Archive | novembre, 2015

LA NUIT AMERICAINE

30 nov

CAROL, il film ( molto bello ) sull’amore tra due donne negli anni 50 a New York

29 nov

Todd Haynes racconta sempre alla perfezione gli anni passati.
Questa volta da Patricia Highsmith ( 1952 ).
Il film e’ fuori a New York. Una meraviglia.

Fondamentalismo twittarolo

26 nov

Nel New Yorker della settimana scorsa ho trovato un pezzo sulla Westboro Church, filtrato dal racconto di Megan, che dalla chiesa familiare del Kansas e’ fuggita.
Avevo conosciuto Megan e sua sorella Grace nel 2011 quando siamo andati a passare un paio di giorni da loro a Topeka, con Gerardo Greco, per un dossier del TG2.
Ci avevano accolto, come facevano con tutti, molto amichevolmente. Dicevano cose per noi orribili con un sorriso disarmante.
Megan e sua sorella Grace erano incaricate dei social media ed ora leggo sul New Yorker che questo incarico avrebbe poi contribuito ad aprire una luce nel buio di quella che noi consideravamo una odiosa follia fondamentalista.
Megan ha oggi 29 anni. Non so quanto usi ancora Twitter. La sua vecchia chiesa archeologica mi rimanda ad un paragone con Twitter stesso che , per mio figlio adolescente, e’ pure archeologia.
Non esiste un solo under 20 che smanetti su Twitter ( almeno in America ). Qua gli adolescenti usano Snapchat, Reddit e Instagram. E WhatsApp non si sa cosa sia. Gli anziani sono su Twitter ( a dare voti nelle loro parrocchiette ).

Scala mobile salva

26 nov

Ne avevo scritto il 30 luglio del 2011.
Ora c’e’ la certezza. La scala mobile di Macy’s e’ salva.
Vi evito facili metafore.

Bryan Cranston e’ Trumbo, lo sceneggiatore nella lista nera. Ecco la sceneggiatura completa del film

25 nov

Bryan Cranston sara’ sempre quello di Breaking Bad. Ma ora e’ anche un grande Dalton Trumbo, lo sceneggiatore entrato nella lista nera di Hollywood negli anni 50.
La sceneggiatura del film e’ disponibile “free and legal” per concorrere ai prossimi Oscar.

45 milioni di tacchini

25 nov

Domani, per Thanksgiving.

Il vento elettorale gonfia la voglia di guerra, in America

24 nov

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Cresce in America la voglia di guerra, gonfiata dal vento delle elezioni.
Hillary ritenuta piu’ adatta a rispondere alla minaccia terrorista.
Obama non ci sta a cavalcare la paura.

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Primarie repubblicane. Siamo ancora a “carissimo amico”

24 nov

Questa mattina, prima di uscire, ho visto su MSNBC il risultato di un sondaggio in New Hampshire che dice che se Romney fosse in gara si berrebbe Trump e tutti gli altri in un sorso.
Segno che siamo ancora nella fase in cui si sparano cazzate.

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Notiziona. FOX e’ il primo grande network a schifare l’ascolto del giorno dopo

23 nov

La visione televisiva ha perso ormai le unita’ di tempo, luogo e modalita’ di consumo.
L’attesa dei numeretti della mattina dopo e’ preistoria dell’elettrodomestico.
La tele-visione e’ diventata liquida e quindi la sua misurazione si specchia in una striscia di giorni allungata a tre almeno, una settimana nella maggioranza dei casi.
Un terzo del gruppo demografico dai 18 ai 49 anni, in America, guarda i programmi nei giorni che seguono la messa in onda.
E cosi’ FOX comincera’ a diffondere i dati degli ascolti settimanali, come fanno HBO e Showtime con le serie che tanto ci piacciono e spesso scambiamo per la televisione americana nel suo complesso ( invece piena di tante boiate, soprattutto nel daytime ).
Rimarranno in vita i dati giornalieri solo per i programmi live.
Dai che, senza l’Auditel delle dieci del mattino dopo, forse si puo’ fare un’altra televisione.

A casa

23 nov

Negli ultimi sei mesi sono stato molto lontano.
Che meraviglia tornare a casa. E che bella New York in una giornata piena di sole in autunno.
Subito fuori dal portone le bandierine riassumono la storia recente.

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Aripartenza. In Bolivia

15 nov

Vado tra poco in Bolivia per una settimana, a seguire una storia italiana.

Meglio Saturday Night Live su Parigi che il dibattito tra i tre democratici

15 nov

Ho provato a vedere il dibattito tra i democraticidi in Iowa.
Una noia mortale perche’ non c’e gara. Bernie Sanders ripete a manetta che Wall Street e’ il diavolo. Hillary dice cose vaghe e vende la sua biografia ( a chi piace ).
Parigi naturalmente molto presente nella discussione ma pura forma.
Allora molto meglio l’introduzione del Saturday Night Love di ieri. Ha detto quello che sentiamo, sinteticamente.

La TV generalista diventa allnews su Parigi. E stasera il dibattito dei democratici sulla CBS

14 nov

Sabato e domenica i telegiornali americani hanno conduttori diversi da quelli degli altri cinque giorni della settimana. Oggi sono al lavoro i titolari e non le riserve. Tutto diventa televisione breaking news.
Molta enfasi su New York e quello che sta facendo il NYPD. Ieri sera ho visto fermate della metropolitana presidiate. Tra poco vado a Grand Central al negozio Apple.
Stasera poi sulla CBS il programmato dibattito tra i candidati democratici e Hillary fara’ pesare la sua esperienza internazionale.
Fuori, bellissima giornata. Autunno a New York.

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Il viaggio, online

13 nov

E’ online il viaggio In un altro mondo.

L’8 per mille che ho visto io

12 nov

Leggo oggi di uno “scandalo” legato all’8 per mille alla chiesa cattolica.
Lo scandalo che ho visto io e’ diverso. E’ quello che va in onda stasera ( seconda parte ) alle 21.05 su TV2000 ( titolo, In un altro mondo ).

Due serate ” In un altro mondo”. In onda in TV un viaggio lungo un mese

10 nov

Mercoledi 11 novembre alle 21.15 e giovedi 12 novembre alle 21.05 va in onda su TV2000 un viaggio lungo un mese. Sono quasi tre ore e quindi e’ diviso in due parti.
Ad agosto ho seguito, con Carletto Vittucci, quattro volontari italiani che sono andati in Etiopia, Kenya, Filippine, India. Loro hanno raccontato quattro opere finanziate dall’otto per mille alla chiesa cattolica.
Io e Carletto abbiamo raccontato loro e quello che intorno a noi abbiamo visto.

Ci andrei piano a dire che Aung San Suu Kyi fara’ il governo

10 nov

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Guardo la televisione e leggo i giornali a Yangon mentre preparo i bagagli. Stanotte il ritorno a New York dopo tre settimane in Myanmar.
Un paese non così remoto e chiuso come pensavo fosse. Ma su questo ci torno forse nei prossimi giorni.
Leggo su giornali italiani che “la pasionaria” ( solo da noi si usano tali ridicoli appellativi ) ha stravinto.
Per ora si conoscono solo i risultati delle grandi città dove la NLD ha trionfato come era immaginabile. Ma il 70 per cento della popolazione vive nelle campagne e questi risultati arriveranno piu’ tardi.
La USPD ha bisogno solo del 26 percento del voto nazionale per formare un governo, avendo gia’ il 25 percento dei seggi preassegnati ai militari al potere.
La NLD di Aung San Suu Kyi deve conquistare il 67 percento per governare.
Vedremo nei prossimi giorni quello che accade perché il passato insegna che non e’ tutto scontato per “la pasionaria”.

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In un seggio in Myanmar. Un incontro

8 nov

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Oggi in una cittadina nel Myanmar, ai confini con la Thailandia, sono entrato in un seggio elettorale. Quarantamila anime sparse in una campagna attraversata da uno dei quattro grandi fiumi del paese.
Si e’ votato dalle sei del mattino alle quattro del pomeriggio in un giorno solo.
Nella scuola dove sono andato tutte le maestre erano sedute ai banchi per controllare le operazioni, nella tradizionale uniforme ( camicia bianca, gonna lunga verde).
Ho chiesto il permesso di entrare e i militari, stupiti e sorridenti, mi hanno aperto le porte, vietandomi di fotografare all’interno.
Dentro molto rappresentanti della NLD. Fuori si cercava il proprio nome tra gli aventi diritto.
Se non lo trovavano bastava uno che avesse votato a garantire per loro. E poi le maestre conoscono tutti.
All’uscita ho incontrato un signore con un cartellino al collo che mi sembrava potesse essere uno dei 2000 osservatori internazionali al lavoro in Myanmar.
Si trattava di Mr. Dean Smith, senatore australiano del partito liberale . Mi ha detto che dal suo paese sono venuti in tre senatori. E che tutto si sta svolgendo regolarmente per quello che lui ha potuto vedere, saltabeccando in quattro scuole.
Ci vorranno almeno due giorni per conoscere i risultati generali.
E sarebbe bello risentire allora Mr. Smith. Il primo senatore australiano, ho letto poi, a dichiararsi apertamente gay.

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Aung San Suu Kyi, il santino

7 nov

Comincio a capirci qualcosa dopo tre settimane, in Myanmar. E dopo averne parlato con tanti, soprattutto giovani.
Domani, domenica, si vota. Le elezioni piu’ importanti di sempre. Dovrebbe vincere lei, il santino, che tutti ( o quasi ) qua portano nel cuore. Tutti a messa domani.

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Al voto ( Myanmar)

4 nov

Incontro solo cortei della NLD, il partito di Aung San Suu Kyi.
C’e’ solo lei nelle strade, da nord a sud. Si vota domenica.

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Frecciarossa in Myanmar

4 nov

Ho presto un treno in Myanmar. Andava a 15 km. l’ora.
Ci ho messo cinque ore ad arrivare dove con una macchina, su strade scassate, ce ne avrei messe due. Pero’ ad ogni fermata si scendeva per mangiare. E ho finito il viaggio con la pancia piena di riso.

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“Salutate la capolista”, in Myanmar. Al ristorante

1 nov

Stasera entro in un ristorante in un villaggio in Myanmar, a poche ore di macchina dalla Cina.
Sul televisore in fondo alla sala va in onda una partita in diretta. Non ci credo.
E’ Fiorentina-Frosinone. Quando arriva il riso con il pollo, inquadrano i tifosi viola che gridano “Salutate la capolista “.
La cena migliore da quando sono qua.

ps purtroppo le fotografie che provano l’evento storico non riesco a caricarle sul blog causa wifi debole e ballerino