Archive | agosto, 2019

La vita, a calci

17 ago

La Premier League, il più bel campionato del mondo, ci droga di calcio nel weekend.
Giocano, in Inghilterra due, tre volte a settimana e corrono sempre, il doppio dei nostri. Forse meno l’ultima Atalanta (lo dico per chi ci capisce).
Poi pero’ capita di leggere Lukaku appena atterrato all’Inter dalla League che parla di allenamenti molto piu’ duri in Italia ( ??? ). E allora ti ricordi che i calci ad una palla per cui perdiamo la testa (lo dico a quelli del club) sono una cosa meravigliosa perche’ appartengono ad un mondo bambino, interpretato da ragazzi, consumato da fanciulli dentro.
E lo capisci leggendo un bel pezzo sul Foglio sportivo di oggi. Marco Pettenello racconta di una giornata a Buenos Aires alla ricerca di una tv per vedere la Fiorentina in coppa, nel 2009. Quando ancora nelle coppe c’eravamo. La trova in un barrio, a casa di un bambino di nove anni tifoso della viola come lui, in memoria del padre.
Perche’, perche’ tifo Fiorentina ? Senza senso, una scelta bambina, fatta a quatto anni.

Eroi del lavoro

15 ago

Oggi ho letto i giornali a Villa Balestra, come faccio spesso nei giorni di festa.
Unica differenza, ero solo.
Sono anni che mi capita di lavorare ad agosto a Roma. Nulla di eroico.
Se hai un programma che va in onda a settembre devi montarlo. E devo dire che apprezzo ogni minuto in questa città svuotata. Poi, forse, capiterà di stare fermo a novembre. Questo lavoro è fatto cosi’.
La grande maggioranza dei salariati ha vacanze obbligate. Con scuole e asili chiusi poi poca scelta. In questi giorni pero’ abbiamo assistito ad una commedia umana meravigliosa.
I nostri rappresentanti del popolo ci hanno ripetuto di essere disposti a lavorare ad agosto. Ci hanno fatto sentire in colpa. Hanno provato a far passare una narrazione da eroi del lavoro. Roba da statue al valore delle repubbliche sovietiche.
Questo ho letto oggi su una panchina, ai giardinetti.

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Storie di sopravvissuti

10 ago

Un fotografo, Joe Quint, racconta, documenta da anni storie di scampati ai massacri che avvengono negli Stati Uniti. Anche violenze domestiche, suicidi. Familiari , chi si trovava a passare per il luogo di una sparatoria. Dove c’entrano le armi. Una fotografia, una storia. C’e’ un paese.

1992

5 ago

Ho imparato il mestiere che faccio guardando e riguardando mille volte un documentario del 1992 e la prima edizione di un programma di MTV, The Real World, sempre del 1992.
L’anno in cui pensai di mollare il lavoro di bibliotecario alla Braidense di Milano per provare a fare quello che sognavo da bambino, televisione.
The Real World, reality show, è andato avanti per 32 stagioni su MTV. L’adattamento del format in Italia si chiamo’ Davvero e ando’ in onda su Rai Due. Lo girammo a Bologna. Agli albori del Grande Fratello.
Il documentario fu The War Room e raccontava la prima campagna elettorale di Clinton, dall’interno. Autore D.A.Pennebaker, che ieri è scomparso e per questo ne parlo.
The New York Times scrive “inventore del cinema verita’ “. Diciamo “del racconto della realtà’ “.
C’è una frase dell’articolo che contiene tutto. “Mr. Pennebaker believed that the best documentary films were those in which the filmmaker’s presence is least felt.” Il documentario migliore e’ quello in cui si sente di meno  la presenza di chi gira, dell’autore. Amen.

Isole diverse

4 ago

Temptation Island è l’unico programma televisivo estivo, prima del definitivo blackout ferragostano, che ha tenuto gli ascolti della stagione canonica, che finisce e ricomincia con le scuole. Non proprio l’unico, a dire il vero, perche’ il fenomeno delle teche RAI declinate in programmi andrebbe sottolineato, studiato e rimodellato all’infinito. È la bellezza di un magazzino che è storia condivisa.
Dei due successi estivi, in termini di ascolto, ne parla la rubrica settimanale di Scaglioni sul Corriere. L’analisi dei dati del programma ricavato dalle teche specchia una platea over 65, che poi è lo zoccolo duro delle generaliste. La conservazione. L’altro, l’isola dell’amore, è il prodotto del corto circuito social-tv. La contemporaneità.
L’estate è importante perche’ mette a nudo questa polarità e apre la forbice fino quasi a romperla.

Ho visto questa stagione di Love Island (ITV inglese). Un format diverso dalla Temptation nostrana. Ma assimilabile. Coppie che si formano e si sfasciano, eliminazioni e nuovi ingressi, per poi arrivare alle formazioni finali su cui si esprime il pubblico da casa.
La coppia che vince porta a casa 50mila sterline. La conduttrice arriva quasi sui titoli di coda con due buste. In una c’è l’assegno con il premio finale, nell’altra c’è scritto zero. A quello/a che capita il malloppo deve decidere se tenerlo o dividerlo con il compagno/a. Tanto per vedere se la recita è “vera”. Ovviamente passa la divisione. Le attrazioni transitorie si cementano per qualche istante nella realta’ televisiva.
Ai partecipanti è inibito l’uso dei social, gestiti dalla produzione. All’uscita dall’isola i loro profili si ritrovano gonfi di followers e alcuni iniziano carriere a partire da questi sacchi pieni di likes che vengono loro consegnati.

I social sono il motore di questa televisione dell’isola inglese. I narcisisti sono per definizione (Alexander Lowen) portatori di “sentimenti inautentici e rapporti manipolatori”. Per stare in quella villa alle Baleari tutto il giorno in costume devi avere come minimo un grado di autostima che passa il test Invalsi. Utile leggere/rileggere Bauman. La fragilità dei legami, delle relazioni fra umani e la ricerca della connessione agli altri.
I format televisivi di articolazione di questa umanità, collezioni di individui che si specchiano, possono essere diversi. Il montaggio indirizza la stessa scena in modi radicalmente difformi.
Da noi si usa andare dentro i conflitti, costruendoli. E si usa andare dentro con le telecamere, ci siamo capiti. Soprattutto nelle isole.
Nella versione inglese che ho visto prevale un gusto da sitcom. Si prova sempre a sorridere del culto del fisico, già ridicolo perche’ i modelli ispiratori sono globali e trasversali. Si tende a far emergere “i sentimenti”, sapendo che le coppie non dureranno fino a quando morte non le separi.

Ma la Satta dov’è ?

1 ago

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Qua si parla di televisione.
Primo giorno di allenamento di Boateng con la Fiorentina. E i tifosi della mia squadra hanno tirato fuori la prima lenzuolata. Per i pochi che ignorano, Melissa Satta è la moglie di Boateng.