Se potessi avere una TV al mese

5 gen

Sul canale 115 di Time Warner a New York (e sul 279 di DirecTV) dal 1 gennaio posso vedere la nuova televisione di Oprah.
24 ore al giorno di televisione senza news con una serie di programmi replicati a loop, senza necessariamente Oprah dentro ma con Oprah che fa capolino ogni tanto e lancia in uno special tutti i programmi (di un’ora) del network che non sono pronti subito ma verrano gradualmente fuori, da ora all’estate. Lo dichiaro subito, contro le critiche schizzinose di questi primi giorni come quella del New York Times, questa e’ televisione.
Oprah si e’ comprata il sogno di un canale tutto suo (con Discovery Communications) dopo 25 anni di OPRAH WINFREY SHOW al pomeriggio dal lunedi al venerdi su ABC (shows confezionati e venduti a ABC dalla sua casa di produzione, come fanno tutte le stars televisive in America).
Il canale si chiama OWN, acronimo che sta per OPRAH WINFREY NETWORK ma significa anche proprio, mio, roba mia.
“Roba mia” made in Chicago dove Oprah risiede, non a New York o Los Angeles. Sono tornato cinque giorni fa da Chicago e ogni volta la trovo piu’ bella. La piu’ bella citta’ americana. La piu’ americana citta’ americana.
Studiare, si fa per dire, il canale tv di Oprah e’ come andare a scuola di televisione. Ci sono format da saccheggiare, c’e’ una forma televisiva ripetuta (che a me e’ sempre piaciuta: l’intervistatore non e’ in campo e l’intervistato parla in camera) e soprattutto c’e’ quella che Dan Abrams, l’ex capo e anchorman di MSNBC, dice essere il segreto del successo di un’avventura come questa, c’e’ UN’IDENTITA’. Che e’ la dilatazione della weltanschauung opresca , ovvero io e il mio network di amici (importanti, famosi, che ce l’hanno fatta) siamo i vostri life coaches, i vostri maestri di vita e copriamo tutto l’arco dei vostri bisogni, dal cibo al sesso alla spiritualita’ alla gestione delle cose ordinarie della vita, dalla testa, al punto vita, ai genitali. E l’identita’ del canale e’ completa perche’ ha un target preciso, fatto soprattutto (ma non solo) di donne (dai 25 ai 54 anni) che riconoscono Oprah come una che con la sua biografia e la sua assenza di pregiudizi ha cose da insegnare. Tanto che quando Oprah, per la prima volta nella sua vita, ha dato un’indicazione di voto nelle ultime presidenziali il suo candidato, Obama, ha vinto. Grazie a Oprah? Si, anche.
Detto questo, parecchi dei maestri di vita adoperati da Oprah nella sua carriera e ora tutti dispiegati nel palinsesto di OWN, come in una formazione di ALL STARS, li evito come la peste. A cominciare dal Dr. PHIL , il piu’ celebre di tutti, un tuttologo, dispensatore di luoghi comuni che Letterman ama prendere in giro ma l’audience tv prende da anni molto sul serio. Altri maestri che Oprah usera’ come Jay-Z, Maya Angelou, Condoleeza Rice, Sidney Poitiers e Simon Cowell, il padrone e ideatore di American Idol, arriveranno in seguito e per ora ci hanno dispensato solo poche pillole di saggezza. Di piu’ si e’ vista SARAH FERGUSON che sara’ protagonista del reality “Finding Sarah” e ogni tanto compare per dirci che nella vita ha fatto tanti errori e si asciuga le lacrime. Perche’ ,dimenticavo, nella televisione di Oprah si piange molto. Gia’ si piangeva ogni tanto nel suo pomeriggio di ABC ma ora il pianto catartico pare essere diventato una colonna su cui si regge l’edificio di OWN. E piu’ a piangere sono i famosi piu’ siamo tutti uguali (perche’ i soldi non sono tutto nella vita…).
La critica del New York Times finisce il suo pezzo scrivendo che il canale di Oprah non e’ per quelli a cui piace Oscar Wilde. Boh, che cazzo di citazione e’ ? Secondo me a Wilde il programma In the bedroom (nella camera da letto) della dottoressa Berman lo avrebbe intrigato. Coppie in crisi senza piu’ sesso consumato provano a rifarcela di nuovo con l’aiuto della dottoressa Laura Berman. Che chiede nell’episodio che ho visto “ma ti fanno schifo i suoi genitali?” (o i tuoi) e consiglia come conoscerli/si meglio. Non e’ roba da buttare via con un sorrisetto idiota, credo. Forse e’ roba che puo’ servire, forse no, ma all’interno del programma dei programmi opresco funziona. Non c’e’ un’area della vita che io, Oprah, non copriro’. Io sono la tua religione laica e OWN e’ la tua chiesa.
Una chiesa che accoglie tutti e cosi’ ci sara’ il programma sulle donne detenute, quello sulle bulimiche e anoressiche e, finalmente, quello sulla nuova Oprah. Il casting e’ gia’ fatto e chi vincera’ il reality condurra’ un programma nella nuova televisione.
Dietro molte di queste idee c’e quel MARK BURNETT che ci ha dato negli anni Survivor e The Apprentice con Donald Trump, quindi roba di successo anche se in questi casi, forse si, non proprio per amanti di Oscar Wilde.
Gia’ dieci anni fa Oprah aveva provato a cofondare un canale (OXYGEN) ed era andata male. Ora, preparandosi ad uscire dalla free tv dei grandi networks per andare in un piccolo canale nuovo a pagamento, Oprah si gioca tutto o quasi, a 57 anni.
Ora o mai piu’, deve avere pensato la ex povera ragazza di Kosciusko Mississippi, violentata a nove anni, con un figlio partorito e perso a 14 anni e poi diventata billionaire e la piu’ grande filantropa afroamericana.
I profitti del nuovo canale potrebbero arrivare tra il 2013 e il 2015 ma non credo che per Oprah adesso siano i business plans a preoccuparla. C’e’ una chiesa da mettere su e ricominciare nella vita e’ come aggiungere un’altra vita a quella che aveva dato tutto.
Io, con Oprah, sono solo alla prima puntata.

PS domanda per chi mi legge: chi potrebbe essere l’Oprah Italiana?

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