Archive | marzo, 2014

Bleachers, il music video diretto da Lena Dunham

31 mar

Digitali, a meta’

29 mar

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Scritte e cartelloni ovunque di Vodafone, in India. Anche in villaggi di tende, case senza acqua.
Il 47% degli indiani ha un televisore in casa. Il 53% possiede un cellulare.
Un paese digitale a meta’.

Bambini

29 mar

India Portrait 5 - Export File
Tommaso, mio figlio, scatta fotografie al ritmo di mille al giorno. Questa e’ una.

Vedi bambini che lavorano nei campi, che vagano in città’, in campagna.
Bambini che portano pesi, che corrono ad un richiamo di adulti seduti davanti alle botteghe.
Tanti bambini che prendono schiaffi ma schiaffi forti. Ne ho visti tanti.
Bambini che non vanno a scuola.
Oggi leggo sul Times of India che il tasso di abbandono nelle elementari e’ del 49%.
Poi c’e’ un’altra India, quella che popola la Silicon Valley, come sappiamo.

Dove piangere a New York

29 mar

Il blog che mappa i luoghi in cui piangere ( o fanno piangere, dipende ) a New York.

Un uomo, una donna

28 mar

Fuori dalla finestra dove mi trovo oggi, in Rajasthan.
Lui si gonfia, lei non se lo fila per niente.

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Lo spot riposta ( e parodia ) della Ford alla Cadillac. E’ nato un format

28 mar

Una settimana fa ho postato uno spot della Cadillac rivolto solo a chi può’ permettersela, la macchina. Ora arriva la Ford con uno spot che racconta la macchina del popolo a Detroit.
E’ nato un format e magari e’ solo l’inizio.

YOUNGISTAAN. Bollywood cresce e incrocia politica e amore

28 mar

E’ il film di cui si parla in questi giorni in India.

Il call center ( e Bollywood ) al centro del mondo

27 mar

Ieri ho visto passare nella tv indiana un episodio di “Outsourced” la sitcom che andò’ in onda per una sola stagione sulla NBC. Uscendo ieri da Delhi abbiamo lambito decine di call centers, i luoghi da cui ci rispondono se la tv non funziona in America.
Sono i centri reali del mondo che vincono sull’economia outsourced e risistemano le mappe di quella reale. Non solo dell’economia ma anche quella “culturale” in senso lato.
Qua, in India, sanno benissimo chi e’ Jennifer Lawrence ( e anche, sigh, Kim Kardashian ) ma noi ( io ) non sappiamo chi sia Deepika Padukone, la numero uno di Bollywood. Siamo ignoranti noi ( io ).

Grande conduttore alla Jon Stewart per talk show indiano. E’ politica Bollywood

25 mar

Sto facendo un corso intensivo di politica indiana, alla sera, al ritorno in albergo. Questa parodia e’ assolutamente verosimile. Bollywood altera il confronto politico fino a mangiarselo, in televisione. Tra un film ed una soap compaiono pezzi di campagna elettorale che si integrano perfettamente.
La forza emergente, l’Aam Aadmi Party, attira folle di giovani, gridando contro corruzione e diseguaglianza. Lo stupendo moderatore del dibattito tv racconta, con la sua squadretta, la politica del paese che pare di essere da Jon Stewart. A seguire un video di CNN indiana con dibattito reale.

INDIANATV BLOG

25 mar

Viaggio familiare in India per una decina di giorni. Arrivati ieri a Delhi.
Ho acceso la tv. C’e’ molta America ma molta meravigliosa Bollywood.
Non ho capito perché’ urlano le notizie. Molta eccitazione per le elezioni del 7 aprile. E molti attori e sportivi candidati in televisione.
Ci torno sopra in questi giorni.

Sesso, teenagers e la Zanzara, quella del Parini

22 mar

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“Chiedo scusa al lettore se affronto un argomento che ha suscitato non poco scalpore, peraltro ingiustificato, e che per molti versi e’ ormai trito e logoro: quello del sesso”. Così’ cominciava un pezzo scritto da Giacomo Guastalla e titolato “Una morale autoritaria” per La Zanzara, il giornale degli studenti del liceo Parini di Milano. Era il maggio 1967.
Io arrivavo da Roma e frequentavo la quarta ginnasio. Conservo quell’articolo che fu distribuito nella forma di volantino perche’ non fu pubblicato a causa del parere negativo della presidenza. Accadeva spesso in quegli anni.
Il mese precedente apparvero due pagine bianche su La Zanzara con la scritta “Vietato”. Il titolo del pezzo era una meraviglia: ” A colloquio coi capelloni “.
L’anno prima, ci arrivo dopo , era scoppiato il caso che fini’ in tribunale per un’inchiesta dello stesso giornale studentesco su sesso e studentesse.
Torno alla motivazione testuale della presidenza del Parini che apparve sulla pagina vuota de La Zanzara titolata “Una morale autoritaria” perché ha a che fare con opinioni che circolano ancora oggi su sesso e teenagers ma anche con il giornalismo, quello praticato da chi ha sostenuto l’esame e gira con il tesserino. Potrei già’ chiudere consigliando la ri-visione di Kids di Larry Clark, che gia’ illustrava il salto epocale con i pariniani in giacca e cravatta, venti anni fa. E ricordando che nella puritana America si arriva nei dormitori dei colleges a 17 anni e questo cambia parecchio.
Quindi ecco la motivazione di allora : “Le vivaci e interessanti punte polemiche contenute nell’articolo dello studente Guastalla non bastano a compensare i difetti e inconvenienti che ne sconsigliano la pubblicazione: 1) il discutibile gusto d’insistere su una materia ritrita e di una banalità’ già’ scontata in rapporto a quanto se ne scrive in giornali e riviste…..ecc.”. Le parole del preside specchiavano quelle dello studente , con la differenza del divieto, che fa sempre schifo. E allora svegliarono il popolo dei pariniani, ragazzotti abituati ad avere un elevato grado di autostima. Detto per inciso, l’articolo titolato “Una morale autoritaria” era un’innocua tesina storica che oggi non finirebbe su Dagospia ma nemmeno sul giornalino della parrocchia.
Nel febbraio 1966 tre studenti del Parini ( Marco De Poli, Claudia Beltramo Ceppi e Marco Sassano ) pubblicarono l’articolo “Che cosa ne pensano le ragazze d’oggi”. Si e’ detto che quel pezzo sia stato all’origine di molte cose ma questa e’ un’altra storia ( due anni dopo il Parini fu il primo liceo ad essere occupato ) . Il Corriere della Sera ha distribuito una copia di quel pezzo nel 2008. I tre autori finirono in tribunale con il preside Mattalia. Prime pagine e telegiornali. Un pariniano di allora ha messo insieme titoli di giornali e il dibattimento ( ricavato dall’Espresso ) con avvocati celebri di allora tra cui Pisapia padre.
Fa tenerezza rileggere oggi quell’articolo per cui fu anche chiesto in tribunale alla Beltramo Ceppi di sottoporsi ad una visita medica, poi scongiurata.
Ho letto in questi giorni parecchio sulla questione dell’inchiesta della Borromeo sul Fatto. Cose non molto diverse da quelle che pubblica l’Huffington post nella sua sezione teen, senza suscitare sfotto’ e sdegno. ”Confessioni” come quelle de La Zanzara.
C’e’ una letteratura ( e una giurisprudenza ) sulla questione rintracciabile anche prima del caso de La Zanzara. Solo che oggi “si stappano” parole diverse ma e’ la solita zuppa. Insolita e’la violenza degli attacchi alla Borromeo, che credo si sia presa un master alla scuola di giornalismo della Columbia che non e’ che e’ buona solo se frequentata da Riotta e qualche decina di Pulitzer.
Il problema e’ la trattazione ( scusate, narrazione ) del sesso. Da cui non ci si salva, se non parzialmente, citando statistiche che mostrerebbero un rapporto non così’ spregiudicato dei giovani italiani rispetto ai pari eta’ europei. Il sesso e’ materia complessa ( o molto semplice, naturale ) consegnata da noi alla cronaca o alla fiction. Ci sara’ una ragione se abbiamo avuto Moccia e non Rohmer. E se riempiamo paginate con due minorenni che si prostituiscono a Roma.
Partire dalle “confessioni” di due giovani liceali milanesi per tracciare una linea tra buono e cattivo giornalismo fa ridere i polli. Purtroppo il mestiere di scrivere in Italia non cade sul sesso degli adolescenti. Su quello e’ come ai tempi de La Zanzara. Tale e quale, meno i divieti e con la rete in più’.

Per la NBC Venezia ha detto arrivederci all’Italia

21 mar

Sono tornato a casa, ho acceso la tv e ho scoperto che Venezia e’ uscita dall’Italia. Voi lo sapevate ?

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Audrey Hepburn. Viaggio in Italia, revisited

21 mar

SISTER ACT. Suor Cristina nel Today Show

21 mar

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The Voice italiano arriva nel Today Show, lo storico TG del mattino. Boom !
La conduttrice ha commentato : ” ci si aspetta una telefonata del papa”.
Tempi moderni.

I cartoni animati veramente del New Yorker

21 mar

Le vignette del New Yorker sono un pezzo di storia importante della rivista. Humour algido.
Il reanactament proposto da Seth Meyers per il suo talk show della notte e’ più’ snob ancora. Evviva e chissenefrega dell’ascolto.

Confesssioni di una ragazza che vive di web cam

21 mar

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Sean Dunne e’ su Kickstarter per completare il suo documentario su una ragazza che campa mostrandosi sulla web cam. E’ la nuova occupazione casalinga di massa. Presto ci saranno piu’ fornitori che clienti.

Ellen con Obama su Twitter, tatuaggi, Scandal, House of Cards e sanita’

21 mar

Obama si collega con Ellen per spingere il suo pubblico ad iscriversi all’assicurazione sanitaria. Perché’ non sia proprio un marchettone si parla d’altro e i due ci sanno fare.

Lo spot di Walmart che ricorda Hotel 6 Stelle

20 mar

Lo spot Cadillac che racconta un pezzo d’America senza ipocrisia. E che non va in vacanza

20 mar

Questo spot della Cadillac circola ormai da un mese e mezzo e non finisce di generare discussioni. Ogni volta che lo rivedo rimango attonito. Rivolta una narrazione classica della pubblicità’, quella di una società’ ideale senza classi e armonica. Qua si fa il contrario. Per esplicita ammissione di chi lo ha commissionato ci si rivolge a chi porta a casa dai 200mila dollari in su e si racconta l’etica del lavoro americana da un preciso punto di vista. Non si vuole piacere a tutti. Ma solo a chi puo’ permetterselo. Ce la si prende anche con noi, europei che facciamo troppe vacanze. Materiale per riflettere.

Superseniors

20 mar

Alle origini di GAME OF THRONES. Prima della quarta stagione

19 mar

Ieri l’anteprima a New York. Oggi per 7000 fans a Brooklyn. E’ meglio di sempre. Ci siamo quasi ( il 6 aprile ).

MAD MEN, pubblicita’ lisergica

19 mar

New York tappezzata di cartelloni anni 60 che annunciano il ritorno di Mad Men. Belli.

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Scarlett Johansson, fenomenologia

19 mar

The New Yorker dice che oggi solo Matthew McConaughey rivaleggia in popolarita’ globale con Scarlett Johansson.
E allora ecco la lenzuolata di otto pagine ( fotografie comprese ).

Phil Jackson ai Knicks per rilanciare il Madison Square Garden. Il business che e’ anche TV

18 mar

Il Madison Square Garden viene chiamato dai telecronisti sportivi “la Mecca del basket”. Ho sempre pensato a sproposito perche’ Chicago, Los Angeles e perfino Miami hanno costruito leggende sportive più’ solide. Sono stati spesi tanti soldi per rimetterlo a posto e ora per un discreto posto per una partita dei Knicks ci vogliono in media 250 dollari, altrimenti meglio vedersela a casa.
La squadra va malissimo, peggio che negli ultimi anni in cui era andata male. L’idea-ultima spiaggia e’ stata quella di chiamare il semiritirato Phil Jackson, 68 anni, vincitore di undici campionati ( sei a Chicago e cinque a Los Angeles ). Jackson non farà’ più’ l’allenatore ma il presidente della squadra che non vince un titolo dal 1973, proprio quando lo stesso Jackson ci giocava.
Negli anni 70 il Madison era veramente la Mecca, l’Eden, come racconta un libro che ho divorato un paio di anni fa.
12 milioni all’anno per cinque anni, la paghetta di Jackson. La proprietà’ spera anche così’ di rilanciare MSG, la televisione locale da cui in famiglia seguiamo molte delle partite. Nati per soffrire.

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Che barba

18 mar

Vi ricordate di Anita Hill ? Un documentario narra la storia delle molestie sessuali che scossero l’America

18 mar

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In uscita questa settimana a Los Angeles e New York il documentario di Freida Mock ( vincitrice di Oscar e Emmy ) che racconta la storia di Anita Hill. Era il 1991 e Anita denuncio’ il suo superiore per molestie sessuali. Oggi Anita ha 57 anni e insegna social policy e women’s studies alla Brandeis University. Il suo molestatore era uno degli attuali giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti, Clarence Thomas, afroamericano come lei.
Thomas fu soatanzialmente difeso da tutti i membri della commissione del Senato che interrogarono Anita. Joe Biden presiedeva la commissione incaricata di indagare prima dell’elezione di Thomas ( il Senato approvo’ 52 a 48 ) e questa era composta esclusivamente di uomini bianchi. Il caso ha fatto epoca, se non giurisprudenza. Anita, in questi giorni gira nei talk shows televisivi. Quando le e’ stato chiesto se avesse votato per Joe Biden, Anita ha risposto: “io ho votato per il presidente Obama”.

A Canadian dream. Zombie

18 mar

Il Canadian Film Festival apre a Toronto e questo e’ lo spot che lo lancia. C’e’ sempre da imparare. A non prendersi troppo sul serio.

Manca poco

17 mar

Renzi tutta la vita

17 mar

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Dicevo nell’ultimo post dell’irragionevole tifo per la Fiorentina. Dopo il regalo d Renzi alla Merkel della maglia di Gomez ( quella del pareggio con la Juventus ) che dire ?
Beh, che tutto quello che farà’ dopo questa storica consegna, sara’ irrilevante, al confronto.

L’ossessione di Richard Linklater per il baseball. Un affare che ci riguarda

17 mar

Il texano Richard Linklater e’ il più’ interessante regista americano, per me ovviamente ( Slacker, Dazed and Confused, Waking Life, A Scanner Darkly, School of Rock e la serie Prima dell’alba, della mezzanotte, ecc ). Quella che ha confezionato adesso, a quattro mani con James Benning ( campione di baseball al college e originale autore di film ) e’ una dichiarazione d’amore per il baseball.
Lasciando perdere le solite storie sullo sport metafora della vita, questo e’ un discorso serio.
Il basket ( i Knicks ) e il calcio ( la Fiorentina ) sono un legame forte con mio figlio. Vedere una partita insieme e andare a buttare una palla dentro il canestro nel campetto vicino a casa, respirando il gas delle macchine che stanno per imbucare il tunnel di midtown Manhattan, e’ un piacere immenso. Siamo anime semplici.