Archive | gennaio, 2014

Ma quali “eccessi” di Scorsese? Il film sui cafoni, smart di Long Island e’ grande

21 gen

Sta per uscire in Italia il film di Scorsese con un titolo mutuato dalla biografia di quello che si e’ autonominato lupo di Wall Street ma c’entra poco con la downtown di Manhattan. C’entra con Long Island ( alle porte di New York ) con i titoli di un mercato secondario, con un gruppo di amici, band of brothers, che non hanno visto nella vita nemmeno per sbaglio la porta d’ingresso di un ivy league college ( lui, il lupo, ha frequentato una buona università’, l’American University di Washington ).
E’ una storia raccontata dalla loro parte, come un documentario naturalistico. Tanto per dire che quando leggo critiche che parlano di “eccessi” non capisco a cosa si riferiscono. E’ la periferia di Wall Street che ha partecipato al banchetto di Wall Street ma non in primissima fila. E’ un film che racconta bene una fase ( che dura ancora nonostante tutti facciano finta di niente ) e che diverte. Il film e’ long ma non idulgent, per usare due aggettivi che rimbalzo da giorni a proposito del film di Sorrentino.
Dopo i primi dieci minuti ( belli ) de La Grande Bellezza ne ho avuto abbastanza. Dopo le tre ore di Scorsese avrei visto ancora un pezzo.

L’isola dei famosi. Dove vivono le celebrità’ a New York. Mappa

21 gen

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La profonda sintonia senza una fotografia

20 gen

“La profonda sintonia” tra Renzi e Belusconi non mi sembra sia stata “storicizzata” da immagini. Bizzarro in questa epoca Instagram. Non ci si abitua alle anomalie italiane.
Mi sento, in questi pochi giorni romani, come Briatore. Che e’ tutto dire. Ho letto ieri che, tornato in Italia dopo due mesi, ha trovato tutto uguale, tranne questo incontro Renzi- Berlusconi.
A me Renzi sta simpatico. Poi vivo, a differenza dei miei tanti amici milanisti a cui accennavo nel post precedente, una profonda sintonia con il suo tifo calcistico. Poveri amici miei che avete passato una vita ad essere asintotici con il tifo per il Milan e quello per il suo padrone.

L’incontro del tiki taka

20 gen

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Ho più’ amici milanisti che interisti. Ma uno, nerazzurro, molto amico.
Caro Enzo, i rigori non te li danno. Li danno a quelli con la maglia che col nero ha il rosso. Io l’ho imparato alla fine del campionato scorso.
Sono qua, per qualche giorno nel cuore della grande bellezza, frastornato dalle paginate sull’incontro Renzi-Berlusconi. Nessuno ha scritto che hanno parlato solo di Matri alla Fiorentina. Che dio lo benedica quell’uomo anziano che ce lo ha regalato.

Al ritiro bagagli

18 gen

Oggi sono arrivato a Roma. Ci sto una settimana se non rimango folgorato dalla grande bellezza. Al ritiro bagagli ho visto che c’era Sorrentino sullo stesso aereo, da New York. Non gli ho detto che ho trovato il suo film “long and indulgent:”.

il documentario sull’economia degli obesi in America al Sundance

18 gen

Il documentario sul rehab dei web junkies cinesi al Sundance

18 gen

Il documentario sulla violenza domestica alle donne al Sundance

18 gen

Il documentario su Aaron Swartz al Sundance, cominciato

18 gen

Netflix anche agli Oscars. Il suo documentario sulla piazza egiziana nella cinquina

17 gen

Netflix continua la sua scalata, non solo a Wall Street. Dopo il Golden Globe di Robin Wright per House of cards, arriva la nomination agli Oscars per il documentario che ha acquistato.

PS A proposito di Oscars leggo oggi su varia stampa italiana che “La vita di Adele” ” non ce l’ha fatta”.
I motivi pero’ non sono quelli legati alla scelta dei membri dell’Academy. Se ce l’avesse fatta per La Grande Bellezza non ci sarebbe stata l’autostrada sgombra che c’e’ ora.

Nella serata tv dei premi dei critici americani “La vita di Adele” batte “La grande bellezza”. Ma non ci sara’ agli Oscars…

17 gen

La vita di Adele si e’ preso la rivincita su La grande bellezza. Aveva perso ai Golden Globes ma stasera, sto vedendo la serata tv dei Critics’ Choice Movie Awards su CW, e’ arrivata la rivincita.
Ha vinto anche Adele come migliore giovane attrice ( “Blue is the warmest color” e’ il titolo americano del film, tratto dal libro originale )
La vita di Adele non e’ nella cinquina degli Oscars perché’ il film e’ uscito in Francia il 9 ottobre e per entrare nella competizione degli Academy Awards i film devono essere nei cinema entro il 30 settembre. Quindi, fortunello, Sorrentino vincera’ l’Oscar.
Tutto previsto da chi ci dice che ci beccano sempre di più’ i critici del Choice Awards dei giurati dei Golden Globes.

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Domenica 26 i Grammys

17 gen

Raccontare una grande universita’ pubblica americana. Berkeley, 4 ore di documentario sulla PBS

17 gen

Frederick Wiseman, 84 anni, e’ uno dei grandi documentaristi americani. Il corpo del suo lavoro e’ enorme. E la forma assolutamente originale. Wiseman gira ore ed ore, di solito per mesi. Poi mette insieme la storia seguendo una sua linea drammaturgica che sintetizza quello che ha capito della materia trattata. Senza musica, voce fuori campo, interviste che rispondono una all’altra, insomma senza tutto quello che normalmente si fa per costruire un documentario.
Grazie alla televisione pubblica americana da decine di anni realizza cose molto interessanti, secondo i suoi tempi. Nel caso di questo lavoro su Berkeley nella crisi economica, si e’ preso il lusso di fare quattro ore, che ho visto in onda questa settimana.
Sono stato a Berkeley a dicembre, velocemente pero’. Bello vedere Wiseman ( e beato lui ).

GIRLS, terza stagione. Non sara’ un capolavoro ma e’ andata oltre la tv

16 gen

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Lena Dunham, autrice, attrice di Girls e’ andata oltre la sua serie tv su HBO, alla terza stagione.
Lena e’ partita sbattendoci in faccia il suo corpo fuori dall’estetica anoressica in cui siamo immersi e ora e’ approdata alla cover di Vogue. Se non c’e’ Lena, un Hollywood style party e’ come una riunione di botulinati su una terrazza a caso di Sorrentino. Questo valore aggiunto della Dunham tracima oltre il giudizio sulla sua serie. Lena e’ cool, tutto il resto e’ mezza calzetta.
Quindi e’ difficile guardare alle prime due puntate di questa nuova stagione senza ricordarci che Lena e’ ormai un’altra cosa.
La ragazza e’ furba ed e’ andata oltre la fotografia delle amiche supposte viziatelle di Brooklyn. Girls comincia ad essere una cosa seria ma la critica non e’ mai stata così divisa come in questo caso. E’ piaciuta a Hollywood Reporter, al New York Times, al New York Magazine, al Los Angeles Times e, già’ detto, per niente al Washington Post e altri. Ma il punto e’ che non ci devono piacere le ragazze e i loro amici. Si certo, autoreferenziali con ego dilatati. Ma avete figli ? Sono tutti boy scouts e devoti delle madonne  e santi delle nobili cause mondiali ? O hanno qualche problema con questo ambientino che gli abbiamo apparecchiato e/o con noi genitori ? Girls prova a raccontare una generazione che, certo, non e’ localizzata nelle miniere del Kentucky ma nella Brooklyn ora di moda e una volta dei poveracci italoamericani, polacchi, ecc. E’ un racconto diseguale disegnato da una ragazza oggi di 27 anni che parla del quartiere in cui e’ nata. Una cosa che conosce , non che ha letto o visto al cinema.
C’e’ parecchio della mutazione del rapporto uomini-donne intorno ai 20-25 anni che non troviamo in altre serie televisive. C’e’ una confezione diaristica non banale che riscatta la sciatteria dialettica dei social media. C’e'una dimensione autoironica che salva quella più’ di superficie delle ragazze, non simpaticissima.
Il secondo episodio, in onda contro i Golden Globes ha portato a casa 881mila spettatori, il 28% in più’ della prima della stagione precedente. Sempre piccoli numeri anche per HBO che pero’ ha già’ rinnovato la serie per la quarta stagione. Perché’ ormai tutti sanno che Girls e’ uno stile di vita, una idea di vita. Non e’ più’ televisione.

‘O scaraffone, New York style

16 gen

Hillary alla Casa Bianca. La corsa e’ partita e l’avversario e’ caduto dal ponte

16 gen

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Questa mattina ci si chiede nei TG del mattimo chi può’ fermare Hillary. Time magazine con la sua cover e un sondaggio dopo lo scandalo del ponte che ha azzoppato Chris Christie, il suo più’ quotato avversario nella corsa alla Casa Bianca. Ma la stessa Hillary e’ passata attraverso lo scandalo Benghazi non ancora sepolto e manca ancora tanto tempo.

Una storia di cyberbullismo e di attivisti antibulli online da leggere

16 gen

Sono rimasto inchiodato da questa storia che rivolta parecchi luoghi comuni .

HOMELAND vero. Vivo, dicono i TG, il soldato americano prigioniero in Afghanistan

16 gen

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Confermata dai TG americani della sera la notizia che il sergente Bowe Bergdahl, prigioniero dei talebani da 4 anni, 7 mesi, 17 giorni, e’ vivo. Lo proverebbe un video recente. Da quasi tre anni non si conosceva la sorte del sergente Bergdahl. Nella serie tv Homeland il sergente Brody torna a casa. Citazione spesa nei telegiornali.

Jimmy Fallon, il trasloco da Los Angeles a New York dello storico talk show della notte

16 gen

Vanity Fair incorona Jimmy Fallon con lo HERE IS…del grande Johnny Carson,  che ha segnato per sempre le notti in televisione. Fallon, come Carson, a differenza di Letterman, e’ un mostro di bravura nei travestimenti e imitazioni. Basta vedere l’ultima ( che oggi tutti rimbalzano ) con Bruce Springsteen in cui insieme prendono in giro il governatore Christie, l’uomo del ponte e del New Jersey, la casa di Springsteen stesso. Ma la più’ bella rimane quella di Neil Young.

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Questa e’ la nuova eta’ dell’oro della televisione. Ve ne siete accorti in Italia ?

15 gen

Questa mattina si e’ materializzato a Morning Joe ( MSNBC ) il presidente e CEO di AMC, Josh Sapan. E’ passato per raccontare del libro che ha pubblicato, interessante anche per chi non legge, The Big Picture ( una raccolta di foto panoramiche che colleziona ).
L’occasione e’ stata anche colta per dire del successo di Breaking Bad ai Golden Globes.
La storia raccontata, anche se non nuova,  e’ straordinaria per due motivi, sinteticamente. Per chi e’ interessato a lavorare per una televisione che fa prodotti complessi e che produce profitti. Due cose che non stanno insieme in Italia.
1) La nuova eta’ d’oro della tv si fa in genere datare dalla serie The Sopranos su HBO, anche se prima c’erano gia’ state ottime cose in onda. Ma HBO e’ pay tv. La rivoluzione e’ stata completata da AMC, rete vedibile nel pacchetto base che si paga abbonandosi al provider locale. E AMC, che vivacchiava di film in terza visione, ha prodotto una lunga serie di cose per il segmento alto del teleascolto, da Mad Men a Breaking Mad.
2) L’anno scorso e’stato l’anno del binge watching, della visione che ha rotto quella in tempo reale per proporre le serie tutte di seguito, quando vuoi. Su Netflix che, con le sue serie originali ma anche con la riproposizione di tante altre, come la stessa Breaking Bad, ha sfondato a Wall Street. E ha trascinato gli stessi networks che ora provano a fare la stessa cosa dilatando la visione e consentendo di vedere on demand for free le loro serie di seguito.
Quindi, ecco l’eta’ d’oro della televisione. Prodotti complessi e venduti in tutto il mondo. Una nuova televisione e’ possibile.

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Scarlett Johansson spot per il Super Bowl

15 gen

Una cosa buona Bill de Blasio l’ha gia’ fatta. Ha salvato l’edicola di Jerry

15 gen

Jerry Delakas ha aperto per 25 anni la sua edicola ad Astor Place, nell’East Village di Manhattan. Jerry e’ figura popolare nel quartiere molto cambiato in questi anni nell’isola di New York. L’edicola era stata chiusa perché’ Jerry operava con una licenza di amici. Il trasferimento della licenza era sempre stato negato dalla amministrazione cittadina. Una volta morti gli amici di Jerry, l’edicola e’ stata chiusa dalla città’ di New York.
Jerry si e’ mischiato alla folla nel giorno di open house della casa ufficiale del sindaco e ha detto a De Blasio della sua situazione. Edicola riaperta, Jerry al lavoro, dopo avere pagato una multa.

La Grande Bellezza, “stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte”

15 gen

La serata dei Golden Globes per la stampa italiana e’ stata una Grande Bellezza. Commenti, cronache in chiave patriottarda hanno oscurato i premi televisivi, ignorando quello doppio a Breaking Bad, la serie televisiva che e’ molto meglio di tutti i film premiati. Oggi in America, se seguite i social networks, e’ di Breaking Bad che si parla.
Non c’e quest’anno un film che schiaccia gli altri. A me sono piaciuti piccoli film indipendenti ( Frances Ha, Drinking Buddies, The Spectacular Now ) e, tra quelli arrivati in area Golden Globes, Woody Allen, i Coen e Spike Jonze. Dico questo perche’ stiamo parlando di film e siamo tutti commissari tecnici, anche se alcuni lo fanno per mestiere. Che la critica si divida e’ cosa di tutti giorni e così’ e’ stato anche per tutti i film americani candidati ai Golden Globes.
Per il film di Sorrentino, dopo i Golden Globes, ho letto cose nostre da Italia arrivata alla finale di Coppa del Mondo. Continuo con le metafore calcistiche dopo avere letto Sorrentino dichiarare la sua fede “ossessiva” nel calcio ( e nel Napoli ). Non si tifa contro l’Italia, altrimenti che razza di italiano sei ?
Il metascore de La Grande Bellezza e’ molto alto per la critica americana ( 86 ). Ottimo per The New York Times e The Los Angeles Times e buono anche per The New Yorker che pero’ scrive in un inciso “long and indulgent”. Ecco, sono d’accordo con la scelta dei due aggettivi. Ci sono cose molto belle, altre piu’ rileccate e troppe macchiette. Ho capito che e’ “un film d’autore” ma plot, subplots dove sono ?
Lascio perdere. Ognuno si tenga la sua bella idea di cinema. Ma per favore lasciamo stare l’orgoglio di patria. E speriamo che la Fiorentina vada in Champions al posto del Napoli.
PS Sono nato a Roma

Da grande vorrei bloccare un ponte

14 gen

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Dimenticavo, il trailer di Game of Thrones

14 gen

Ci sono novità’ nella nuova stagione, la quarta.

Jon Stewart su Bill de Blasio che mangia la pizza con le posate. “Ma non eri un socialista ?”

14 gen

La storia della pizza mangiata usando le posate dal neosindaco di New York Bill de Blasio arriva sul tavolo di Jon Stewart.
E Jon Stewart si indigna. “Ma non eri l’alfiere della middle class? Ma come cavolo mangi la pizza ?” Meraviglioso.

La predica più’ breve della storia. Un minuto. “Vi perdono di tutti i peccati. E vado a vedere la partita”

14 gen

Purtroppo e’ una gag. Il pastore del Montana poi avrebbe fatto un regolare sermone.

Tanto Pope Francis sul New York Times. In attesa della visita

14 gen

Pezzo di apertura oggi del New York Times ( Jason Horowitz ) che e’ quasi un endorsement.
Guardate la pagina Twitter di Horowitz ( ex Washington Post ) con la mia citazione preferita di sempre di Mark Twain ( in italiano ).

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Bill de Blasio e il cardinale Dolan, Peppone e Don Camillo. Due simpatici chiaccheroni ( in italiano )

14 gen

Uniti nella speranza di una visita a New York di papa Francesco.

Il tributo a Woody Allen. Ci sta tutto

14 gen

A 78 anni Woody Allen ha ricevuto ieri il Cecil B DeMille, il premio alla carriera che l’associazione della stampa estera di Hollywood assegna ogni anno dal 1952, nel corso dei Golden Globes.
A leggere la lista c’e’ dentro un bel pezzo di storia del cinema. Woody Allen ci sta tutto e pure largo. Negli ultimi anni meno. Ma con Blue Jasmine ci siamo di nuovo.
Poi e’ arrivato il tweet di Ronan Farrow. Il ragazzo sta per partire con il suo talk show su MSNBC. Lui dice di avere spento la tv quando e’ stato premiato Woody.
Io ho ascoltato Diane Keaton che ha ringraziato per Woody Allen e ha chiuso con un omaggio cantato all’amico. Lui, Woody, come sempre non ha ritirato il premio. Stasera e’ probabilmente al Madison Square Garden a vedere i Knicks, come sempre quando e’ a New York.