Archive | Maggio, 2019

Vado in Mozambico

28 Mag

A fine settimana vado in Mozambico. A girare la cooperazione italiana. Per Rai Italia. Con il “mio” solito operatore, Vasi.
Maputo, Inhambane, Beira, dove andremo nell’ospedale del CUAMM e nel centro accoglienza di Sant’Egidio.
In Mozambico si sono recentemente abbattuti i cicloni Idai e Kenneth. Ho letto di villaggi distrutti, tante vittime, tanti sfollati. Colera.
Ho rivisto il documentario che fece Carlo Mazzacurati in quei luoghi. Uno dei suoi ultimi lavori. Commovente e asciutto, allo stesso tempo. Una lezione.
Spero di fare un bel lavoro. Andiamo con grande entusiasmo. Privilegiati.

Un pariniano, Vittorio

26 Mag

Non ho frequentato corrispondenti italiani in America se non per “lavoro”. Frequento poco in generale.
Vittorio Zucconi, scomparso oggi, era il più bravo a scrivere. Di quelli che al liceo si diceva che sanno fare bene i temi. E di liceo abbiamo parlato le volte che ci siamo visti quando l’intervistato era lui. Se volevi un racconto americano andavi da lui. Ti riceveva subito.
Zucconi ha frequentato il mio liceo a Milano, il Parini.
La storia era se si rimane un pariniano a vita. Lui lo frequento’ prima del 68.
Lui aveva la penna. E l’avrebbe avuta anche senza il Parini.

VIVA LA SCUOLA

18 Mag

Accadono ogni giorno cose nella nostra scuola che bucano l’indifferenza e ci rammentano della storica perdita di prestigio degli insegnanti.
La trasmissione di contenuti ai nostri bambini passa spesso per altri luoghi. Anche quando si vietano telefonini fino alle medie e oltre.
I maestri che semplicemente riciclano sapere sono fermi al secolo scorso. I maestri che coltivano inclusione, educazione ai sentimenti, alle emozioni sono dentro il presente.
Solo per dire che la serie MAESTRI andrà in onda da settembre su TV2000 (sei episodi da 50″) subito dopo una prima serata in onda nella settimana di riapertura delle scuole.

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Il salotto del libro

11 Mag

Non mi ha sorpreso leggere un’intervista oggi sul Corriere nella stessa giornata in cui la carta stampata si spende parecchio sul Salone del Libro in corso a Torino.
Chi parla è Max Verstappen, campione di F1, 21 anni. Risponde a domande che vanno oltre l’automobilismo. Ozark, la serie tv preferita. Molto tempo dedicato ai videogames. “Ultimo libro letto ? Ne ho letti solo due in vita mia”.
La prima cosa che osservavo, una volta, entrando in una casa era il deposito, la quantità di libri contenuti. Ho smesso di farlo.
I salotti vuoti e i saloni pieni non dicono tutto. Il mondo prima di Google,ecc. era un altro mondo.

Ascolti

11 Mag

Seguo gli ascolti televisivi da noi e in America. Per abitudine. Per farmi male. Tanta roba che va bene non mi piace (in estrema sintesi).
Ieri sera ho visto dentro Propaganda Live un coraggioso pezzo di Francesca Mannocchi sulla Libia. Se non sbaglio la puntata di ieri ha fatto un record d’ascolto. Meritato.
Daje. Più fiducia nel popolo dei teledormienti.

Coree

11 Mag

Tutte le televisioni del mondo mettono in onda, più o meno ipocritamente e piu’ o meno a capocchia, signorine e signorini di bell’aspetto.
Leggo di un programma che usa la “bellezza” in televisione per generare una conversazione su un paese diviso in due, la Corea.

Mettetevi il grembiule

5 Mag

Il grembiule è diventato il grembiulino nei pezzi che ho letto negli ultimi due giorni. Diminutivo perche’ divisa dei bambini che frequentano le elementari.
Negli ultimi mesi di frequentazioni di classi varie della scuola primaria, dal sud al nord, ho visto varie declinazioni del modo di presentarsi a scuola.
Grembiuli neri per tutti, grembiuli bianchi per le bambine e blu per i bambini nella stessa classe, grembiuli con grande fiocco in una privata, grembiuli da lavoro in una Montessori, niente grembiuli in una scuola di un quartiere “bene” e in una di “borgata” della stessa città, che poi è Roma.
In alcuni casi i grembiuli sono stati indossati solo perche’ arrivava la televisione.
Grande è la confusione sotto il cielo nelle aule frequentate da bimbi fino ai dieci anni.

Leggo che da sondaggi risulterebbe una larga maggioranza per l’obbligo del grembiule.
Non so se per ragioni semplicemente pratiche o se per un pensiero “egualitario”, al fine di evitare la coabitazione della “felpa da 700 euro” con quella da cinque euro.
La democrazia del grembiule puo’ pure essere una proposta. Ma anche no. Sarebbe bello invece ci fosse la scuola a tempo pieno a sud di Roma come al nord. Che si insegnasse l’inglese a Frattamaggiore come a Milano. Che la palestra di Cosenza assomigliasse a quella di Bologna. Che il laboratorio digitale di Palermo sia come quello di Genova. Insomma che la democrazia scolastica arrivi a rivestire il re nudo in tutto il bel paese.

Educazione civica, digitale, ambientale, eccetera

3 Mag

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E’ passato alla Camera, quasi all’unanimità, il disegno di legge che rimette l’educazione civica (33 ore) tra le materie scolastiche. Si chiamava educazione alla cittadinanza. Quando c’era.
Ho appena concluso un viaggio in Italia attraverso dodici classi della scuola primaria, le elementari. Mi sono domandato, sempre, dove fosse finita l’educazione civica. La risposta delle maestre, dei maestri è stata : nella relazione che instaurano con i “loro bambini”.
Ho scoperto maestri che insegnano educazione digitale. Che praticano accoglienza, inclusione. Che escono dalla scuola per conoscere il luogo in cui si abita. Che allargano “l’ecologia dell’infanzia” a quella ambientale. E maestri che accompagnano lo sviluppo di un’educazione sentimentale come i genitori non sanno, non vogliono fare.
C’è in larga parte (non ovunque) una delega alla scuola. L’educazione civica è spalmata nell’insegnamento dei più bravi tra i maestri ma il rischio di essere residuale nei confronti di altri luoghi di apprendimento (televisione, Internet) è grande. I contenuti girano ma l’amore per il sapere deve essere trasmesso.
Si legge di qualche genitore sindacalista del figlio contro il maestro che sicuramente ha perso autorevolezza e peso simbolico negli anni. Gli stessi edifici scolastici che ho attraversato sono specchio spesso degli stessi maestri ignorati, colpevolizzati.
Riportare l’educazione civica dentro questa solitudine sociale del maestro è cosa buona, credo.
Come dire, a chi non la scioglie nel suo insegnamento, che deve farlo per obbligo ministeriale.
Quando ho letto la notizia della reintroduzione della materia ho pensato che fare un programma televisivo sui maestri elementari rispondeva per me a questo vuoto, a questa domanda. Dove è finita l’educazione civica ?