Archive | gennaio, 2019

In India, ancora

10 gen

Sto partendo per l”india. Calcutta, la casa delle bambine di strada in cui vado per la quarta volta, in cinque anni. La incontrammo per caso questa Casa della Provvidenza con TV2000 e non sono piu’ riuscito a staccarmi.
L’idea di Paolo Ruffini fu “seguiamo” queste 40 piccole donne per dieci anni.
Una specie di Boyhood al femminile.

La compagnia aerea mi ha inviato una mail per avvertire di aspettarci lunghe code per passare la sicurezza. Con la chiusura del governo federale americano, la TSA è a ranghi ridotti.

A reti unificate. Il muro con il Canada

9 gen

Il presidente Trump ha chiesto di parlare a reti unificate al paese.
La prima volta da quando è alla Casa Bianca. Dieci minuti alle nove di sera.
Non c’era la sicurezza che gli sarebbe stato concesso lo spazio.
È andata che Trump ha potuto leggere dal teleprompter la sua richiesta di fondi per costruire non si sa più cosa. Un muro, una barriera, una tenda. Al confine con il Messico, al sud.
Trump non ha parlato di “emergenza nazionale”. Anzi ha esordito parlando di “crisi umanitaria”.
Poi è passato ad elencare crimini commessi da migranti entrati senza documenti.
Hanno brevemente risposto Nancy Pelosi e Schumer, i leaders democratici.
I numeri parlano. “Il problema” non è al confine con il Messico. Ma casomai al nord, quello con il Canada. Dove sono entrati un numero maggiore di presunti terroristi.

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Golden noia

7 gen

Quest’anno sono andato meno al cinema, come credo sia capitato a tanti. Bohemian Rapshody, che ha vinto migliore film “drama”, non l’ho visto e non mi precipito a vederlo. Black Panther mi è piaciuto.
La cerimonia dei Golden Globes molto meno.
Uno dei due conduttori (Andy Samberg) è cosi’ poco, poco divertente che mi ha ammosciato la serata. I discorsi di ringraziamento, poi, quando diventano elenchi dei collaboratori, ammazzano. E stavolta veramente tanti in modalità lista della spesa. Meglio allora chi saluta la mamma e i figli, come usavano i ciclisti al traguardo.
Mi ha stupito, ad esempio, Cuaron (Roma) che ha letto una cosetta. Al secondo premio ha citato i figli, comunque.

Le uniche cose buone probabilmente sono state quelle silenziate perché contenevano “una parolaccia”. Poco per il resto da ricordare. Non che volessi rimandi al muro con il Messico (che pagherà il Messico) ma qualcosa che facesse capire che siamo dentro il gennaio del 2019 e non del 2009 (c’era Obama). C’è voluto Christian Bale vincitore con Vice (il biopic del vice di Bush, Cheney) per dire che la prossima volta il film sara’ su Mitch McConnell, il leader della maggioranza repubblicana al Senato…
Green Book, migliore film “musical-comedy”, la storia di un italoamericano e un pianista di colore nel sud degli Stati Uniti, ha funzionato come dichiarazione politica dell’anno. Glenn Close, alla fine, ci ha ricordato bene cosa significa MeToo, essere donna e madre, a parte le molestie. Per non dimenticare la stagione scorsa.

Andando agli altri premiati, adoro Patricia Arquette.
Grande Carol Burnett (85 anni) storia della televisione. Ha commosso tutti. Si invecchia e chi conosce la tv americana ricorda la più grande comedian che sia passata da queste parti.
E grande ovviamente Jeff Bridges, anche lui omaggiato per una carriera non solo “Grande Lebowski”. Ha citato uno dei quattro, cinque film che mi porto dentro per sempre, The Last Picture Show (L’ultimo spettacolo) di Bogdanovich del 1971. Era girato in bianco e nero.
Netflix, con The Kominsky Method e Roma, ha trionfato. Ma per il secondo anno ha vinto la più brava di tutti, Rachel Brosnahan, la Mrs. Maisel di Amazon, una serie che finalmente non tratta di “morti ammazzati”.
Questa è la televisione ragazzi. Meglio del cinema.

Il finale delle serie. E quello della vita

5 gen

James Poniewozik, The New York Times, scrive di Bandersnatch richiamando il finale dei Sopranos che tanto fece parlare. Aggiungo quelli di Mad Men e Breaking Bad.
Le serie a cui ci affezioniamo non dovrebbero finire. Desideriamo una corsa parallela alla nostra e mischiamo destini. Il nostro non ci è dato sceglierlo.
Bandersnatch sembra regalare questa possibilita’. Di farci il nostro finale.
L’intervattivita’, cosiddetta, è solo videogame. “La televisione ha ucciso la realta”.

Un dollaro per il muro

4 gen

Chiedono alla Pelosi se autorizzerebbe il Congresso a dare un dollaro per il muro di Trump. Lei risponde che il muro è immorale.
A proposito dell’impeachment eventuale di Trump di cui si sono riempiti i giornali italiani, fino a quando non ci sara’ il risultato dell’indagine Russia è fiction. Come il muro.
I democratici hanno vinto le elezioni di midterm sulle spese per la salute. Immorali in America.

Pronti ? Via

3 gen

Partita la campagna elettorale 2020 per la Casa Bianca, appena entrati nel nuovo anno.
Elizabeth Warren ha annunciato la creazione di un comitato esplorativo. In altri termini, la sua candidatura per i democratici. In programma viaggi in Iowa, lo stato in cui si voterà per le primarie tra un anno circa.
Prima intervista ufficiale ieri sera su MSNBC.