Archive | maggio, 2013

Lavoratori contro lavoratori. Il nuovo reality che rovescia la storia ( e il senso comune )

24 mag

La prima delle sei puntate di un nuovo reality-game e’ appena andata in onda su Fox e sto qua a chiedermi:  perche’?  ( anche perche’ ho resuscitato il blog ma questa e’ un’altra storia ).  Dicevo lunedì scorso che la televisione in America non scrive “chiuso per ferie”. Che una raffica di nuove serie e’ partita, partira’ nel prossimo mese, molte lanciate per prova. Quella di questa sera potrebbe chiudere subito, fossi io a decidere. “Does someone have to go?” ( “Deve andarsene, essere lasciato andare qualcuno?” ) dice il titolo, deve essere licenziato qualcuno ? L’ideona e’ questa. Si va in una fabbrica, un’impresa in crisi e si dice ai lavoratori che per 48 ore dipende da loro il salvataggio dell’azienda, risultato possibile con la espulsione degli incapaci, gli indolenti, ecc E cosi’ il reality ( perche’ l’azienda e’ reale ) diventa un game show.
In piena recessione – ha detto il responsabile della rete – Endemol USA arrivo’ con un progetto chiamato “Toxic Office”. E nella presentazione ha abbassato i toni che il titolo non avrebbe lasciato intendere. L’azienda non deve affrontare problemi economici ma di organizzazione del lavoro e lo show televisivo servirebbe a comprendere errori e a ristabilire un “clima produttivo”.
Nella prima puntata l’impresa si chiama VMS, di Chicago. Commerciano in macchine che processano carte di credito. Ogni impiegato era stato intervistato con domande sui suoi colleghi. Senza avvisarli le interviste vengono mostrate a tutti. E cosi’ parte il tutti contro tutti. In aggiunta nell’azienda lavorano quattro membri della famiglia proprietaria. Vengono mostrati sul grande schermo della sala conferenze gli stipendi annuali di tutti e si chiede chi e’ pagato troppo, chi poco. Il logo compare ovunque.
La linea e’ quella tracciata da Unduercover Boss, il reality in cui il padrone, scusate CEO, va tra i lavoratori per capire cosa non va, cosa e’ migliorabile nell’azienda. Solo che in questo caso gli autori sono andati giù piatti nel libro dei desideri. La caccia al lavoratore non si era ancora vista.
Nel lancio si era detto temerariamente “Survivor incontra The Office”. Mi e’ sembrato piu’ “The Apprentice” ma poco importa.
Fox ha partorito un nuovo capitolo nelle relazioni industriali. Si fa per dire. Roba da riscrivere i Grundrisse dopo stasera.

TWITTER dice che la TV e’ la sua migliore amica

23 mag

Autismo. Un bambino su 50 in America

23 mag

Anthony sindaco. Sara’ dura. Subito fatto a pezzi in tv

23 mag

Anthony Weiner ci prova. A diventare sindaco di New York. Non sara’ facile far dimenticare le sue immagini nudiste twittate a tutti i suoi followers invece che alle amiche conosciute online. La moglie ha perdonato. Gli elettori, si vedra’. I comici no, ovviamente. La candidatura era appena stata annunciata con il video You Tube che e’ arrivata la prima parodia.

STREET BASKETBALL. L’autentica, sotterranea religione di New York

23 mag

700 campi all’aperto ( a volte un canestro sul muro esterno di una casa ) e 500mila giocatori potenziali. Tutti i ragazzi di New York hanno giocato, giocano a basket per la strada. Ci sono luoghi ad Harlem, nel Bronx, a Brooklyn, su Avenue of Americas nel Village ( “The Cage” ) consacrati alla religione numero uno della citta’. Tanto la squadra amata-odiata ( i Knicks ) continua a procurare dolori alla sua tifoseria ( anche di casa mia ) piu’ esplode l’agonismo tra i grattacieli. In questa stagione, fino al culmine agostano si moltiplicano i tornei che sfidano il caldo record metropolitano.
Il documentario uscito oggi in citta’, dopo essere passato vincitore in vari festivals, racconta le gesta di piccoli e grandi miti di questo sport underground. Molti approdati alla NBA, tanti di piu’ rimasti eroi della pallacanestro del passaparola, noti solo in una cerchia chiusa di fans. La dimostrazione che nella vita, oltre al talento, ci vuole tanta fortuna.

Televisione, libri, parolacce. Quel genio di George Carlin

22 mag

George Carlin e’ stato ( 1937-2008 ) un grande stand up comedian. Con Lenny Bruce, il piu’ grande. Con i suoi monologhi registrati ha vinto cinque Grammy e fatto la storia su HBO.
Ogni tanto lo riascolto e lo trovo sempre straordinario. Questo elenco di libri-manuali e’ meraviglioso. A seguire la celebre lista di sette parole che non possono andare in televisione.
Televisione e libri, un matrimonio da sempre difficile. Anche senza parolacce.

Il “making of” del film di Soderbergh su Liberace. La televisione e’ il nuovo cinema, volendo

22 mag

Il film che ha scosso Cannes e che va in onda domenica su HBO ( produzione HBO FILMS ) la pay tv americana.
Soderbergh ha detto di averlo proposto a HBO dopo avere incassato il rifiuto degli studios di Hollywood. Buono solo per un pubblico gay gli avevano detto. HBO ha detto si subito. Evito paragoni.

Due o tre cose sull’Oklahoma

22 mag

Quello che non sapete dell’Oklahoma lo trovate riassunto su Wikipedia o, se avete tempo, su altre, tante fonti. E’ uno stato ricco di risorse naturali ( gas naturale e petrolio ) agricoltura, industria di biotecnologie e aviazione. E’ centrale nella Bible Belt. E’ l’unico stato in cui Obama non e’ riuscito a vincere nemmeno una contea sia nel 2008 che nel 2012.
Terra di indiani e cowboys. Ieri sera nello speciale di NBC dedicato al tornado, ho sentito uno dei soccorritori rispondere ad una domanda di Brian Williams con un  ” Sono stato ad altri rodei prima di questo”. Un modo di dire che spiega l’Oklahoma.
L’icona dello stato e’ stato Will Rogers, figura complessa di cowboy nato da famiglia Cherokee, attore piu’ pagato dell’epoca ( anni 20 e 30 ) ed opinionista tra i piu’ letti.
Due film, legati all’Oklahoma, ricordo bene. Il primo e’ The Outsiders ( 1983 ) di Francis Ford Coppola, tratto dal romanzo di S.E. Hinton, ambientato a Tulsa con un mucchietto selvaggio di saranno famosi, da Matt Dillon a Rob Lowe, da Tom Cruise a Patrick Swayze . L’altro e’ Kids ( 1995 ) ambientato a New York di Larry Clark, nato a Tulsa Oklahoma. Due film che raccontano giovani americani di due generazioni diverse come pochi. Solo L’Ultimo Spettacolo ( 1971 ) di Bogdanovich e’ riuscito in una operazione simile con una generazione ancora precedente.
L’Oklahoma e’ uno stato importante. Non e’ un non luogo spazzato dai tornado e basta.

Gli americani sono tosti, in questi casi

22 mag

Telegiornali della sera ( 18.30 ) allungati ad un’ora e mezza, due . Uno speciale della NBC di un’ora alle 20.00.
Come sempre le news americane si gonfiano a fisarmonica in questi casi. Gli studi sono aboliti. Si conduce dal luogo della tragedia. Ieri mattina il Today Show era alle Hawaii. Qualche ora dopo i tre coconduttori avevano gettato le corone di fiori e i gonnellini per indossare le giacche a vento. Stamattina erano tra le rovine.
Storie, vengono raccontate storie con volti che strappano ammirazione.
La narrazione si srotola senza retorica. Chi parla non possiede piu’ una briciola.
La politica e’ confinata in brevi segmenti. La governatrice repubblicana, prima donna a rivestire la carica in Oklahoma, i sindaci. Zero Washington, a parte la dichiarazione di Obama che in questi casi e’ piu’ bravo che nell’amministrazione corrente.
E’ un’America asciutta. Certo, scorrono lacrime ma ascoltiamo e vediamo storie di chi e’ accorso ad aiutare, di chi ha salvato il cane del vicino, della maestra che ha coperto con il suo corpo tre bambini. Arrivano sempre i nostri in questo paese che da il meglio in questi casi.

Arriva la Smart TV , quella che forse fa pure la pasta e trasforma i mariti

22 mag

Ellen DeGeneres su Abercrombie&Fitch che ce l’ha con chi e’ grassoccio/a

21 mag

A lezione di chitarra da Ricky Gervais ( David Brent di “The Office” )

21 mag

Tutte le cose che fanno incazzare i newyorkesi

21 mag

Cosi’ e’ nata RIDERS ON THE STORM

21 mag

I Doors sono la mia band preferita di sempre.
E’ scomparso Ray Manzarek, 74 anni, della South Side di Chicago, che aveva fondato i Doors con Jim Morrison, nel 1965.

OKLAHOMA, war zone

21 mag

Tutti i conduttori dei telegiornali sono questa mattina sul luogo. Le immagini fanno veramente impressione. Ancora tornadoes in arrivo. Il centro dell’America in Oklahoma. Tutto il resto conta poco.
I “tornadoes warnings”, gli avvisi, sono arrivati nel pomeriggio piu’ di due ore prima. Poco da fare. Solo stare sottoterra e’ la salvezza in questi casi, a patto di riuscire ad emergere dopo. Abbattutti solidi edifici, non solo le casette di legno.
L’Oklahoma non e’ nuovo a questi “monster tornadoes”. Il 3 maggio del 1999 si abbatterono in 70 nell’arco di 21 ore nella stessa area di oggi. Lo stato si trova nella Tornado Alley, la linea che corre dalle Rocky Mountains agli Appalachians. Kansas, Oklahoma e Texas sono gli stati piu’ investiti dal ricorrente, devastante fenomeno atmosferico.
In televisione non la smettono di dire “war zone”.

SEX and VIDEOTAPES. Parlare di sesso in televisione, un’altra vita in tv e’ possibile

21 mag

Ci sono stati in passato programmi della televisione americana con il terapista sessuale. Ancora in onda, assomigliano poco a terapie di gruppo , molto all’ora di educazione sessuale scolastica, quando c’e’. Specialista e’ la televisione di Oprah che abbonda di consigli in materia.
Ora l’idea di LOGO TV e’ quella di usare conversazioni reali con tre terapisti e 24 coppie ( etero, gay, anziane, credenti, assopite e vivaci ) e metterle in bocca a dei pupazzi. Muppets per adulti. In Treatment al teatrino dei piccoli.
La terapia e’ gratuita per le coppie che accettano di essere registrate. Nemmeno il personale tecnico e gli autori del programma vedono le coppie dal vero. Che vengono ascoltate e mandate in onda anche quando sono in una camera di un motel, in una sala per massaggi, in un negozio di aiutini sessuali.
HBO ha da poco ordinato, dopo avere visionato il numero zero, una serie con dichiarato tema sessuale a Ryan Murphy di di Glee e all’executive producer di Dexter, Lauren Gussis. La fiction avra’ cinque protagonisti. Una coppia di trentenni e loro colleghi e amici.
Dopo tanti serial killers, vampiri, mostri e alieni, la televisione si apre, finalmente, al sesso. Non ci sara’ piu’ solo il cibo in tv a raccontarci la vita reale.

Se ci si mette Coca-Cola tra India e Pakistan…

21 mag

La grande scimmia, come noi

21 mag

Il nuovo spot di PETA e’ contro il maltrattamento delle grandi scimmie, usate nel cinema e ingabbiate negli zoo. La voce off e’ di Adrien Brody.
Lo spot cerca spazi gratuiti ( riparatori ) in televisione.

Torna THE KILLING, season 3

21 mag

Vivere a PARK AVENUE, Upper East Side ( PBS )

20 mag

http://youtu.be/J1LHwPBSJn8

Il Ladro e il Ciabattino

20 mag

Ho ricevuto molti suggerimenti per descrivere l’ultima giornata del campionato di calcio.
Volevo chiudere con un classico ma poi e’ arrivato questo ( grazie Gianni ). E ha battuto tutti gli altri.

Ladri di biciclette

20 mag

Ultima giornata del campionato di calcio italiano.

LA TELEVISIONE CHE VERRA’. 3) Oggi

20 mag


“Hold the future in your hand with Sony.” 1962

Dopo l’Introduzione, Ieri, Domani arriva Oggi, la televisione della prossima stagione e di quella in corso. La televisione che non si ferma e va sotto l’ombrellone per tre mesi come quando andavamo a scuola e come, mi dicono succeda, in paesi lontani con tanta storia storia alle spalle e poca televisione nel futuro.
La televisione e’ un flusso con una narrazione diversa rete per rete. Il famoso romanzo popolare, per chi e’ capace di scriverlo. Il flusso e’ tale se non si interrompe. Non servono uffici studi per vedere come va in America, il paese che ha inventato l’elettrodomestico. Basta aprire Emtertainment Weekly alla rubrica ( What to Watch ) guida dei programmi tv di questa settimana. Ogni giorno c’e’ un “series finale” e un “series debut”, finisce una stagione e se ne apre un’altra, quella estiva.
La novita’ per tutti i networks sono le “limited editions”, miniserie di 15 episodi e mini nel senso che non sono ordinati i tradizionali 22 a stagione. Con 22, per tenere occupato lo slot, il posto nel palinsesto, vanno in onda repliche per coprire la stagione. Il nuovo quadro pieno di offerte, con una competizione cresciuta, impone investimenti piu’ aggressivi. Ad esempio, la CBS ha presentato le 15 puntate della nuova serie Hostages, che sara’ seguita, la settimana dopo la fine, dalle 13 di Intelligence ( con Josh Holloway di Lost ).
Fox ha presentato undici serie nuove e due limited editions. Ed e’ il network che piu’ di altri ci ha tenuto a dire di essere diventato “una social tv”, con una partnership annunciata con Twitter. Ma il problema sono le idee, naturalmente. Una alla Lost ma ci si accontenterebbe di un’altra alla Good Wife. Si vedra’ se ci sono. Difficile riconoscerlo nelle presentazioni che sono shows con mitragliate di trailers. Piu’ facile riconoscere antiche somiglianze.
Per NBC ( 17 nuovi shows in preparazione ) da Ironside a The Blacklist a Night Shift echi di Hannibal e E.R. L’unico show che ha funzionato veramente e’ The Voice. Solo due sitcoms resistono ( Parks and Recreation e Community ) e i tentativi piu’ pubblicizzati sono quelli del Michael J Fox Show, ispirato alla sua vita e “About a Boy,” dal libro di Nick Hornby. Revolution, partita bene, e’ andata calando negli ascolti. Bocciato il newsmagazine Rock Center con Brian Williams, la star del telegiornale.
Per CBS, con la sitcom The Crazy Ones ( con Robin Williams ) siamo sull’onda di Mad Men ( e McDonald’s ) e su quella del nuovo trend di girare con una sola camera ( come lo show di Michael J Fox ). Elementary va molto bene. Dei vari CSI resiste solo l’originale.
Per ABC sempre buone le performances di Modern Family, al quarto anno, piu’ Scandal e Nashville, l’unica serie drammatica dello scorso anno ad essere stata rinnovata. Attesa per “Marvel Agents of S.H.I.E.L.D.” ispirata a The Avengers. Ballando con le Stelle sara’ ridotto da due a una serie l’anno.
Per Fox il declino di American Idol non e’ stato compensato da XFactor, che non ha avuto il successo sperato. Bene The Following con Kevin Bacon e, tra le quattro drama series nuove, attesa per un nuovo J.J. Abrams ( Almost Human ) e Sleepy Hollow. Glee perde colpi.
La moria di shows e l’ondata di pilots ad ogni stagione e’ un classico ma questa volta si e’ respirato tra i grandi networks un nervosismo eccezionale. Da fine di un’era. Per le ragioni che ho provato a dire nelle puntate precedenti ma anche per una concorrenza, alta e bassa, ormai straordinaria, vincente. A parte il successo di serie come The Walking Dead su AMC o The Bible su History, quelli di cui poco si parla sono autentici fenomeni di ascolto come Duck Dynasty sul canale minore A&E con una puntata finale che ha sgominato la ricchissima concorrenza al mercoledì sera e con un episodio finale da 10 milioni di telespettatori e un boom nella fascia demografica decisiva per Madison Avenue, quella dai 18 ai 49 anni.

Il docureality sulla famiglia della Louisiana che racconta l’America profonda non piace a tanta critica entusiasta ( giustamente ) di Game of Thrones, Mad Men, Homeland e di tutta quella televisione alta sulle pay tv che ha messo in crisi i networks ( con l’eccezione del New York Times che ha parlato di tv di svolta ). Ma li ha messi in crisi di identita’, di seguito sui social media, di contorno mediatico, non di ascolti. La televisione dei mestieri strani e pericolosi, la televisione della realta’( non quella degli studi ) la narrazione delle nicchie ( rieccole ) che parlano una lingua ignota ai grandi pubblici hanno riacceso gli schermi televisivi della middle class americana. Che poi questi siano tutti prodotti esportabili con il medesimo successo non credo. E che a me piacciano sempre tanto Homeland, Game of Thrones e Mad Men poco importa. Della televisione salvata dai docurealities pero’ si parla poco e la puzza sotto il naso ce la dovremmo togliere, tutti.

http://youtu.be/6rCIgyepHek

Kerry Washington ( Scandal ) ai laureandi della sua universita’

20 mag

Obama ai laureandi dell’universita’ di Martin Luther King jr.

20 mag

Guardie e ladri

19 mag

Ultima giornata del campionato di calcio italiano.

Tutte le spiagge di New York, dopo Sandy

19 mag

Nella sezione Metropolitan del New York Times della domenica ho appena visto, spiaggia per spiaggia, un rapporto su dove andare al mare dalla citta’ , in Connecticut, Long Island, New Jersey. Che uno si dimentica che questa e’ una citta’ di mare.
PS A me piace andare in metropolitana a Coney Island ( e farmi un hot dog da Nathan’s )

Chi e’ Dave Van Ronk

19 mag

Il nuovo film dei fratelli Coen, presentato a Cannes, racconta il Village di New York, inizi degli anni 60. E Dave Van Ronk, amico di Dylan e tanti altri, arrivato dalle vicine Brooklyn e Queens, con chitarra e gatto. Non e’ la sua biografia ma ci gira attorno. Cinquanta anni fa, il mondo come era, da queste parti.

Stephen Colbert ai laureandi della University of Virginia

18 mag

La University of Virginia e’ una delle migliori universita’ pubbliche americane. Oggi, per il tradizionale commencement speech ai laureandi e alle loro famiglie , e’ stato invitato Colbert, il comico.

Quanti italiani nelle universita’ americane

18 mag

Sto facendo un giro nelle universita’ americane parlando con italiani, studenti e professori.
Pochi gli undergraduates ( la laurea in quattro anni ) un esercito i graduates ( il dottorato di ricerca ) una marea i professori.
Ieri Alberto Bisin, uno dei fondatori del blog Noise from Amerika e professore di economia alla NYU da molti anni, mi diceva di una nostra “sovrarappresentazione” rispetto alla popolazione accademica degli altri docenti europei, alla popolazione italiana e a quella americana. Senza contare i “visiting professors” invitati a tenere corsi, fare ricerca a tempo determinato.
Sono pochi i ragazzi italiani che arrivano qua a 18 anni, tenuti lontano da costi molto alti ma anche da tanta cattiva informazione. Invece i graduate students, quelli che arrivano in America dopo la laurea italiana, sono tanti e pagati bene, soprattutto negli Ivy League colleges, quelli famosi e ricchi, da Harvard a Princeton, alla Columbia, a Yale, al MIT, ecc.
Sono storie belle , uno sguardo sull’Italia da lontano pieno di scoperte.