You Tube, AOL, Hulu, Yahoo, Huff Post. Tutti a caccia di CONTENT

27 apr

Sono andato oggi qua, a New York, ad uno di quegli eventi che stanno riempiendo questo mese di annunci a raffica di nuovi canali digitali sulla rete. Digitas Newfront 2012. La grande agenzia multimediale da cinque anni raccoglie il meglio del suo lavoro, i suoi clienti e soprattutto offre dei talk shows che sono finestre sul futuro. Il business dei prossimi anni, era chiaro oggi, e’ il content, la ciccia con cui riempire la febbre che ha preso tutti i grandi players di entrare nella grande torta televisiva, che non chiamano così ( digital videos ) ma questa e’.
Si sono viste previews di tanti programmi, serie che nulla hanno di diverso da quelle che vediamo a casa sul grande schermo. Si sono sentite previsioni incredibili ( ” andiamo verso i mille canali sulla rete”) , si e’ vista la tivù di Huffington Post, un misto tra talk e breaking news, si e’ sentita un milione di volte la magica parola “storytrelling”, si e’ chiesto alle centinaia di presenti di alzare la mano se non fossero su Twitter e pare lo fossero tutti. Nemmeno uno ha alzato la mano e allora io ho tenuto la mano in tasca, barando. Anche multipli accenni all’user generated journalism, derivazione del citizen journalism, insomma siamo tutti giornalisti e così e’ se vi pare. Se no fa lo stesso.
Ottimismo a palate, odore di start ups ad ogni angolo. Un mondo che a frequentarlo, anche per caso, ti fa voglia di inventarti qualcosa. Perché, sinceramente, per quello che ho visto, di geniale c’era poco.

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