Archive | giugno, 2013

COPPIE GAY, la festa. La televisione ha cambiato il paese. Molto dopo e’ arrivata la Corte Suprema

30 giu

In molti da ieri scrivono la stessa ovvia cosa. E’ stata la televisione a cambiare il paese prima della politica, la magistratura e anche della stampa.
Una lunga marcia
attraverso il tubo catodico, il cable, il satellite, il wifi. Da Ellen e Will & Grace ( 1997-1998 ) a Modern family , Glee e tanta altra roba. Non piu’ solo i famosi del mondo dello spettacolo ma i giornalisti ( Anderson Cooper, CNN ).
La televisione e’, nelle sue migliori declinazioni, piu’ avanti del paese, in America. La televisione che racconta la contemporaneita’ senza sdraiarsi su quella offensiva, supposta medieta’ che ancora oggi chi somministra tv in Italia sembra disprezzare e blandire al tempo stesso.
PS Immagini dalla partenza del Gay Pride di poco fa a New York

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Domani nel South Bronx inaugurazione del monumento dedicato a Gramsci ( ! )

30 giu

Questa e’ una storia incredibile. L’artista svizzero Thomas Hirschhorn, residente a Parigi, decide di piantare un monumento provvisorio ( tre mesi ) dedicato ad Antonio Gramsci a New York. Con il contributo della Dia Foundation viene costruito un community center che si inaugura domani. Dove ? Nel South Bronx, in cui Hirshhorn e’ andato a vivere con la sua famiglia in questi mesi in cui l’opera e’ stata allestita e ora e’ pronta per l’inaugurazione.
Antonio Gramsci nel South Bronx
, nell’anno di grazia 2013, ragazzi !!!

thomas_erik

Mark Mulcahy

30 giu

Mark Mulcahy e’ uno di quelli piu’ noti tra chi lavora nella musica che dal grande pubblico. Ha aperto concerti degli Oasis, Jeff Buckley. Covers di sue cose sono state incise da Thom Yorke, The National, Michael Stipe, Mercury Rev. E’ in giro da trenta anni, di lui ha scritto Nick Hornby e io ci sono arrivato tardi. Questo il suo ultimo video e il pezzo che piu’ ascolto negli ultimi giorni.
A seguire il coro che e’ nel video di Mulcahy.

Bill de Blasio per sindaco di New York

29 giu

La nuova vita di Jimmy Wales, il signore di Wikipedia

29 giu

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Quello che era il piu’ povero tra i grandi di Internet.

Come fare soldi vendendo droga

29 giu

” Come fare soldi vendendo droga” e’ un documentario appena uscito a New York, dai festival di Toronto e Tribeca.
Quello che si presenta come un manuale si svela presto e ovvaimente per il suo opposto. Il business di cocaina e derivati e’ narrato anche da famosi, da Eminem a David Simon ( The Wire ), da Susan Sarandon a Woody Harrelson.
La galera e’ la business school dei dei trafficanti. La lettura satirica pare ( non ho visto il documentario ) sia efficace.
Prodotto da Adrian Grenier di Entourage.

Un museo, un osservatore, un incontro, gli altri. Un bel film

28 giu

Ho visto un film insolito. Il Kunsthistorisches Museum di Vienna viene osservato dentro ( con camera digitale ) e fuori ( con una 16mm ) da un custode, protagonista e narratore del film. Seguiamo per vari minuti un gruppo con guida. Assistiamo ai suoi incontri e siamo introdotti ai suoi pensieri nelle lunghe ore nelle sale.
I custodi delle memorie mi affascinano. L’inattualita’ ancora di piu’.

I veri Mad Men e le donne di Madison Ave

28 giu

Domenica sulla PBS, televisione pubblica, va in onda il documentario sui veri pubblicitari di Madison Avenue. Quelli che hanno messo la benzina nel motore della televisione che partiva con loro. Non tutti hanno amato la serie televisiva, che e’ bella checche’ loro ne dicano.

Piu’ di 23 milioni di guardoni per il video Jay Z & Samsung

28 giu

Tony

28 giu

Felicita’, finalmente

27 giu

I custodi della storia di New York

27 giu

Dagospia attaccato. In Italia non e’ una notizia

27 giu

Da ieri sera l’accesso a Dagospia e’ preceduto da una finestra di Google che conosco bene per averla trovata recentemente su questo piccolo blog. Ve ne sarete accorti anche se in molti dicono di non frequentare il sito ( Dagospia intendo ).
Secondo me Dagospia attaccato e’ una notizia, piccola o grande fate voi. A me disse chi ha lavorato a ripulire dalle schifezze il blog che tecnicamente “gli spazi rubati sulla rete vengono usati per scambi di files”. Non ho scritto una parola su cose che non conosco. E continuero’ a farlo resistendo a teorie altre. Noto solo che, con un paio di eccezioni, nessuno parla in Italia di una cosa che riguarda molti. Anche quelli che sono certi che la finestrella funesta di Google non arrivera’ mai nel loro orticello ben presidiato.

Gay day in America

26 giu

Una bella giornata in America. Da oggi il matrimonio allarga i suoi confini, anche oltre quello che pensiamo.

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L’estate in tv funziona. Boom di Under the Dome. Rivoluzione Rai

26 giu

Era dal 2007 che una serie tv al debutto estivo non faceva questi numeri.
13,1 milioni nella prima puntata per Under the Dome.
La prova che basta dare roba masticabile e digeribile al pubblico generalista televisivo e il prodotto va giu’ che e’ un piacere.
Dico da sempre che chiudere per ferie la tv e’ un’idiozia, ferma a vecchi usi e costumi superati dai nuovi modi di produzione.
Leggo che Rai 2 partira’ con Under the Dome il 14 luglio. Il giorno della presa della Bastiglia. E’ la rivoluzione.

Canzoni di protesta ? Messaggi ? Problemi vostri

26 giu

Piccola citta’, UNDER THE DOME. Da Stephen King la serie che profuma di Lost. Estate americana in tv

25 giu

Questa, partita stasera, luned√¨, e’ probabilmente la nuova serie migliore dell’estate ( la sfida e’ con Ray Donovan ). Su CBS i 13 episodi di Under the Dome, dal libro di Stephen King del 2009. Uno, si dice, dei cento adattamenti televisivi o cinematografici dal corpo dell’infinita opera di King. Poi sta per partire tanta, tanta altra roba nuova nell’estate televisiva americana ( senza contare le ripartenze di Dexter, Newsroom, Breaking Bad,ecc ).
“Act of terror or act of God” ( opera di Dio o di terroristi ) dice uno dei protagonisti che ci sono stati presentati nel pilot, nella puntata zero della serie, per dire di un avvenimento straordinario, non spiegabile. Una bolla di vetro impenetrabile cala in una “small town America”, un muro invisibile che separa gran parte degli abitanti della piccola citta’ dal resto del mondo. La bolla sulla piccola Chester Mills e’ metafora di quella piu’ grande in cui sbattiamo ogni giorno. E’ l’apocalisse in vitro, quella che per King e’ soprattutto legata all’ambiente.
Volti da Lost, Breaking Bad, Bates Motel, CSI NY, A Gifted Man e autori, producers ( tra cui Spielberg, Bender di Lost, Baer di E.R. e Brian Vaughan di tante cose) regista ( Niels Arden Oplev della versione svedese di The Girl With the Dragon Tattoo ) provenienti da lavori di culto creano il microclima in cui la nuova pianticella cresce subito ricca, con radici piantate nella serialita’ che rimane.
I pesci chiusi nell’acquario modificano le loro relazioni e provano a capire come ritessere una nuova ragnatela sociale. Quella vecchia li aveva sorpresi a commettere un delitto, fare l’amore, rubacchiare, mangiare al locale diner. Ora cambia tutto. Gia’ subito la trasformazione indotta dall’evento soprannaturale cambia per sempre, nell’arco di dieci minuti di televisione, i protagonisti, portandoci dentro quella complessita’ dei caratteri che e’ la cifra assoluta delle serie scritte bene. Con dialoghi da subito scolpiti nella storia della tv, come quello che segna l’arrivo della bolla ( “What if the government built this thing?” “I doubt it.” “Why?” “‘Cause it works.” E se questa cosa l’avesse costruita il governo ? Ho i miei dubbi. Perche’? Perche’ funziona ).
Under the Dome era stato ideato per Showtime, la pay tv sorella della CBS, ma e’ stato ritenuto piu’ adatto al grande network e al suo pubblico generalista. Il libro da cui e’ tratto e’ stato parte importante della rivoluzione delle vendite relizzata da Amazon che ha spazzato via le vecchie librerie. King ha dichiarato di preferire la serialita’ televisiva al cinema per gli adattamenti dalle sue opere.
Al Washington Post Under the Dome non e’ piaciuto perche’ sarebbe pieno di stereotipi, al New York Times invece si. A me sembra roba buona, forse buonissima ( siamo solo all’inizio ) per un’estate che non spegne la televisione come accade in remote aree mediterranee.
La serie e’ gia prevenduta in 200 paesi nel mondo.

Gli orsi polari dovrebbero essere intervistati di persona

24 giu

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L’ottima Serena Danna intervista, dicono “by email”, il contemporaneo, non clandestino Casaleggio.
Capisco che ormai questo e’ un world wild web ma domando , solo per curiosita’¬†: le email-interviste , quelle al telefono, quelle rimbalzate e quelle faccia a faccia, pari sono ?

NAKED AND AFRAID. Il nuovo reality di Discovery. Fine o sopravvivenza di un genere televisivo

24 giu

Questa domenica , stessa ora della puntata finale di Mad Men ( rivedibile nella notte ) e’ andato in onda un nuovo reality di Discovery, che e’ l’idea ultima del genere “survivor”. Isola dei non famosi e disposti a tutto. Ogni settimana due concorrenti, uomo e donna, sono lasciati senza cibo, acqua e vestiti per tre settimane in un luogo estremo. Nel primo episodio siamo in Costa Rica. Ai due e’ concesso un solo oggetto a scelta. Non e’ un costume che si portano dietro ma un machete e un aggeggio per accendere un fuoco. Sopravvivono , divorati dagli insetti e cibandosi di serpenti ma , ci dicono le cronache, hanno rischiato seriamente e perduto una ventina di chili lui, una decina lei. Non ci sono premi. Il Wall Street Journal ha scritto “E’ come Adamo ed Eva fuori dal giardino dell’Eden”.
Il New York Times si prende gioco dello show. Ma altri critici sono piu’ benevoli. Il dubbio, come sempre in questi casi, e’ cosa facciano operatori, producers, ecc nella giungla con i due protagonisti. Ma quello che e’ piu’ importante , dal punto di vista narrativo, e’ il racconto dei due “afraid and naked”. Oltre il coraggio, l’addestramento, ecc ( e i due sono fantastici ) il successo di un reality sta sempre nel casting , nella descrizione dei caratteri. Se mancano le storie , la giungla e’ come un superattico sulla Fifth Avenue.

Molly

23 giu

Si chiama come il mio cane che non c’e’ piu’. Ma e’ una nuova, vecchia droga che circola parecchio a New York. Dai rappers a Wall Street, ai ragazzi bene.

Con Jovanotti dentro lo stadio Artemio Franchi di Firenze

23 giu

Nello stadio di Pier Luigi Nervi, 1931. Nella pancia del mio tifo.
Oh Fiorentina, oh Fiorentina.

Il trailer del documentario su Salinger

23 giu

L’opera d’arte

23 giu

Perche’ tante copertine di libri con donne di spalle

23 giu

Il New York Times, nella Book Review, prova a sciogliere il perche’ di un trend.

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Le dieci canzoni delle estati dal 1985 al 2012. E quelle di questa

23 giu

Billboard ha pubblicato la classifica delle prime dieci canzoni dell’estate dal 1985 a oggi.
La classifica delle canzoni dell’estate appena partita e’ provvisoria. I Daft Punk sono terzi.

MAD MEN. Matthew Weiner e le mogli di Don Draper

23 giu

Little Italy

22 giu

Il ragazzo del Bronx che e’ stato il piu’ grande di tutti

22 giu

Dopo le Desperate Housewives arrivano le colf furbette

22 giu

Da Marc Cherry, creatore di Desperate Housewives, arriva la serie Devious Maids. Ideona da una telenovela messicana traslocata a Beverly Hills in cui cinque improbabili colf provano la scalata sociale. Tra gli executive producers e’ Eva Longoria, la desperate housewife piu’ coinvolta nella politica e nella campagna di Obama. Il numero zero realizzato da ABC Studios in onda stasera, sabato, su Lifetime e’ stato messo online.
Il New York Times dice che le collaboratrici domestiche in America sono tra le 800mila e i due milioni. La vaghezza della stima sta nel grande numero di colf “illegals”, soprattutto provenienti dall’America Latina, difficili da individuare. Lo show che le racconti deve ancora venire. Devious Maids e’ un’altra cosa. Anche divertente ma lontano, lontano dalla realta’.
La televisione badante regala per l’estate badanti bellone che sembrano uscite da un casting piu’ che da un ufficio di collocamento. E’ la televisione, bellezza. Non tutta, per fortuna.

Come parlare di prigione, genitori incarcerati e crimini ai bambini ( Sesame Street, televisione pubblica )

21 giu