Archive | luglio, 2016

Una convention di famiglia

18 lug

Sono a Cleveland e stamattina piove.
Nell’albergaccio in cui sono la tv è fissa su FoxNews. Un mio vicino di caffe’, che ha sentito parlare italiano, mi ha quasi urlato ” Dite a Hillary che la odiamo”.
Le televisioni alternano le immagini dei poliziotti uccisi a quelle della famiglia Trump che ha trasformato la convention in una riunione di famiglia. Ascolteremo la moglie, tutti i figli e vari dipendenti di Trump. La privatizzazione della convention e’ fatta.
Manchera’ al completo la famiglia Bush e il governatore repubblicano dello stato in cui siamo, l’Ohio, Kasich.
Stasera parla Melania, la modella slovacca, moglie di Trump. Beautiful.

Cleveland, Little Italy

18 lug

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Formentera , Italia

16 lug

Sezione Travel del New York Times di domani. “On a Spanish island, Italian charm”.
Sottotitolo: “Loved by Italian tourists and soccer players…”

160 anni dopo, Trump. Si parte

16 lug

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La prima Convention repubblicana, nel 1856. A Philadelphia, dove avra’ luogo quella democratica subito dopo la repubblicana.
160 anni dopo, Trump. Da lunedì, a Cleveland.

POTUS TOWNHALL. Blue lives Matter, Black Lives Matter, Obama su ABC

15 lug

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Una conversazione in prime time dalle 20 alle 21 su ABC con Obama e parenti di vittime. Figli, fidanzate, mogli di vittime di Dallas e di afroamericani fermati dalla polizia in questi mesi.
Lo dico subito. Mi sono commosso. Mi succede spesso negli ultimi tempi.
In serate come questa ti sembra che questo sia un bel paese in cui vivere. Grazie ad Obama, il presidente che rimpiangeremo a lungo. Zero retorica. Il tentativo di aprire un dialogo.
Proprio oggi sul New York Times ho letto una dura critica a Hillary sui recenti avvenimenti. Lasciamo perdere Trump.
Alla fine ha preso la parola un ragazzo afroamericano, figlio di una superstite ferita a Dallas. Ha detto che da grande vuole fare il poliziotto.

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Molto GAME OF THRONES nelle nominations degli Emmy. Io andrei sempre su Homeland e House of Cards

14 lug

La lista delle “drama series ( The Americans, Better Call Saul, Downton Abbey, Game of Thrones, Homeland, House of Cards, Mr. Robot ) sempre la piu’ interessante tra le nominations.
Game of Thrones dovrebbe vincere. Attenzione alla sorpresa Downton Abbey.

Cose da sapere per chi vuole andare a protestare alle due Conventions

14 lug

Istruzioni per l’uso. Anche no. Ovviamente

Filmmaker

14 lug

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JOE BIDEN for President. Avrebbe gia’ vinto. E invece ci ritroviamo con Hillary e Trump

14 lug

Stamattina in televisione ci sommergono di sondaggi.
Trump e Hillary molto vicini. Elezioni incerte con due candidati con il massimo di “negatività’” ( cosi’ dicono ) al seguito.
Si dice anche che Joe Biden avrebbe vinto queste elezioni con una valanga di voti contro chiunque.

Alla fine è andata cosi’

13 lug

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E facciamoci due risate.

Vatti a fidare degli algoritmi

12 lug

Leggo su NPR che gli algoritmi sono big brothers fino ad un certo punto. Sollievo.

 

Bernie, endorsement ufficiale a Hillary. Avrei preferito il contrario

12 lug

Bernie alla fine ce l’ha fatta. E’ arrivato l’appoggio ufficiale a Hillary.
Nei giorni scorsi lei aveva incorporato nel suo programma pezzi di quello di Bernie.
Rimane l’incognita del voto giovane .

Bryan Cranston ( Breaking Bad ) fa il suo Trump

12 lug

“PERVERT PARK”. Il documentario sui sex offenders che solo la PBS, la televisione pubblica, poteva mandare in onda

12 lug

Difficile da realizzare e difficile da masticare e digerire.
Il titolo “Pervert Park” viene dai vicini di casa della comunità di trailers, roulottes, in cui vivono 120 sex offenders registrati, condannati per reati sessuali su minori e donne ma non solo. Ci sono anche donne. Siamo in Florida. Il programma di rieducazione prevede almeno due anni di residenza, in alternativa al carcere. Dopo una condanna e una pena trascorsa in prigione.
Vediamo i sex offenders che si raccontano, con nome e cognome. Molte storie di violenze familiari.
Sono 800mila identificati negli Stati Uniti i condannati per reati sessuali. Esiste un registro nazionale e tutti portano una cavigliera che permette di rintracciarli e di conoscere i loro movimenti.
Ci sono applicazioni che localizzano i sex offenders e ci dicono se si trovano nel nostro quartiere.
Vediamo il terapista. Gli intervistati dicono di avere trovato sollievo nel “villaggio dei pervertiti”.
Le interviste sono veramente dure da guardare. A meta’ dell’ora del documentario andato in onda ieri sera volevo mollare. Sono arrivato alla fine per una sorta di rispetto per la coppia di autori ( Lasse e Frida Barkfors ) che ho immaginato immersi in un viaggio molto doloroso. Senza musica, con molti silenzi. Antitelevisione totale, secondo il canone in cui siamo immersi.
La materia tocca profondamente la soglia di tolleranza e rimozione che ognuno di noi si da.
Il documentario ha vinto un premio al Sundance.

I ristoranti di Dallas, 1942

12 lug

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Una vita da Starbucks

11 lug

Ci vado solo quando esco da New York. Il caffe’, il wifi, il giornale di carta antica in trasferta ti salvano.
Per tre mattine a Chicago sono rotolato dentro lo stesso Starbucks alle sette del mattino.
Puntuale, verso le 7.30 ho visto entrare lo stesso signore, eta’ circa la mia.
Spariva subito nel bagno da cui ricompariva una decina di minuti dopo, meno stropicciato ma la maglietta sempre la stessa. Quella di un concerto di Dylan. Anche per questo mi ha colpito. Ne ho una identica.
Si prendeva il New York Times e si metteva a leggerlo. Come fanno in tanti, senza pagarlo.
Poi mi ha chiesto se gli potevo offrire un caffe’. Al secondo giorno nemmeno ha dovuto chiedermelo.
La sera alle sette-otto, tornando in albergo lo trovavo ancora allo stesso tavolino.
Domattina non ci saro’ perche’ sono tornato a New York ma lui, l’indossatore della mia maglietta, sara’ certamente ancora li.
Il caffe’ di Starbucks per me e’ amaro e poi preferisco i piccoli indipendenti alla catena.
Pero’ la grande funzione sociale di ricovero del caffe’ americano è una solida certezza.

Domenica a Chicago, South Side

11 lug

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Chicago, South Side

9 lug

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L’estate americana. Da Dallas alle Conventions

8 lug

Quello che è successo a Dallas richiama stamattina in televisione storie americane del recente passato. “Il piu’ sanguinoso attacco alla polizia dall’undici settembre”, “la Convention di Chicago del ’68″, ecc.
Si aprono dibattiti che ci chiudono dentro la ferita storica dell’America. In giro ci sono pazzi e armi. E’ cosa nota. Ma in pochi potevano immaginare otto anni fa che con le amministrazioni Obama ci saremmo trovati a Dallas, questa mattina.
Tra poco vado a Chicago a girare nella South Side, il luogo emblematico di questa lacerazione.
Il luogo in cui si spara ogni giorno. E soprattutto d’estate.
Sara’ una lunga estate e tra una settimana la prima Convention.

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Ecco le “breaking news” di ieri che rimbalzano stamattina nei TG

7 lug

Che dire ?
Cercheremo di capire.

Dopo due mesi torno ed è sempre la stessa storia. Le tv fanno la campagna gratis a Trump

7 lug

Riaccendo le cable news che ho lasciato un paio di mesi fa perche’ sono stato all’estero ( in Italia…).
E ritrovo Trump con un comizio a Cincinnati. Lo mandano in onda per intero.
Breaking News le chiamano. Non c’e’ nessuna notizia. E’ solo campagna elettorale. Gratis.

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