Archive | marzo, 2015

Da Kennedy a Jeb Bush. Avremo un altro presidente cattolico ? Intanto, la Top Ten

18 mar

The New York Times ci racconta oggi la storia della conversione di Jeb Bush.
Bush cattolico e in corsa per la Casa Bianca, anche se ancora non ufficialmente. Sono cattolici anche John Boehner e Nancy Pelosi, repubblicano e democratica, Speakers of the House ( Boehner in carica ).
Papa Francesco sara’ il primo Papa a parlare al Congresso americano, a settembre.

PS Ieri in una chiesa, dove ero a girare, ho trovato la TOP TEN delle ragioni per “tornare nella Chiesa Cattolica”. Liste, che meraviglia.

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Gli spot di Jimmy Kimmel ( e Matthew McConaughey ) per aiutare un negozio di videocassette

18 mar

New York, Irlanda

18 mar

Ho girato alla parade del Saint Patrick’s Day. Cartoline.

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Vita e destino ( di un telecronista milanista )

17 mar

La storia ( e il presente ) di “We shall overcome”

17 mar

Ho cominciato a girare un documentario sui cattolici americani per TV2000.
Domenica mattina ho letto un pezzo del New York Times su “Birth of a freedom anthem” ( la nascita di un inno alla liberta’ ). La storia di “We shall overcome”, e’ scritto, non rimase confinata alle chiese afroamericane. Divenne un inno dei movimenti di liberazione e negli anni 60 dei movimenti studenteschi.
Le coincidenze. Sempre domenica sono andato a girare nella piu’ antica chiesa cattolica di Harlem. La fine della messa e’ stata accompagnata dal coro, meraviglioso, con “We shall overcome”.
C’era chi batteva le mani a tempo. Io mi sono commosso. Sara’ l’eta’.

Ridere di minoranze, immigrati. Servizio pubblico all’americana

16 mar

Eddie Huang e’ cuoco televisivo, passato per TED, VICE, MTV, padrone di ristoranti, ex avvocato, stand-up comedian e spacciatore di roba leggera ( a suo dire ). Huang, prima generazione americano, e’ diventato uno dei volti dell’arrembante segmento demografico Asian-American, una accezione larga che comprende cinesi, coreani, giapponesi ma anche indiani, vietnamiti, cambogiani e tanti altri insomma un continente e qualcosa di piu’.
Stando solo a quello che vediamo in televisione, gli asiatici sono la nuova minoranza emergente nella televisione americana. Ci siamo cibati per anni di famiglie di colore nero, passando per i Jeffersons, Cosby e Will Smith. Non solo sitcoms. Questa settimana va in onda il gran finale di Empire, uno dei successi della stagione tv.
La televisione ha fatto servizio pubblico, non importano il format o i contenuti. Ha incluso nella torta americana fette di afroamericani e ora fa lo stesso con gli asiatici. Nuovi pubblici crescono e vanno alimentati, pensando a come attrarre anche tutti quelli che sono ancora maggioranza.
Si comincia sempre dal farci quattro risate sopra. E la nuova sitcom di ABC, “Fresh off the boat” ( Appena scesi dal barcone ) tratta dalla autobiografia del cuoco famoso Eddie Huang, ha fatto il botto. Siamo nel 1995 e la nostra famigliola si trasferisce dalla Chinatown di Washington a Orlando. Dalla citta’ al sobborgo, bianco, americano. E l’americanizzazione, l’integrazione sono l’ovvio centro della storia, con il costante rischio di stereotipi. Ma si ride, con leggero senso di colpa. Succede anche con “Jane the virgin” ( altro successo tv ) e gli ispanici.
In “Fresh off the boat” il ragazzino protagonista di 11 anni si sente dire dal compagno di classe nero che ora e’ lui, ultimo arrivato, in fondo alla scala sociale. Ma ci pensera’ la “tiger mom” ( cosi’ succede nella realta’ ) a fargli salire in fretta i gradini.
Eddie Huang ha scritto che questa di ABC e’ una versione edulcorata del suo libro e la sua vita ma questo e’ quello che fa in genere la televisione generalista e avrebbe dovuto saperlo.
Come dimostrano ogni giorno le Ferguson americane ( per dire delle emergenze piu’ visibili ) la presidenza Obama non ha chiuso e non poteva sigillare il melting pot americano. Italiani, irlandesi ( per stare solo a New York ) si sono assimilati piu’ velocemente grazie al colore della pelle. La televisione, per dirla in estrema sintesi, prova a fare opera di supplenza, ritagliando oasi di successo per tutti. La televisione e’ piu’ avanti del paese. La tanto deprecata correttezza politica serve a qualcosa.
In tempi in cui si parla molto di televisione pubblica ( e la sua mission ) in Italia proviamo a chiederci perche’ non si fanno programmi come questi in Italia. Perche’ si parla tanto di barconi e non si riesce ad esprimere uno straccio di contenuto decente o di figura rappresentativa dei nuovi italiani, nostri vicini di casa. E lo chiamano servizio pubblico.

Citazione ( raccattata per strada a New York )

16 mar

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Ci siamo. La presentazione del campaign manager di Hillary

16 mar

Dalla prima pagina del New York Times si affaccia Robby Mook, “the 35 year-old who is likely to manage Mrs. Clinton’s 2016 presidential campaign”.

Kim Gordon ( Sonic Youth ) si racconta

15 mar

“Girl in a band” e’ l’autobiografia di Kim Gordon, che racconta di se stessa e della New York anni 80, che era un’altra cosa.

Come prepararsi al finale di MAD MEN ? Cominciare dal museo e poi tirare le somme. Anche di questo blog

14 mar

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Apre oggi al Museum of he Moving Image la mostra dedicata a Mad Men.
Si potra’ entrare nella scenografia, nei costumi, nella scrittura della serie.
Un autentico trionfo nostalgico. Nostalgia e’ il titolo di uno dei trailers del finale in onda dal 5 aprile su AMC.
Questo blog e’ dedicato a Mad Men, almeno nella figurina del logo e quindi occasione per chiusura di una fase. Vedremo.
Intanto godiamoci questo backstage fatto anche dei film che hanno ispirato Matthew Weiner, il creatore, e da lui indicati.

Il documentario di HBO su Sinatra (dell’autore di quelli su Scientology e del nuovo su Steve Jobs)

14 mar

In due parti, il documentario di Alex Gibney in onda il 5 e 6 aprile su HBO. Cosi’ comincia l’anno di Sinatra, nato il 12 dicembre del 1915.
L’autore Gibney, vincitore di Oscar, ha anche realizzato il contestato lavoro su Scientology, fuori da ieri a New York, e quello molto atteso su Steve Jobs. appena proiettato al SXSW di Austin.

I 20 slow motions piu’ belli al cinema

13 mar

Giuliani su Ferguson. In difesa della polizia

13 mar

Stamattina in tv si parla solo di questo.

Twitter-TV, che palle

13 mar

Si dice che Obama sarebbe un meraviglioso conduttore di talk shows. E’ vero.
Ennesima prova da Jimmy Kimmel. Obama legge i tweets supposti cattivelli ma addomesticati su di lui.
E’ bravo ma la rubrica dei famosi che leggono le spiritosaggini su di loro e’ arrivata, con il presidente, ad un punto di non ritorno. Basta.

Io e Vincenzo Montella

13 mar

Fiducia. Anche dopo Lazio e Roma. Tutto qua.

KOLN CONCERT, 40 anni dopo. Il jazz album solo piu’ venduto di sempre

12 mar

The New York Observer ci ricorda che sono passati 40 anni dal Koln Concert di Keith Jarrett.
E’stato il vinile piu’ ascoltato dagli “innamorati” di qualche generazione fa. Buono sempre, nel caso siate in quello “state of mind”.

Stephen Colbert, l’erede di Letterman, parla della sua fede e di Papa Francesco

12 mar

Stephen Colbert e’ il designato erede di Dave Letterman per il talk show della notte. Nei pochi mesi che lo separano dall’esordio fa altre cose. Come l’interpretazione di un sacerdote cattolico in Mindy Project.
Con barba di scena, ha visitato la redazione di America, il magazine gesuita, e ha parlato della sua fede cattolica. Molto interessante, dateci un’occhiata.

La storia della canzoncina razzista nell’universita’ di Oklahoma

11 mar

Ripresa da uno smartphone, una canzoncina razzista, schifosa, su neri linciati apre i telegiornali in America da tre giorni. Viene sottotitolata e quando i neri sono appellati ( come del resto fanno loro stessi in molti pezzi hip hop ) con l’epiteto irripetibile che li ha etichettati per secoli, in televisione arriva solo l’iniziale n…….( di “nigger” ).
I due studenti della University of Oklahoma che hanno lanciato il ritornello su un bus sono stati espulsi. La fraternity, che ospitava i ragazzi, chiusa; per capirci una di quelle confraternite che abbiamo visto in Animal House, che molte università hanno abolito e che in altre sono luoghi in cui si cementano amicizie che rimangono nella vita. Luoghi di pura iconografia americana legati alle università, non sempre necessariamente covi di razzisti e idioti ma frequentemente al centro di controversie legate a violenze sessuali e non solo. Sono quelle caratterizzate dalle lettere dell’alfabeto greco ( in questo caso era la “Sigma Alpha Epsilon” ). I riti di iniziazione li abbiamo visti al cinema e raccontati in letteratura. Molte di queste confraternite sono accessibili solo a studenti con la pelle dello stesso colore e vietati alle ragazze, che vengono poi invitate alle feste. Ci sono confraternite di soli neri, di soli bianchi, di sole donne e miste. Nella canzoncina si diceva che non ci sara’ mai un nero nella fraternity sotto accusa.
University of Oklahoma e’ un’istituzione pubblica e il 25% degli studenti appartiene a qualche confraternita. Il presidente dell’università’ che ha decretato l’espulsione dei due studenti e’ stato senatore e governatore democratico.
Sull’uso della parolaccia si e’ scatenato un dibattito, alimentato dalle televisioni all news. E’ permesso farne uso solo ai rappers che cosi’ sembrano esorcizzare il significato dispregiativo ?
O dovrebbero cominciare loro stessi a bandire il termine ? Quale e’ il limite della liberta’ di parola ? Troppa correttezza politica ? Espulsione o rieducazione ?
Le domande sono parte di una conversazione aperta in America.

L’arte della manutenzione della marchetta ( in tivu’ )

11 mar

Ho letto del facile tiro al piccione ( Fazio  ) a proposito dell’intervista a Madonna, eletta a paradigma di non capisco quale mollezza, insufficienza dell’intervistatore. Puo’ piacere o no  il modo di apparecchiare la conversazione televisiva del conduttore di Che tempo che fa. Non si scopre con Madonna.
Fazio si prepara ( lui e gli autori ) e’ educato, mette a suo agio gli ospiti. Come fanno tutti i titolari di cattedre talk in America. In piu’ ( come pochi altri ) Fazio ha una grazia naturale, affinata con letture sue ( e degli autori, immagino ). Non piacciono ad alcuni ( me compreso ) le richieste pubbliche ( private vanno benissimo ) e bambinesche di autografi, i troppi “quale onore”, “che meraviglia” ma a mia madre non disturbavano e allora uno a uno, almeno in famiglia. Pero’ mia madre spegneva sulla Littizzetto, tanto per capire il tipo.
Detto questo, i famosi arrivano in tivu’ quando sono in promozione di qualcosa che li riguarda, in Italia come in America. Altrimenti non vengono, di solito. Si tratta di provare a tirar fuori altro dalla marchetta. Fazio e’ bravo nell’estrazione del dente, marcio all’origine.
Non c’e paragone tra la sua intervista a Madonna e quella americana che ho visto e che non si e’ sollevata dall’essere un product placement.
Altra storia quando si invitano ospiti politici. In questo, credetemi, gli americani sono bravi.

Se Netflix torna indietro sul binge-watching, se la possono watch da soli

9 mar

Il 21 maggio in Canada andra’ in onda la prima puntata di una nuova serie science fiction di Netflix ( “Between” )
Pare che, a causa di accordi sui diritti con l’emittente, anche Netflix rilascera’ online un episodio a settimana. Vengono al pettine i nodi della vendita delle serie ognidove, in qualsiasi situazione. Servono compromessi ma cosi’ viene meno la ragione d’essere del servizio che e’ quello di darci in pasto TUTTO e SUBITO.
Se cosi’ fosse se la possono guardare da soli, in quella casetta in Canada’ ( con l’accento sulla a ).

Madonna al Today Show come da Fazio. Beve e strapazza l’intervistatore. E’ un format

9 mar

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E’ andata in onda questa mattina sul Today Show della NBC la prima parte ( la seconda domani ) dell’intervista registrata a Madonna, in occasione del lancio del nuovo lavoro della signora Ciccone.
Ho letto la trascrizione dell’intervista di Fazio di ieri e mi sembra parecchio simile. Un format.
Inizia con domande sulle canzonette, l’ispirazione, ecc. Ad un certo punto i due , Madonna e Carson Daly ( coconduttore del TG-show ) si bevono un bicchierino di tequila. Quindi, rispetto a Fazio, cambia solo il contenuto liquido. Per il resto simile perche’ immediatamente dopo Madonna cazzia Carson dicendogli “ora comincia con l’intervista” ( e le domande vere che poi sono una ovvietà’ dietro l’altra). E si va sulla figlia in college e su quanto lei, mamma tradizionale, le sta dietro, ecc.
Il tono e’ sempre quello. La signora Ciccone fa scendere dall’alto dei cieli le sue risposte che non brillano per simpatia. Si dice che l’autostima sia importante nella vita. Madonna e’ uno splendido esempio. Sono solo canzonette ma con quel nome li , come si fa a non credersi una vicina al padreterno.

Segnatevi questa data. Il 30 marzo ( finalmente ) sara’ fatto arrosto Justin Bieber

9 mar

i roasts di Comedy central sono una delle cose migliori dell’anno in televisione. Un famoso viene messo in mezzo e costretto ad ascoltare ospiti che lo fanno a pezzi, usando parole che tutti vorremmo dirgli e non abbiamo avuto l’occasione di farlo. Il protagonista ha diritto alla replica, con cui si ripassa tutti i suoi accusatori/sfottitori.
Eroi del passato sottoposti a questa griglia sono stati tra gli altri Charlie Sheen, Donald Trump, Pamela Anderson, James Franco.
Justin Bieber, e’ scritto, fara’ l’ascolto piu’ alto della storia di Comedy Central.

La notte delle stars di Comedy Central ( Telethon per le famiglie con figli autistici )

9 mar

Domenica sera su Comedy Central , conduce Jon Stewart e ci sono tutti. Ho visto lo spettacolo registrato una settimana fa. Dal Beacon Theatre di New York, due ore di risate. A cominciare dalla borsa regalo per chi ha donato dai 75 dollari in su con scritta “SUCK IT PBS” ( al diavolo la “televisione di qualita’”, spiegano dal palco ).
Da Louis CK a Sarah Silverman, da Susan Sarandon a Chris Rock, da Steve Buscemi a John Oliver, a Steve Carell.
Televisione civile, buona e divertente.

Chi e’ stato Albert Maysles. Non solo Gimme Shelter, Rolling Stones, 1970

8 mar

A 88 anni se ne e’ andato Albert Maysles, tra i piu’ grandi documentaristi di sempre. Ve ne avevo parlato.
Guardatevi due esempi dei suoi lavori. Uno celebre e uno meno.

Importanti video tutorial ( di un ex detenuto violentato ) sugli abusi sessuali in carcere

8 mar

E ora vi dico il finale di House of Cards

6 mar

Non lo faccio solo perche’ un mio amico ( che stimo ) mi ha detto “lascia perdere” ( anzi, “lassa perde” ) aggiungendo altro. Ma questa storia dello spoiler tv fa ridere i polli. In tempi in cui e’ tutto uno spiffero di emails, di spioni, di hackers, di leaks infiniti, di palazzi di giustizia che sembrano il Colosseo, non spoileriamo solo la televisione.
In tempi in cui e’ morta o residuale la visione in tempo reale e’ chiaro che i finali sono come le introduzioni.
E’ quello che sta in mezzo al panino, che conta. La storia, cazzo. Che adesso tutti chiamano “narrazione”, cosi’ sembra una figata.

Il binge-watching all’italiana e quello americano

6 mar

Il viaggio da Putin, la riforma del lavoro, le coincidenze.
Finisci di vedere House of Cards e ti chiedi: come avranno fatto quelli che scrivono House of Cards ad immaginare quello che avrebbe fatto Matteo Renzi ? Si scherza anche perche’ la serie americana ( come e’ accaduto con Newsroom ) e’ roba da nicchia nel bel paese. Questi racconti della politica americana sono elitari in Italia. Grande fumo sulla stampa, l’informazione online, l’eco social ma niente arrosto degli ascolti.
In Italia ci piace Salvini Matteo in tivù tutte le sere, le mattine, a pranzo. Nelle pause, un Landini spruzzato a casaccio. Ormai sono rassegnato.
E’ il binge-watching all’italiana.

SELMA, 50 anni dopo

6 mar

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Il 7 marzo del 1965 era una domenica e fu il giorno della marcia da Selma a Montgomery.
Bloody Sunday.

Eccolo il Masterchef…Siam venuti fin qua per vedere segnare Salah

5 mar

Mondo spoiler

5 mar

Ho letto solo i titoli. Non me ne frega niente di chi vince ( ha vinto ) Masterchef. Di come vanno a finire le serie.
Mi sembra piu’ interessante seguire lo sviluppo ( se c’e’ ) dei personaggi, il loro sciogliersi in una storia e vedere se cambiano o se rimangono come erano all’inizio.
Ricordo che, tanto tempo fa, con mio padre non volevamo sapere il risultato di una partita di calcio prima che venisse data in televisione, nel tardo pomeriggio della domenica. Succedeva sempre qualcosa che ci faceva conoscere il risultato prima. Allora tornammo a “Tutto il calcio minuto per minuto”.
Solo per lo sport ha senso la diretta. Per il resto, spoiler a piacere.