più interessante da analizzare della stagione. Non solo per il rimbalzo sui social media ma come capacita’ di resettare la scrittura delle serie comedy con un target demografico iperpreciso. Quelli che la televisione non la guardavano più.
E cosi’ eccoci al finale di domenica scorsa in cui tutte le storie sentimentali delle quattro ragazze arrivano ad una parziale chiusura del cerchio, tra abbandoni e riconciliazioni. Anche con una corsa-citazione come nel Laureato. Che tanto questa generazione di millennials nemmeno sa cosa e’ stato. Con una differenza pero’. Che Hannah e Adam si parlano durante la corsa finale con gli iPhones su FaceTime. Mica una differenza da niente.

La vita in un prequel. Dalle parti di Twin Peaks, sempre

19 mar

E’ un trend ormai. La televisione, il cinema scavano indietro nelle vite dei protagonisti e non potendo riproporre l’originale ci sfornano educazioni sentimentali, politiche prima di arrivare alle isole dei famosi.
Nel caso di Bates Motel, partito lunedi sera su A&E c’e’ anche la riscoperta di Hitchcock, celebrata al cinema e su HBO con due film in questa stagione.
Il giovane Norman Bates e’ un credibile simil Anthony Perkins e meglio ancora la mamma, Vera Farmiga.
Gli executive producers vengono da due pezzi di solida televisione di culto : Carlton Cuse (Lost) e Kerry Ehrin (Friday Night Lights).
Il risultato e’ curioso, intrigante anche se non da urlo ( meglio nelle stessa serata di ieri la miniserie di Jane Campion ). 
Carlton Cuse piu’ che citare Lost ha rimandato, in varie interviste, a Twin Peaks. Siamo sempre da quelle parti quando il racconto prova ad essere atemporale e senza luogo ma ben piantato dentro l’ “America’s small town”. I motels, come i diners , sono i paletti di questa narrazione americana. Sono territori solo apparentemente vasti. Servono a recintare lessici fami(g)liari un poco diversi da i Casaroni e i medici in famiglia.

http://youtu.be/Nkn5aEadrX4

1981

19 mar

Torna la grande televisione

19 mar

http://youtu.be/R4XSeW4B5Rg

Jane Campion, la miniserie tv. Un lago tra donne e uomini

19 mar

http://youtu.be/pabAM7xIt3Q

Ho visto i primi due episodi di Top of The Lake, la miniserie in sette episodi di Jane Campion ( regia condivisa con Garth Davis e scrittura con Gerard Lee ) su Sundance.
Rimandi scontati della critica a Twin Peaks e The Killing ma questa e’ la superficie che agita il lago attorno a cui o dentro cui sparisce una bambina di 12 anni, incinta. Intorno e’ Nuova Zelanda e un paese dominato da uomini di frontiera sorpreso dall’arrivo di una comunita’ di donne in fuga da storie di oppressione.
La miniserie e’ un thriller classico ma la sottotrama e’ la condizione della donna, mi pare chiaro. Attraverso paesaggi straordinari ci conduce Elizabeth Moss, detective, la Peggy di Mad Men. Presenza magnetica che ci srotola un sottotesto che diventa centrale sul tema della violenza sessuale. Il lago nasconde il mistero ma il resto e’ una storia antica che Jane Campion ci dice e ridice nella sua filmografia. Ora televisione, che e’ meglio, come e’ noto ( se a servirla sono poi presenze come Holly Hunter e Peter Mullan ).
Ho letto sul New York Times Magazine di domenica scorsa che Elizabeth Moss e’ seguace di Scientology da piccola, per eredita’ familiare. Non ne vuole parlare. Il mistero del lago, ho letto, si lega al mistero di Robin, la detective impersonata dalla brava, brava Elizabeth Moss. E cosi’ l’intreccio penetra nella protagonista come nelle storie migliori, quelle che aprono con la complessita’ gli stereotipi.

Webcomics

19 mar

Gossip. Ecosistema e storia

19 mar

Dieci anni dopo The Office

19 mar

Chi e’ Harry Nilsson ?

3 mar

C’e’ chi scrive che la televisione pubblica americana ( la PBS ) non esiste. Non esiste perche’ non la guardano.
Ogni giorno ci trovo una perla. Ho appena finito, sabato sera, di vedere un grande documentario sul musicista che piu’ ammirava John Lennon. Ispirazione di Randy Newman e tanti altri. Celebre per la canzone de L’Uomo da Marciapiede ( “Everybody’s Talkin” ) di cui e’ autore Fred Neil ( grazie Paolo Garavello per la precisazione ).
Una vita misteriosa, riempita di alcool, droghe, tre matrimoni, sette figli, finita a 52 anni nel 1994.
Harry Nilsson era nato a Brooklyn, nella Bushwick oggi sempre piu’ scoperta dai giovani costretti a fuggire dalla carestosa Williamsburg. I nonni arrivarono dalla Svezia e lavoravano nei circhi. Suo padre usci’ di casa quando Harry aveva tre anni. Non volle mai fare concerti pubblici e tours. Dopo la morte di John Lennon si impegno’ in una solitaria campagna contro le armi, interrompendo a lungo ogni altra attivita’.
Parlano in tanti nel documentario, da Yoko Ono a Al Kooper, a Van Dyke Parks. Una bellezza.

http://youtu.be/_SMzpf6L0aQ

Genio o bufala

2 mar

Studente di Stanford mette a posto il cubo di Rubik.

Il mestiere piu’ difficile del mondo

1 mar

The sound of music

1 mar

Zuckerberg e Bill Gates. Doposcuola

1 mar