Archive | Luglio, 2020

Paragoni

24 Lug

Paul Krugman è premio Nobel per l’economia. Scrive regolarmente sul New York Times.
Nel suo ultimo pezzo corre il paragone tra “il modello italiano” di trattamento del virus e quello americano.
Dice Krugman che se il confronto fosse tra Germania e Stati Uniti capiremmo che non ci sarebbe gara. Ma lui paragona la nazione europea più afflitta da burocrazia, età media altissima ed economia stagnante (siamo noi) con la nazione prima al mondo (gli americani se lo dicono da soli da sempre senza eccezioni, da Obama a Trump passando per tutti gli inquilini della Casa Bianca).
Nella sfida l’America esce disastrata.
Noi abbiamo sentito molto parlare di modello italiano in questi mesi. Riassumendo io citerei scuole chiuse, industrie che non si sono mai fermate al nord, frontiere bucate e chiusi in casa ad ascoltare i bollettini della Protezione Civile.
Le mascherine però le abbiamo messe sempre e le mani ce le siamo lavate.
In America, in molti stati e all’interno della Casa Bianca, nemmeno questo hanno fatto.

Arriva il PODCAST di Michelle Obama

20 Lug

Ci siamo quasi. Il 29 luglio.
Orecchie aperte.

Bianco privilegio

19 Lug

Con il tempo ho stoccato una grande quantità di Brooks Brothers. Sono fermo alla misura 15 e mezzo-34 da una trentina d’anni. Mi piacciono larghe, vecchio stile. La rincorsa alle slim ha disorientato la clientela anziana ed eveidentemente non ha conquistato una platea più giovane. Recente la bancarotta dichiarata da Brooks Brothers. Fondamentale premessa per arrivare alla camicia bianca.
Questo post, della serie chissenefrega, dice dello stato d’animo che uno attraversa in questi tempi così instabili. Poche certezze. La camicia bianca, con la squadra del cuore, rimangono ferme.
È stato storicizzato l’uso di questa pezza di cotone, prima il pesante Oxford e poi il leggero Supima. Da Kennedy a Renzi (vabbè). Si è scavato nei secoli precedenti. Senza dimenticare l’opposizione white collar (la classe media) e blue collar (la classe operaia) che per qualche anno mi ha fatto sposare lo scuro contro il chiaro.
Oggi i recenti avvenimenti (Black Lives Matter) sembrerebbero avere sfornato una rilettura della camicia bianca. L’indossa Ivanka Trump e allora diventa “privilegio bianco”.
Me la cavo pensando che la storia del bianco per le donne ha radici diverse.
E stavolta non ci casco. Camicia bianca la trionferà per tutta l’estate.

Va male

14 Lug

La risposta americana al COVID-19 in Texas raccontata dal New York Times Magazine. Non buona.

Benvenuti nel magico mondo

13 Lug

Nel giorno del massimo di positivi ufficialmente registrati in Florida arriva il video della riapertura a Disneyworld. Viene voglia di andarci dopo averlo visto?
Pare di si per migliaia di americani.
Poi quando si dice che l’America è un luogo complesso e le elezioni di novembre non sono già decise, si capisce che non sono parole a caso.

Masks, idioti

11 Lug

Bill Nye è il più celebre divulgatore scientifico americano. In televisione ha vinto 19 Emmy Awards. In America questa storia della mascherina è diventata elemento di divisione politica. Beh, meno da noi ma non ci siamo fatti mancare gruppi di idioti che non la mettono. Daje Bill, che è andato pure su TikTok per dire che la mascherina protegge noi ma soprattutto gli altri.

La Cina è più vicina con un libro e un podcast

9 Lug

Un podcast e un libro.

L’Italia con voi

4 Lug

L’Italia con voi, il programma quotidiano di RAI Italia che sconfina all’estero, in onda su RAI Uno. La prima puntata.su Rai Play.

Oh, Mrs. Robinson

3 Lug

Insisto su Charles Webb.
Scopro che una delle rare conversazioni di Webb con qualcuno che lo cerca risale al 2006 ed è leggibile su un blog. L’autore del post scriveva di vani tentativi fatti di interessare al suo pezzo la stampa di varie specie. A nessuno è fregato niente.
Insomma Salinger lo hanno cercato tutti e lui non ne ha voluto sapere per tutta la vita.
Webb invece è stato da subito scaricato in un magazzino della memoria da cui è riemerso solo per dire è morto. Certo, lui si è nascosto parecchio.
Ho cercato su Amazon il seguito del Laureato (Home School). Da quello che leggo nel post del blog si capisce che la scrittura, per nulla sistematica, è stata generata dalla biografia dello stesso Webb. E questo, anche se quasi tutti gli autori dicono di fare il contrario, accade spesso. C’è pure una suggestione a cui siamo rimasti appiccicati in tanti, a lungo. L’incontro, reale, con Mrs Robinson.

Una storia di rifiuto del denaro. Vi sembra da pazzi ?

1 Lug

È scomparso a 81 anni l’autore del libro Il Laureato da cui è stato tratto il film, del 1967.
La colonna sonora, con Simon & Garfunkel, è tra le più belle di sempre.
Charles Webb scrive Il Laureato a 24 anni. Famiglia borghese (si può dire ancora?) successo, incontro con l’amore e due figli.
Una vita spesa rifiutando il denaro e donando sempre ad organizzazioni umanitarie quello che riteneva fosse superfluo. Eredità, royalties.
Scrive poco Webb, parla poco e vive con pochissimo. Fa il commesso, bracciante, pulizie in un motel, manager in una colonia di nudisti in New Jersey. Divorzia perchè contrario all’istituzione del matrimonio ma poi lui e Fred si risposano per ottenere un visto e la residenza in Inghilterra. Fred muore nel 2019. Per Charles il denaro sarà fino alla fine “sterco del demonio”.
In una rara conversazione del 2008 Webb dice cosa pensa della vita, comunque riassunta dai lavori che si è scelto. Al giornalista del Los Angeles Times era sembrato a posto con se stesso.
Dopo avere letto la storia di Charles Webb ho pensato (vecchia idea) che, per cominciare, sarebbe cosa giusta abolire le eredità. E noi stiamo ancora a parlare di vitalizi. Oplà.