Archive | febbraio, 2018

Per voi giovani. Ossigeno, Rai Tre

23 feb

Paolo Giordano, scrittore, parla con Manuel Agnelli di spirito del tempo e della sua difficolta’ a coglierlo. Nel nuovo Ossigeno in seconda serata, con Manuel Agnelli.
Lo spirito del tempo è quello che mio figlio di vent’anni abita e a me sembra geniale ma è solo giovane.
Agnelli non si traveste da giovane. Non lo è piu’. Mette al centro la musica e ci gira attorno, a partire dalle sue curiosità. Senza talent, con tanto talento.
Si chiacchera di musica e si fa musica. Con Claudio Santamaria, Joan as Policewoman, Ghemon. Chissa’ se c’erano i giovani davanti alla tivù. Roba, forse, per gli anziani di Rai Tre. Comunque, grazie.
E se dopo il Sanremo della quarta eta’ si volesse fare quello della terza….

JUVENTUS, la serie, su NETFLIX. Zero in scrittura

18 feb

Ho visto con grande curiosità e tanta fatica la serie sulla Juventus, entrata nel grande magazzino Netflix. Sono disponibili i primi tre episodi. Seguira’ il resto perche’ l’idea sarebbe quella di coprire l’intera stagione. Dopo la Juventus dovrebbero arrivare altre grandi squadre europee.
Che delusione.
Mi è sembrata roba ad uso domestico dei tifosi bianconeri. I tuoi “ragazzi” li riguardi cento volte se sei un malato come me (viola). Ma se cerchi un pubblico piu’ largo, come dovrebbe fare Netflix, non ci siamo.
Non c’è scrittura della voce narrante e interviste banali.
Non ci sono piu’ dei Beppe Viola e Gianni Brera. Ma nemmeno Edmondo Berselli con cui ho avuto la grazia di lavorare molti anni fa ad un racconto sul Chievo. Qualcosa di meglio si poteva pero’ fare.
Anche gli ingressi nelle case di alcuni giocatori sono al limite dell’appiccicoso, dolciastro.
Serie senza trama, se non la timeline cronologica. Senza sottotrame perche’ si passa da palestra, magazzino, tifosi, sorvolandoli senza farceli conoscere. E naturalmente scontati omaggi agli sponsors della squadra, infilati dentro come le interruzioni pubblicitarie di un programma tv.
Mi dispiace perche’ ci ha lavorato Andrea al montaggio. E con lui negli ultimi anni abbiamo fatto tante cose americane e in giro per il mondo. La fotografia e il montaggio sono perfetti ma ormai è difficile girare male con le telecamere che ci sono in giro. Sembra cinema anche quando non lo è.

Stasera l’ALL STAR NBA. Sport&politics

18 feb

Stasera il grande spettacolo dell’All Star Game della NBA.
Sono lontano ma lo vedrò. Non è una semplice partita. È molto di piu’.
La festa del basket è diventata anche altro.
LeBron James e Kevin Durant hanno detto in un video cosa significhi essere neri in America e diventare famosi, ricchi ma anche esempio, modello per chi segue il basket e non solo.
In un video hanno parlato. Anche di Trump. Su Fox News ha risposto una nota conduttrice.
L’America divisa tracima nello sport. Era gia’ successo quando la squadra dei Warriors che ha vinto lo scorso campionato si rifiuto’ di andare in visita alla Casa Bianca, abitata da Trump.
Sport e politica si mischiano. Il contrario di quella fregnaccia che spesso sentiamo dire. Che sport e politica dovrebbero stare lontani.

Unfit. Alla matriciana

17 feb

Ho visto Michael Wolff dalla Gruber, in quella che è stata annunciata come la sua unica apparizione televisiva. L’autore del libro dell’anno sta trotterellando comunque in tutte le redazioni del nostro paese per lanciare il suo Fuoco e Furia.
Inevitabile la domanda su Berlusconi. Piu’ logica quella su Melania, viste le competenze dell’intervistato. Michael Wolff “spiegato bene”. Mica tanto.
Wolff è stato trattato come un politologo. Domande sui destini del mondo, della Russia, dell’Europa.
Michael Wolff ha venduto due milioni di copie del suo libro da insider della Casa Bianca. E’ uno che scrive alla maniera del Dominick Dunne di una volta su Vanity Fair. Giornalismo investigativo che si intreccia ( molto) al gossip.
Alla domanda finale su chi sarebbe il “piu’ trumpiano” dei politici italiani Wolff ha risposto Salvini.
Cosi’ abbiamo capito che di politica capisce poco anche se conosce Salvini. Questi paragoni tra due continenti ti lasciano sempre una grande tristezza. Come quando si chiedeva del “piu’ obamiano”.
Wolff è molto bravo. Ma fa un altro mestiere. Per questo vende due milioni di copie.

Un paese meraviglioso

14 feb

Sono in un paese meraviglioso da una settimana.

Sanremo, Montalbano, la televisione di un canale solo annulla tutto quello che ci siamo detti per anni.
La striscia lunga delle visioni spalmate sui canali di nicchia e non in tempo reale.
Telecomando inutile. Addormentiamoci sul tasto numero uno.

Leggo delle molestie sul lavoro. Ci voleva l’Istat per dire una cosa che fino a ieri sembrava patrimonio di un solo regista.

Piena campagna elettorale. Ho visto con grande disagio il Salvini-Boldrini di ieri sera. Questo paese di anziani dovrebbe tenersi cari i suoi giovani e i suoi migranti. Il resto è noia.

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Zeitgeist

11 feb

L’ascolto televisivo è un termometro dello spirito del tempo. Per dire che ci becca, quasi sempre.
“Una fabbrica di emozioni”, è stato detto sul palco di Sanremo.
Inutili le ironie al riguardo. Un paese per anziani si è autocelebrato per giorni.
La battuta migliore è stata di Virginia Raffaele che spiega qualcosa (” salutiamo i poveri lassù “, in galleria).

Non c’è un evento televisivo simile in America, capace di raccontare il paese.
Il culto piu’ osservato, quello del football, ha perso nella stagione appena terminata il 10% di telespettatori ed il Super Bowl il 7 rispetto all’anno scorso. Rimane, come Sanremo, il “programma TV” piu’ visto dell’anno.
Il football, spalmato per mesi, due, tre volte a settimana ha storicamente alzato la soglia degli ascolti. Ma non solo. Il Super Bowl ha la capacita’ di legare, anche con le pubblicità ed il concerto di meta’ partita, un pubblico che di solito non ama questo sport. Questa magia sta lentamente scemando.
E’ cresciuta invece enormemente la NBA in questa stagione. Il basket, praticato in gran parte dalla minoranza di colore. Con tifosi in gran parte bianchi.
E’ quello che sta avvenendo con Black Panther, il film Marvel con cast tutto di colore, che sta costruendo un primato di incassi. E’ il fenomeno, è lo spirito del tempo.
Kendrick Lamar, che ha curato la colonna sonora del film, è il musicista simbolo contemporaneo. La cultura dei neri è dominante in questa fase.
Poi, andando a raccogliere margherite in un prato piu’ largo, non dimentichiamo l’America (bianca) che ha eletto Trump. Ma i tempi stanno cambiando, come diceva quel premio Nobel che componeva in tempi lontani.

Perche’ non vince l’Oscar Spielberg. Il migliore

3 feb

E’ la stagione dei film fighetti. L’Oscar non dovrebbe essere  il Sundance. O no ?