La televisiun la g’ha na forsa de leun. Tante chiese diverse, un’unica religione

17 mag

Sono in viaggio, qualche giorno sul lago di Como ( da cui il titolo del post ). In aereo ho fatto fuori arretrati a chili di giornali e riviste tra cui l’ultimo New York magazine titolato Television : The Revolution. A leggerlo si capisce, in mezzo a molto altro, che la rivoluzione sta nei pubblici diversi che si sono spalmati sulle diverse piattaforme, terremotando la staticità dei palinsesti.
La tele-visione sta trasformandosi in una visione frammentata che allunga sempre di più la curva dell’ascolto monitorata dalla Nielsen e concorrenti che non mollano i telespettatori e li seguono ovunque e a qualunque ora siano davanti ad un video, piratando, acquistando, guardando in differita, live la tivù che “la g’ha na forsa de leun”. Non so come fanno ma lo fanno perche’ gli inserzionisti vogliono sapere se stanno buttando soldi nel primetime o no. Si diffondono strumenti che permettono di saltare le pubblicità e guardarsi le serie di seguito senza interruzioni. Con la non trascurabile controindicazione che le serie stesse sono finanziate da Madison Avenue e quindi la contraddizione in seno al popolo degli studios continua ad essere risolta con le vendite all’estero ma al mercato domestico i conti rischiano di non tornare.
Sta finendo l’era della tele-visione passiva, quella su cui per decenni la Procter and Gamble ha riversato fiumi di denaro. Ora braccare il telespettatore e’ la nuova mission degli advertisers e i social networks con Twitter e il liveblogging stanno rivoluzionando l’ascolto. Il bello e’ che questo pubblico più digitalmente evoluto e’ quello che guarda live la TV come quello più’ passivo che esiste, affondato semimorente nei divani tra sacchi di patatine e popcorn. La visione in diretta, molto cara ai pubblicitari, e’ salvata da questo nuovo esercito di telespettatori critici che misurano ogni scena, ogni dialogo delle serie preferite. Dice, sul New York magazine, Shonda Rhimes ( Grey’s Anatomy, Scandal ) l’unica autrice di pelle nera che abbia sfondato in un mondo di uomini e di emergenti giovani donne bianche, che ad ogni messa in onda segue ansiosa cosa dicono i suoi 160mila followers su Twitter in tempo reale. I programmi vengono costruiti pensando alla battuta fulminante, alla scena che può rimbalzare su You Tube costruendo l’istantaneo fenomeno ( come la Zou Zou Bisou di Mad Men ).
La rivoluzione e’ in questa visione comune che offre alla Rhimes 160mila critici a puntata. Spettatori motivati, coinvolti, innamorati, appassionati. Proprio quello che vuole Madison Avenue che temeva che il giocattolo si fosse rotto. Tutto sta a beccarli questi new new angeli custodi della old television.

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