Umoristi alla cena dei corrispondenti alla Casa Bianca. Obama meglio di Kimmel ma ci sono stati anni migliori

29 apr

Ho assistito in diretta su CSPAN live alla cena annuale dei corrispondenti alla Casa Bianca. Quella in cui ogni anno il presidente degli Stati Uniti legge una serie di battute in fila, scritte per lui da plotoni di autori. Obama le sa porgere. Ogni tanto potrebbe evitare di ridere alle sue stesse facezie ma più spesso e’ ottimo nel rimanere faccia di bronzo mentre molla parole al vetriolo su Romney, ad esempio. Dico vetriolo perché mi sembra che questo rito della cena dei corrispondenti abbia perso leggerezza. La battuta su Sarah Palin se la poteva risparmiare. Ed anche altre. Quella sottile linea che separa la satira dall’insulto e’ difficile da percorrere senza cadere. E’ quello che ha fatto subito dopo Obama, a fatica, il comico televisivo Jimmy Kimmel, titolare di uno dei quotidiani talk shows della notte ( su ABC ). Lui il volto di marmo lo sa mantenere per mestiere ma i materiali hanno fatto rimpiangere i suoi predecessori degli anni passati.
Forse il rito si e’ consumato negli anni ( quello del potere che ride di se stesso ). Forse sono condizionato dalla fase, che mi sembra ci sia poco da ridere.
O forse, banalmente, e’ andata che il massacro subito dai Knicks nel pomeriggio ad opera degli odiati/odiosi avversari di Miami mi ha rovinato la giornata. E così la cena dei corrispondenti mi e’ sembrata una recita già vista. Dopo cinque minuti anche noiosa.

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