Archive | Luglio, 2019

La postinformazione

30 Lug

Lasciamo perdere le fake news, altra storia.
Quello che lascia basiti è il vuoto di informazione su due accadimenti di cui faccio fatica a scrivere due righe. Non comparabili, bisogna sempre dirlo, anche se ovvietà.
Il delitto del carabiniere a Roma. I due americani. Uno con un Rolex (letto il primo giorno). Sono più le cose che non ho capito di quelle che ho afferrato. Potrei elencarle. E’ stato fatto e anche bene.
L’altra storia è quella dei 150 morti annegati in mare tra la Libia e noi. Sparita completamente, dopo averci raccontato di 62 corpi ritrovati. Non si sa chi siano, da dove provenissero, se le ricerche continuano. Sono occupato da altro ma ho l’impressione di una rimozione collettiva. Destre, sinistre, stampa e web.
La sera, in coma, mi butto su Love Island, versione inglese, arrivata in questa stagione alle ultime due puntate. Il piu’ grande successo dell’anno. Serve a capire i tempi. Di questa so tutto.

La non-campagna del non-candidato

25 Lug

Sai quelli che dicono “lo avevo detto”. Insopportabili.
Che Sherrod Brown, il non-candidato alla Casa Bianca tra i venti in campo, sia quello che potrebbe vincere è chiaro a chi conosce anche poco gli Stati Uniti.
“Centrista-populista”, pragmatico, non ideologico, senatore del decisivo stato dell’Ohio.
Ora lo dice The New York Times. Ma era un’ovvietà.

Caos calmo

22 Lug

Non solo il blackout della scorsa settimana. Stamattina il sindaco di New York accusa Con Edison, fornitrice dell’energia alla città, per un nuovo collasso nel Queens. Poche proteste. Abitudine.
Ieri la linea della metropolitana che porta da Manhattan a Williamsburg e Bushwick (Brooklyn) era ferma. Come capita in molti weekends.
Ho usato Via, che è la app di carpooling piu’ economica e affidabile, per quello che so. Un viaggio di 45 minuti (una specie di Roma-Fiumicino) per andare in fondo a Bushwick è costato 14.21 dollari. Piu’ 3 dollari di mancia (non obbligatoria). Con taxi o Uber sarebbe stata un’altra storia.
A Manhattan Via ti porta da una parte all’altra dell’isola con 5 dollari.
Sulla strada il nero SUV raccoglie altri passeggeri. Viaggi con altri. Pochi parlano, la maggioranza guarda il telefono. Prove di sopravvivenza al caos calmo.

AMAZONia

21 Lug

Il mondo amazonizzato comincia a fare paura.
Il negozio onnicomprensivo, da quando ha incamerato Whole Foods, ti porta a casa la spesa in tempo reale. Puoi dire che due pomodori erano schiacciati o troppo maturi e ti credono sulla parola, inviandone altri.
E poi c’è tutto il resto. Tutto.
Per fare questo ho visto da un paio di giorni, nelle due strade attorno a casa, che si attrezzano con un magazzino mobile. Stamattina era parcheggiato un camion davanti al portone. Erano una decina a scaricare e dirigersi verso luoghi vicini.
Il palazzo si e’ dotato, da qualche anno ormai, di un pannello all’ingresso con tutti i numeri degli appartamenti. Quelli illuminati hanno un pacco da prelevare.
Hanno dovuto ingrandire la stanza dedicata.
Nell’anniversario dello sbarco sulla Luna Mr.Bezos-Amazon pare pensi di tornarci, sulla via per Marte.
Su questa terra non ha più niente da fare.

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Manhattan, a piedi

20 Lug

New York (Manhattan) è unica al mondo perche’ la puoi attraversare da nord a sud a piedi in una giornata. Magari non in una giornata con una temperatura come quella di oggi. Ogni tanto una boccata di aria condizionata, la più grande invenzione dopo la penicillina (scusa, Greta).
C’era una volta la Manhattan degli odori, dei colori che cambiavano ogni mezz’ora di cammino. C’era il mondo diviso in blocchi che specchiavano le provenienze.
Oggi c’è un solo confine virtuale. Quello tra poveri e ricchi. Generano qualche confusione le decine di migliaia di giovani che arrivano a New York dall’Asia ma anche dal resto dell’America per frequentare quelle industrie universitarie che vomitano diplomi costati ai genitori come una Lamborghini. Ma la sostanza è sinteticamente questa. Calpestare i marciapiedi di New York rimane una grande esperienza antropologica, culturale, eccetera ridotta pero’ alla più attuale fotografia dell’ineguaglianza.
La concentrazione di billionaires e senzatetto è la lezione americana che ricavi se il tuo sguardo non è rivolto solo a cercare Uniqlo o Shake Shack.
C’è sempre stata in città questa forbice aperta ma oggi questa distanza fa impressione.
Non devi prendere la macchina o la metropolitana per andare nelle periferie.
Basta non solo guardare ma anche ascoltare. Ho incrociato una quantità di umani che parlavano da soli nelle strade. Anche questi sempre incontrati nel passato a New York e c’è pure chi teorizza che sia un segno di intelligenza (lo faceva Einstein no? ). Ma mai cosi’ tanti. Un concentrato forse di malessere diffuso, forse solitudine, forse disperazione.
Questo ho visto oggi mentre scorreva negli occhi il sempre nuovo film di una città capace di raccontare non solo la contemporaneità ma anche il futuro.
Un uomo da marciapiede, il film, compie cinquanta anni. Cercasi aggiornamento.

Chi e’ americano ?

18 Lug

Sono per qualche giorno a New York.
Apro la tv sui telegiornali delle 6 del mattino e trovo che….molto di quello che ho letto in Italia dell’ultimo Trump contro le quattro giovani democratiche (di colore) non racconta quello che sta realmente accadendo da queste parti.
Trump ha fatto partire la sua nuova campagna elettorale con un comizio in North Carolina.
I presenti lo hanno interrotto più volte gridando “Send her back”, rimandala o rimandiamola a casa.
Lei sarebbe Ilhan Omar, eletta nel 2019, nata in Somalia e naturalizzata americana. Accusata di essere simpatizzante di Al-Quaeda.
Le altre tre deputate della banda delle quattro sono nate in America.
Circa 700.000 nuovi americani ogni anno prestano giuramento e ottengono un nuovo passaporto. Come ho fatto io. Non possiamo diventare presidente degli Stati Uniti ma per il resto uguali agli altri, di tutti i colori e paesi del mondo. Tutti qua arrivano da un altrove.
E’ sempre stata la ricchezza del paese. Se togli gli ingegneri di origine asiatica dalla Silicon Valley torniamo al pallottoliere, ecc.
E’ vietato dalla legge discriminare sulla base della provenienza del lavoratore con regolare permesso di lavoro, residenza, carta verde e cittadinanza.
Il nuovo canto elettorale con cui dovremo confrontarci in queste elezioni sara’ quindi questo “rimandiamo la deputata Omar in Somalia” dopo quello che voleva la Clinton in prigione ?
L’America bianca chiamata a raccolta da Trump si sta stringendo demograficamente come ricordava stamattina Mike Allen di Axios.
Come mettere una camicia bianca in lavatrice a 100 gradi con altre colorate.
Eviterei paragoni con situazioni italiane. Non c’entrano niente. Sarebbe utile conoscere la storia americana e basta.

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Le isole estive dell’ascolto

18 Lug

Finita Chernobyl sono riuscito a chiudere When They See Us. Poi le due stagioni di Society (una sorpresa) e ora dentro Stranger Things. E questa è una tele-visione.
Poi c’è quella di cui scrive Aldo Grasso a proposito di Temptation Island e della declinazione anglo-americana Love Island.
La versione dell’isola americana che ho visto in passato e stasera sulla CBS è più “radicale” di quella che va in onda in Italia. In onda, cinque giorni alla settimana, da cinque stagioni, a luglio. Gli autori accoppiano e scoppiano coppie di giovani depilati, con scioltezza.
A parte Twitter e Snapchat lo sviluppo delle isole in lingua inglese vive su Instagram, gestito sempre dalla produzione.
Grandi ascolti, followers, una conversazione che intreccia televisione e telefoni sul segmento giovane che interessa chi paga la pubblicità e mantiene tutti.
Quello che ho scoperto dal mio campione statistico estivo fatto da mio figlio e tutti i suoi amici (stessa eta’ dei protagonisti di Love Island) e’ che non parliamo di pubblici diversi.
Le serie e le isole vanno più insieme di quanto molti di noi con la puzza sotto il naso siamo capaci di odorare.

Perche’ “il serbo” e mai “lo svizzero” ?

14 Lug

Ho visto le quasi cinque ore della finale di Wimbledon.
Bella, bellissima, va bene.
Una domanda sulla telecronaca Sky, comunque ottima. Ma chiede mio figlio: perche’ Djokovic è spesso appellato “il serbo” e Federer mai “lo svizzero” ?
A Wimbledon tifavano Federer, in grande maggioranza.
A casa nostra Djokovic.

Una serie difficile da ingoiare

13 Lug

Sono solo quattro episodi ma ci ho messo un mese per vederli.
Ho cliccato pausa non so quante volte. Perche’ non ce la facevo ad andare avanti. Eppure la serie è imperdibile.
When they see us di Ava DuVernay su Netflix racconta una storia realmente accaduta, di cui si parlo’ molto all’epoca, nel 1989. E oltre.
Una donna bianca di 28 anni che correva a Central Park venne violentata e colpita con pietre fino a ridurla in fin di vita. Si salvo’.
Furono accusati cinque giovani neri, minorenni, che si trovavano nel parco.
Trenta anni fa. O ieri. Le serie tv (quelle buone) hanno la capacita’ di essere senza tempo.

La fine della tv lineare. Rai Play e compagnia

11 Lug

Basta leggere questo lungo pezzo del New York Times appena uscito.
Basta leggere dell’impegno prossimo su Rai Play.
Basta non accendere la televisione d’estate, tanto…
Basta vedere lo sport in streaming su Sky Go e DAZN.
L’orologio dei palinsesti puo’ pure fermarsi.

Megan Rapinoe, la non candidata alla Casa Bianca

11 Lug

Se li mangerebbe tutti. I candidati democratici alla Casa Bianca.
Basta vederla e ascoltarla. A New York, con la squadra di calcio americana che ha vinto i mondiali.

Che meraviglia il calcio femminile

7 Lug

A differenza dei maschietti mai una protesta, una sceneggiata, un reclamo insistito.
Vedere il calcio giocato dalle donne riconcilia con lo sport di cui, purtroppo, siamo tossici, in tanti.
Sfatate anche le idiozie sulla lentezza, poca tecnica, resistenza.
Ho visto molte delle partite di questo mondiale. E la bellissima finale vinta dagli Stati Uniti, la squadra più forte, con piu’ praticanti al mondo. In ogni scuola americana le ragazze giocano a soccer, lo sport piu’ popolare. I maschi in recupero con i latinos ma molto sotto.
Brave le ragazze italiane. Ho sentito la capitana Sara Gama dire sempre cose intelligenti e non banali. Insomma, una meraviglia.
E adesso mi tocca tornare a sperare che la Fiorentina compri uno buono. Malinconia.

Fotografia

5 Lug

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Francesco Malavolta è l’autore di questa fotografia.
Conservo la copia che mi ha dato dopo una conversazione televisiva di un paio di anni fa, avvenuta a Palermo. Sul retro Francesco ha scritto di avere scattato la fotografia nel novembre del 2016. Tutti salvi.
L’immagine è uscita fuori da una dimensione temporale. Potrebbe essere stata presa oggi.
Ma non è cosi’. Sono fissati volti e storie. Non sono le stesse persone della Sea Watch o della Mediterranea. Sono pero’ parte di una migrazione epocale.
Io coltivo la memoria orgogliosa della migrazione di milioni di italiani negli Stati Uniti d’America. Quella che ho studiato, amato.

Netflix ma che fai ?

3 Lug

Ho sentito spesso dire in questi mesi di lavoro con i maestri della scuole elementari “ma che vogliono, loro che fanno tre mesi di vacanza…”.
A parte il fatto che non è vero (di questi tempi conta poco) perche’ non si dice la stessa cosa dei conduttori di talk shows televisivi che tre mesi al mare li fanno veramente ? Sorvolo sulla differenza di compensi.
Sulla televisione d’estate in Italia si potrebbe resuscitare quella copertina che agli albori dell’elettrodomestico si faceva calare sullo schermo per non rovinarlo, quando era spento.
Leggo del flop dei talk shows di Netflix. Ma chi li guarda ?
L’unico senso dei programmi di parole è cavalcare l’attualità. Netflix è cresciuta sulla visione fuori dal tempo reale. Ci piace sfogliarla di notte. I talk shows puzzano di muffa già un’ora dopo la messa in onda.
L’idea di fare di Netflix una cosa generalista, in attesa dello sport live, è un ossimoro.