VEEP, la vicepresidente (democratica ) su HBO. E’ la postpolitica

23 apr

Julia Louis-Dreyfus e’ nota al pubblico per le nove stagioni consumate con Seinfeld, senza contare quelle con Saturday Night Live. A 51 anni Julia e’ la vicepresidente degli Stati Uniti in VEEP, su HBO, primo episodio appena andato in onda, nell’affollata domenica sera di cose belle che offre la tivù americana. Una vicepresidente che nella vita e’ attivista democratica.

Veep non e’ The West Wing e non pretende di esserlo. Scritta da Armando Iannucci, inglese, gioca la carta della satira a tutto campo senza ridursi ad affibbiare una casacca di partito alla vicepresidente. Quella che si racconta, provando a far ridere ( e riuscendoci ) e’ la riduzione della politica a pura immagine, lo svuotamento del potere che la sovraesposizione di rete e televisione hanno prodotto negli anni post-The West Wing. Un grande ritmo sostiene il backstage della politica, in cui ogni gaffe finisce ritwittata ma pesa per poche ore perché poi arriva la nuova che la seppellisce. Sono gli anni in cui chi fa politica e’ entrato nell’isola dei famosi come gli altri colleghi pop con cui si mischia. Gli spin doctors sono simili agli agenti degli showmen. E’ la politica che piace sempre di più ai televisivi che stanno mettendo in cantiere uno show dopo l’altro. Su USA vedremo Political Animals ( una First Lady, Secretary of State) e poi in autunno l’atteso 1600 Penn su NBC.
Frank Rich, del New York magazine, gia’ editorialista del New York Times, e’ l’executive producer di Veep. Garante della correttezza politica. Ma anche testimonianza vivente dell’ibridazione dei mestieri e dei destini. E’ la nuova postpolitica bellezza, quella che sa che il potere sta in altre stanze.

http://youtu.be/My8PA7TBqJo

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