Archive | luglio, 2013

Lo share e la share

31 lug

Alberto Arbasino su la Repubblica di ieri :” Si usa, naturalmente, dire la lobby, il ticket, il Times. Non certo il lobby, la ticket, la Times. Ma non ci sara’ o sarebbe una qualche regola sugli articoli italiani per i sostantivi stranieri neutri ?”
Da una vita spero si usi lo share e non la share. Ma avete ragione pure voi. Fate la share che volete.

Homeland, il 29 settembre

31 lug

Le serie americane sono belle perche’ raccontano la realta’. Non infilano la testa nella sabbia ( e’ la stagione… ) delle agiografie.
Da Homeland, terza stagione, ci si aspetta che abbia metabolizzato nella War on Terror le bombe di Boston, il massacro di Sandy Hook e Snowden. Ci si aspetta un teatro piu’ largo di quello americano con la CIA e i suoi conflitti sempre piu’ al centro. Ci si aspettano cose che voi umani di solito leggete nelle cronache dei giornali e nella televisione del bel paese cercate solo nei talk shows.

Homeland, season 3. Partenza al buio

30 lug

Fukushima, oggi

30 lug

Le vite degli altri, annientate

30 lug

Ci torna sopra The New Republic .  Genocidio dalla parte di chi lo ha commesso.

Newport Folk Festival, 1963- 2013. Da Phil Ochs a Beck

30 lug

Quella foto di 40 anni fa, a Detroit

29 lug

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Joseph Crachiola ferma un’immagine 40 anni fa, a Detroit.
La rete fa girare la fotografia. Di quattro dei cinque bambini nella foto sappiamo cosa fanno oggi.
Che bella che e’ Detroit.

Summer camp

29 lug

Poca copertura tra i guerrieri maori

29 lug

Poca copertura Vodafone nella lingua di spiaggia in cui sono per qualche giorno. Oggi, lunedì, meglio.
Il sabato e la domenica, quando cala il popolo dei guerrieri maori con chincaglieria elettronica annessa, da queste parti, basso Lazio, la connessione pure va a farsi un tatuaggio.
Si sta ricoverati e si legge di piu’.

Spike Lee cerca finanziatori e dispensa consigli

29 lug

C’e’ sempre una prima volta

25 lug

Indovina chi viene a cena

25 lug

Cosa dicono di noi in America

24 lug

Capita, in queste settimane italiane, che amici ti chiedano “ma cosa pensano di noi in America ?”  e che uno non sappia cosa rispondere ( nonostante gli ormai quasi dieci anni americani ).
1) Per la domanda generica ( non siamo tutti Nate Silver ) 2) Perche’ chi sono io per dare una risposta 3) Perche’, in verita’, in America dell’Italia se ne fregano ( a parte il cibo ). Piu’ interessante provare a capire cosa pensiamo noi di noi stessi. Tra libri e carta trovati nella casa di famiglia, mi sono appassionato in questi giorni agli Almanacchi Bompiani. In quello del 1959, Valentino Bompiani e Cesare Zavattini chiesero ( nel ’58 ) a 110 scrittori e fotografi, con una lettera, di collaborare alla compilazione di un “vocabolarietto dell’Italiano”.
I due scelsero un centinaio di parole ( Amicizia, Cinismo, Patria, Onore, Dignita’, Tolleranza, ecc ) e le affidarono “al Suo sentire di uomo che partecipa alla vita pubblica nel modo piu’ alto e continuo”, con preghiera di non superare le 45 righe dattiloscritte. A Carlo Emilio Gadda , Bompiani e Zavattini, chiesero di scrivere su la FURBERIA. Ecco acune tra le parole di Gadda, per rispondere ( molto alla lontana ) alla domanda iniziale.
“Verosimilmente da un francese gergale “maschile” fourbe ladro e “femminile fourbe l’insieme dei ladri, la ladreria o marioleria d’un paese o d’una contrada di esso, come oggi diremmo in altra accezione la teppa, la malavita….In italiano e’ furbo ( Pulci ) il vagabondo, il ladro….Negli ultimi secoli e fino ad oggi, furberia ha il senso piu’ attenuato di scaltrezza, sveltezza mentale, astuzia, ricchezza d’accorgimenti e di atteggiamenti simulati per trarsi d’impaccio, premeditazione del contegno, cioe’ dei propri atti, parole modi e moine in vista di un profitto da raggiungere : e quello anche piu’ tenue di sottigliezza, abilita’, prudenza accortezza…Nell’ambito della serieta’ e della onesta’ civile, operosa costruzione di una societa’ e di una patria, deve ritenersi una frode: e cosi’ nell’ambito stesso del lavoro, del commercio, della produzione dei beni…La furberia e’ un’evasione dai propri compiti e dai necessari limiti mondiali che definiscono ogni attivita’: limiti che devono essere ininterrottamente osservati nella loro connessione, nella loro necessaria combinazione logica, e direi logico-matematica. La furberia cospira alla cancellazione e alla distruzione della vita associata, sostituendo l’attivita’ storica con una pseudo-storia o, peggio, con una non-storia; in ogni caso con una fabulazione turpe e ladresca che sfocia all’insesatezza e al nulla-di-fatto. Il furbo, il lestofante, colui che inganna e deruba programmaticamente popolo e comune ( “Vulgus vult decipi”), lo sfruttatore della ignoranza e della opacita’ dei semplici, vale a dire dei cretini, e’ da collocare negli imi gironi dello inferno etico: e l’etica secolare ivi appunto lo colloca. Anche nella vita estetica, nella galanteria e nell’arte, furbo e’ quegli che crede di poter utilmente indossare una camicia sporca per il giorno di nozze, o per il giorno di gloria”.

Detto questo, l’Italia e’ proprio bella e buona da mangiare.

 

Il festival di quelli che vendono idee. Chi sono

23 lug

GAME OF THRONES ( Comic Con )

23 lug

Da X-Files a Homeland

22 lug

La reunion di X-Files al Comic Con, venti anni dopo. Per la serie creata da Chris Carter presenti anche Gordon e Gansa, allora arrivati come producers e oggi autori di Homeland.

Nate Silver a ESPN. Piu’ sport, sempre meno politica, nella televisione che verra’

21 lug

E’ clamorosa la notizia ( non ancora ufficiale ) del passaggio di Nate Silver , il fenomeno statistico dell’ultimo ciclo elettorale, dal New York Times a ESPN, la televisione dello sport in America. Silver ha costruito la sua fortuna applicando al baseball il suo magazzino di dati e traslocandolo poi alla poliica. Ci ha preso con Obama e con il suo blog ha fatto crescere del 20% il traffico sul sito del New York Times. Ora torna alla sua passione delle origini e allarghera’ lo spettro delle sue previsioni, come ha gia’ fatto con il Superbowl.
Lo sport tira piu’ della politica in questa fase. Sono calati gli ascolti delle allnews che raccontano Washington.
A ESPN e’ approdato anche Keith Olbermann, che dallo sport era partito e non avrebbe dovuto lasciare.
Ho letto di un talk sportivo in Italia affidato ad Antonio Polito. Da noi vanno i sondaggisti. Di Big Data parliamo per sentito dire. Pero’ che il vento tiri sempre piu’ verso lo sport e che la politica abbia saturato i palinsesti qualcuno lo ha odorato.

Larry King, 40mila interviste e 8 divorzi. A lezione di rap

21 lug

Dopo 25 anni di CNN, Larry King lotta ancora.

Mandela, il trailer

20 lug

Arbasino e Leacock, sulla televisione ( 50 anni fa ). Una cosa giusta e una no

20 lug

Ho riletto in questi giorni “America amore” di Alberto Arbasino, racconto lungo piu’ di 800 pagine di un viaggio americano fatto di una stagione ad Harvard e molti incontri alla fine degli anni Cinquanta, primi anni Sessanta. Uno di questi e’ con Richard Leacock, uno dei padri del moderno documentario. Arbasino chiede a Leacock del futuro della televisione. 50 anni fa.
“Dieci anni fa si subivano le tentazioni della televisione. Adesso assolutamente no. Si e’ visto come rende piu’ piatto, piu’ semplice, piu’ trito e triviale, qualsiasi argomento. Esclude i piu’ scottanti. Smussa anche i temi “accettati”. Poi li rende – paradossalmente – non vivi ma morti. Sara’ anche colpa della gente che fa la televisione. Tipi poco interessanti; menti modeste. E concludono anche poco nella loro mediocrita’…Ma intanto e’ un “mezzo” che non ha futuro.
La televisione sonnecchia offrendo trattenimenti familiari, e gli aspetti piu’ marginali, piu’ macchiettisti, dell’attualita’. Limitata a produrre l’irrilevante, tacendo sulle grandi questioni che agitano oggi tutto il paese: la politica presidenziale, il Vietnam, i neri, i diritti civili, il sesso, la droga, le nuove abitudini, le strade prese dalla gioventu’. Tutto questo si trova invece in certi film, in certi giornali, perfino in certe manifestazioni artistiche…Mai in televisione. Ecco perche’ la guardano i genitori, i vecchi, le nonne, le zie, mentre i giovani la respingono”.
E’ sul futuro del “mezzo” che Leacock non ci ha beccato. Sul resto giudicate voi.

La mappa delle citta’ fallite

20 lug

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Detroit e’ la piu’ grande ma la mappa interattiva delle citta’ fallite in America deposita bancarotte ovunque. Molte altre municipalita’ sull’orlo dell’abisso.
I primi tagli sono alla sicurezza ( polizia, pompieri ). Segue il crollo del mercato immobiliare.

Cane bianco

19 lug

Televisione spenta e letture serali. Ieri ho preso in mano Cane Bianco di Romain Gary, buttandomi su un suggerimento entusiasta appena ricevuto. Non sono riuscito a mollarlo. La straordinaria attualita’ ha aiutato ( fate voi se volete pensare ai casi di una ministra italiana o a quello del ragazzo con il cappuccio della felpa ucciso in America ).
Il romanzo e’ del 1970. Il film di Samuel Fuller del 1982 ( musica di Morricone ) ebbe molti problemi di distribuzione negli Stati Uniti.
La storia e’ quella di Batka, un white dog addestrato per attaccare solo neri di pelle. Gary si trovava a Beverly Hills nel 1968 al seguito di sua moglie Jean Seberg ( Bonjour Tristesse e A Bout de Souffle ) che stava girando un film. Trovo’ il cane sulla porta di casa e il racconto autobiografico si mischia a quello del romanzo. Gary si propone di “guarire’ il cane bianco.
Romain Gary si suicido’ con un colpo di pistola nel 1980 a Parigi ( 76 anni ).

Netflix agli Emmy. Si ma online fanno meglio Breaking Bad e Mad Men

19 lug

La prima volta di serie online ( House of Cards, Arrested Development, Hemlock Grove di Netflix ) nominate 14 volte agli Emmy ha fatto rumore.
La realta’ degli “ascolti” rimane pero’ oscura perche’ le misurazioni Nielsen non ci dicono esattamente cosa funziona sulla rete.
Uno studio recente ci ha rivelato che Breaking Bad e Mad Men hanno battuto di due punti la visione di House of Cards sulla rete. E’ vero che le due serie possono contare rispetto a quella di Netflix molte stagioni in piu’ e quindi la lunga coda delle visioni e’ spalmata su piu’ episodi.
Ballano investimenti enormi e il futuro della televisione di cui gli Emmy hanno dovuto tenere conto. Ma la partita tra primo e secondo schermo e la loro integrazione e’ appena partita.

Detroit, e’ bancarotta

18 lug

La citta’ della rivoluzione industriale americana e’ ufficialmente fallita.
Il caso sarebbe “tecnicamente” utile da osservare nei prossimi 30 giorni anche per noi. Ma non succedera’.

Bruce Springsteen per il ragazzo con il cappuccio della felpa

18 lug

Springsteen ha dedicato a Trayvon Martin una sua canzone di 13 anni fa al ragazzo con il cappuccio della felpa , nel corso del suo concerto a Limerick, Irlanda.
Il pezzo e’ American Skin ( 41 shots ) e racconta la storia di Amadou Diallo a New York nel 1999 e dei quattro poliziotti in borghese che spararono.

Il ragazzo con il cappuccio della felpa

17 lug

Ho visto un servizio di TG italiano in cui si descriveva un’America pressoche’ in fiamme per l’assoluzione di George Zimmerman.
E’ l’America del reverendo Sharpton, non tutta l’America. Anche se sono lontano in questi giorni, il racconto delle cose americane made in Italy che inercetto qua e’ come sempre ideologico, retorico, semplicistico.
Come sempre e’ la complessita’ che sfugge. Leggere per capire Richard Cohen, The Washington Post , ma anche la lettera su Facebook che sta collezionando molti “mi piace”.

A proposito di colore della pelle

16 lug

John Ford , i classici, per capire dove andiamo

16 lug

Rileggere i classici per capire chi siamo, dove andiamo.
L’operazione in America e’ piu’ visiva, come ci dice oggi David Brooks sul New York Times. ( Sentieri Selvaggi, 1956 ).

Ritorno al futuro. Il vinile e poi, magari, le lettere

15 lug

Dicevo che sono giorni di pulizia cartacea nella casa di famiglia. Sto trovando tante, centinaia di lettere. Dagli anni Cinquanta in poi.
Il primo viaggio di Oriana Fallaci in America nelle lettere a mia madre. I primi voli della TWA oltreoceano.
E poi una immensa collezione di vinili di cui mi stavo chiedendo cosa farne quando sono incappato in questo video. E allora ho deciso di conservarli.

Servizio Pubblico 2

15 lug

Sono abituato ad usare molto il tasto “guide” sul telecomando. Scorro i canali e guardo l’offerta anche fino ad un paio di giorni a seguire. Questo succede in un altro continente.
Ieri sera ho provato a fare lo stesso con la televisione di casa ( Italia ). Erano le 22.30. Dopo mezzanotte per i tre principali canali Rai compariva la scritta “nessuna informazione”.
Forse sono in ferie gli informatori, forse e’ in ferie la tv, forse chissenefrega.