Archive | Febbraio, 2020

Piccoli Woody Allen crescono

29 Feb

Ha vinto l’Oscar per il miglior corto. Ha studiato film alla NYU. Gia’ lavora da qualche anno, anche per Netflix. Da seguire.

Emergenze

29 Feb

La storia di quello che sta accadendo , a margine del flusso di notizie.

Bonolis, IO CREDO NON CREDO PERCHÈ CREDERE

28 Feb

Bonolis, lunedi sera ore 21.05 TV2000.

CASE STUDY, CORONAVIRUS

27 Feb

Bisognera’ tornarci sopra su questo febbraio di coronavirus in Italia e la comunicazione.
Si puo’ dirlo gia’ oggi. In piena crescita del numero di contagiati e morti. Cinque in una sola giornata (record) gli scomparsi mentre viene abbassata la soglia del pericolo. I virologi ridotti a vox populi.
È cambiato solo il modo di produzione dell’informazione.
Dividerei in due stadi nettamente divergenti questo “case study” che dovrebbe diventare paradigmatico per chi studia “stampa e regime” nelle facoltà di comunicazione e scuole di giornalismo che nascono come focolai nel nostro bel paese.

Siamo partiti con il panico assoluto, venduto con il numero crescente di morti e feriti. Zona rossa, check point, esercito. L’Italia come Chernobyl. Lascio perdere il comportamento di opposizione e governo che andrà indagato, fino alle sovraesposizioni e proposte di coalizioni di “unita’ nazionale”.
La seconda fase è quella che stiamo vivendo. Il resto del mondo sembra avviato ad isolarci. Crolla l’economia. Crolla Milano, la citta’ simbolo dell’Italia che tira, funziona e che disegna un paese che non è solo Gomorre e Suburre.
E allora arriva la svolta. Si raccontano quelli che guariscono mentre i vecchietti continuano a morire, non si sa piu’ di cosa. Si riaprono musei e forse gli stadi e le scuole. La metropolitana di Milano non si è mai fermata e mi piacerebbe sapere come si fa in quei vagoni a rispettare “la distanza di sicurezza di due metri” tra gli utenti, potenziali appestandi.
Dall’altra parte dell’oceano il coronavirus deve ancora testare Trump. Wall Street lo sta ferendo e partono teorie complottiste.

Spero non si apra un terzo stadio di questa comunicazione. Vorrebbe dire che il virus si sarebbe consolidato, allargato. Molto meglio finire con questa retromarcia della macchina che non è del fango ma di un lavaggio avrebbe bisogno. Basta andare sulla homepage di un grande quotidiano e vedere se c’è ancora qualcuno con la mascherina. Che ogni virologo piantato in televisione in questi giorni ci ha detto essere inutile, se non ci si trova in una struttura sanitaria e/o si è sintomatici e/o testati positivi.
Non so piu’ dove andare a cercare notizie senza mascherina.

Coronavirus, America

27 Feb

Tra due settimane dovrei essere in America. Dico dovrei.
Da quelle parti stanno scoprendo adesso il virus. Mentre scrivo apprendo che sono solo 500 i tamponi effettuati, nel grande paese.  Appaiono i primi titoli  con i primi provvedimenti.Trump ostenta sicurezza. Fino a ieri il coronavirus sembrava marginale in America.
In Italia è partita intanto la grande retromarcia. Ci si è accorti che l’economia del paese è stata colpita a morte nell’enfasi informativa pandemica.
Ora c’è la gara a dire che si tratta di poco piu’ di un’influenza mentre il Presidente della Giunta Regionale lombarda si mette la mascherina. Che ci hanno raccontato essere inutile se non lavori in un ospedale. Comincerei a non chiamarli piu’ “governatori” questi signori perche’ governatori si chiamano in America e governano stati non regioni.

Thomas Friedman ha formato il governo degli Stati Uniti

26 Feb

Thomas Friedman, esperto di politica estera del New York Times e Pulitzer, scrive di un auspicabile governo degli Stati Uniti, dopo le elezioni di novembre.
Non accadrà.

IO CREDO, continua

25 Feb

Dopo la prima, ecco la seconda puntata.

A Celebration of Life. KOBE

24 Feb



Grazie a Sky Sport ho visto live la celebrazione di Kobe “Mamba” Bryant nel suo Staples Center di Los Angeles. Non è stato un funerale, che quello c’era stato.
È stata una festa. Le richieste dei biglietti avevano superato le 80mila. In 20mila hanno pianto e riso nell’arena che ha visto Kobe giocare, vincere con i Lakers.
Dal giorno della scomparsa, dell’incidente con l’elicottero, la citta’, il basket, l’America hanno perso un pezzo. Si è visto nelle parole degli amici chiamati sul palco. Michael Jordan, una bestia sul campo, il piu’ grande, in lacrime. Shaq il suo compagno, amico-rivale. Ha raccontato quello che gli diceva Kobe quando non passava mai la palla. E la platea è scoppiata in una risata liberatoria.
La moglie di Kobe, Vanessa, ha retto come ha potuto. Ha perso Kobe e la sua figlia di tredici anni, Gianna (Gigi). Le rimangono le altre tre figlie, tutte con nomi italiani. Impossibile non piangere. Vanessa è riuscita ad arrivare alla fine.
Beyoncé, Alicia Keys e Christina Aguilera si sono esibite tra un ricordo e l’altro.
Questo succede in America.

Chiudo con una cosa che mi riguarda. Il funerale di mio padre, a Cernobbio, fu triste. Come accade spesso. Poi il cimitero, la tomba che ho visitato per venticinque anni. E’ il bello dei paesi. Molti anni dopo è scomparsa mia madre. Io e mia sorella non abbiamo voluto un funerale. Alla cremazione c’eravamo solo noi due e la sua cara amica Annmaria. Un mese dopo, a New York dove mia madre ha vissuto, i suoi amici hanno fatto una (piccola) festa. Ognuno ha detto qualcosa di lei. Alla fine abbiamo mangiato e bevuto. La celebrazione di una vita.

Pandemonio

23 Feb

Una domanda : chiudono tutto in Lombardia ma la metropolitana ? Invece chiudono gli stadi, all’aperto. Meraviglioso.

A Ischia annullata l’ordinanza dei sindaci che vietava l’ingresso a lombardi, veneti e cinesi. Meraviglioso due.

Ma ci sono “i virologi di destra e quelli di sinistra” ? Leggo che litigano tra di loro. E questo non è meraviglioso.

Il dopo Parasite

23 Feb

Il cinema ha scoperto “la guerra tra ricchi e poveri” con l’Oscar a Parasite.
Tra le proposte per provare a chiudere la forbice tra l’uno per cento delle popolazioni mondiali e il resto (quelli che si usava chiamare proletari) ne arriva una dall’Indonesia.
Lo stesso ministro che aveva detto agli insegnanti che andranno in paradiso perche’ guadagnano poco ora ha indicato una nuova via all’abbattimento della diseguaglianza.
Ricchi e poveri dovrebbero sposarsi tra loro, meticciare il denaro, incrociare miseria e nobiltà, uscire fuori dalle caste.
Si accettano idee.

Coronavirus. Parlano due esperti veri

22 Feb

Stiamo ascoltando, leggendo di tutto sul virus. Professori, virologi e tante parole a caso di chi ne sa come me. L’unico di cui mi fido è Carlo Verdone. Bella la sua conversazione con lo scrittore Lorenzo Marone su Robinson di Repubblica, oggi.

Streaming FRIENDS

22 Feb

FRIENDS è la serie tv piu’ “streamed” nel mondo delle piattaforme. Non c’è nuovo prodotto piu’ visto.
HBO MAX, nuova arrivata da Warner Media, si lancia con l’annuncio della riunione dei sei protagonisti a cui seguiranno le 246 puntate in magazzino.
Il valore di questo deposito è immenso. Le repliche di Montalbano danno una pallida idea del possesso dei classici televisivi. Miniere di denaro quando sono globali.

Scrittura

21 Feb

Scuole di scrittura crescono e l’offerta delle serie televisive sembra promettere piu’posti di lavoro dell’industria dell’acciaio.
Una volta si diceva “bravo nei temi, puo’ fare il giornalista”. Ma pochi sono Vittorio Zucconi. Oggi, probabilmente, si dice “puo’ scrivere per le serie tv”.
Ci pensavo guardando Zero, Zero, Zero. Ho faticato a stare attaccato a quello che Aldo Grasso ha definito “un trattato di economia criminale”. Vero. L’ennesima storia sul traffico di droga. Ma il problema sono i dialoghi. Sono pedagogici, innaturali.
Altro genere ma la serie che farei vedere e rivedere in una scuola di scrittura è “The Marvelous Mrs Maisel” di Amazon. Dialoghi strepitosi. Ho finito la terza stagione. “L’arte del dialogo” è materia fondamentale che in genere affossa i prodotti italiani.
Meglio allora darci sotto con musica, fotografia, tra il detto e soprattutto il non detto.

Poco zen

20 Feb

Mi sono sciroppato tutto il dibattito dei candidati democratici alla nomination per la Casa Bianca, in Nevada. Grande ascolto. Non so se per la prima volta di Bloomberg o per i toni parecchio aggressivi che hanno caratterizzato il confronto.
Tutti contro Bloomberg, il billionaire, che ha barcollato. Non ho niente contro i ricchi, se siedono su una fortuna non ereditata, come Bloomberg. Le eredita’ le abolirei per legge. Un modo semplice per redistribuire ricchezza.
Siamo soliti prendere in giro i filantropi americani. Da imbecilli, che ignorano la storia americana.
Quella che non mi è piaciuta nel dibattito televisivo è stata la virulenza degli attacchi, anche se motivati (non a torto) dalla pioggia di denaro (suo) che Bloomberg sta facendo piovere nella sfida elettorale. L’anziano Bernie Sanders (stessa eta’, 78, di Bloomberg) ha palesato a me pare, come spesso gli accade, la sua irascibilita’.
Che la rivoluzione non sia un pranzo di gala, lo sappiamo caro Bernie, cara Elizabeth.  Ci è mancato poco al finale splatter di Parasite, il film vincitore di Oscar che non è piaciuto a Trump.
I giudici del New York Times non hanno ricavato la stessa impressione. E per David Brooks Sanders ha gia’ vinto la nomination.

Ecco

17 Feb

Io credo, non credo, perché credere

16 Feb

È la terza, lunga conversazione televisiva che Don Marco Pozza, il parroco quarantenne del carcere Due Palazzi di Padova, ha con Papa Francesco. Tutte e tre hanno generato programmi televisivi in onda su TV2000. Le preghiere piu’ note, piu’ recitate, quelle piu’ a rischio di uno svuotamento in mantra che nemmeno introducono alla meditazione.
Siamo partiti dal Padre Nostro, poi l’Ave Maria e adesso il Credo. Adesso perche’ la prima delle otto puntate di IO CREDO andrà in onda domani lunedi 17 febbraio, alle 21.05 su TV2000.

Il format, sempre quello. Ogni volta una parte della conversazione con Papa Francesco e altri due segmenti che hanno a che fare con il titolo della puntata, una frase della preghiera. Gli altri due segmenti sono una storia di comunita’ che ha messo al centro della sua opera il Credo e e un dialogo con una personalità laica, spesso dichiarata “non credente”. Ho usato il vocabolo “personalità” per non usare quello del Grande Fratello, “vipponi” che fa venire i brividi come un graffio sulla lavagna (non so chi siano quasi tutti i reclusi di quest’anno).
Nella prima puntata il filosofo Salvatore Natoli e la comunita’ fondata da don Beppe Gobbo in collina, sopra Vicenza. Don Beppe, che è stato prete operaio, per chi ha memoria di quella stagione. Poi arriveranno altri, non tutti filosofi, anche se Paolo Bonolis potrebbe essere omologato come tale, tuffandoci in una lettura rivisitata della dialettica hegeliana.

I Dieci Comandamenti di Enzo Biagi (1991) e Credere Non Credere di Sergio Zavoli (1995) avevano scelto come interlocutore nella Chiesa il cardinale Tonini. Il racconto di un paese e una Chiesa altri da oggi.
Papa Francesco si è fatto narratore, divulgatore, catechista. Don Marco è giovane teologo, entrato in seminario all’eta’ di dieci anni, piu’ o meno quando quei programmi della RAI andavano in onda.
Sarebbe interessante ripercorrere la nostra storia attraverso un lavoro nelle teche che individui un filo teso tra i comunicatori della Chiesa. Credo si vedrebbe come gradualmente la televisione generalista abbia marginalizzato e perimetrato le voci religiose. E non in nome di una presunta laicizzazione dei contenuti. Per altri motivi, forse leggermente piu’ triviali. Lo dico da “non credente”.

800mila siriani in fuga. Vi risulta ?

14 Feb

Fotostoria del New York Times. 

 

Le bestie, alè

14 Feb

La storia dei nomignoli affibbiati da Trump ai suoi avversari politici va sotto il livello del mare quando affonda negli apprezzamenti fisici. Ora siamo a Mini Mike. Che sarebbe Bloomberg, sfottuto per la sua altezza. Via Twitter, che è il veicolo della odiosa bulimia.
Qualcuno ha episodicamente replicato sullo stesso terreno. Ciccione, mani piccole, autoabbronzato, capelli con riporto. Ma poi, investito da uno tsunami di tweets, ha in genere desistito.
È il nuovo modo di produzione della propaganda politica. Difficile dire quale sia la risposta piu’ efficace. La Casa Bianca è stata conquistata anche cosi’. Ora accade che Mike Bloomberg e la sua ricca macchina elettorale rispondano al presidente in carica. I managers della comunicazione sociale, a questo punto, potrebbero essere ragazzotti senza masters. Bastano quattro bulletti della porta accanto.
La politica è sempre stata cosi’. La “qualità nuova” di questa semplificazione brutale dei “contenuti” è attribuibile ai soliti social. Bloomberg ha superato Trump negli investimenti su Facebook.
Prende la nostalgia del politicamente corretto. Che a dire il vero a me è sempre piaciuto. Ma che negli anni è stato ridicolizzato, attribuito ad una parte, ecc.
E allora becchiamoci sto schifo.

PS Leggo che sono tanti gli anziani ricchi che giocano con Twitter. Boh.

C’è posta per noi

13 Feb

Ieri mattina ho trascorso un’ora e dodici minuti nel locale ufficio delle Poste dal momento in cui ho preso il biglietto con il mio numero. Due semplici operazioni che non potevo fare online. Agli sportelli tutte gentilissime donne e quello che mi è sembrato essere il direttore, uomo, appariva e svaniva. C’era il wifi ed ero attrezzato per l’attesa. Poi ho avuto un’interessante conversazione con una signora vicina e con numeretto a seguire.
Intanto leggevo dell’allenatore della Juventus, Sarri, che aveva dichiarato che se avesse voluto un posto fisso, senza passare esami, avrebbe lavorato alle Poste.
Non si è fatta attendere la risposta delle Poste medesime che leggo oggi, nella prima riga perché poi non ce l’ho fatta piu’. Dicono di essere un’azienda moderna, la piu’ grande d’Italia, ecc.
Mamma mia che paese. Ecco perche’ Fiorello che parla della pipi’ degli anziani (presenti in gran numero nel mio locale ufficio delle Poste) fa scompisciare dal ridere il paese. Basta cosi’ poco per ridere di noi stessi. Io pero’ uno spot per le Poste lo farei fare proprio a Sarri. Entra nel mio ufficio postale e dice “che lentezza…sembra il centrocampo della Juventus”.

Sposarsi. O no. In Cina

12 Feb

Interessante corto dal New York Times.  Come tutti quelli che realizzano.
E poi uno si chiede perche’ gli abbonamenti digitali del giornale crescono sempre.

 

Lettera aperta agli americani. Friedman per Bloomberg

12 Feb

Thomas Friedman, firma nota e piu’ globalizzata del New York Times, si esprime per Bloomberg. Nella sua opinione l’unico che puo’ battere Trump. Nel giorno in cui Bernie Sanders vince in New Hampshire ma tiene benissimo il giovane Buttigieg.
Mike Bloomberg è l’unico che risponde all’incontinenza tuittarola di Trump in modi simili. Quando uno ti chiama Mini Mike (riferito alla statura) tu lo chiami Ciccia bomba cannoniere o voli piu’ alto ? Sanders, che Trump chiama Crazy Bernie (Bernie il pazzo) di solito vola piu’ alto. Ma non sono sicuro che sia la strada giusta.
Siamo solo all’introduzione del libro che finiremo di leggere a novembre.

Come vedere (a casa) tutti i film degli Oscars

11 Feb

A seguire il post sugli Oscars ecco il manuale con le istruzioni per acquistare/vedere da casa il meglio. Non doppiati, che apre un altro capitolo.

Il presidente operaio

11 Feb

Tra i documentari agli Oscars ha vinto American Factory. Di Netflix e con la supertutela degli Obama. Ne avevo parlato lo scorso agosto

Ma gli Oscars sono crollati

10 Feb

A parziale correzione del post precedente registro che l’ascolto degli Oscar è crollato. Rimane, in America, il dato del Super Bowl in crescita rispetto all’anno precedente. I motivi del crollo ? Il cinema.
È stata punita Netflix (The Irishman). È stata allargata la base dei votanti dell’Academy ad altri paesi. Ha vinto per la prima volta (film migliore) un film “straniero”, l’ottimo sudcoreano Parasite, che in altri tempi avrebbe vinto il premio della critica al Festival di Roccacannuccia.
È piu’ larga la fruizione del prodotto cinematografico. Agli stessi grandi registi non fanno schifo i soldi delle piattaforme alternative alle sale dopo averci detto per una vita che i film vanno visti al buio, in poltrona, accanto a sconosciuti, immersi nella puzza dei popcorn.
Io l’anno passato ho toccato il minimo storico di biglietti acquistati ad una cassa di un cinema. E il massimo di spesa di sottoscrizioni da casa.
Alla fine degli Oscars non te ne frega piu’ niente.

Le generaliste liquide

10 Feb

Inondati da Sanremo siamo tornati a resuscitare la televisione generalista che avevamo sepolto. Una conduzione alla uomoqualunque del bravissimo Ama (come lo chiamano gli intimi che sono diventati parecchi) ha detto che non ci piace poi tanto essere cosi’ divisivi come i talk shows ci raccontano. Almeno questa è un’interpretazione che va per la maggiore tra i filosofi che frequento (alla macchinetta del caffè).
La tendenza era stata anticipata dal Super Bowl americano salito negli ascolti la settimana prima di Sanremo, nonostante mancasse la star dei New England Patriots, Tom Brady. E poi confermata anche dalla serata degli Oscar appena passata in cui è stata abolita la figura del conduttore unico. Ognuno ha fatto quello che gli pareva. Chris Rock ha preso in giro Jeff Bezos, Amazon e Brad Pitt ha citato l’impeachment ma niente di simile ai monologhi urticanti del passato.
Anche a Sanremo non c’era Crozza ma Fiorello, il figlio che tutte le mamme d’Italia avrebbero voluto avere. Chi è contro il monologo della Jebreal ?
La televisione generalista unisce. È il suo mestiere. La messa è finita.

Per Kobe

9 Feb

Ricevo. E pubblico.

Trump , tra i foglianti

8 Feb

Sul Foglio del sabato trovi sempre qualcosa per cui vale la pena passare in edicola.
Oggi Giuliano Ferrara scrive al corrispondente Mattia Ferraresi sul caso Trump, impeachment e oltre. Sottoscrivo Ferrara. La risposta di Ferraresi sale nell’alto dei cieli. A noi rimane il fango in cui immergiamo i piedi tutti giorni. Consiglio lettura.

È sempre stato caos calmo. Quest’anno peggio

4 Feb

Si diventa presidenti degli Stati Uniti anche senza vincere in Iowa e piu’ spesso è accaduto il contrario. Vinci nel primo stato e perdi la nomination.
La campagna lunga un anno nel freddo Iowa è alle spalle, senza un risultato finale.
Lo stato andato a Trump l’ultima volta, dopo le due vittorie di Obama, non ha ancora parlato nelle prime ore del nostro mattino.
Le 1678 assemblee in cui si vota per alzata di mano e ci si divide tra tifosi sono sempre state qualcosa di molto lontano dal calcolo matematico. Si esprimono percentuali a tentoni che poi si fissano come volti scolpiti nel Mount Rushmore.. L’Iowa è affondato.
La partita reale si gioca con il Super Tuesday in cui si vota in molti stati tra un mese.
Il partito democratico non ha fatto quindi una gran figura in Iowa.
Ma quello che ho visto in tre cicli elettorali prima di questo è una roba a meta’ tra la democrazia reale e una rappresentazione della democrazia stessa ancorata al secolo in cui quella digitale si immaginava solo nei romanzi di fantascienza.
Purtroppo sono in una sala di montaggio a Roma, molto lontano dall’Iowa.
Ma anche New York e la California sono molto lontane dall’Iowa e questo si vedrà tra qualche settimana.

Il meglio di SOLIDALI D’ITALIA. Un pezzo della meglio Italia

3 Feb

SOLIDALI D’ITALIA, la serie realizzata da RAI ITALIA sulla cooperazione governativa nel mondo, è arrivata alla fine. Ed è atterrata su RAI PLAY.
E’ stato un viaggio veramente bello. Grazie a chi mi ha permesso di farlo, con il mio amico Vasi. Credo ne esca fuori un pezzo d’Italia di cui andare orgogliosi.
Poi dipende sempre dai punti di vista. Che, parlando di televisione, è un fantastico ossimoro.

L’americano

3 Feb

E’ americano, nato in Calabria.  Ha 70 anni. È nella classifica Forbes dei 500 piu’ ricchi al mondo. Partito da zeromeno. Arrivato con la famiglia negli Stati Uniti quando aveva dodici anni. Lo scorso anno ha comprato la ACF Fiorentina, squadra di calcio.
In questa stagione la piccola Firenze è terza in Italia, dopo Milano, con Inter e Milan, nella classifica degli abbonamenti allo stadio. Prima di Napoli, Roma, Torino e le altre. E dopo l’ultima annata in cui la serie B è stata molto vicina (anche quest’anno non è lontanissima).

Alla fine della partita con la Juventus persa 3 a o (due rigori) il presidente Commisso si è espresso. Taccio sul merito (ho la sciarpa viola).
Commisso non risponde a Nedved, vicepresidente della Juventus che gli aveva consigliato di prendersi una bevanda. Poi Commisso dira’ che lui parla solo con Agnelli, da quello che ho letto. Poco importa. Quello che doveva dire lo ha detto.
Mi ha ricordato uno dei tanti billionaires americani che hanno comprato una squadra in sport diversi. Mark Cuban , “padrone” dei Dallas Mavericks nella NBA. Viene multato spesso per le sue dichiarazioni su avversari, arbitri, ecc. Se ne frega.

Commisso non capisce la burocrazia italiana che non gli fa costruire il nuovo stadio con la velocità di un ospedale in Cina.
Commisso dice spesso quanti soldi ha messo nella Fiorentina.
Commisso parla senza filtri. Ha sottolineato che le sue parole rimbalzano in America. Dove anche Amazon è entrata nella grande sfida mondiale dei diritti televisivi. Ed ESPN è arrivata da un paio d’anni con il campionato italiano. Siamo i figli minori dell’Inghilterra, della Germania, della Spagna. L’Italia in rimonta, soprattutto grazie a Ronaldo (ahimè).
Commisso racconta una storia diversa, piu’ larga della nostra.
La storia continua.