Archive | febbraio, 2018

Par condicio de che ?

28 feb

Lo sport nazionale mi sembra sia dare addosso a Renzi, in televisione. Comici, giornalisti e quelli a meta’ tra i comici e i giornalisti si impegnano parecchio in questi giorni.
Le inchieste le fanno Fanpage e le Iene in un paese in cui la stampa registra una progressiva perdita di senso (e di copie).
La ridicola par condicio televisiva non sta in piedi perchè fuori dal tempo.
Il bacino dei telespettatori, in questi ultimi giorni di campagna elettorale, non si sposta sui talk shows che registrano gli stessi ascolti del resto dell’anno.
La parrocchietta degli interroganti si sposta da un programma all’altro e ti chiedi quando trovino il tempo per lavorare ai giornali che li pagano. Comunque schierati, sono la prova di una impari “condicio”, violata ad ogni suono che emettono.
Nel meraviglioso mondo in cui Fazio lancia “fratello Mauri” e Crozza parte nell’assolo anti Renzi la par condicio è lo specchio di un mondo imploso che se la canta e se la suona. Senza pubblico, che quello sta sulle fiction di Rai Uno e l’Isola dei famosi.

Neve americana

26 feb

Come funziona a New York ? Mi chiede un amico.
Data per scontata una “cultura della neve” diversa per ovvie ragioni, ci sono regole che, se non osservate, si traducono in multe.
Ogni palazzo è responsabile della sua area perimetrale, dei marciapiedi che lo circondano. Nei grandi condomini la pulizia la fanno immediatamente i custodi. Nelle case piu’ piccole sono gli stessi proprietari a spalare. Abbiamo visto sindaci farlo per primi, immortalati dalle televisioni. Non si attende l’intervento pubblico.
Poi certo ci sono mezzi diversi perche’ il fenomeno non è un fenomeno ma la norma, d’inverno.
Si chiudono le scuole anche in America, quando occorre.
Rimane la differenza che non si urla “piove governo ladro” al primo fiocco di neve.

La tv in bianco. E nero

26 feb

Ho cercato le solite rassegne stampa, il solito programma che inizio a vedere prima di uscire di casa.
Ho trovato musica classica e un breve documentario su Buster Keaton.
Non arrivano i tecnici, i conduttori, gli ospiti. Puo’ fermarsi tutto. Ma non la televisione, cazzarola.
“Perchè io senza di te sono neve al sole, sono neve al sole…”(Pino Daniele).

A casa tutti bene. Al cinema meno

24 feb

Uno ci prova a vedere film italiani. Il problema è sempre la scrittura.
La televisione delle fiction si è spalmata sugli schermi dei cinema e molti prodotti sono ibridati da quella sempliciotta divisione tra buoni cattivi che riempie le serate degli italiani, a casa. E non solo, anche fuori, a vedere gli incassi del film di Muccino, A casa tutti bene.
Per carita’, girato bene come sempre, con la camera che si ferma solo quando si rompe. Con la musica che riempie i vuoti, tra un urlo e un altro, e prova a dare un significato altro che non sia quello di Uomini e donne.
Avevo letto che uscendo dal cinema gli spettatori si riconoscono in almeno una delle storie intrecciate nel film. Beh, mi arrendo.

Per voi giovani. Ossigeno, Rai Tre

23 feb

Paolo Giordano, scrittore, parla con Manuel Agnelli di spirito del tempo e della sua difficolta’ a coglierlo. Nel nuovo Ossigeno in seconda serata, con Manuel Agnelli.
Lo spirito del tempo è quello che mio figlio di vent’anni abita e a me sembra geniale ma è solo giovane.
Agnelli non si traveste da giovane. Non lo è piu’. Mette al centro la musica e ci gira attorno, a partire dalle sue curiosità. Senza talent, con tanto talento.
Si chiacchera di musica e si fa musica. Con Claudio Santamaria, Joan as Policewoman, Ghemon. Chissa’ se c’erano i giovani davanti alla tivù. Roba, forse, per gli anziani di Rai Tre. Comunque, grazie.
E se dopo il Sanremo della quarta eta’ si volesse fare quello della terza….

PS Ho visto l’ascolto. Non da Sanremo. Ciccia.

JUVENTUS, la serie, su NETFLIX. Zero in scrittura

18 feb

Ho visto con grande curiosità e tanta fatica la serie sulla Juventus, entrata nel grande magazzino Netflix. Sono disponibili i primi tre episodi. Seguira’ il resto perche’ l’idea sarebbe quella di coprire l’intera stagione. Dopo la Juventus dovrebbero arrivare altre grandi squadre europee.
Che delusione.
Mi è sembrata roba ad uso domestico dei tifosi bianconeri. I tuoi “ragazzi” li riguardi cento volte se sei un malato come me (viola). Ma se cerchi un pubblico piu’ largo, come dovrebbe fare Netflix, non ci siamo.
Non c’è scrittura della voce narrante e interviste banali.
Non ci sono piu’ dei Beppe Viola e Gianni Brera. Ma nemmeno Edmondo Berselli con cui ho avuto la grazia di lavorare molti anni fa ad un racconto sul Chievo. Qualcosa di meglio si poteva pero’ fare.
Anche gli ingressi nelle case di alcuni giocatori sono al limite dell’appiccicoso, dolciastro.
Serie senza trama, se non la timeline cronologica. Senza sottotrame perche’ si passa da palestra, magazzino, tifosi, sorvolandoli senza farceli conoscere. E naturalmente scontati omaggi agli sponsors della squadra, infilati dentro come le interruzioni pubblicitarie di un programma tv.
Mi dispiace perche’ ci ha lavorato Andrea al montaggio. E con lui negli ultimi anni abbiamo fatto tante cose americane e in giro per il mondo. La fotografia e il montaggio sono perfetti ma ormai è difficile girare male con le telecamere che ci sono in giro. Sembra cinema anche quando non lo è.

Stasera l’ALL STAR NBA. Sport&politics

18 feb

Stasera il grande spettacolo dell’All Star Game della NBA.
Sono lontano ma lo vedrò. Non è una semplice partita. È molto di piu’.
La festa del basket è diventata anche altro.
LeBron James e Kevin Durant hanno detto in un video cosa significhi essere neri in America e diventare famosi, ricchi ma anche esempio, modello per chi segue il basket e non solo.
In un video hanno parlato. Anche di Trump. Su Fox News ha risposto una nota conduttrice.
L’America divisa tracima nello sport. Era gia’ successo quando la squadra dei Warriors che ha vinto lo scorso campionato si rifiuto’ di andare in visita alla Casa Bianca, abitata da Trump.
Sport e politica si mischiano. Il contrario di quella fregnaccia che spesso sentiamo dire. Che sport e politica dovrebbero stare lontani.

Unfit. Alla matriciana

17 feb

Ho visto Michael Wolff dalla Gruber, in quella che è stata annunciata come la sua unica apparizione televisiva. L’autore del libro dell’anno sta trotterellando comunque in tutte le redazioni del nostro paese per lanciare il suo Fuoco e Furia.
Inevitabile la domanda su Berlusconi. Piu’ logica quella su Melania, viste le competenze dell’intervistato. Michael Wolff “spiegato bene”. Mica tanto.
Wolff è stato trattato come un politologo. Domande sui destini del mondo, della Russia, dell’Europa.
Michael Wolff ha venduto due milioni di copie del suo libro da insider della Casa Bianca. E’ uno che scrive alla maniera del Dominick Dunne di una volta su Vanity Fair. Giornalismo investigativo che si intreccia ( molto) al gossip.
Alla domanda finale su chi sarebbe il “piu’ trumpiano” dei politici italiani Wolff ha risposto Salvini.
Cosi’ abbiamo capito che di politica capisce poco anche se conosce Salvini. Questi paragoni tra due continenti ti lasciano sempre una grande tristezza. Come quando si chiedeva del “piu’ obamiano”.
Wolff è molto bravo. Ma fa un altro mestiere. Per questo vende due milioni di copie.

Un paese meraviglioso

14 feb

Sono in un paese meraviglioso da una settimana.

Sanremo, Montalbano, la televisione di un canale solo annulla tutto quello che ci siamo detti per anni.
La striscia lunga delle visioni spalmate sui canali di nicchia e non in tempo reale.
Telecomando inutile. Addormentiamoci sul tasto numero uno.

Leggo delle molestie sul lavoro. Ci voleva l’Istat per dire una cosa che fino a ieri sembrava patrimonio di un solo regista.

Piena campagna elettorale. Ho visto con grande disagio il Salvini-Boldrini di ieri sera. Questo paese di anziani dovrebbe tenersi cari i suoi giovani e i suoi migranti. Il resto è noia.

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Zeitgeist

11 feb

L’ascolto televisivo è un termometro dello spirito del tempo. Per dire che ci becca, quasi sempre.
“Una fabbrica di emozioni”, è stato detto sul palco di Sanremo.
Inutili le ironie al riguardo. Un paese per anziani si è autocelebrato per giorni.
La battuta migliore è stata di Virginia Raffaele che spiega qualcosa (” salutiamo i poveri lassù “, in galleria).

Non c’è un evento televisivo simile in America, capace di raccontare il paese.
Il culto piu’ osservato, quello del football, ha perso nella stagione appena terminata il 10% di telespettatori ed il Super Bowl il 7 rispetto all’anno scorso. Rimane, come Sanremo, il “programma TV” piu’ visto dell’anno.
Il football, spalmato per mesi, due, tre volte a settimana ha storicamente alzato la soglia degli ascolti. Ma non solo. Il Super Bowl ha la capacita’ di legare, anche con le pubblicità ed il concerto di meta’ partita, un pubblico che di solito non ama questo sport. Questa magia sta lentamente scemando.
E’ cresciuta invece enormemente la NBA in questa stagione. Il basket, praticato in gran parte dalla minoranza di colore. Con tifosi in gran parte bianchi.
E’ quello che sta avvenendo con Black Panther, il film Marvel con cast tutto di colore, che sta costruendo un primato di incassi. E’ il fenomeno, è lo spirito del tempo.
Kendrick Lamar, che ha curato la colonna sonora del film, è il musicista simbolo contemporaneo. La cultura dei neri è dominante in questa fase.
Poi, andando a raccogliere margherite in un prato piu’ largo, non dimentichiamo l’America (bianca) che ha eletto Trump. Ma i tempi stanno cambiando, come diceva quel premio Nobel che componeva in tempi lontani.

Perche’ non vince l’Oscar Spielberg. Il migliore

3 feb

E’ la stagione dei film fighetti. L’Oscar non dovrebbe essere  il Sundance. O no ?