Archive | ottobre, 2013

Il sorpasso

21 ott

Secondo Bloomberg News Netflix avrebbe raggiunto i 31 milioni di sottoscrittori ( contando pero’ anche quelli che usufruiscono del mese gratis offerto di prova e non e’ detto poi che si abbonino ). Un aumento del 4 percento dai 29.8 milioni della fine di giugno. Un’ascesa che sembra irresistibile e che qua in America viene messa in rapporto all’audience pagante della gloriosa HBO, la patria dei Sopranos, Boardwalk, Game of Thrones bla bla. HBO aveva 28.7 milioni di abbonati alla fine del 2012.
La chiave, dicono tutti, e’ l’inizio della produzione e programmazione originale di Netflix. HBO parti’ con una sua serie originale trenta anni fa.
Produrre, non solo rimbalzare, e’ quello che fa vincere la tv in America.

Implosa

21 ott

Guardo la tv americana e sbircio quella italiana.
Si dice che la televisione dovrebbe raccontare la realta’, il paese. La forma scelta per farlo in Italia e’ il talk, la televisione di parole, per ragioni varie che non importa ora dire quali. Per anni questa televisione e’ stata terreno di confronto, di critica. Una televisione che specchiava lo scontro politico ma raccontava anche un’altra Italia, quella fuori da Roma ( e Milano ).
La crisi ha ristretto gli orizzonti televisivi invece di allargarli. Lampedusa e Torino sono lontane. In una settimana Santoro-Bonev e Fazio-Maradona hanno fatto implodere il talk. Andare oltre e’ difficile.
In America da sempre la televisione ha scelto di raccontare la realta’ scrivendola. In questo modo si e’ costruito un pubblico nuovo per la televisione. Un pubblico che non esisteva. Il racconto della realta’ e’ sempre un “ritorno al futuro”. Anche quando la narrazione e’ quella dei Mad Men anni 60 o della Newsroom di un anno fa.
Senza un’idea lunga 24 ore non si fa televisione. Si accendono fuocherelli che non si e’ in grado di dominare e poi brucia tutta la prateria.

Mad Man e Harry Potter insieme in televisione

21 ott

Sky ARTS ( England ) dice nel sito della miniserie ( 4 episodi da 30 minuti l’uno ) le dieci ragioni per cui A Young Doctor’s Notebook andrebbe vista. Operazione non semplice se si vive a New York perche’ il mio provider Time Warner ha rimesso nella sua offerta Ovation Arts , il piccolo canale che ospita la serie , solo dal prossimo gennaio, dopo averlo buttato via per poco ascolto ( meno dell’1% ). Cosi’ funziona in America. Non saltano solo i programmi ma anche i canali se non raggiungono il target indicato ai pubblicitari. Cosi’ era successo con Current TV. Ovation e’ un canale di santa Monica, California , una nicchia. Per tornare visibile in tutta America, Ovation ha dovuto garantire di essere pronta a realizzare 200 ore subito e ad arrivare a 750 di produzione originale all’anno. Interessante se pensiamo a quanti canali nel digitale si sognano di arrivare a questa soglia e rimbalzano solo produzioni acquistate.
Ma la cosa piu’ straordinaria e’ che due attori come Jon Hamm e David Redcliffe decidono di fare una cosa insieme, piccola.
Notebook e’ tratto da Mikhail Bulgakov, commedia nera, storia di due dottori, lontano da Mosca, tra il 1917 e il 1934. Quando si dice , spesso, che la tv e’ il nuovo romanzo popolare non e’ una citazione da Bulgakov.

Thomas, il nostro eroe, quando perse la calma con una congresswoman repubblicana

20 ott

Thomas Roberts e’ il giornalista MSNBC che presentera’ Miss Universe .

Horror per college kids

20 ott

Il genere funziona sempre. Horror per giovani, anche con effettistica povera. Basta vedere le views per capire che c’e’ mercato.
The WALKING DEAD tutta la vita.

Follow him @Giuseppe Rossi22

20 ott

Il campionato per me e’ finito oggi.

Unknown

Un’operazione a cuore aperto gratuita. Il vero fatto clamoroso della settimana

20 ott

Sono successe tante cose enormi questa settimana. Ad esempio, non so se avete realizzato che giovedì se il Congresso degli Stati Uniti non avesse trovato un accordo  last minute sul debito, col cavolo che Letta si sarebbe accomodato sul divanetto della Casa Bianca. E poi zero delitti per una settimana a New York che e’un bel record. E potrei andare avanti, anche senza nominare Malala che nominerei sempre. Ma il vero fatto clamoroso della settimana e’ un altro e voglio rendervi partecipi del sorprendente evento.
Dunque, lunedi mattina provo ad accendere la televisione sul telegiornale alle sei. Solita routine, caffe’, giornale, occhiata alla posta, ecc. Il televisore non si accende e il bottone on/off lampeggia all’infinito. Provo manualmente, mollando il telecomando. Niente. Dovete sapere che il grande plasma ( maledizioni al plasma e domande come “perche’ non seguii il consiglio di mio figlio che era per un LCD?” ) e’ arrivato a casa nell’ottobre 2007. Due anni dopo si spense e l’on/off lampeggio’. Venne l’assistenza (era in garanzia del produttore ) e una settimana dopo il plasma torno’ al suo posto. Nell’ottobre 2011 stessa storia. Questa volta intervenne l’assistenza di un service del negozio, B&H, dove avevo acquistato il mammatrone e di nuovo se lo portarono via e dopo una settimana torno’ al suo posto. Questa volta, sempre due anni dopo, ho pensato e’ fatta. Non ho piu’ garanzie, e’ durato sei anni e i computer Apple a me non durano mai piu’ di tre anni. Muoiono esattamente il giorno dopo che’ finita l’Apple Care. Prima di andare da B&H a comprare una nuova tv mi e’ venuto in mente di scrivere un’email alla Panasonic ( questa e’ la marca del mammatrone ) dicendo che era la terza volta che mi accadeva la stessa cosa e che evidentemente c’era un difetto di costruzione. Poche ore dopo ricevo una risposta che mi dice che e’ stato aperto un caso e che se sono disponibile un loro tecnico puo’ farmi visita. Il tecnico arriva un’ora dopo. Mettiamo i 170 pounds di bestia sul tavolo da pranzo e dalla pancia della televisione malata viene estratta una scatola e sostituita con una nuova. Il tecnico-chirurgo mi dice che sarebbe riparabile ma costa meno cambiare tutto, come ormai fanno anche da Apple se vi e’ capitato.
Durata dell’intervento dieci minuti, costo zero. Paga la ditta. Grazie, mancia e la vita ricomincia.
Vi ho voluto raccontare questa intima, drammatica, storia domestica perché spiega bene una caratteristica di questo paese. Forse anche di altri ma non di quello in cui sono nato io. Il consumatore e’ tutto . Certo anche il consumo e’ tutto. Ma senza una customer satisfaction il mercato non gira.

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Il funerale di Breaking Bad

20 ott

Oggi si e’ tenuto ad Albuquerque un funerale di Breaking Bad apparecchiato da fans e  piccoli commercianti locali. La citta’ del New Mexico e’ stata la location della serie e il ricavato della manifestazione di oggi e’ andato in beneficenza. Sembra piu’ una storia messa in piedi per provare a tenere in vita il flusso dei turisti. Taos e Santa Fe, nello stesso stato, se li mangiano sempre tutti e Albuquerque e’ la poverella del reame.

Effetto tv. MALALA subito in classifica

20 ott

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Il libro di Malala piomba subito al quarto posto in classifica dei libri non-fiction. Grande risultato perche’ uscito da pochi giorni.
L’effetto tv fondamentale. Le interviste di Diane Sawyer e soprattutto quella di Jon Stewart, tormentone tra i social media. We like Malala.

Se giornalista ( gay ) di NBC va a condurre Miss Universo in Russia

19 ott

Thomas Roberts e’ un noto giornalista di MSNBC e NBC. Viene dalla CNN e la sua carriera e’ in ascesa. Spesso lo vedo al Today Show della mattina sostituire uno dei titolari. Thomas e’ attivista del movimento per i diritti civili gay e ha sposato il suo compagno da dieci anni, Patrick, il giorno dopo la legalizzazione del matrimonio gay a New York. Roberts aveva in passato denunciato abusi sessuali subiti a scuola da un prete, poi condannato.

La notizia che sara’ lui a cocondurre, con Mel B ( la Spice Girl ) la prossima edizione di Miss Universo ha fatto rumore in America. Perche’ il concorso avra’ luogo in Russia. E perche’ il conduttore designato prima di lui ha rinunciato in polemica con la la legislazione antigay in vigore in Russia. Roberts ha spiegato perche’ ha accettato. Non boicottera’ ma usera’ l’occasione per affermare i diritti della comunita’ LGBT. Con l’approvazione di Donald Trump, organizzatore del concorso ( nel video qua postato Roberts parla con Trump ).
Beh, stavolta Miss Universo e’ da vedere. Siamo pure politicamente corretti a sbirciarla.

Aaron Sorkin, e il giornalismo “organico”

19 ott

Sapete, Aaron Sorkin e’ il creatore di The Newsroom, la serie che ora potete vedere su Rai3 e spero sara’ possibile continuare a farlo, nonostante l’ascolto non esaltante alla prima botta. In questo video e’ intervistato da Chris Matthews, di MSNBC. E oltre a guardare Sorkin, ascoltate Matthews. Per capire cosa sono i giornalisti tv americani. Vale anche per quelli di FoxNews.
Cosi’ poi ragioniamo su quanto e’ fiction The Newsroom.

Schiavi americani. Il film, forse definitivo

19 ott

Ho visto “12 years as a slave” dell’inglese Steve McQueen. Alla fine, un lungo applauso. Anche sospiri di sollievo, come dopo un incubo. Il film e’ uscito oggi in tre cinema di New York. Se saranno pieni come quello in cui ero io aumenteranno nei prossimi giorni. Fino all’Oscar per McQueen. Ha vinto il premio del pubblico a Toronto, come avevano fatto The Millionaire e Il Discorso del Re.

La storia, vera, e’ quella di Solomon uomo libero a Saratoga,  stato di New York, nel 1841. Viene rapito e venduto come schiavo nelle piantagioni della Louisiana, dove vive per 12 anni. Una delle due ferite originarie americane ( l’altra e’ la strage dei natives ) e’ nel film  fotografata in modo  insieme brutale ed elegante.
A tratti sembra che McQueen proceda per stereotipi. Poi ti chiedi come si fa a raccontare lo schiavismo. E allora ti rispondi che McQueen lo ha fatto come nessuno. Soprattutto nei silenzi in soggettiva che spesso arrivano come tendine in cui prendiamo fiato. Il male e’ raccontato dalla parte di chi lo ha subito. Accanto a me una coppia di ragazzi afroamericani, alla fine,  piangeva a dirotto.

Al cinema arriva la business class

18 ott

Guardate che razza di poltrone stanno arrivando nei cinema della catena AMC di New York. Se il film e’una palla almeno si dorme.
Sono appena reduce dalla visione di “12 years as a slave”, visto in un cinema AMC. Le poltrone erano di classe economica, le solite. Il film, invece, duro da metabolizzare e stasera vi dico perché.

L’ascolto di The Newsroom

18 ott

Stamattina ricevo sms/email da amici sull’ascolto di The Newsroom. La  prima puntata, doppia, è stata vista da 634.000 telespettatori per uno share del 2,35%. La cosa divertente e’ che , amici miei, mi scrivete consolandomi. Non sono Aaron Sorkin ( beh questo lo sapevate…). Ieri avevo scritto una riga dicendo di guardare la serie ( “E chissenefrega dell’ascolto. Anzi la manderei in lingua originale, sottotitolata” ). Pensavo che sarebbe andata piu’ o meno cosi’. Tra il 2% e il 4%. Quel punto in meno se lo e’ preso la Bonev, probabilmente.
The Newsroom, in America, in onda su HBO per due stagioni, ha esordito nelle prime puntate una volta con 2.1 milioni e l’altra con 2.2 milioni, sotto la media di altre serie di successo della rete. Anche per questo, oltre che per gli impegni cinematografici di Aaron Sorkin, il rinnovo della terza serie e’ stato a lungo in dubbio. L’Emmy inatteso a Jeff Daniels, protagonista della serie, ha rincuorato i signori della HBO.
The Newsroom e’ una serie tv sulla tv ( e altro ). Quello che si dice non bisognerebbe mai fare. Non e’ una serie sugli zombies. Mad Men fa piu’ o meno gli stessi ascolti di The Newsroom su AMC, la rete che fa dieci volte tanto con “The Walking Dead “.
Ora rimane il problema di cosa fare della serie in Italia. Decidera’ per il meglio chi ha il potere di farlo. E’ stata comunque un’idea coraggiosa. Avrei sfidato la morte andando in originale, come avevo scritto, per marcare la novita’ assoluta e dicendo cosi’ che l’ascolto non era un obiettivo. Ma non lavoro alla Sipra.
L’ascolto si costruisce, non lo porta la cicogna. Dibattito aperto, spero.

MALALA e’ grande

18 ott

Stasera Jon Stewart ha replicato l’intervista a Malala. Credo che se dipendesse da lui la rimanderebbe in onda tutte le sere . E io la rivedrei. In America Malala e’ grande. Non so da voi.

Chi l’ha visto

18 ott

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Dicevo a proposito di Elizabeth Smart quanti ragazzi, bambini scompaiono ogni giorno in America. Un accenno, non sempre, nei telegiornali locali ma niente altro. Tanti volantini appesi in giro. Ogni tanto un caso buca il muro dell’indifferenza, dell’abitudine agli orrori o anche della semplice distrazione.
Tornando a casa oggi, ho visto parecchi volantini nella metropolitana con il volto di Avonte, ragazzo autistico di 14 anni scomparso il 4 ottobre all’uscita di scuola a Long Island City, New York. La famiglia potrebbe fare causa alla citta’ di New York perche’ Avonte e’ stato lasciato uscire dalla scuola. Per ora non e’ successo, si spera nel ritrovamento.
Sono sicuro che Chi l’ha visto sarebbe una bomba in America.

I bulli fanno schifo

18 ott

Ancora sui “pellerossa”, il nome della squadra che divide

18 ott

Anche a FoxNews ci si divide sull’uso della parola REDSKINS ( pellerossa ) per la squadra di football di Washington.
Viene ricordato che Martin Luther King uso’ 15 volte il termine “negro” nel suo celebre I have a dream discorso di 50 anni fa.
Dicevo che la storia, la sua interpretazione cambiano la lingua che si modella su questa evoluzione. Oggi, in America, NEGRO non viene piu’ usato. Non e’ forma, solamente.

Il premio Nobel per l’economia Shiller : “INEQUALITY” e’ il problema

18 ott

La forbice sempre piu’ larga tra ricchi e poveri e’ il problema. Chi parla non e’ un leaderino di Occupy Wall Street. E’ Robert Shiller, quattro giorni fa premio Nobel per l’economia.
Shiller era stato uno dei pochissimi a dire, inascoltato ( l’avevo intervistato ) che sarebbe arrivato il crollo di Wall Street.
Shiller e’ nato a Detroit e insegna a Yale. E’ un economista divertente e divertito, nonostante le sciagure che e’ solito annunciare..

Le liste degli attori piu’ pagati nella tv americana

17 ott

Le ha pubblicate Forbes. Ci sono gli attori e attrici piu’ pagati in tv tra il maggio 2011 e il maggio 2012. Uomini e donne., liste separate.
La prova di quello che dicevo ieri su soldi e tv. Poi ci sarebbero anche giornalisti e conduttori di tg, che se volete vi diro’.

Ma Obama ha vinto o perso ? E ora relax con Letta

17 ott

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Ho appena ascoltato Obama parlare alle tv allnews unificate. Ha tirato le somme sullo shutdown. 24 miliardi di dollari buttati al vento.
C’e’ chi dice che ha vinto. E chi che no, non e’ andata proprio cosi.
Ma si e’ disintegrato il partito repubblicano. Che ricorda quello che e’ accaduto in un altro paesello. Rappresentato oggi da Enrico Letta che tra qualche ora incontra il rilassato Obama alla Casa Bianca.

Il vecchio e il mare. Robert Redford, 77 anni, domani nei cinema e prossimo Oscar

17 ott

Andro’ a vedere domani “All is Lost” con Robert Redford, solo nell’oceano. Era passato per Cannes ed ora esce in America.
Critici entusiasti, anche per la regia di Chandor, di cui mi era piaciuto parecchio Margin Call.
Si dice gia’ che Redford se la vedra’ con il Captain Phillips di Tom Hanks per l’Oscar. Intanto Redford dice quello che pensa su shutdown e altro.

Guardate e fate guardare THE NEWSROOM, stasera Rai3

17 ott

E chissenefrega dell’ascolto. Anzi la manderei in lingua originale, sottotitolata.

Welcome to Washington, Cory. Dalla tv al senato

17 ott

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E’ il primo afroamericano a rappresentare il New Jersey nel senato americano . Sto guardando la sua prima intervista da neo senatore, seggio che ha vinto ieri sera. Booker, sindaco di Newark, citta’ con un tasso di criminalita’ tra i piu’ alti del paese, e’ stato protagonista di documentari e serie tv. Quando si dice che la televisione non conta…Guardate i video. L’idea di raccontare la politica con le storie e’ sempre la piu’ bella. Ma piu’ costosa, difficile, lunga di quella di mettere su i teatrini.

PERFECT DAY, sempre quella

17 ott

I 75 anni di Superman

17 ott

E cosi Ronan Farrow, il figlio di Mia, avra’ il suo talk show

17 ott

Ne avete, forse, sentito parlare recentemente a proposito della dubbia paternita’ di Woody Allen e di quella ventilata di Frank Sinatra.
Ronan Farrow non e’ fesso e fara’ bene. Su MSNBC, dove e’ stato confermato che avra’ un talk show quotidiano.

Soldi e tv

16 ott

Il servizio publlico nella televisione americana e’ un territorio dai confini chiari. Intendo non la PBS, la cosiddetta televisione pubblica, ma la televisione in generale. Che fatta per vendere non e’ detto abbia una mission meno nobile di quella che non si capisce piu’ quale sia la sua ( la tv pubblica italiana ). Piu’ o meno quello che ha detto Antonio Ricci.
In America si sa cosa guadagna chi fa televisione e quando non si sa in genere nessuno ha un problema a dirtelo. I soldi sono la misura del successo. Una cosa di cui gli americani vanno fieri. Come della beneficenza che tutti, o quasi, fanno con il molto che portano a casa. Nessuno dice ” sono fatti miei a chi do i miei soldi” perche’ c’e’ un’idea di servizio pubblico che’ e’ dentro la stessa accumulazione del capitale. Difficile da capire per chi ha una confusa idea di tv pedagogica, paternalista, mediana tendente al basso, insomma quel pateracchio che e’ la chiaccherona tv italiana.
Lo scandalo e’ la confusione ipocrita su cosa sia, cosa dovrebbe essere la televisione in questa fase. I soldi delle star, che pure sono tanti, sono secondari.

Canta Eataly, in America

16 ott

Serata di ( auto )celebrazione da Eataly, la bella impresa italiana, a New York lo scorso lunedi.  Al termine della  Columbus Day Parade. C’era l’Italia che conta e canta. Isabella Rossellini, Renzo Arbore, Antonio Monda che ha introdotto Baricco e il suo “Barbarians”, Joe Bastianich , Jovanotti.
Una non memorabile “O sole mio” e’stata intonata dallo stesso Bastianich e un perplesso, e’ sembrato, Jovanotti. Sempre bravo e a suo agio il globetrotter Arbore.
Il “droghiere”-ambasciatore Farinetti sta per aprire a Chicago e in altri luoghi. Non a Washington, per ora, dove arriva Letta per incontrare Obama. In piena deadline del default. Letta non trovera’ Obama concentratissimo. Io mi presenterei con una forma di parmigiano made in Eataly.

Se domani chiude Washington

16 ott

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So che siete molto presi da Crozza, Fazio, Brunetta, Balotelli e pure Priebke.
Ma in un angolo remoto del mondo, Washington, accadono cose di cui, che palle lo so, forse dovrete occuparvi.
Tranquilli, non dovrebbe succedere.