Archive | luglio, 2013

Servizio Pubblico 1

15 lug

Ieri sono stato a trovare Marisa, 91 anni, amica di mia madre. Marisa non puo’ piu’ leggere i giornali e si informa con radio e tv. E’ piu’ sveglia e curiosa di me e , ci scommetto, di molti di voi. Mi ha detto Marisa che spera che l’estate passi presto perche’ la televisione in questa stagione fa schifo. Guarda, ascolta i telegiornali e poco altro.
Tornato a casa, pensavo che se la tv abdica anche al suo ruolo di badante, di accompagnatrice del suo pubblico di riferimento, gli over 65, il popolo dei pensionati, non ha ragione di esistere.
Erano le dieci di sera e acceso l’elettrodomestico sono incappato nella prima puntata di Under the Dome su RaiDue, massacrata da un doppiaggio enfatico che raddoppia inutilmente la tensione della serie.
Ho chiuso la giornata con la prima puntata di The Newsroom. Piu’ sereno.

Estate in citta’

14 lug

Domani riparte THE NEWSROOM

13 lug

Questo era il finale da cui ripartire.

La serie di Sorkin su informazione e tv parte con la seconda stagione.
Comunque la pensiate su The Newsroom, io sono in Italia da piu’ di una settimana e la televisione del bel paese sara’ pure “fuori garanzia” d’estate ma e’ fuori da ogni grazia di Dio.

Registi e pubblicita’. David Fincher per Calvin Klein

12 lug

Datalandia ( secondo General Electric )

12 lug

Il nuovo Easy Rider

12 lug

Ottima critica del New York Times del nuovo road movie psichedelico, Crystal Fairy.

Ricevo e ( malvolentieri… ) pubblico. La canzone dell’estate

12 lug

Il mio amico Gianmaria, che lavora alla televisione della Svizzera italiana, mi segnala questo video. Mi dice Gianmaria che si tratta di una hit in Germania.
Ma Vito Lavita e’ un nome d’arte ?

La televisione che non sarebbe difficile fare

11 lug

Sulla PBS Frontline, il settimanale di inchieste segue due famiglie della middle class a cui si e’ spezzato il sogno ( americano ).

Il SEX and the CITY cinese

11 lug

Tiny Times e’ un grande successo in Cina. In preparazione sequel vari.
Il racconto della generazione di giovani cinesi frastornati dai marchi del lusso.

Presidente a reti unificate

11 lug

Sergio Saviane, 50 anni fa. Tutto come prima nella tv italiana e non solo

9 lug

Dicevo qualche giorno fa di una pulizia in corso di libri e carta accumulati negli anni ( decenni ).
Oggi ho trovato e velocemente sfogliato “Dietro il video.” di Sergio Saviane, il critico televisivo dell’Espresso che ha raccontato la tv pubblica italiana e i mezzibusti che l’hanno occupata. Subito, nella prima pagina del libro, scrive Saviane:” Nel febbraio del 1963, Perry Como fu ricevuto alla Casa Bianca da Dwight Eisenhower, ne parlarono tutti i giornali. La settimana successiva, il cantante si presento’ al “Perry Como Show” con alcune fotografie dell’avvenimento e comincio’ a scherzare. Disse che Ike l’aveva ricevuto alla Casa Bianca “per rendersi popolare con gli americani”, che “in fondo anche gli uomini politici hanno bisogno di farsi consigliare dai cantanti prima di firmare qualche trattato e infine, concluse Perry Como, “ho dato a Dwight alcuni consigli su Krusciov e sulla guerra fredda”. In America i telespettatori sono abituati ad entrare in confidenza, attraverso i telecronisti, con gli uomini politici o con i personaggi piu’ in vista della cronaca. Nessuno ha quindi criticato l’intraprendenza di Perry Como e la sua innocente ironia sul presidente degli Stati Uniti: lo sketch ebbe infatti molto successo. Ma in America, dove ci sono televisioni private preoccupate soltanto del guadagno, si trovano giornalisti e showmen coraggiosi che fanno trasmissioni che sarebbero inconcepibili in Italia”.
Domani Beppe Grillo va a trovare il Presidente Napolitano. Tra la tv che si fa in Italia e quella che si fa in America c’e’ sempre lo stesso oceano di mezzo.

La bagnina

9 lug

The Dude

8 lug

Public Television

8 lug

Il piccolo mondo di Ikea

8 lug

Le irrilevanti televisioni del digitale italico ( e la lettura )

7 lug

Sicuramente mi sbaglio. Non sono dell’umore giusto. E’ estate. Ma quando amici mi chiedono se ho visto questa o quella televisione sul digitale terrestre dico no, anche se non e’ completamente vero.
Provo a sbirciare le cose nuove sperando nel passaggio, nella caduta di una stella illuminante. Mi ritrovo a vedere rimpallate cose americane vecchie, nella migliore delle ipotesi. Piu’ spesso robe d’acquisto fatte per riempire i palinsesti, rivolte a chissa’ quale pubblico di ospedalizzati. Poche, tristi, irrilevanti, fuori tempo produzioni autonome. Cosi’ finalmente leggo. Senza paura di perdermi qualcosa.
Sapete quando quelli che la sanno lunga dicono che la televisione sarebbe il romanzo popolare della nostra epoca ? Dove ? Su che canale? A che numero ?
Sono quasi alla fine di “Amy and Isabelle” di Elizabeth Strout , trovato da mia madre.

HBO estate, con Jon Hamm

6 lug

Il 10 agosto in onda su HBO, regia di Greg Mottola ( Superbad ).
Con Larry David ( grande ) e Jon Hamm ( Don Draper di Mad Men ).

Domeniche di sangue e grandi ascolti

6 lug

L’accoppiata Dexter piu’ Ray Donovan della domenica sera di Showtime ha fatto il botto. Vecchia e nuova serie con tanto sangue e grande ascolto estivo.
Dexter, ottava e ultima stagione, ha aperto con il record nella sua storia di 2.5 milioni. Ray Donovan, primo episodio, ha battuto la prima di Homeland di due anni fa del 25%, portando a casa 2.2 milioni di telespettatori.
Sangue e arena per Showtime, televisione che non dorme d’estate.

Le zanzare, nel vuoto

5 lug

Sono in Italia, lago di Como, per qualche settimana. Ascolto piu’ radio, in macchina e non, di quanto guardi televisione. Perche’ c’e’ poco da vedere. La solita pietanza triste apparecchiata per telespettatori infermi e inermi. Con poche eccezioni. Stamattina ho provato a guardare Agora’ con la brava conduttrice estiva ma all’apparire di Alemanno e la questione dell’Imu ( dopo pochi minuti ) ho abbandonato lo schermo.
Ho ascoltato e recuperato in podcast varie puntate de “la Zanzara” che, quando non cade nel manierismo alla Stanlio e Olio, regala nelle due ore minuti divertenti, fuori dalla solita minestra politicamente corretta. Poi i due bravi conduttori te li ritrovi in tivu e succede che non ti diverti piu’ tanto. Uno, Parenzo, l’ho visto uscire malaccio dall’incidente Busi-Ravetto e comunque buttare dentro troppi ingredienti nella ribollita talk che ha rimestato nelle sue prime serate. L’altro, Cruciani, ospite ad Agora’, costretto in un ruolo diverso, depurato di spalla/e , si omologa al gioco delle parti del talk.
In questi giorni sto liberandomi di tanta carta vecchia e ho trovato vecchi numeri de La Zanzara, il giornale del Parini, il liceo in cui arrivai a Milano nel 1966 in quarta ginnasio. C’e’ anche quel numero con le pagine bianche censurate di una celebre inchiesta sul sesso tra gli studenti della scuola. Preistoria del 68. Quando le zanzare offendevano il comune senso del pudore. Oggi, per dirla alla Cruciani, “non frega piu’ un cazzo di niente a nessuno”.