Apple, meno tasse di Walmart

30 apr

Sono un fedele della megachiesa di Apple, anche perché sono un analfabeta digitale ( come dice mio figlio ) e grazie al Mac riesco a fare quelle cose che mi servono. Pero’ prima le condizioni di lavoro nelle fabbriche cinesi e ora le tasse che la mela paga sono “cose che non vorremmo vedere sui campi di calcio”. Tutto legale ma non bello a leggersi e a sentirne parlare in televisione questa mattina ci si rimane male. Perfino Walmart, il gigante mondiale della vendita al dettaglio, di cui siamo abituati a sentir parlar male, ci fa una più bella figura. La storia e’ esplosa sul New York Times domenica ( come sempre, come per le fabbriche in Cina ) e la riassume bene oggi il Post.. Ho appena sentito dire in tivù che basta aprire una casella postale in uno stato in cui le corporate taxes sono zero per non pagarle interamente nello stato in cui realmente si produce o si inventa.
Il comunicato di risposta di Apple assomiglia a quelli di Berlusconi quando diceva quante tasse paga al giorno. Una cifra impressionante ma che dice poco se non e’ squadernata nei mille capitoli in cui il libro delle tasse andrebbe aperto per capirci bene dove, come, quando. Mi trovo bene al Genius Bar quando ne ho bisogno pero’ poi non prendiamocela solo con Walmart.



Comments are closed.