Archive | ottobre, 2013

Ultimo Tango

31 ott

Ultimo Tango a Tikrit e’ un film che probabilmente non vedremo.
Il documentario Seduced and Abandoned andato in onda su HBO racconta il tentativo di Alec Baldwin e del suo amico regista James Toback di realizzare l’Utimo Tango in terra di Iraq.
I due sono andati al Festival di Cannes nel 2012 con questa ideona del sexy thriller, in caccia di finanziatori. E i due parlano con amici loro ( Ryan Gosling, Diane Kruger, Scorsese, Coppola, Jessica Chastain, Polanski ) del remake del film di Bertolucci ( anche lui nel documentario ) in cui Brando sarebbe lo stesso Baldwin e Maria Schneider sarebbe Neve Campbell.
La partenza e’ l’affermazione di Orson Welles che ha detto di avere passato il 95% della sua vita a cercare finanziamenti per i suoi film e il 5% a girarli. Era prima di Kickstarter e delle altre imprese sulla rete che aiutano a trovare fondi ( Spike Lee ha raccolto cosi’ i soldi per il suo prossimo lavoro ).
Il documentario e’ divertente e paradossale, con la tara che si parlano tutti un poco addosso.
C’e’ un mondo che sta provando a scavarsi occasioni di produzione fuori dal giro dei soliti noti.
E poi mi viene in mente che Ultimo Tango a Zagarol e’ gia’ stato fatto. Da quel genio assoluto di Franco Franchi.

Viale Parioli 190

31 ott

Sono in Italia e ogni tanto accendo la tv.
Nel pomeriggio di Rai Uno collegamento con inviata piantata davanti al portone chiuso di Viale Parioli 190, il palazzo che ospitava le minorenni che si prostituivano. La conduttrice chiede “Che aria si respira ?”. In studio sta per partire il talk. Mi sa che me lo perdo.

LEZIONI AMERICANE. Chi c’e’ dietro Bill de Blasio e la decisione di puntare sulla tv

30 ott

Bill de Blasio, prossimo sindaco di New York, e’ l’autore della più’ clamorosa rimonta in termini di punti guadagnati e di tempo impiegato a vincerli nei sondaggi elettorali che io ricordi. Non ho una gran memoria e sicuramente sbaglio. Ad agosto era fermo al 10% tra gli sfidanti nelle primarie democratiche ed oggi viene dato vincente nella gara con il repubblicano Lhota con il 40% di vantaggio. Chi sono i coautori della rimonta ? Due nomi. John Del Cecato della AKPD, l’agenzia di Axelrod e Plouffe, i maghetti di Obama, e Jonathan Rosen, vicino di casa di de Blasio a Park Slope, Brooklyn. Sul meno noto Jonathan Rosen si scoprono ora tante cose.
Il bello e’ che Rosen e la sua consulting firm hanno avuto come cliente anche la proprieta’ di Zuccotti Park, la piazzetta in cui si era insediato Occupy Wall Street, e ora e’ l’artefice della vittoria del sindaco, si dice ( volgarmente ) di Occupy Wall Street.
Quello che ha deciso, amici miei, e’ stata la decisione di puntare sugli spot tv, l’elettrodomestico che esce come il vincitore della sfida per New York ( si, certo, con il rimbalzo poi sulla rete ).
Ben scavato vecchia talpa.

John Cleese spiega una parolaccia ( creatività’ )

29 ott

Lezione del vecchio Monty Python da conservare.

Una famiglia in politica diversa dai de Blasio. Siamo alla sitcom

29 ott

La celebre citazione da Edwin D. Edwards, 85 anni, quattro volte governatore della Louisiana per un totale di 16 anni e poi in galera per estorsione per otto anni, e’ :”l’unico modo in cui potrei perdere un’elezione e’ se mi trovassero a letto con una donna morta o un ragazzo vivo”. Detto questo, capirete perché’ il reality show “The Governor’s Wife” , di cui ho visto la prima puntata domenica su A&E, sia roba che scava dentro, si fa per dire , la saga della corruzione politica mischiata a sex&politics.
Protagonista e’ la terza moglie del governatore, Trina, 34 anni oggi, sposata due anni fa. Edwards aveva cinque figli fino a quest’anno e poco più’ di due mesi fa ha aggiunto un sesto concepito da Trina con sperma congelato. La storia ha il suo centro nel rapporto tra le figlie ultrasessantenni di Edwards e l’ultima moglie, Trina, da cui il titolo del reality.
Mi fermo qua. Capirete che siamo in un territorio televisivo che ormai ha mollato il reality per entrare nella sitcom. E’ un format applicato a tappeto. Aggiungo solo che Edwards ha fatto la storia della Louisiana in politica. Democratico, populista e ora una specie di Raimondo senza una Sandra così’ simpatica.

Ho votato per posta. Avevo deciso mesi fa ( Bill de Blasio sindaco )

28 ott

Lascio New York e l’America per un paio di settimane. Ho votato per posta, cosa che si fa quando sai in anticipo che non ci sarai.
Per Bill de Blasio, sindaco di New York, il 5 novembre. Ve ne parlo da parecchio. Da quando de Blasio lo davano per vincente in quattro, forse tre.
Cinque mesi fa la prima volta.
Poi un mese dopo. E poi, e poi, e poi, e poi, e poi, e poi, e poi, e poi, e poi, e poi, e per chiudere questo.

L’ho votato per la sua modern family. Sul programma, populista, ci sara’ tutto il tempo di parlarne.

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Meraviglia. Ricostruita in tv la fotografia del 1964 con gli sconosciuti di allora

28 ott

Da qualche tempo circolava per blogs e giornali una fotografia di ragazzi in una macchina ed era partita la gara a scoprire chi erano, perché, come, quando.
Stamattina al Today Show MAGICAL MYSTERY SOLVED, come lo ha chiamato la NBC.
I ragazzi avevano saltato un giorno di scuola, nel 1964, per andare a vedere l’arrivo dei Beatles al JFK, l’aeroporto di New York. La fotografia fu scattata da Ringo. L’immagine e’ contenuta nel nuovo libro di fotografie di Ringo che aveva lanciato un appello per ritrovare i cinque. E voi, che siete maliziosi, state pensando ad un colpetto pubblicitario.
La NBC ha regalato ai cinque ex ragazzi il viaggio e il biglietto per il prossimo concerto di Ringo a Las Vegas. Si sono conservati meglio dei Beatles stessi e oggi sono rientrati nella macchina.

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The revolution will be televised ( dicono loro ). La nuova, vecchia MTV

28 ott

Se ne parla da tempo. Ora ci siamo. E’ partita in modo ancora rudimentale REVOLT, la televisione musicale dietro cui c’e’ Sean Combs, “the richest man in the rap business” ( citazione di mio figlio ). La televisione che si propone di rifare MTV delle origini, ora che e’ diventata un’altra cosa. Una cosa che, in America, racconta una generazione fuori dalle grandi città’, dai colleges non marginali. Almeno per come la vedo io e per come non la guardo più’ ( la serie sulle ragazze incinta a 16 anni non e’ la mia cosa preferita in tv ).
Manager di MTV lavora nella nuova tv che ha grandi ambizioni, a partire da  New York, Los Angeles e Chicago, le città’ in cui Revolt si vede da qualche giorno. Ho l’impressione che Revolt non rimarrà’ una robetta locale. C’e’ un mercato la fuori che e’ stato abbandonato.

I libri, ormai merce per vendere altra merce

28 ott

Sono colpito, negli ultimi tempi, dall’uso dei libri come elementi decorativi per vendere altro, abiti, oggetti. Solo ieri, camminando per New York, qualche immagine dei grandi magazzini Lord & Taylor e i negozi  Anthropologie .
E poi la storia McDonald’s. Con l’Happy Meal arrivano in dono libri. Non so quanto saranno felici i bambini abituati ai pupazzetti.
I libri non si vendono, tranne gli autori blockbusters. Si regalano, “si indossano”, insieme agli occhiali con i vetri che inforcano i giocatori della NBA quando non sono in mutande.

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L’Italia che spezza il cuore a Frank Bruni

27 ott

Ci ha vissuto, lavorato e ora e’ tornato con un viaggio e un pezzo sulla Sunday Review.

Sconosciuti ( di New York )

27 ott

Vi avevo detto dieci mesi fa della segnalazione di mio figlio che pratica Facebook  ( io no ) e della storia per immagini degli “umani di New York “.
Brandon Stanton ci ha fatto un libro con le fotografie che ogni giorno scatta per le strade di New York.

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Il libro e’ entrato subito nella classifica dei più’ venduti. Addirittura al primo posto della Book Review del New York Times per non fiction in hardcover. Un risultato stupefacente.
Allora non e’ vero che ci vogliono i famosi per forza per raccontare una città’, un luogo. La galleria infinita degli sconosciuti fermati per la strada e’ una semplice idea. Di quelle che abbiamo avuto tutti. Poi arriva chi ne fa una passione, un lavoro, una narrazione, come si dice. E allora l’opera sta insieme e famoso diventa lui, l’ex sconosciuto Brandon Stanton, anni 29, fotografo per caso, con un milione e 600mila followers del photoblog.

NO WOMAN, NO DRIVE

27 ott

Donne e motori. Donne al volante. Così’e’ se vi pare.
Scrivevo nel post qua sotto del film di Haifaa al-Mansour e del movimento per consentire alle donne di guidare un’autovettura in Arabia Saudita, da sole.
La protesta c’e’ stata. La donna al volante non e’ la nuova Rosa Parks. Ma si tratta sempre di una donna, di quattroruote e di elementari diritti civili.

La prima donna regista dell’Arabia Saudita, una bicicletta e una macchina

26 ott

La prima donna regista dell’Arabia Saudita, Haifaa al-Mansour, racconta la storia di una bambina, Wadjda, che vuole una bicicletta. La mamma di Wadjda perde il marito perché’ non gli ha dato un figlio maschio e il suo problema diventa quello di poter guidare una macchina. Le leggi nel paese non consentono ad una donna di farlo e ora c’e’ un movimento in corso per chiedere questo non piccolo cambiamento. Il resto e’ un piccolo gioiello da vedere, come ho fatto ieri.
La regista vive in Inghilterra, sposata ad un diplomatico americano.
Il film proverà’ a vincere l’ Oscar per miglior film straniero e la cosa e’ gia’ un piccolo miracolo.

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26 ott

DIVINE. Fuori per Halloween, la drag queen che ha fatto la storia

26 ott

Esce il documentario su Divine, la musa di John Waters.
Harrys Gleen Mistead, nota come Divine, e’ morta nel 1988, a 42 anni.
Il documentario
in uscita a New York racconta una storia cominciata a Baltimora, dove Waters e Divine sono nati.
Il collasso che stronco’ Divine arrivo’ quando la performer stava andando mainstream. Era a New York per girare un episodio della sitcom tv Married with Children.

Cosa legge J.J.Abrams ( da Mark Twain a Colum McCann e altro )

25 ott

Tra le letture preferite di J.J.Abrams c’e’ molta roba diversa. Pochi romanzi.

THE VOICE off ( e’ quella di Walter White, Breaking Bad )

25 ott

Halloween ( e vabbe’ )

25 ott

Biz Stone, cofounder di Twitter al TG. Un bravo ragazzo

24 ott

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Ho appena finito di ascoltare Biz Stone ( 39 anni ) cofondatore di Twitter, intervistato al Morning Joe di MSNBC.
Ci ha raccontato come e’ nato Twitter sei anni fa. Un gruppo di amici che voleva scambiarsi fotografie e raccontarsi cosa avevano fatto la sera prima. Il nome, uno scherzo tra di loro. Oggi, dice Stone, pensa che Twitter debba contribuire a costruire “a world of connectivity built on empathy for the the other citizens of the world”. Belle parole, prima della quotazione a Wall Street.
Biz Stone ha detto anche che Twitter e’ arrivato dopo che lui e il suo gruppo di amici erano passati per dieci anni di tentativi di start ups fallite. Ora Biz Stone, lo so e’ facile dirlo, e’ pronto a passare alla cassa. Detto questo, grande impressione.

PS A domanda sul casino ancora in corso sul sito dell’amministrazione Obama dedicato alle informazioni e alle iscrizioni alla assicurazione sanitaria, Biz Stone ha detto che, molto semplicemente, lui avrebbe chiesto scusa nella home page, appena apri, e che avrebbe detto “ci stiamo lavorando”.

Finalmente vedremo ALJAZEERA

24 ott

A New York e Los Angeles, i due piu’ grandi mercati televisivi americani, non si vede AlJazeera.
Time Warner, il piu’ importante provider locale, a cui sono abbonato, smise di mandare in onda CurrentTV per gli ascolti bassi.
La televisione allnews ha comprato lo spot di Current. Per ora AlJazeera si vede in 44 milioni di case americane. E per ora la media dell’ascolto e’ bassa, 25.000 telespettatori. Dal prossimo anno entrano New York e Los Angeles e le cose dovrebbero cambiare.

Fare televisione con il Parkinson

24 ott

Joe Nocera ha scritto nella pagina degli op-ed del New York Times di Michael J.Fox, l’attore colpito dal Parkinson a 30 anni, nel 1991. Nel 2000 dichiara pubblicamente la sua condizione, non piu’ occultabile, e da allora, con la sua fondazione, ha contribuito a diffondere conoscenza della malattia e a finanziare la ricerca. Con l’aiuto della  fondazione si stanno testando medicine che altrimenti non vedrebbero la luce.
E poi, dopo la partecipazione a The Good Wife, Michael J. Fox e’ protagonista in questa stagione su NBC con una sitcom a lui intitolata “The Michael J.Fox Show”. E’ la storia di un anchorman televisivo affetto da Parkinson e del suo ritorno in tv dopo la scoperta della malattia. Ancora una volta la televisione scritta ( come accaduto in Glee ) si mischia con la realta’. Proprio con la realta’, non con il verosimile della fiction.
La sitcom e’ divertente e, a tratti, commovente. Non so se questo sia nelle intenzioni degli autori. Certamente sono tutti consapevoli alla NBC di aver dato vita ad una operazione di metatelevisione, una di quelle cose per cui sei contento che l’elettrodomestico si illunina ogni giorno. Capita spesso da queste parti.

La soap bluegrass che e’ piaciuta al pubblico del Tribeca

24 ott

Ci mancavano i bambini mascherati da Breaking Bad

23 ott

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Costumi per Halloween. Difficile abbiano visto la serie tv. Quindi opera dei genitori. E vabbe’.

Addio alle carrozzelle con i cavalli di Central Park. L’unica certezza del dibattito tv per sindaco di New York

23 ott

A New York si vota tra due settimane per il sindaco, dopo dodici anni di Bloomberg. Al secondo e ultimo dibattito televisivo in onda sulla CBS Bill de Blasio, democratico e Joe Lhota, repubblicano, sono arrivati separati da oltre 40 punti nei sondaggi, a favore di de Blasio che ha dominato il primo scontro televisivo. Nonostante il vantaggio, Bill de Blasio era andato all’attacco e Lhota era andato in confusione.
La storia di questa sfida elettorale e’ interessante anche per noi per tanti motivi.
I due sono italoamericani ( Lhota molto piu’ alla lontana ) e vivono a Brooklyn, non a Manhattan. Ma questo e’ niente. E’ stata la “modern family” di Bill de Blasio a prendersi queste elezioni, facendo dimenticare programmi, promesse, idee. E a mettere un ciclo in piu’ nella lavatrice della vita privata dei candidati politici.
In America le mogli sono da sempre elemento non solo decorativo. Ma con Bill de Blasio abbiamo fatto il salto definitivo. Da Dickens a Malcom X, passando per Erica Jong. Sia chiaro, da ora in poi tutti quei politici ( italiani ) che diranno “lasciate stare fuori la mia famiglia” dalla politica e’ meglio che vadano a lezione da Bill. Che con la famiglia al completo, genitori e figli, gusti sessuali, pettinature afro ( il figlio Dante ) e corone di fiori in testa ( la figlia Chiara ) sta vincendo le elezioni.
Riassumendo, i genitori di Bill si sono laureati in grandi universita’, hanno avuto ottimi lavori fino a quando sono stati sospettati di simpatie comuniste negli anni cinquanta, era McCarthy. Il padre Warren, eroe di guerra ad Okinawa dove perse una gamba, comincio’a bere, si ammalo’ e poi si suicido’. Warren e sua moglie Maria Angela avevano intanto divorziato. I tre figli furono cresciuti da lei sola, Maria Angela ( che lavoro’ pure al consolato italiano ) soprattutto il piu’ piccolo Bill che decise di cambiare cognome e di prendere quello di origine napoletana della madre.
Bill si laurea bene e si butta in politica facendo anche campagna per Hillary Clinton. In mezzo il suo matrimonio con Chirlane, attivista, nera, lesbica dichiarata. Nascono due figli del colore di Obama, Dante 16 anni e Chiara,18. Su Dante la squadra di organizzatori e pubblicitari della campagna di Obama centrano lo spot da 30 secondi che e’ stato la svolta della campagna. Parla solo lui, Dante, e dice che la polizia deve smettere di fermare quelli di colore solo perche’ non hanno la pelle bianca. Non c’e uscita pubblica di Bill in questi mesi senza Dante o Chirlane o Chiara, che fa poi anche lei il suo spot.
Tutti i famosi del cinema e la televisione di New York fanno il tifo per Bill.
Cosi’ ieri sera siamo arrivati a questa serata del secondo dibattito tv. Siamo di fronte all’Empire State Building, nella universita’ pubblica di New York, CUNY. Fuori, ad uso televisivo, le due pattuglie di fans dei candidati si sfidano in canti e slogan. La saletta dei media da cui vediamo il dibattito sul grande schermo e’ colma di stampa e tv locali. Nessun italiano, anche se poi leggerete e magari vedrete pezzi fatti da casa.
I due contendenti sono vestiti identici, di grigio, con camicia bianca e cravatta azzurro-Casa Bianca.
La conduzione e le regole della sfida sarebbero da manuale delle scuole di giornalismo televisivo. Durata complessiva un’ora. Maurice DuBois, volto delle news CBS, fa domande secche e concede un minuto per le risposte e 30 secondi per le repliche. Cosi’ si collezionano decine di temi e si capisce parecchio. Poi ci sara’ il momento della risposta ancora piu’ breve. Si o no. Esempio: “Possedete un’arma?” “No”, tutti e due. A seguire il tempo in cui uno fa una domanda all’avversario. E, a chiudere, la dichiarazione finale. Sono solo loro tre in studio, il giornalista e i due candidati. Alla fine, uno alla volta, prima de Blasio e poi Lhota, arrivano nella media room per rispondere alle domande nostre, come sempre per consuetudine in America.
Stasera Joe Lhota, l’uomo con zero carisma, ex capo di tutto il sistema dei trasporti della citta’ di New York, e’ andato molto meglio. A tratti spiritoso, con battute evidentemente scritte da autori non fessi. Ha difeso la politica d’ordine e polizia dell’amministrazione Giuliani, per cui ha lavorato, che ha ridotto il crimine a New York del 73% . E’ riuscito a non farsi chiudere nei confini del Tea Party entro cui voleva ucciderlo de Blasio ed anche a prendere le distanze da Bloomberg , il cambiamento che i sondaggi sembrano indicare come tassativo per il futuro sindaco, quale che sara’.
E stasera il racconto di Bill de Blasio ( che io votero’ ) messo alle strette sui dettagli del programma mi e’ sembrato piu’ ideologico di quello che gia’ e’. La storia delle due citta’, quella dei ricchi e quella dei poveri, della polizia razzista ( il 90% dei fermati risultano non colpevoli di reati ) l’aumento delle tasse per chi porta a casa piu’ di 500mila dollari all’anno, non sembravano avere gambe. Il suo tentativo di ficcare dentro la sua famiglia in ogni risposta e’ stato ogni volta stoppato dal bravo conduttore della CBS. Perche’ a tutto c’e un limite e magari stasera scoprivamo che la nonna di Benevento era transgender.
Su una cosa i due candidati si sono detti d’accordo. Saranno abolite le carrozzelle con i cavalli che girano attorno e dentro Central Park. Trattamento inumano dei cavalli, hanno detto all’unisono. Al loro posto macchinette elettriche. E cosi, pensando a dove andranno a finire i cavalli di Central Park e al giovane Holden che non li vedra’ piu’ e che aveva la stessa eta’ di Dante de Blasio, sono andato a piedi a casa, che vivo poco lontano.

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Post fuori anche su Dagospia.

Dall’Africa a Washington. Sulla PBS la prima grande storia degli afroamericani

23 ott

Questa sera e’ andata in onda la prima di sei puntate della grande storia degli afroamericani. Un lavoro lungo sette anni, coordinato da Henry Louis Gates jr. , storico di Harvard e laureato a Yale.
Prima sorpresa, la storia per arrivare a Barack Obama dura 500 anni, non parte dallo schiavismo. Ma da Juan Garrido, il primo africano a toccare il suolo americano da uomo libero nel 1513 con un gruppo di esploratori spagnoli.
La serie ha l’ambizione di essere quella definitiva sulla storia dei neri americani ed arriva poco dopo l’uscita di due film come The Butler e 12 Years as a Slave. E’ una fase, iniziata con l’anniversario della marcia su Washington. Il racconto e’ bello da vedere, ampiamente documentato, didascalico ma non pedante. Realizzato per fare tanta strada nelle scuole, televisione di lunga durata.

Hipster. Problemoni, signora mia

22 ott

Scelta del cappello. Problemi da hipster nella cover di questa settimana del New Yorker.

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Esordio del ragazzo Farrow

22 ott

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E’arrivato per cinque minuti questa mattina al Morning Joe di MNBC. Ha annunciato la partenza del suo talk quotidiano da gennaio. Ha detto un paio di cose a macchinetta su Obamacare. E’ sembrato solo leggermente imbarazzato.
Ronan Farrow, il figlio di due padri, e’ entrato cosi’ ufficialmente nella liberal famigliola di MSNBC. Vedremo se ci si occupera’ piu’ della sua somiglianza con Frank Sinatra ( e’ la fotocopia ) o della sua abilita’ di conduttore.
Un poco Justin Bieber, un poco DiCaprio,  per bucare lo schermo, buca. La cosa ridicola e’ quando dicono che sara’ la voce dei millennials. Sara’ la voce sua, se ce l’ha.

Dov’eri quel giorno ?

22 ott

Il “dov’eri quel giorno ?” e’ applicabile , e lo si e’ fatto spesso, agli eventi storici. Ad un certo punto e’ stato inflazionato. Io non ricordo dov’ero il giorno della morte di John Kennedy, troppo piccolo. Ma gia’ il giorno della morte di Robert, il fratello, alla fine dell’anno scolastico del ’68, al liceo Parini, a Milano, lo ricordo.
Tra un mese, il 22 novembre, saranno passati 50 anni da quel giorno, a Dallas, in cui fu assassinato il presidente degli Stati Uniti John F.Kennedy. Si dice comunemente in America che la televisione si sia accesa con il giovane candidato di Boston, prima nel celebre dibattito tv con Nixon e poi con la sequenza della morte, la piu’ vista della storia della tv prima delle torri di New York. In 70 milioni guardarono lo scontro in tv con Nixon. In 80 milioni guardarono sui tre networks nel 1962 il tour della Casa Bianca rinnovata, condotto da Jackie. Il lungo funerale del presidente fece l’81% di ascolto.
La febbre Kennedy
sta salendo. Siamo già passati per i 50 anni del I Have a Dream speech di Martin Luther King. Ora ci troviamo con il mezzo secolo dalla morte del presidente piu’ icona di tutti. Si scoperchiano le lenzuola di JKF, si resuscitano boiate cospirazioniste, si discute di cosa poteva essere la sua presidenza appena abbozzata.
La sera del prossimo venerdì 22 novembre i networks stanno apparecchiando programmi che rivoluzionano i palinsesti. Per la NBC torna in campo il pensionato conduttore storico del Tg, dalle 21.00 per due ore, con il “Tom Brokaw Special: Where Were You?”. La domanda “dov’eri ? ai famosi e a quelli che erano a Dallas sara’ il filo della trasmissione. Ma tutto il giorno, a cominciare dal Today Show del mattino, sara’ un Kennedy day. La CBS invece avra’ una programmazione tendente a preparare la giornata del 22. Ogni giorno qualcosa e il telegiornale in onda da Dallas. Come sempre, in America, il TG diventa itinerante in occasioni topiche.
Il 22 novembre 1963, l’assassinio del presidente degli Stati Uniti, e’ una data che ci riguarda. Gli anniversari non sono solo Grande Storia. Se non c’eravate quel giorno, troppo giovani, smemorati, distratti, annoiati, io farei un’eccezione. Guarderei la tv.

Da ascoltare due, tre volte al giorno per i prossimi dieci anni

21 ott

Scambisti. Fa bene alla salute

21 ott

Questo me l’ero perso. il programma sugli scambisti partito a settembre su Discovery Fit & Health. Una delle declinazioni di Discovery che con i reality shows sta ridando ossigeno alla sua programmazione. Questo e’ il canale dedicato alla salute, allo stare in forma. E cosa meglio di quattro salti nel letto con sconosciuta/o e con benedizione di moglie/marito per una salute di ferro ? C”e una divertente arietta di cosa scientifica mentre tutti pensano a quella cosa li.
Secret Sex Lives: Swingers e’ anche un poco buco della serratura-tv , genere inchiestoso. Insomma televisione che prova ad acchiappare.