Archive | giugno, 2016

Noi e la Cina , nel mondo, i paesi a cui piace di piu’ Trump ( relativamente )

30 giu

Una ricerca del sempre autorevole Pew Research Center da il quadro globale dell’appezzamento dell’America nel mondo, sul finire della seconda amministrazione Obama.
Esce fuori anche la “confidence” ( fiducia ) in Hillary e Trump.
Hillary naturalmente stravince ma è interessante vedere come se la cava Trump. Cina e Italia guardano alla sua candidatura con piu’ simpatia, diciamo cosi’.

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Se Paul Simon lascia

29 giu

A 74 anni Paul Simon si ferma.
Sette anni fa sono andato al Madison Square Garden a vederlo con Garfunkel. Uno degli ultimi concerti a cui sono andato. Mi sono fermato anch’io. I miei vicini che cantavano in coro mi hanno fatto tristezza. E poi altre considerazioni che vi risparmio.
Ci voleva il coetaneo di Simon ( Bernie Sanders ) a farmi capire che la nostalgia è ( molto ) buona solo per gli spot.

Le vittime

29 giu

Sto finendo di montare le due serate da 100 minuti l’una ( TV2000 ) di interviste nelle carceri.
Ho chiesto sempre delle vittime dei reati e non sempre ho avuto risposte chiare.
La giustizia riparativa si arrampica su queste salite e non è un cammino semplice.
L’autoracconto, l’autoassoluzione spesso prevale e non fa comprendere i danni procurati.
Piu’ semplice capire il danno arrecato ai familiari dei detenuti stessi.
Vedere le file fuori dal carcere i giorni dei colloqui spezza il cuore. Bambini che corrono da tutte le parti.
Molti mi hanno detto di vedere i figli un paio di volte all’anno.
Un programma in America consente di portare i familiari in visita.
Nella reclusione l’assenza degli affetti è la pena piu’ crudele.

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Il confessionale della NBC sulle elezioni. Ci vogliono idee. Cosi’ si puo’ sperare nel social

27 giu

Le televisioni generaliste in genere hanno il problema di abbassare l’eta’ media della propria parrocchia di fedeli. L’ideona è sempre quella. Agganciare i giovani polli che sono fuori dalla batteria con il social, comunque applicato. E qui sta il problema. Ci vuole appunto l’idea. Non basta dire nel corso dei programmi che c’è una app su cui andare perche’ questo presuppone che il programma lo stai gia’ guardando.
Bisogna creare un percorso parallelo, sperando poi si vada ad incrociare con la messa in onda. Penso a questi giorni di europei di calcio. Il telecronista che mi dice che c’è un’app non è un’idea.
La NBC sta provando in varie direzioni. Una è quella di aprire un “confessionale post-it” sulle elezioni.
Una piccola idea che pesca pero’ con furbizia nel magazzino della memoria giovane, usando uno strumento ( il confessionale ) che e’ organico ai social e sedimentato nella “cultura televisiva”.

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La televisione pedagogica e’ morta. Non da oggi

23 giu

Sto montando due pezzi da 90 minuti ( TV2000 ) di interviste fatte a maggio nelle case di reclusione di Padova ( uomini ) e Venezia ( donne ). Dieci storie. L’altra dozzina di conversazioni andra’ in onda l’anno prossimo.
Tagliando e cucendo, rivedo Raffaele e gli altri. E le altre. I cattivi che mi sembrano buoni. Dopo anni di carcere.
L’Italia di Gomorra e’ qua ( non solo quella, anzi in minima parte ). Nella sala di montaggio.
Ho seguito con molta fatica il dibattito generato dalla messa in onda della serie televisiva. Ridicola la pretesa di “inserire” un buono nel racconto di Gomorra.
Difficile entrare sui paragoni tra i Sopranos e Gomorra.
Sono scritture diverse dentro paesi diversi. Poi pero’ le serie si vendono in tutto il mondo e da noi i Sopranos ebbero poco successo. Anche per una programmazione forse sbagliata. Ma i Sopranos conservano un carattere extraterritoriale e senza tempo che Gomorra non ha. E’ una scrittura ( quella dei Sopranos ) che racconta il bene e il male, l’antieroe, come non si vede da noi.
E’ questo il problema. Non c’entra la televisione pedagogica. Quella e’ morta dopo il maestro Manzi.
Gli ascolti e la televisione commerciale hanno cambiato tutto.
Una volta c’era Drive in. Oggi c’e’ Gomorra.

Cleveland, da LeBron a Trump

22 giu

Si avvicina la Convention repubblicana. Dal 18 luglio a Cleveland, Ohio.

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Piccoli Mike Allen crescono. Ma non da noi. Eppure uno c’e’

20 giu

E’ la newsletter che aspetto ogni mattina, con cui apro la giornata sul Mac. E’ il Playbook di Mike Allen, fino ad oggi di Politico e domani non si sa. C’e’ tutto quello che puoi andare a leggere e vedere in tv sulla politica americana.
E’ la rassegna che ha ucciso tutte le altre.
Da noi il giornalismo opinionato ( della serie chissenefrega ) non ha finora prodotto un risultato simile.
Sarebbe utilissimo. Secondo me un Mike Allen di casa nostra c’e’. Ogni settimana ricevo una sua newsletter. Basterebbe farla diventare quotidiana.

Father’s day

20 giu

Ieri, festa del papa’ in America. Ho letto che molti hanno raccontato papa’ Barack Obama, un bravo padre.
Lo sport tifato mi ha unito a mio padre. Lui della Roma, io della Fiorentina. Tante domeniche passate nel salotto di casa, sempre sulle stesse poltrone mai scambiate, ad ascoltare Tutto il calcio minuto per minuto.
Con mio figlio mastichiamo quotidianamente basket. Siamo tifosi dei disgraziati Knicks. Ma lui e’ soprattutto tifoso di LeBron James e non gli piace il perfettino Curry. Io, da quando James decise di non venire ai Knicks, non lo posso vedere.
Ora mio figlio mi ha inviato la conferenza stampa di James che parla di Cleveland, la sua citta’. Nel giorno della festa del papa’. Siamo lontani in questo mese.
Ecco a cosa serve lo sport in televisione, alla radio, in famiglia.

Thank you for smoking

15 giu

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Zipsters, dopo Orlando

14 giu

Non ho una macchina a New York. Quando serve uso Zipcar, servizio di car sharing come ci sono ovunque.
Non sapevo di essere uno ZIPSTER. Cosi chiama Zipcar i suoi utenti con il video che mi e’ arrivato stamattina dopo la strage di Orlando.

La storia

9 giu

Ora di voltare pagina, Bernie.
Anche una grande campagna “deve capire” quando sono arrivati i titoli di coda.

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Eccola

8 giu

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CALIFORNIA SUNSET, Neil Young

7 giu

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Si vota oggi in California. Ci siamo. Hillary ha i numeri. Bernie i giovani.
Ora di chiudere la partita, comunque.

Piu’ Snapchat, meno Twitter

2 giu

Io lo sapevo da parecchio. Bastava guardare mio figlio.

Differenziata, Roma nord

2 giu

Arrivato a Roma ho trovato ad attendermi sulla porta di casa cinque piccoli contenitori per lo smaltimento dei rifiuti.
A New York dividiamo i rifiuti in tre. Carta, plastica-vetro-metallo insieme e poi il resto. Se sgarri il condominio si becca multe salate, che ti ritrovi poi sulle spese di manutenzione. Anche se e’ stato il tuo vicino a fare di tutta l’erba un fascio.
A Roma invece al massimo della differenziata teorica corrisponde lo smaltimento anonimo.
Chissa’ chi e’ l’autore di questa “dispersione” sotto casa ? Poi dicono, l’antipolitica.

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IL SI ( California, primarie, 1968 )

1 giu

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A sette giorni dalle decisive primarie della California, torna in mente Bobby Kennedy.