Archive | novembre, 2013

La differenza

22 nov

Dicevo del customer service del Corriere della Sera. Dopo quattro giorni, senza una spiegazione nonostante li avessi contattati più’ volte, il servizio e’ stato di nuovo accessibile e ho ricominciato a sfogliare il quotidiano, a cui sono abbonato.
Questa mattina alle sei il New York Times non era alla mia porta di casa come tutti i giorni. E nemmeno la versione per posta elettronica era arrivata. Ho scritto al customer service. Il giornale e’ poi arrivato alle 7.15 del mattino e poco dopo ho ricevuto questa email dal New York Times.
“We appreciate you bringing this matter to our attention and are addressing the missed delivery that you experienced on 11/22/13. We have contacted the carrier to ensure consistent delivery of your paper by your specified guaranteed delivery time. We will ensure that this gets the attention it warrants so we can resolve the problem for you. In addition, your account has been credited, which will be reflected on your next statement”.

Kennedy channel. Grandi ascolti americani

22 nov

Fa ascolto Kennedy ? Me lo chiedono dall’Italia. La risposta e’ si.
Il “Killing Kennedy” del National Geographic, venduto in tutto il mondo, ha fatto il più’ alto ascolto della storia del canale in America, il 10 novembre.
Grandi risultati per CNN con The Assassination of President Kennedy, parte della serie The Sixties, coprodotta da Tom Hanks.
La PBS con American Experience e tutti, tutti gli altri canali tematici e generalisti ci hanno invaso nei giorni scorsi con l’anniversario e oggi siamo qua dal mattino alle sei a vedere e rivedere testimoni giornalisti di allora ( Tom Brokaw, Dan Rather, Jim Lehrer, ecc. ) e spruzzi di teorie cospirazioniste, che evito come la peste. Perché’, per noi baby boomers, la morte dei due Kennedy ( ricordo di più’ la morte di Robert ) e’ stato un dolore autentico. E i baby boomers sono la maggioranza dell’audience televisivo live.
La televisione comincio’ allora la sua vita. In bianco e nero perché’, anche se gia’ realizzati a colori, fu solo nella meta’ degli anni Sessanta che gli elettrodomestici arcobaleno entrarono nelle living rooms americane.

Soundtrack

22 nov

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He was a friend of mine

21 nov

Mi arrendo, su Checco Zalone

21 nov

Dopo avere letto alcuni ultimi pezzi sul film di Checco Zalone mi arrendo. Mi sono intristito quando l’ho visto a Roma. Ma doveva essere una brutta giornata. E poi chi incassa più’ di Titanic ha sempre ragione, no?
Prima ” l’orgoglio burino” di Michele Serra. Poi per Mattia Feltri “le canzoni sono orecchiabili, le battute efficaci, la trama non friabile”. Fino al trionfo de L’Avvenire  con Davide Rondoni che butta li Plauto, Tarkovskij, Dante, De Filippo, finendo per dare dei “babbei noiosi e annoiati” a chi non ride a catinelle.
Alzo le mani. E chiudo gli occhi. Come un babbeo.

Oprah tra i grandi, la più’ grande

21 nov

Tra i premiati con  Presidential Medal of Freedom da Obama Bill Clinton e soprattutto Oprah. La regina del daytime, cinema, Broadway aggiunge una medaglia, l’onorificenza civile piu’alta in America. Fu creata da John Kennedy che non ebbe tempo di assegnarne alcuna.

Spike Lee, tra una settimana

21 nov

Il remake di Oldboy nei cinema di New York tra una settimana. The Village Voice ci ricorda che sono passati 25 anni da Do The Right Thing. Mamma mia.

INSTAGRAM, short film

21 nov

George Bush da Jay Leno ieri sera. “Sono rilassato”

20 nov

Il video di Dylan fa abbastanza schifo

20 nov

Esce il 47esimo ( quarantasette ) box set di Dylan e il video “interattivo” di Like a Rolling Stone. Non lo posto nemmeno perche’ e’ una cosetta brutta.
Parlavo con un amico che e’ da poco andato ad uno dei concerti biascicati italiani e mi ha detto “basta”, devo smettere.
Sono cresciuto con Dylan, mandando a memoria testi, inseguendolo in Europa per i suoi concerti. Poi arriva il momento di staccare. E ascoltare solo il primo dei box set.

Ford Nation, cancellato dopo una puntata

20 nov

Lo show televisivo del sindaco di Toronto e’ durato una puntata. Disperazione a MSNBC dove ho raccolto la notizia.

Flower power

20 nov

David Byrne per le Filippine

20 nov

Lunedi prossimo David Byrne e il suo cast in maggioranza filippino tornano per una sera con il musical su Imelda Marcos, “here Lies Love”. Incasso ai Medici Senza Frontiere al lavoro nelle Filippine.

In carrozza

20 nov

La nuova ambasciatrice americana in Giappone.

Rob Ford, un idolo, al Today Show

19 nov

Questa mattina il Today Show della NBC ha aperto con l’intervista del conduttore Matt Lauer al sindaco di Toronto, Rob Ford. L’uomo che non chiede scusa ma si ricandidera’.

“Caccia all’illegale”. 25 dollari di premio

19 nov

Stamattina c’e’ tanta roba nei TG del mattino. Io andrei sempre su Rob Ford , il sindaco di Toronto. Mi prendo una brevissima pausa e vi rimbalzo questa.
Il gruppo The Young Conservative of Texas dell’universita’ statale di Austin ha promosso “un gioco” per domani. I membri del club andranno in giro per il campus con un cartello “Illegal Immigrant” e chi ne “catturerà’” uno riceverà’ 25 dollari di premio.

Dipinti animati e parlanti. Dall’Australia

19 nov

Per la storia. Le Filippine ancora in apertura dei TG americani

19 nov

Il racconto dei tornado americani legato alle Filippine. Così’ hanno aperto oggi i TG della sera.

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Rob Ford, sempre lui

19 nov

Rob Ford ieri ce l’aveva con qualcuno del consiglio comunale. Intanto e’ stato privato di parecchi poteri attribuiti alla sua carica.

Masterpiece. Siamo tutti analfabeti o tutti scrittori ?

18 nov

Forse il titolo magniloquente faceva sperare in scritture diverse da quelle ascoltate nella trasmissione di Rai 3 che ho visto ieri sera. Siamo alle scuole secondarie anche di riferimenti, modelli, citazioni. Le critiche già’ arrivate insistono sulla omologazione ad altri format internazionali. Tutto vero.
Io ho trovato la didascalica ed enfatica voce off un inutile raddoppio. E poi si potrebbe dire altro sui giudici, soprattutto un paio di loro, ecc. Pero’, nonostante la ovvia ricerca dello stereotipo che si fa nel casting di ogni reality, io mi sono divertito. Potevano essere scrittori o fornai. Ma le storie c’erano.
Mi diceva ieri una mia amica ( parlavamo della trasmissione ) che lavora in una casa editrice che gli aspiranti scrittori hanno superato i consumatori, acquirenti di libri. E’ un paradosso su cui vale la pena di riflettere, invece di farci quattro risate.

La preghiera che ha aperto i TG del mattino

18 nov

Tutti i tg-show del mattino hanno aperto oggi con questo video. L’America del midwest e’ attraversata da tornado che la stanno spazzando. Si sente una preghiera.

Saturday Night Live e lo spot dell’anno

18 nov

SNL realizza da sempre finti spot. E’ il suo marchio di fabbrica.
Questo andato in onda sabato scorso riassume perfettamente i problemi attraversati dall’amministrazione Obama.

“I have enough pussy to eat at home”, Rob Ford

18 nov

Ogni giorno il sindaco di Toronto dice e fa una cosa impossibile da non segnalare. All’accusa di averci provato con una donna del suo staff ha risposto senza perifrasi.
Naturalmente Rob Ford, il sindaco che ha fumato crack, e’ l‘idolo di Saturday Night Live.

 

The assassination

18 nov

Le primarie. Tutto e’ cominciato cosi’

18 nov

Intendo dire un modo di girare, montare i documentari.

“A very cool guy”. Ci avviciniamo al giorno in cui “l’America ha perso la sua innocenza”

17 nov

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“Il giorno in cui l’America ha perso la sua innocenza”. Questo ed altro hanno appena detto nel roundtable di Fox sul giorno in cui e’ stato assassinato il presidente Kennedy. Venerdi prossimo, 22 novembre, saranno passati 50 anni. Stamattina tutti i talk shows politici della domenica mattina sono sull’anniversario. Naturalmente domande su Oswald ( fu lui solo ? ) e sull’eredita’ politica e pop. Tutti d’accordo su una cosa sola detta da uno dei presenti al dibattito di Fox, quello che ho seguito di più’. Kennedy era “a very cool guy”. Il più’ cool di tutti.

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Perche’ il bel paese non ce la può’ fare ( customer care e Corriere della Sera, esempio )

17 nov

Da tre giorni, ormai quattro, non riesco a sfogliare la digital edition del Corriere della Sera.
Mi dice che l’abbonamento e’ scaduto mentre non lo e’ ( scadrebbe domani ). Ho provato comunque a rinnovare per sei mesi come faccio sempre ma mi dice che essendo attivo l’abbonamento non posso rinnovare. Una di quelle situazioni in cui pensi che si stava meglio quando si stava peggio ( digitalmente parlando ).
Ho scritto al customer care come da istruzioni via email. Ho ricevuto dopo 24 ore una risposta prefabbricata. Di quelle che ti dicono di riavviare, rifare la login, che e’ il tuo computer che potrebbe avere problemi, ecc. Ho risposto che ho eseguito tutte le operazioni e che leggo tranquillamente gli altri quotidiani italiani a cui sono abbonato. Cala il silenzio per giorni. Poi c’e’ il sabato e la domenica, capisco.
Quando un paio di anni fa mi capito’ una cosa simile con il New York Times fui contattato dopo cinque minuti dal customer service. Si scusarono, risolsero il problema, offrirono una settimana di abbonamento gratuito. Era una notte tra il sabato e la domenica.
Dimenticatevi che l’Italietta ce la possa fare. Bisogna fare una pulizia a fondo. A cominciare dal cassonetto per finire nel magnifico mondo digitale.

TYPHOON ( tifone ). La band con il nome della fase

17 nov

Filippine. Vergogna italiana

16 nov

I tagli alle news, i corrispondenti che vivacchiano su immagini girate da altri, il disinteresse per quello che accade  a nord di Chiasso e a sud di Lampedusa hanno reso la televisione italiana un deserto per gli esteri. Aggiungete il solito si dice “non fanno ascolto”. E questo si dice e’ la pietra tombale.
Se parliamo di Filippine basta Bonolis. Non me la prenderei con lui. Magari ha sbagliato i tempi ( e i modi ). Ma il problema e’ più’ grande di una parodia. Dodici milioni di filippini lavorano fuori dai confini del loro paese e più’ di uno, mi sembra, in Italia.
Ero appunto in Italia quando e’ arrivato il tifone sulle Filippine. Poi sono tornato in America. Il paragone e’ da urlo di Munch. Qua la copertura delle news e’ aumentata con il passare dei giorni. Invece di diminuire. Con inviati non di secondo piano ( la NBC ne ha tre ). E non solo nelle tv allnews ( per la CNN, oltre ad Anderson Cooper la star, ce ne sono sei ). La PBS, la tv pubblica fa i reportages più’ lunghi e belli.
Come ha appena ricordato Christiane Amanpour, “good journalism is good business”. Ma di questo in Italia importa a pochi. Che tra l’altro sono sulla rete e poco in tv e nella carta stampata.

Per materiali come questo, scrivete a James.. Perché’ poi ci sono i freelancers specializzati, che stanno aumentando. Approfittano del vuoto lasciato dalle ex grandi organizzazioni di news a cui poi vendono i materiali girati. C’e’ un mondo nuovo di opportunità’ che si aprono e c’e un grande pubblico che ha fame di questo cibo esotico. Roba che non si produce più’ nelle cucine italiane.

Amazon prova a fare Netflix. Cresce la tv fuori dalla tv. Sulla contemporaneita’

16 nov

Ho visto i primi tre episodi di Alpha House, la prima serie di Amazon, fuori da venerdì scorso. Da ora in poi un episodio a  settimana per otto volte. Modalita’ diversa di “broadcast” da Netflix che mette online tutta le serie originali insieme. Il non luogo della tv cresce e la visione in tempo reale e’ destinata a diventare archeologia.
La serie e’ strata creata da Garry Trudeau, il noto autore di Doonesbury. La storia e’ quella di quattro senatori repubblicani che dividono una casa a Washington. Come accade spesso in America, la materia e’ contemporanea e non stucchevole agiografia. Ci sarebbe straordinario materiale da noi per raccontare quattro lega nord e/o quattro movimento 5 stelle che dividono una casa a Roma. Ma si preferisce sederli in un talk e farli parlare per ore, ore, ore, ore. E qualche minuto in più’.
I quattro senatori americani ( il più’ noto tra gli attori e’ John Goodman ) affrontano ogni tema della politica contemporanea in chiave comedy. Critiche tiepide che dicono che Veep e’ un’altra cosa. A me non e’ dispiaciuta. Forse anche più’ di Veep.
E settimana prossima Amazon butta fuori la serie Betas, sui giovani billionaires di Silicon Valley. O quelli che ci provano a scoprire l’applicazione che li farà’ ricchi.
Sempre storie contemporanee.