Roccacannuccia, New York, la quota tette e il politicamente (s)corretto di Girls

27 apr

Leggo un bel post sul Post a proposito di Girls, la nuova serie che fa parlare ( di HBO ). Ne ho scritto la sera della prima puntata, dopo averla vista.
Scrive Chiara Lino tutte cose condivisibili ( per punti ) che vi invito a leggere.
Tutto gira attorno a Lena Dunham che si e’ costruita addosso una serie su misura. Le sue di misure, che non sono quelle dei concorsi di bellezza.
Aria fresca in televisione, mi e’ sembrato, ancora di più dopo la seconda puntata di domenica scorsa. Che e’ partita a secco con Lena sotto e quel fesso del suo, come chiamarlo ?, boy-friend sopra. Nudi. E allora ? Oltre alla “quota tette” se non ricordo male c’era anche una”quota cazzo”. Avevo scritto che il sesso consumato così come lo vediamo e’ per Lena, ho letto, anche un modo di mostrare come il porno sulla rete ha risistemato tristemente le cose in questo department, come dicono qua in America. Italianizzo, in parte, la polemica, per capirci. Si perché l’altra cosa che leggo sempre sul post di Chiara sarebbe questa onda montata sulla rete contro i mantenuti da papa’ e mamma ( non mi sembra che in Italia sia una rarita’ ) in un loft ( che poi non e’ un loft ) a New York. Ecco questa cosa di vivere a New York invece che a Roccacannuccia o a Des Moines non e’ tutta sta figata, lascetevelo dire da uno che ci ha trascinato ( al buio ) la famiglia. E potrei snocciolarvi una quantità di storie ( si anche italiane ) che vi affogherebbero nella tristezza. Non sono tutti corrispondenti dei quattro giornali italiani o professori ad Harvard gli italiani qua ( tra parentesi e fuori tema ).
Altra cosa criticata, la non presenza di protagonisti/e con pelle colorata. Metterceli per forza sarebbe stato forse peggio. Non ci avevo quasi fatto caso e mi ricorda una cosa accaduta con mio figlio. Quando gli chiesi di che colore fosse un un suo amico a scuola mi rispose dopo averci pensato che non capiva la domanda e comunque non se lo ricordava ( era black ).
E allora, quelli di Friends ?
A me e’ piaciuta la semplice scrittura della serie, per ora. Che funziona meno, per streotipi, quando Lena descrive le tre compagne di casa. E’ una scrittura senza battute fulminanti che procede orizzontalmente, come la vita, che non e’ che siamo tutti degli spiritosoni o nell’anteprima di Ballaro’.
Ho sempre pensato che il politicamente stracorretto all’americana sia una cosa buona ( perché pone argini al razzismo, appunto ) ma che spesso sia veramente oltre ogni ragionevole misura. C’entra la storia di questo paese che e’ cosa lunga per questo post.
PS Si comunque e’ vero che le quattro attrici di Girls sono figlie di qualcuno che ha a che fare con lo show-business ( ne avevo scritto ). Sono proprio amiche di Lena che fanno il suo mestiere. Ma questo e’ tutto un altro discorso.

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