Archive | gennaio, 2014

Parla con lui. La parodia di HER, il film di Spike Jonze

31 gen

La voce di Seth Rogen ( al posto di Scarlett Johansson ) per la parodia di HER in uscita in Italia a marzo.

Amanda Knox. Grande eco in America

31 gen

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Non mi aspettavo un’eco simile in America in tutti i TG. A parte i giornali popolari, non c’e’ la tendenza a fare i tifosi. Si cerca di capire e ci si arena sui gradi di giudizio che rivoltano le sentenze. Ecco questo in America non lo possono capire.
Amanda si e’ materializzata questa mattina sulla ABC a Good Morning America, il tg-show del mattino. Arrivata da Seattle dove era ieri con la madre al momento della sentenza, nell’intervista “esclusiva” e’ apparsa veramente emozionata. Ha detto che la sua prima telefonata e’ stata per Don Saulo, il sacerdote confessore del carcere femminile di Perugia e che dovranno portarla via con la forza se ci sara’ l’estradizione. Su questa eventuale decisione politica vedremo come andrà’ a finire
Alla ABC hanno ricordato che sono più’ comuni i casi di estradizione in senso contrario, dall’Italia all’America. L’Italia esce fuori come un paese bizzarro. Ma questo, del resto, e’ quello che gli italiani pensano da sempre dell’America.

Amanda Knox. In America non si capisce come funziona la giustizia italiana

31 gen

Ho visto i telegiornali americani della sera che hanno tutti dedicato vari minuti alla sentenza Knox-Sollecito. Ovunque emerge incomprensione per i diversi gradi di giudizio in uso in Italia. In America, in genere, dopo una condanna buttano la chiave. Meglio l’Italia,in genere, anche se può’ sembrarvi strano. E anche se , come in questo caso, molti, molti, molti dubbi.
Buon plastico su Rai Uno che questo nella televisione americana ci manca.
PS L’intervista che tutti hanno rimbalzato e’ del Guardian.

Webserie-product placement. Tina Fey sulla macchina di Seinfeld

31 gen

Jerry Seinfeld ospita amici comici da un anno e mezzo in questa serie che e’ puro product placement. Seinfeld, dai milioni di telespettatori alle poche migliaia della webserie.
Seinfeld aveva in media 34.1 milioni di seguaci su NBC ed e’ stato il primo show in tv nelle stagioni 1994-95 e in quella finale 1997-98. Ora si parla di un ritorno tra breve.

Ve li ricordate ? C’erano anche loro tra le 33 coppie che si sono sposate ai Grammys

30 gen

Clooney, conversazione su Reddit

30 gen

Succede sempre più’ spesso. E’ il microfono aperto delle radio libere, rivisitato.

Fatevi una canna, non una birra

30 gen

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Si parla e straparla in televisione dei cinque cartelloni che il Marijuana Policy Project ha comprato fuori dallo stadio in cui domenica avrà’ luogo il Super Bowl.
Una delle due squadre in gioco e’ di Denver, Colorado. Il primo di questi cartelloni fece la sua scomparsa lo scorso 5 settembre davanti allo stadio dei Denver Broncos. Ora sapete come sta andando in Colorado con la marijuana.

Bryan Cranston ( Breaking Bad ) a Broadway e’ il presidente Johnson. L’attore numero uno al mondo

30 gen

L’unico caso in cui la pubblicità’ e’ più’ importante della partita. E ora viene spalmata per settimane

30 gen

Stasera e’ andato in onda sulla CBS in prima serata Super Bowl’s Greatest Commercials . Una rassegna del meglio, negli anni, della pubblicità’ andata in onda durante i Super Bowls.
Gli spot da trenta secondi, che tengono in piedi l’industria televisiva, trovano nella domenica della finale del campionato di football la loro massima visibilità’. Non solo. Acquistano una dimensione centrale nella programmazione dell’evento. Non e’ unicamente una questione di soldi, profitti. Solo l’industria automobilistica investe quasi cento milioni in media. Con la spalmatura sui social media, ogni spot e’ ora costruito con teasers e backstages come un’opera in divenire. Non tutti scelgono questa strategia. Alcuni come la Chrysler puntano sulla sorpresa della domenica. Molto dipende dalla rete tessuta storicamente prima e dal pubblico di riferimento ( giovane, anziano, analfabeta digitale, middle o upper class, ecc ).
Il programma che ho visto stasera in tv prova a rivoltare il trend in corso che e’ quello della visione differita che salta le pubblicità’. Domenica la partita tra Denver e Seattle e’ solo un riempitivo. La pubblicità’, lo spettacolo vero.

La svolta

29 gen

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American dream.

Il grande freddo nel sud degli Stati Uniti. Ma non essendo New York e’ una non notizia

29 gen

Aperture dei TG del mattino sulla neve nel sud degli Stati Uniti. Sulle Carolinas, Alabama, Georgia, fino alla Florida del nord. Solo dopo il tempo, arriva Obama e lo State of the Union.
Recentemente una normale nevicata su New York passo’ in Italia per l’inizio dell’era glaciale.

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Il discorso del fare di Obama. La ripresa c’e', riparte la campagna elettorale

29 gen

Comincia con i membri del Congresso che fotografano nella tribuna superiore uno dei protagonisti della docusoap Duck Dynasty, invitato dai repubblicani. Di solito succede il contrario. Sono quelli di sopra che catturano immagini di quelli di sotto.

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Barack Obama inizia il suo quinto discorso sullo stato dell’Unione con un suo classico. Le storie esemplari. In questo caso esempi di ripresa.

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Elogio di Michelle e della sua lotta all’obesità’. E del paese delle opportunità’ che e’ l’America. Poi Obama va dritto sulla ripresa della manifattura made in USA e sui benefici fiscali per le piccole imprese che stanno rilanciando il paese. L’indipendenza energetica e’ ad un passo – dice Obama – senza accennare ai pericoli del gas naturale che ha prodotto il boom negli stati del nord.
Frase definitiva sul cambiamento climatico. E’ un fatto, punto ( rivolto a quei repubblicani che ne mettono in dubbio il fondamento scientifico ).
Appello poi per arrivare alla riforma dell’immigrazione entro l’anno. Applausi unanimi.
Si torna agli esempi positivi. A partire da Detroit e dal ciclo dell’auto. A Biden sara’ affidato un programma federale di addestramento al lavoro.
Con nomi e cognomi Obama continua a citare storie esemplari e le telecamere catturano i protagonisti ignoti al grande pubblico. La scuola, l’istruzione sono la base del progresso, dice Obama, e grazie ad Apple, Verizon venti milioni di studenti saranno connessi con la banda larga senza una lira di spesa per Washington.
Ancora oggi le donne non hanno una paga uguale agli uomini e questa e’ una vergogna, ricorda il presidente. E a questo punto arriva l’appello ad alzare la paga minima oraria a dieci dollari e dieci centesimi perché’ oggi questa paga e’ al 20% reale in meno rispetto agli anni di Reagan. 10/10, facile da ricordare.
Il governo federale aiuterà’ da domani a costruire una pensione sicura ( dettagli non espressi ).
E arriva la storia di Amanda, senza assicurazione sanitaria fino alla fine dello scorso anno. Dal 1 gennaio Amanda e’ assicurata e il 6 gennaio e’ stata operata. Amanda viene inquadrata e il vicepresidente Biden trattiene le lacrime. Qua il Congresso e’ più’ diviso, come era immaginabile.
Citazione ( retorica perché’ nulla e’ stato fatto ) sulle stragi domestiche e le nuove regole per l’acquisto delle armi e poi un saluto alle donne e agli uomini arruolati nella difesa del paese. E ovvia citazione pure per la lotta al terrorismo. E meno ovvia promessa di non mandare truppe in giro per il mondo dove si aprono crisi. Seguita da un’altra promessa, quella di limitare l’uso dei droni ( da vedere anche questo ). A sorpresa l’idea di chiudere Guantanamo rifà capolino, tra scarsi applausi. Riaffermazione dei diritti palestinesi e israeliani messi sullo stesso piano.
I negoziati con l’Iran saranno difficili, avverte Obama, ma vanno continuati. Lui porra’ il veto ad ogni tentativo di riproporre sanzioni all’Iran che potrebbero compromettere la trattativa.
Si sente il coro USA, USA ad un accenno alle prossime Olimpiadi invernali.
Cory ferito gravemente in Afghanistan alla sua decima missione e’ accanto a Michelle Obama. Cory e’ passato attraverso infinite operazioni. Ha perso un occhio e aveva perso la parola. Qua, alla storia narrata da Obama, si scatena l’applauso più’ grande e scorrono lacrime. Il sergente Cory permette al presidente di volare alto verso il finale e di riaffermare il ruolo dell’America nel mondo.

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I discorsi sullo stato dell’Unione sono sempre vaghi. Quello che si misura in questi casi e’ l’energia, l’abilita’ a detreggiarsi tra spirito di parte e necessita’ di porre le basi per una coalizione da fondare più’ nel paese che nel Congresso. Si avvicinano le elezioni di midterm e Obama non le può’ perdere. C’e’ la ripresa ma ci sono anche tutte le gaffes commesse nell’attuazione della riforma sanitaria. Obama e’ sempre a suo agio quando mastica parole. Stasera era come nelle sue magistrali campagne elettorali. Il problema, come sempre, e’ quello che viene dopo. E molto e’ nelle mani del Congresso, diviso.

Il discorso intero qui di seguito.

PS Tra i tanti che hanno twittato live, molto citato in tv Ronan Farrow, il ragazzo in carriera che non ama Woody Allen.

L’anno scorso e’ andata così’

29 gen

La quantita’ di applausi ai discorsi sullo stato dell’unione e’ straordinaria. In questo video sono tutti insieme quelli dell’anno scorso. Più’ di 13 minuti per un’ora circa di discorso. Clap, clap, clap.

Di questo dovrebbe parlare Obama tra poco

29 gen

Nate Silver e Ezra Klein, spiegati

28 gen

Politico  ci dice che i due fenomeni che hanno abbandonato The New York Times e The Washington Post sono amichetti. Ve ne avevo parlato ieri.

Il discorso, stasera

28 gen

Pete Seeger, le parole dalla Bibbia

28 gen

Molte ore di questa mattina dedicate da NPR, la radio pubblica, a Pete Seeger. Microfoni aperti, ricordi, incontri e interviste registrate nel corso degli anni. Seeger diceva di dare più’ importanza di Woody Guthrie alla musica. Guthrie copiava testualmente le armonie perché’ a lui interessavano solo le liriche.
Sulle parole dei suoi pezzi Seeger diceva che quelle di Turn, Turn, Turn sono quelle a cui era più’ affezionato perché’ venivano dalla Bibbia. Da cantare sempre tutti insieme.

 

Chissa’ se stasera Obama ricordera’ Pete Seeger

28 gen

Sono andato ad una decina di concerti di Pete Seeger nella vita. Ora rimane You Tube.
Doveva succedere. Seeger e’ morto ieri sera nel sonno a 94 anni.
Non ci sara’ più’ uno come lui. Uno che ha raccontato l’America buona ( non trovo un’altro aggettivo ).

Da Scalfari a Ezra Klein. Non c’e’ solo un secolo di mezzo

28 gen

Nel viaggio di ritorno in America, dopo una settimana romana, ho fatto fuori carta accumulata nel breve soggiorno italiano. Quando sfoglio le riviste parto sempre dalla fine ed e’ così’ che nell’Espresso di due settimane fa ho trovato subito la paginetta di Scalfari titolata “E’ internet la causa dell’ignoranza”. Faticosamente sintetizzo. Internet avrebbe annullato il “bisogno di ricordare” e “ridotto al minimo la parola scritta” ( colpa di Twitter, ecc. ). La settimana dopo ha risposto Umberto Eco.
Nel frattempo in America continua l’esodo di giornalisti della carta stampata verso i digital media, quelli nativi, non quelli di giornali con la faccetta sulla rete. Ne ha scritto sul New York Times David Carr che questo studia, in un pezzo poco segnalato in Italia, mi pare. L’articolo parte dall’abbandono del Washington Post di Ezra Klein e del suo blog di politica Wonkblog. Klein aveva chiesto alla proprietà’ ( Jeff Bezos, Amazon ) il potenziamento della sua struttura che già’ occupa otto collaboratori e aveva disegnato un piano di sviluppo della sua iniziativa. Ora lavorerà’ per Vox Media. E’ un esodo in corso. Da Nate Silver e David Pogue che hanno lasciato The New York Times a Walter Mossberg che ha abbandonato The Wall Street Journal e tanti, tanti altri. Carr ci spiega che non vanno solo a guadagnare di più’. Vanno a fare un altro mestiere. I “negozi” che attirano milioni di visitatori sono BuzzFeed, Gawker, Vice, Vox e anche The Huffington Post. Il giornalismo digitale sta creando nuovi modelli di narrazione della realtà’ e, ovviamente, nuovi modi di fare soldi, non sempre condivisi nelle strategie.
Quando parlo con mio figlio di 16 anni, che mi guarda come un povero scemo quando ogni giorno introduco nuova carta stampata in casa e ricava il suo sapere solo dal suo Mac, scopro sempre che sa più’ di me cosa accade nel mondo anche se ignora chi sia Scalfari.
Scalfari, quell’anziano signore con molti dubbi su Internet ( e su Matteo Renzi ).

Domani sera lo State of the Union di Obama. Ospite Jason Collins, il giocatore NBA gay

27 gen

Ogni anno allo State of the Union l’attesa e’ per gli ospiti invitati dalla Casa Bianca.Tra loro, Jason Collins, il giocatore NBA, uscito fuori pubblicamente con la sua identità’ sessuale.
Beccate questa Putin a pochi giorni dalle Olimpiadi della neve.

Pronto, parlo con Dio ?

27 gen

Sulla chiesa di Ponte Milvio settimana scorsa grande pubblicità’ dell’iPhone.
Ci passavo ogni mattina trovando la cosa sempre piu’ bella.
Poi ieri , alla partenza da Roma, nuovo cartellone.

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Il ringraziamento di Lin Na che ha vinto gli Australian Open. Grazie per i soldi

27 gen

Gira molto in tv questa mattina il discorso di ringraziamento della cinese Lin Na. Diverte la franchezza. “No bullshit” dicono qua in America. Grazie per i soldi.

La serata delle power couples, i Grammys

27 gen

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Sulla CBS i Grammys. Sono appena tornato. Li tengo sul fondo mentre disfo bagagli, ecc.
Hanno aperto Beyonce e Jay Z ma i trionfatori della serata sono Macklemore e Ryan Lewis. Con loro e’ apparsa Madonna. Coppie gay ed etero commosse si abbracciano e la televisione celebra l’inno all’amore. In uno spot l’annuncio del Super Bowl di domenica prossima. Si prepara la festa della televisione.

VISITORS, trenta anni dopo Koyaanisqatsi

27 gen

Fuori a New York la nuova opera di Godfrey Reggio.

La Rizzoli a New York. E’ stato bello

25 gen

Leggo che il palazzo che ospita la libreria Rizzoli a New York potrebbe essere demolito per far posto ad un nuovo condo.
Quando non c’era Internet si andava alla Rizzoli a comprare i giornali italiani che arrivavano alla sera. Poi ci si andava per le presentazioni ( anche mia madre per un suo libro di cucina ). Poi ho cominciato ad andarci sempre meno anche se ci passo davanti quasi ogni giorno. Era l’Italia a New York. Adesso c’e’ Eataly. Che non e’ la stessa cosa.

Breaking Bad. Lui, Bryan Cranston

25 gen

Aborto ( Mark Ruffalo )

25 gen

Tutti renziani o quasi, nella notte tv in cui tutte le vacche sono nere

24 gen

Stasera su Rai Due, a Virus, apertura con intervista a Renzi. Dalla Gruber avevano appena finito di parlare di Renzi. C’era Carlo Freccero, direttore pensionato con cui ho lavorato, che di questi tempi e’ molto presente negli studi televisivi. A lui Renzi non piace molto. “Politico generalista” ha detto stasera. Che e’ bella ma poi ha anche soffiato la solita canzone del similberlusconi.
In questa settimana italiana ho visto talk shows dove il solo problema degli autori era trovare anti e pro Renzi da sedere nel salotto.
Alle primarie del PD, quelle con Bersani, non ando’ esattamente cosi’. A votare Renzi  ( mi trovavo anche allora in Italia e ci andai ) non ci fu quella maggioranza televisiva che oggi esonda dagli schermi.

Tivutalk

22 gen

Ma davvero, davvero tutte le sere, amici miei vi guardate la politica chiacchierata in tivù ?
Dopo tre giorni italiani non ne posso più’. Vedo chi c’e’ e decido se tenere il rumore di fondo. Mi sento in obbligo di fare il pieno perché’ in America la politica in tivù fa lo zero virgola. E così’ provo a capire il miracolo italiano.
La compagnia di giro ha i suoi centravanti di sfondamento ( Sgarbi, Cacciari, la new entry Freccero ). A ruota arrancano i politici di professione, uccisi da Renzi che li ha annientati. Il tifoso della Fiorentina cava fuori sempre qualcosa. Per il resto, aridatece Mad Men e compagnia.

Pagare moneta, vedere cammello. Arriva il Super Bowl piu’ caro di sempre

22 gen

BloombergBusinessWeek ci porta dentro la crescita inarrestabile del costo dello spot da 30 secondi nella serata del Super Bowl. Cento milioni di telespettatori valgono sempre di più’ perché’ trainano anche i social media che non esistevano quando nacque la televisione, fondata sul mattone dello spot da 30 secondi.
Il 2 febbraio, 4 milioni per 30 secondi.

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